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mercoledì, maggio 31, 2006
Nessun gay in comune
Il Campidoglio e Palazzo Marino non verranno colorati arcobaleno: nessuno dei candidati gay nelle due delle città più grandi d'Italia è stato eletto.
Per inefficenza dei siti dei due Comuni non riesco ad avere i voti di preferenza dei vari candidati glbt ma sembra chiaro che nessuna campagna pro voto gay ha avuto molto successo.
Un'attenuante all'insuccesso è comunque doveroso farla: Roma e Milano sono sì due città con una grande popolazione gay ma molti di questi sono studenti fuorisede - come il sottoscritto - o lavoratori non residenti.
Per la stessa inefficenza non riesco ad avere i dati delle elezioni nei 20 Municipi romani e nei 9 Consigli di zona milanesi.
Gaynews dà notiza dell'elezione a Presidente del IV Municipio di Alessandro Cardente. Il lancio APCom riporta anche le dichiarazioni di Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Dichiarazioni che, non per disfattismo ma anzi per spirito critico, definirei patetiche.
"Con l'elezione con il 60% dei consensial Presidente del IV Municipio, Alessandro Cardente, tra i fondatori di Arcigay a Roma, abbiamo dimostrato che essere gay non implica far perdere voti", "le cittadine e i cittadini romani hanno eletto molti dei candidati Gay e Gay-friendly segnalati da Arcigay Roma durante la campagna 'Usa il Tuo Voto',con la quale abbiamo fornito ai nostri soci di Roma ed ai nostri simpatizzanti un elenco di candidati al Comune ed ai Municipi di Roma che hanno condiviso e firmato le nostre richieste".
Sarebbe bene ricordare che in quanto candidato Presidente il Cardente non aveva bisogno di voti di preferenza. Cioè il suo nome era prestampato sulla scheda elettorale e qualsiasi voto, anche una croce su uno dei partiti che lo sostenevano, era un voto per lui.
Sia chiaro che non voglio togliere nulla al neo eletto Presidente del quarto Municipio ma dire che "essere gay non implica far perdere voti" mi sembra una forzatura tant'è che storicamente solo due Municipi romani hanno avuto presidenti di destra e tra questi due non c'è il quarto. Il successo quindi era quasi scontato.
Il giovane presidente di Arcigay Roma parla della campagna "Usa il tuo voto". Come aveva già fatto notare uno dei candidati non segnalati, Sciltian Gastaldi, l'niziativa di cui parla Fabrizio Marrazzo è stata un pò scorretta. Infatti nell'elenco mancavano alcuni nomi e se a pensar male si fà peccato ma spesso ci si azzecca allora mi viene da pensare che per avversione partitica e soprattutto per rivalità personali la mancata segnalazione di quei nomi non è stata semplice disattenzione.
Marrazzo parla di elezione di "candidati", al plurale quindi. Aspetto ulteriori dati o comunque il ripristino del server del comune di Roma.
posted by Andreas Martini @ 12:13 PM   2 comments
martedì, maggio 30, 2006
Un Foglio omofobo
antisemitìsmo
s.m.

CO avversione e ostilità verso gli ebrei

omofobìa
s.f.

CO avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità

(De Mauro Paravia)


Condividendo lo stesso stato d'animo di Sciltian Gastaldi e facendo mie le sue riflessioni, linko dal suo blog, Anelli di Fumo, questo post:

Omofobia come antisemitismo
posted by Andreas Martini @ 8:15 PM   0 comments
sabato, maggio 27, 2006
Vota Sciltian!
Alle porte di un'altra tornata elettorale eccomi di nuovo a casa pronto per adempiere al mio compito di scrutatore. Anche nella mia cittadina si vota ma non credo serva granchè dire su chi cadrà la mia scelta.

Per voi tutti che siete a Roma ecco cosa io, con molto piacere, avrei votato:



e con molte remore:




Buon voto a tutti e che sia un voto LAICO, SOCIALISTA, LIBERALE, RADICALE!
posted by Andreas Martini @ 8:17 PM   2 comments
venerdì, maggio 26, 2006
Da Ruini a Tonini, stessa omofobia.
Ruini e Tonini: rima baciata e perfetta assonanza di idee.
Riportare tutte le esternazioni del primo è quasi impossibile. Quelle del secondo anche se meno numerose sono a volte più "violente".

Già a gennaio riportai il suo intervento in cui disse che un figlio omosessuale è una "disgrazia" per la famiglia. Due giorni fa il Cardinale è tronato sul tema omosessualità e durante la trasmissione di Piero Chiambretti, "Markette", ha detto: "È un atto bestiale, come già diceva Kant, la peggiore impudicizia".(Corriere della Sera del 24/05/2006)

Lo stesso giorno Repubblica pubblicava una lettere di un giovane lettore ad Augias:

Caro Augias, sono un ragazzo gay di Bologna ho 23 anni. Per l'ennesima volta mi sono sentito insultato dal papa per le sue parole sull'amore gay. Sentir dire che il sentimento che posso provare per un ragazzo è di serie B mi fa rabbrividire. Scrivo questa lettera con tanta rabbia nel cuore, perché l'amore gay l'ho vissuto, come l'hanno vissuto e lo stanno vivendo decine di miei amici e amiche. Amare una persona del tuo stesso sesso è impegnativo sul piano collettivo e personale; scontri, litigi e imbarazzi con genitori e amici eterosessuali, mancanza di sovrastrutture sociali e religiose che ti possano aiutare e sostenere, impossibilità concreta di vivere l'amore serenamente alla luce del sole. Difficoltà enormi, che un eterosessuale forse non riesce nemmeno a immaginare; nonostante questo, vedo tanti esempi di storie di amore gay bellissime; io stesso sono stato fidanzato per due anni con un ragazzo speciale, e forse proprio l'impossibilità oggettiva di poter vivere interamente questo amore, lo ha fatto terminare. Ci vuole una forza incredibile perché vai contro tutti e contro tutto. Solo un sentimento sincero, forte e puro può reggere pressioni che provengono dalla società in cui viviamo, e in cui ognuno di noi ha (avrebbe?) dei diritti. Mi chiedo in base a cosa, il papa possa dire che questo amore è così riprovevole. Non riesco a capire, mi sento preso in giro e offeso. L'amore non dovrebbe essere sempre incoraggiato? Alex Bardelli
Per leggere la risposta di Augias, clicca qui.
Credo le parole di Alex bastino per far capire con quanta sofferenza continuo a leggere sparate su tutti i quotidiani le parole cariche di odio dei prelati cattolici. Per loro grandi spazi ma pochissimo per le repliche. Amarezza.
posted by Andreas Martini @ 12:32 PM   0 comments
giovedì, maggio 25, 2006
Sulla Bindi. Ultimo atto.
Dopo i due ultimi post su Rosy Bindi, Marco alias Equalmarriage ha più volte polemizzato con me per i toni entusiastici con cui ho giudicato le parole della Ministro per la Tutela della Famiglia.
Ci tengo a precisare alcune cose visto che Marco continua a sostenere che "dormo".
Tutto l'apprezzanemento alla Bindi è nato da queste parole:
«Nel programma dell’Unione questa parola non c’è. Si parla di unioni civili, e di diritti da garantire», «a me pare che non sia possibile né giusto separare rigidamente le due sfere, quando si parla di diritti delle persone. Dov’è il confine tra privato e pubblico? Se c’è una norma che si applica a due persone, anche i terzi sono tenuti a rispettarla. Vedremo. Ne discuteremo. Dovremo evitare uno scontro ideologico».

Io le ho lette così: il nome Pacs non c'è ma si può comunque parlare di un aspetto peculiare dei patti civili di solidarieta, la pubblicità dell'atto, l'inoppugnabilità dell'atto da parte di terzi.Lei nonostante cattolica, nonostante membro di una partito cattolico ed espressamente ruiniano, nonostante alla guida di un ministero che la chiesa voleva accaparrarsi, ha avuto il coraggio di dire che è favorevole a ciò cui molti altri eminenti membri della Margherita sono contrari. Si leggano oggi le parole di Rutelli che ricordano per l'ennesima volta il programma dell'Unione e quindi l'inesistenza dei Pacs E della sua clausola più importante.

Se poi mi si rammenta che a gennaio la stessa Bindi disse altro - le famose dichiarazioni di San Martino del Campo - io ricordo che si può cambiare idee (e infatti ho parlato di apertura non di totale favore per i PaCS) e che normalmente le dichiarazioni si leggono in ordine cronologicamente crescente non decrescente!

Io ho definito quell'apertura coraggiosa e non sono stato l'unico:

Così arrivano l'abbraccio di Emma Bonino («brava e coraggiosa»), i complimenti
di Daniele Capezzone («positivo passo in avanti»), l'entusiasmo di Barbara
Pollastrini
, ministro diessino per le Pari Opportunità, che dice di voler
proporre entro sei mesi «oltre alle quote rosa, un progetto di legge sulle
unioni di fatto», l'incoraggiamento di Franco Grillini, («bene quel riferimento
ai diritti pubblicistici»), la difesa di Marco Rizzo («da destra solo attacchi
strumentali»), la soddisfazione di Vladimir Luxuria e Titti De Simone («per la
prima volta il riconoscimento pubblico delle unioni civili non sembra più uno
scoglio insormontabile»). (Corriere.it del 22/05/06)

A dimostrazione che l'ho letto come Emma Bonino ecco un stralcio da un articolo appena trovato:

Non si tratta infatti per la Bonino «un problema di diritti individuali, quelli sono sanciti dalla Costituzione, ma piuttosto di diritto pubblicistico dell'unione di fatto e dell'inappellabilità rispetto a terzi, perchè questo è il vero problema di fondo». «Se poi vogliamo chiamarli Giuditta, Pacs o Genoveffa - ha concluso - non è questo il problema, l'importante è che non ci sia una formulazione ambigua per quanto riguarda il diritto di riconoscimento pubblicistico». (Unità.it)

Che poi il coraggio sia durato poco non ci posso far niente! Che le parole della Bindi non significano per forza che i PaCS ci saranno è un altro discorso. Lei anche nella lettera ad Avvenire ha confermato la sua intervista ha confermato quindi la lettura che gran parte dei suoi colleghi e della gente ha dato: è disposto alla pubblicità dell'atto. Cosa che non ritengo di poco conto, anzi, determinante!

Non credo che le battaglie si vincano con i muro contro muro e con l'intransigenza e vedere un bagliore di luce nelle parole della Bindi lo credo cautamente importante.



posted by Andreas Martini @ 6:50 PM   6 comments
mercoledì, maggio 24, 2006
Rosy, Forza e Coraggio!
A volte è difficile dover ammettere di essersi sbagliati e di aver preso una cantonata per aver ceduto a facili illusioni. Ma non è questo il caso. Credo di non dover corregere nulla di quello che ho scritto sulle dichiarazioni pro PaCS della ministro Bindi. Tanto più che ho concluso quel post in cui ne parlavo, con un'ombra di dubbio: chissà quanto avrebbe resistito la Rosy sulle sue posizione, troppo avanguardiste per il suo partito.

Ha resistito pochissimo. un paio di giorni. E poi ha ceduto.
Ma sono troppo buonista se dico che la posso capire? Si è sentita dire dai suoi colleghi che una donna single (per scelta?) e senza figli non poteva essere adatta a guidare un ministero per la famiglia. Si è sentita dire che voleva trasformare il suo ministero in un Ministero per i Pacs. Si è sentita accusata di essere lesbica - come se esserlo fosse veramente un'offesa - e quindi ancora di più inadatta a guidare il ministero che Prodi ha scelto per lei. E come se non bastasse anche coloro che avevano gioito per l'isituzione di questo nuovo dicastero, quegli stessi che lei da cattolica impegnata in politica si sentiva onorata di rappresentare, le hanno puntato il dito contro: accusata di aver trovato acrobazie dialettiche per difendere argomenti che lei in quando cattolica non poteva difendere.
Non le è bastato il sostegno di molti suoi colleghi ministri, deputati e senatori, non le sono nemmeno bastati gli apprezzamenti della comunità gay. Quel dito contro dall'Osservatore Romano e da Avvenire ha pesato molto di più e sentitasi abbandonata è corsa ai ripari.

Mentre ancora oggi molti quotidiani pubblicavano critiche e giudizi positivi sulla sua intervista, l'Avvenire ha pubblicato una lettera della Bindi in persona che cerca un riavvicinamento.
Definisce quella del Corriere della Sera una "operazione editoriale" ma conferma il contenuto dell'intervista. In un'altra lettere, al Corriere, la Ministro aveva giudicato troppo forzati i titoli che avevano scelto per l'intervista ma dichiarando che quelle parole comunque erano state sue.
In sostanza il coraggio di dire sì all' estensione anche sul piano pubblico dei diritti per le coppie di fatto c'è stato e usare quella parola, coraggio, che hanno usato anche altri tra cui la ministro Bonino, non credo sia stato un errore. Che poi quel coraggio sia venuto subito meno era prevedibilissimo, ma non per questo tale da poter far dire "l'avevo detto" agli scettici intransigenti.

Spero che la Bindi sappia far fede maggiormente al suo impegno politico che non a quello religioso, che per carità non sono inconciliabili, e sappia prendere esempio dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti che non ha ceduto agli anatemi del Vaticano. Spero sappia trovare forza nel sostegno del suo collega di partito nonchè Presidente del Senato. Spero che sappia trovare forza nel sostegno che gli omosessuali italiani sarebbero pronti a darle.
Spero che l'allarmanete deriva omofoba delle sue guide spirituali non faccia breccia in lei.







posted by Andreas Martini @ 5:52 PM   7 comments
martedì, maggio 23, 2006
Eminenza! Eminems!

[...] Domenica ci è molto piaciuta quando il quesito che si è posta è caduto su Pacs e gay: “Eminenza?!? Eminens?!? Ma che cosa le hanno fatto questi omosessuali? Che cosa le hanno fatto a lei?”. Per poi asserire brandendo i classici 5 fogli arrotolati: “Ma se due persone convivono da 40 anni e si vogliono bene non è che il cielo li fulmina”. “Poi perchè è contrario ai Pacs? E’ cosi una bella parola! Vuol dire Patto Civile di Solidarietà. Non le va bene la parola civile?
Cosa non le va bene? Il diritto alla pensione? Non ha una perpetua che si è presa cura di lei cui vorrebbe lasciare tutto?.

Mi unisco al giudizio, anzi ribadisco il giudizio sulla Littizzetto, con cui Davide Montanari conlude: GENIALE!

Enzo Cucco, inviti la torinese Luciana al Gay Pride di Torino?

Che dite facciamo una petizione? :-)
posted by Andreas Martini @ 6:08 PM   3 comments
lunedì, maggio 22, 2006
Il coraggio di Rosy!

Non pochi omosessuali italiani dopo la presentazione della lista dei Ministri avevano storto il naso. Il neo Premier Prodi ha creato un nuovo Ministero, senza portafoglio, per la Famiglia affidandolo a Rosy Bindi. Tra ironia e vere prese di posizione tutti avevano commentato questo nuovo "mostro ruiniano". Si perchè sembra che il termine famiglia debba fare per forza riferimento a quella cristiana, a quella uomo donna così come intesa dai cattolici. Dopo il danno (il programma deludente in materia unioni civili) la beffa: si credeva che con la creazione di quel Ministero, per di più affidato ad una nota cattolica della Margherita, il signor Prodi volesse tranquillizzare più del dovuto il Caridanl Ruini & Co.
I vertici dell'associazionismo glbt, si rallegrano per la Pollastrini alle Pari Opportunità, e sperano che quel neo-Ministero diventi per "le Famiglie", includendo quindi anche i nuclei affettivi diversi da quelli tradizionalmente intesi. Dopo il problema etimologico per le unioni civili eccone un altro per la famiglia o le famiglie.

Un pò tutti aspettavano le prime dichiarazioni da Ministro della Bindi, che non si sono fatte attendere. Il Corriere della Sera il 21 maggio pubblica un intervista, in cui la Ministro prova ad "inventare" quali temi affronterà il suo neonato dicastero e inevitabilmente si finisce a parlare dei temi caldi che dividono il mondo cattolico e la politica: fecondazione e Pacs.

Se sulla fecondazione la Bindi mantiene una cerda moderatezza è sui PaCS che si sbilancia e stupisce positivamente tutti i gay italiani:


E sui Pacs, contro cui è tornato a esprimersi Benedetto XVI?

«Nel programma dell’Unione questa parola non c’è. Si parla di unioni civili, e di diritti da garantire».

Diritti delle persone, da regolare nella sfera del diritto privato, come sostiene ad esempio Rutelli? O le unioni civili potranno avere un riconoscimento pubblico?

«A me pare che non sia possibile né giusto separare rigidamente le due sfere, quando si parla di diritti delle persone. Dov’è il confine tra privato e pubblico? Se c’è una norma che si applica a due persone, anche i terzi sono tenuti a rispettarla. Vedremo. Ne discuteremo. Dovremo evitare uno scontro ideologico».

Che tradotto dal politichese all'italiano significa: sì alla pubblicità dell'atto. Ovvero ritirare in ballo la clausola tolta per compiacere il Capo dei Vescovi italiani ma che tanto deluse i glbt italiani. Con le sue dichiarazioni la Rosy inverte le cose: i gay tornano fiduciosi a sorridere, il Vaticano a tuonare. Nell'edizione odierna prima critica apertamente la Ministro che con "acrobazie dialettiche" con "sforzo sovruamano" cerca "argomenti per difendere posizioni indifendibili, almeno dal punto di vista cattolico".

Poi ci tiene a ribadire, con chiara impostazione omofobica, la loro contrarietà ai PaCS:

"Sulla questione dei Pacs, delle unioni civili, delle coppie di fatto, in qualsiasi modo le si vogliano chiamare, l'Osservatore Romano è intervenuto già da tempo, e vale la pena richiamare almeno il chiarissimo intervento di Francesco D'Agostino il 14 gennaio scorso, che ha il merito, fra gli altri, di sfrondare il campo dalla pesante pellicola di ipocrisia che si posa inesorabilmente sui tanti dibattiti che si tengono sul tema. Due considerazioni vanno comunque riproposte: è necessario, nel dibattito, distinguere fra coppie eterosessuali e omosessuali. E' una distinzione importante perchè la convivenza fra persone eterosessuali è già regolata nel diritto civile attraverso il matrimonio (per il quale, va evidentemente ricordato, c'è bisogno delle cosiddette pubblicazioni) e non si spiega perchè lo Stato debba intervenire sulla sfera privata per dare tutela pubblica a chi invece si è già rifiutato di averla".
Il dibattito dilaga e se la Pollastrini ribadisce che tra i suoi primi interventi ci sarà una nuova proposta di legge sulle quote rosa e sulle unioni civili, dall'altro lato Bobba - ormai, insieme alla Binetti, il più famoso cattolico prestato alla politica - auspica che non ci siano scontri ideologici ma che nella discussione in aula si possa trovare una soluzione largamente condivisa. Insieme a lui era ospite a Rapubblica RadioTV anche la Bonino che proprio per l'eliminazione della "pubblicità dell'atto" aveva abbandonato il tavolo delle trattative in sede di rifinitura del programma dell'Unione.

Il Vaticano prima contro Bertinotti, ora contro la Bindi. Il primo non è sembrato cedere sulle sue posizioni, speriamo che neanche la Rosy perda il suo coraggio e riesca a tradurre ciò che ha detto, in impegno reale a favore delle coppie di fatto.
posted by Andreas Martini @ 5:48 PM   8 comments
Signora Lario, suo marito è un vero macho!
Gay. Parlando dei suoi impegni di imprenditore e della scelta di fare politica, Berlusconi ha spiegato che si è trattato di una missione: "in tv - ha spiegato - ci sono persone più carine e belle di Mastella, di Follini e di quella gente lì. Mi hanno accusato di tutto. Mi hanno dato del mafioso e della persona poco perbene tranne che sono gay e ogni tanto bisogna dimostrare di non esserlo". Tra le risate dei militanti di Forza Italia, Berlusconi ha proseguito: "lo dico alle signore, adesso farò il capo dell' opposizione e rispetto agli impegni di quando ero capo del governo avrò più tempo libero".
Nonostante l'aneddoto raccontato da Jovanotti a "Che tempo che fa", nessuno aveva mai osato parlare di omosessualità, nemmeno repressa, per l'ex Premier. Sembra che quasi gli dispiaccia ma poi da varo macho avverte le donne, ora sarà più libero!
Vedetevela voi donne! A noi froci almeno sta disgrazia non appioppatecela!
posted by Andreas Martini @ 2:18 AM   0 comments
sabato, maggio 20, 2006
L'aggregazione come forza politica
Un dibattitto un pò insolito quello di ieri organizzato da Imma Battaglia e dal suo Dì Gay project. A ridosso delle elezioni amministrative che interesseranno anche Roma, il mondo glbt della Capitale si incontra e incontra i candidati al Comune e alla circoscrizione. Insolito perchè a parlare non sono (solo) i "soliti", ma forse per la prima volta ci sono i titolari di discoteche, gli organizzatori di grandi eventi, gestori di pub e rappresentanti di gruppi sportivi. Il punto di partenza è la desolante realtà di Roma: una, se non la più importante, capitale europea, quanto meno dal punto di vista storico artistico culturale, che non ha "un politica indirizzata a valorizzare il turismo glbt come una risorsa economicamente e culturalmente importante" e che "non incentiva lo sviluppo di grandi eventi culturali (Sidney Mardi Gras, Film Festival Gay…) e/o eventi sportivi (Gay Games) così come dell’imprenditoria GLBT che permetterebbero un incremento occupazionale ed inoltre renderebbe più appetibile la capitale agli occhi della popolazione turistica GLBT mondiale."Roma chiama quell'Europa che oltre che dal punto di vsta dei diritti civili anche dal punto di vista culturale appare sempre più lontana: in giro per le altre capitali europee si trovano quartieri gay, gay streets, case della cultura gay, musei dell'omosessualità e monumenti in ricordo dei gay vittime dello sterminio nazista. Roma, purtroppo, non ha nulla di tutto questo. Ancora una volta la causa è la disunità, che ha impedito all'Amministrazione, in quei rari cari di interessamento, di trovare un interlocutore capace di proporre idee e istanza condivise da tutti. A partire da Rosanna Praitano, che non interviene nel suo ruolo di presidente del Mario Mieli ma come responsabile di Muccassassina si inizia a palesare una questione, che nemmeno il dibattito avrebbe potuto risolvere: ci sono troppi interessi particolari e quindi economici in ballo per aspirare ora come ora ad una visione condivisa dei progetti da portare avanti e alle conseguenti richieste alla politica locale.Muccassassina, come ricorda la Praitano, è nata più di dieci anni fà e oggi come allora mantiene la sua peculiarità: è una festa di autosostenamento. Un modo, sicuramente apprezzabile, per non dipendere da nessuno se non dalle proprie capacità. Con gli anni Muccassassina è diventata la serata più trendy della Capitale e si è fatta conoscere in tutta Italia ed anche all'estero, non più quindi una festa per soli gay dove per fare la file ci si nascondeva, ma una serata capace di attrarre il pubblico più disparato. Un progetto che ha fatto scuola in tutta italia come le feste del Cassero, del Cig e dell'Arcigay di Firenze e nella stessa Roma con "Homogenic" la serata che sostiene il Dì Gay Project di Imma Battaglia.Muccassassina e Homogenic, due serate nello stesso giorno, il venerdì sera. Pluralità o competizione? I numeri ci sono e la competizione porta spesso buoni risultati, ma difficilmente lo direi del caso Roma. Quella stessa competizione si riversa sull'estate. Per due anni il Mario Mieli ha portato un progetto che proprio per mancanza di finanziamenti dal Comune ha dovuto chiudere i battenti, l'Altra Sponda: una serie di eventi culturali e musicali tutti completamente gratis sulle rive del Tevere. Raschiando il fondo cassa l'iniziativa è durata due anni e l'Amministrazione non ha mai avuto il coraggio di sostenerla. Sull'altra sponda geografica c'è il Gay Village, altro progetto che unisce spettacolo, eventi musicali e culturali ma tutto a livello imprenditoriale e non associativo. A Federico Assenza che ieri rappresentava il Village certo un sostegno da parte del comune, soprattutto per eventi culturali tipo il Festival del Cinema Gay ospitato a spese proprie già nelle scorse edizioni, non dispiacerebbero. E' qui che si concretizza il vero problema: anche di fronte ad eventi che richiamano pubblico e turisti l'Amministazione è latitante. Assenza ricorda che Veltroni visitò il Gay Village solo alla fine delle seconda stagione quando ormai era inevitabile chiudere gli occhi su un evento celebrato su quotidiani e televisioni, in Italia ed in Europa. Segno dei tempi che corrono è anche un'altra notizia di questi giorni: stasera Veltroni visiterà alcuni locali e discoteche del centro di Roma ma eviterà le grandi serate gay. Un altro settore è lo sport. Il Gruppo Pesce, i nuotatori gay, lamentano difficoltà nel trovare sedi per incontrarsi e comunque l'assenza a Roma di grandi eventi sportivi che in tutto il mondo richiamano migliai di atleti e quindi di turisti.La gestrice del Coming Out che col tempo è diventato il punto d'incontro di tanti gay e lesbiche italini e stranieri con l'inviadiabile scenografia offerta del Colosseo, sogna che la strada su cui si riuniscono i suoi clienti - che hanno riavviato l'economia di tutte le attività di Via San Giovanni in Laterano - diventi isola pedonale e si trasformi in gay street. Imma Battaglia con l'amica Annachiara organizzatrice da quasi 20 di serate esclusivamente riservate ad un pubblico femminile sognano una politica culturale più attiva per le donne e per le lesbiche ed una casa della Cultura Gay.I candidati intervenuti - Lovari e Sabatinelli per la Rosa nel Pugno, Mauro Cioffari per Rifondazione Comunista, Luca Bergamo per la Lista Civica Moderati e Antonio Falmini per l'Ulivo - promettono impegno ed attenzione per la "cultura gay" ma a giudicare dall'attenzione al dibattito solo da due di loro, Sabatinelli e Flamini, che sono rimasti fino all'ultimo, ci si può aspettare qualcosa. Le richieste non sembrano tanto impegnative, ma si combatte sul campo della cultura, dove tutti i pregiudizi trovano terreno fertile e i risultati semprano difficili da conquistare ,anche con la sinistra che quasi sicuramente continuerà a governare Roma.
posted by Andreas Martini @ 5:32 AM   4 comments
mercoledì, maggio 17, 2006
Tiro alla giacchetta

E' scontro tra Bertinotti e Ruini. Che farsa! Quanto si impegnerà Bertinotti nella battaglia per la laicità dello Stato Italiano? Io personalmente, non mi fido più di tanto del neo Presidente della Camera.

Ieri durante la puntata di Porta a porta, tra un elogio (pochissime le critiche) e l'altro, Bertinotti interrogato sui PaCS, risponde che non sono presenti nel programma:

"Sono favorevole ai pacs, credo che siano una buona soluzione per il nostro
Paese e se fossi in un governo monocolore della Prc li farei subito. Devo però
riconoscere che il compromesso raggiunto nel programma dell'Unione è una buona
cosa".
"Devo riconoscere - prosegue - che siamo arretrati dal punto di vista del
riconoscimento giuridico, abbiamo introdotto il riconoscimento dei diritti delle
persone ma capisco che non è la stessa cosa. Adesso il legislatore deve tradurre
questo compromesso. Le mie prerogative personali però - conclude - sono le
stesse che chiedono anche i movimenti gay".

Signor Presidente è sicuro di aver saputo e di saper interpretare le richieste del movimento gay? A sentire e rileggere quello che ha detto ieri da Vespa, mi perdoni la presunzione, credo proprio di no.
Alla fine la "traduzione" che il legislatore farà, sarà una grande presa per il culo per gli omosessuali italiani, e credo lo sappiano pure Oltretevere; d'altronde quelle famose sette righe e mezzo da tradurre pare siano arrivate sul telefonino di Rutelli in contatto chissà con chi. E al contrario di quello che ci dissero Bertinotti, Luxuria e De Simone, la libertà di intepretazione sarà inesistente; ce lo stanno confermando proprio loro tre.

Il gioco delle parti va mantenuto sempre, e pronti tornano in scena i Vescovi attraverso la Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei.
I Vescovi italiani non parlano espressamente di PaCS ma condannano piuttosto come presuntuose le parole dell'ex segretario di Rifondazione Comunista che vuole insegnare al Papa cosa sia il modernismo, invitandolo ad aprire gli occhi sulle richieste di modernità che la società fa, ribadendo che che le unioni di fatto non distruggono affatto i valori tanto cari al cristianesimo.
Per argomentare la loro difesa alla famiglia i Prelati tirano a sè anche l' "amico" Napolitano, neopresidente della Repubblica:

"Colpisce, in un esponente di punta della sinistra, approdato ad un alto
incarico istituzionale, il fatto che piuttosto che usare la tribuna televisiva
per dire 'qualcosa di sinistra', come forse si attendono i suoi elettori, nel
Parlamento e nel Paese, finisca con l'oscurare proprio la famiglia, che in
Italia come ha sottolineato con forza lo stesso Napolitano - è una delle
istituzioni più care, anche al popolo di sinistra".

Lo Giudice e Grillini, lo chiedo a voi, ma siete sicuri che l'amico Giorgio si ricordi di quel famoso 1997? Mentre ci pensate su, tiratela un pò più forte la giacchetta del Presidente!

La famiglia è di sinistra? Queste le argomentazioni:

E' la famiglia, rimarca il Sir, "che si occupa infatti di quei temi (giustizia,
eguaglianza, educazione, assistenza, futuro, cura dei deboli, lavoro, casa) che
tradizionalmente da sempre sono nelle corde della sinistra". "Troppo antiquata
la famiglia tradizionale, secondo Bertinotti: bisogna modernizzare ed introdurre
altre forme di unione. E qui forse sta il punto: anche la sinistra più pura -
sottolinea il Sir - la sacrifica alla modernizzazione, alle ideologie radicali
dei secoli scorsi, pretendendo di dare lezioni al Papa".

Nemmeno più le Eminenze vedono più come "di sinistra" Bertinotti. Ma non è nemmeno radicale come non troppo tra le righe lo eticchettano loro. Bertinotti è un "neomod", un convertito al moderatismo.


Forse per ricucire i rapporti il neo Premier Prodi ha provveduto a mettere una toppa: ha creato il Ministero per la Famiglia. Sarà guidato da Rosy Bindi (Margherita). Commenti? Meglio prendersi tempo, una risposta troppo istintuale potrebbe essere poco critica.

Fonti:
Repubblica
Gaynews

Riferimenti:
L'amico è...

posted by Andreas Martini @ 6:51 PM   4 comments
martedì, maggio 16, 2006
Hey ragazzo gay!
A molti di voi, esclusi i napoletani, il nome di Valentina Ok non dice nulla. A molti altri dirà qualcosa invece il nome Natasha. Si Rosaria Porcaro, quella di "Sesso senza cuore", uno dei migliori tormentoni creati dall'Ottavo Nano.
La Porcaro prese ispirazione per il suo personaggio da Valentina, una ragazza trans famosa soprattutto sulle reti locali di Napoli e del Sud diventata con le sue canzoni ed i suoi show televisivi una icona del Trash e inevitabilmente icona gay. "Sesso senza cuore" è liberamente ispirata ad "Ok" una delle prima hit di Valentina da cui ha poi preso il "nome d'arte".

Io purtroppo non ho mai avuto il piacere di vederla ma attraverso amici napoletani ho conosciuto le sue canzoni e proprio in questi giorni mi hanno inviato "Hey ragazzo gay!".

E in questi giorni in cui dal Vaticano non arrivano altro che invettive contro di noi, rispondo con il testo di questa canzone che sicuramente non è un capolavoro ma fà sorridere tanto anche sulla nostra condizione:
Ti faranno piangere
vere le tue lacrime
tutti quanti contro di te
e dovrai combattere
con la solitudine
contro il pregiudizio che c'è
ti sentirai ripetere parole che feriscono
ed essere in un angolo
colpito infondo all'anima
ma tu non lasciarti andare mai


Hey ragazzo gay
non arrenderti mai
forza ce la farai!
Hey ragazzo gay
io lo so lotterai
perchè il cuore ce l'hai
dentro di te c'è l'amore
imbiancherà ogni cosa
la vita non ha colore,
nè sesso nè età
hey ragazzo gay
abbi fede e vedrai anche tu vincerai
come me!

un giorno sarai libero di vivere e di essere
di fare tutto quello che vuoi
cerca di non perderti
l'amore è la tua bussola
segui l'istinto dentro di te
sei solamente un angelo caduto dalle nuvole,
il mondo sembra un'isola cattiva e insespugnabile
ma tu se resisti vincerai!

Hey ragazzo gay
non arrenderti mai
forza ce la farai!
Hey ragazzo gay
io lo so lotterai
perchè un cuore ce l'hai
dentro di te c'è l'amore
imbiancherà ogni cosa
la vita non ha colore ne sesso nè età
Hey ragazzo gay
abbi fede e vedrai
anche tu vincerai come me!

Il testo, una mia fedele trascrizione, contiene forse errori di grammatica ma sono anche questi che rendono celebri le canzoni di Valentina. Celebre nella canzone Ok è la frase: "sarei una pazza se non ci verrei"!!!
Viva Valentina, vivail trash!
posted by Andreas Martini @ 6:41 PM   16 comments
Emineeeeems
C'era un gioco della Clementoni a cui giocavo quando ero bambino, credo si chiamasse Viaggio in Europa e tra le varie carte ce n'era una che diceva "Niente di nuovo. Buon viaggio." E mi sembra che nemmeno dalla prima conferenza dei vescovi italiani del dopo voto arrivi qualcosa di nuovo. Anzi, arriva tutto quello che ci si aspettava. Per noi non sarà sicuramente un "buon viaggio" ma anche questo già lo sapevamo.

Non credo sia opportuno riferirlo qui, i giornali schierati o meno hanno dato e daranno ampiemante un resoconto del discorso programmatico di Ruini. E come altre volte per disgusto avrei voluto evitare qualsiasi riferimento ma purtroppo il tema è d'attualità lo continuo a leggere ovunque e quindi inevitabilmente rodimenti di fegato ci sono stati e a questo punto parliamane.
Ma, ripeto, non ripeterò inutilmente i dictat di Ruini.

L'unica cosa che mi chiedo è: ma Ruini in quanto capo della Conferenza Episcopale Italiana nei suoi discorsi non dovrebbe parlare ai suoi vescovi dando linee guida per la loro opera pastorale? Ovvero si un discorso programmatico ma per la Chiesa non per un Parlamento! Forse noi non conosciamo per intero tutti i discorsi del Ruini ma mi sembra che ultimamente si stia occupando troppo di noi e poco di quello che realmente concerne la Chiesa Cattolica.

Come ringraziavo il Sommo Pontefice così faccio con il Cardinale Vicario, ma anche a lui raccomando di seguire meglio le sue pecorelle smarrite e di lasciare ad altri la gestione dei diritti socio-politici.

Al catechismo ci hanno insegnato come si fà un esame di coscienza. Ma Ruini se lo fa? Cioè non dico che dovrebbe vergognarsi per il suo palese odio verso i gay, un sentimento che un cristiano qualunque tanto più un Cardinale non dovrebbe nemmeno saper cos'è. Ma si è mai chiesto se sta assolvendo realmente al suo compito? sono i suoi interventi quello di cui la Chiesa (italiana) ha bisogno? Non credo, credo che dovrebbe cominciare a pensare ai veri problemi della Fede e non a questioni che per quanto chiamino in causa temi morali ed etici, su cui giustamente un'entità etico morale come la Chiesa Cattolica deve esprimere il proprio pensiero, devono rimanere di stretta pertinenza della politica.

Non ho detto nulla di nuovo nemmeno io probabilmente. Aspetto una ventata di novità dai nostri politici. Aspetto soprattutto una ventata di Amore dall'Oltretevere, aspetto che Ratzinger dopo quest'anno tolga dalla guida della CEI Ruini, aspetto che i vescovi italiani imparino ad essere veri Pastori. Ho forse sviluppato un eccessivo cinismo e quindi riesco a non farmi affligere più di tanto dalle parole d'odio di Ruini, ma molte altre "pecorelle" soffrono e per colpa di chi lo sappiamo.

Emineeeeeeems, Eminenza, ci lasci in pace.
posted by Andreas Martini @ 3:27 AM   1 comments
sabato, maggio 13, 2006
Sua Santità si preoccupi di questo
Sua Santità la ringraziamo per la grande attenzione che ci rivolge, in poco più di tregiorni già ha parlato due volte di noi, delle nostre unioni. Grazie. E' sempre cosi caritetatevole e pieno di attenzioni nei nostri confronti.
Non vorrei che però si deconcentrasse e si dimenticasse dei suoi pastori. I nostri amori saranno pure "deboli" come dice Lei ma la prima cosa debole è una in primis: la carne.
E' una battaglia difficile quella di combattere gli impulsi sessuali ma Lei è persona impavida e vigorosa, saprà affrontarla. Ci sono tanti suoi colleghi sacerdoti che hanno bisogno dei suoi consigli per evitare di cadere in tentazione.

Non so se fosse in missione caritatevole ma so di un Monsignore che è stato avvistato a Valle Giulia, sà quella parte di Villa Borghese dove è facile incontrare di notte ragazzi che fanno anche loro un lavoro missionario. Forse il suo pastore aveva lasciato l'abito talare per non spaventare gli altri, forse non avrebbero avuto tanta voglia di ascoltarlo sapendo che era un prete.
Poveretto ha pure dovuto litigare con dei poliziotti, forse volevano impedirgli di salvare le anime di quei ragazzi servizievoli. Ma è stato forte, li ha mandati all'ospedale!

Io credo, le ripeto, che fosse in missione caritatevole ma se caso mai ci faccia due chiacchiere sta carne è proprio debole e poi si sà, con la primavera si risvegliano ancora di più i sensi.

Ah se ci parla mi fa il piacere di chiedergli se conferma che ora a Valle Giulia ha aperto la Missione Servizi d'Amore Trans o se, come sapevo io, c'era solo quella Puttani.

Con profonda riconoscenza,
Andreas

Lettera liberamente ispirata dall'opera "Prelato fermato mentre cerca un trans"
posted by Andreas Martini @ 7:26 PM   8 comments
Semplicemente Mimì
Da 11 anni ci hai lasciato...


posted by Andreas Martini @ 1:53 PM   0 comments
venerdì, maggio 12, 2006
L'amico è....
Eletto, con una maggioranza di voti discutibile, il Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano. Non sto qui a parlare della sua figura politica, non sto qui a disquisire se sarà super partes o meno, se sarà il Presidente di tutti o meno, ma con un sorriso sulle labbra commento quello che più attiene ai temi di questo blog: la reazione della comunità gay all'elezione di Napolitano.

Proprio nel post precedente a questo dicevo che la comunità è estremamente divisa e quindi ci saremmo dovuti aspettare più di un comunicato e invece intervengono solo Grillini e Lo Giudice a nome dell'associazione che dovrebbe rappresentare la maggioranza dei gay italiani, l'Arcigay.
Ma c'era proprio bisogno di questi comunicati stampa? Non credo proprio che Napolitano debba essere legittimato dagli omosessuali italiani, che a dirla francamente politicamente contano poco o niente! Diciamo che era un modo per dire qualcosa anche quando non necessario.

A onor del vero il neo Presidente un contatto diretto con la nostra comunità ce l'ha avuto: "Nel 1997 - ricorda Lo Giudice - una delegazione di Arcigay fu ricevuta dall'allora ministro degli interni Napolitano, a cui sottopose la piaga delle violenze antigay e dei cosiddetti omocidi, i frequenti assassini omofobi di persone omosessuali, per lo più anziane. Da lì ebbe inizio una collaborazione fra Arcigay e il Ministero, che si interruppe con l'insediamento del governo Berlusconi". Ma basta questo per considerarlo nostro "amico"?

Grillini ribadisce la di lui forte cultura laica e liberale dei diritti.
E' stato fermamente laico anche Ciampi (bellissimo il discorso in occasione della visita di Ratzinger al Quirinale) e non mi sembra che le cose in Italia siano andate benissimo anche quando diede il buon esempio votando ai referendum sulla fecondazione assistita.

La differenza tra i due è che il neo eletto è un ex comunista apertamente schierato e questo dovrebbe garantire maggior difesa contro le ingerenze vaticane. A confermare i maggiori timori per un colle troppo rosso è l'invito che prontamente Benedetto XVI ha fatto a Napolitano affinchè difenda i valori cristiani - tornando subito dopo a dire il suo forte no a coppie omosessuali ed unioni civili*.

Saluto anche io il nostro nuovo Presidente e gli auguro un bellissimo settennato, ma rimango comunque convinto che nemmeno questa rondine farà primavera!



* Mi ero ripromesso di non parlare dell'ennesimo discorso omofobico di papa Ratzinger, bast questo breve accenno.
posted by Andreas Martini @ 3:21 PM   1 comments
mercoledì, maggio 10, 2006
Unità
Una aneddoto per cominciare: mentre, sul treno urbano verso casa, nella mia mente organizzavo le idee per questo post mi è comparsa davanti proprio l'onorevole Luxuria. Peccato non aver avuto modo di parlarci.
No, non ho deciso di parlare del quotidiano dei Democratici di Sinistra. Non ho cambiato bersaglio, è sempre lo stesso: la neodeputata Luxuria.
A parte gli scherzi, Luxuria non è il mio bersaglio prediletto, al contrario di quello che può essere sembrato dopo gli ultimi post. Ripartendo dalle dichiarazioni della Luxuria e soprattutto dai commenti - in particolare quello di Francesco Italia (*) - che il mio ultimo post ha ricevuto, torno a parlare di unità. Quell'unità che il movimento gay, almeno da quando lo conosco io, non ha mai avuto e che insegue senza troppa convinzione.
Il voto di Aprile ci ha detto che l'Italia è spaccata in due, se si leggono le parole della Luxuria - che dice "tutte le sue componenti" - sembra che il movimento glbt italiano sia addirittura frammentato ma comunque rappresentato. E quali sono queste componenti? O forse si riferisce proprio alle lettere che compongono l'acronimo? Con due gay (Grillini e Silvestri), una lesbica (Titti de Simone), un bisex (Pecoraro Scanio) ed una transgender (lei stessa) sicuramente sono rappresentate tutte... Ma preferirei scartare quest'interpretazione, dovrei altrimenti pensare che ognuno coltivi solo il proprio orticello.
E allora quante e quali soli? Sinceramente faccio difficoltà a ragionare in questi termini. Riconosco certamente che a guardare le associazioni presenti in tutta Italia non è difficile capire la situazione ma quello che non capisco è come possano ognuna rappresentare una linea di pensiero diverso. Mi spiego meglio. Fondamentalmente le istanze del nostro movimento non dovrebbero essere tante. E' nato come una movimento di liberazione e tale fondamentalmente dovrebbe essere ora. Liberazione dai pregiudizi, con tutto ciò che implica e consegue. Un fine unico da raggiungere attraverso battaglie culturali e politiche, questo significa sì che i modi per farlo sono tanti ma non significa che sia impossibile trovare un'unica linea d'azione.

Ritorno al "bersaglio". Le mie critiche non volevano essere sinonimo di schieramento (con il modus operandi di Grillini) e quindi un incitamento alla disgregazione. Tuttaltro. Una critica, forse - lo ammetto - troppo dura e carica di pregiudizi (politici), al singolo per denunciare il grave danno che fà alla nostra comunità. Nessuna partisanship, quindi: quando c'è stato da criticare Grillini e le sue strategie non ho mancato di farlo, nonostante l'amicizia. Anche quando scrivevo "Grillini siamo tutti con te" ero chiramente ironico, tant'è che non avrei mai pronosticato un exploit di Wladimir.
Mi ero però chiesto, a conclusione di quello stesso post, su cosa si sarebbe concentrato l'operato della deputata rifondarola. Come dicevo, per quanto variegato possa essere l'associazionismo gay italiano le istanze che porta avanti sono fondamentalmente due: una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed una legge per la tutela delle unioni civili. Gli strumenti possono essere tanti e ognuno può scegliere quello che crede migliore ma una scelta comunque intelligente sarebbe auspicabile.
Lasciando la fetta dei diritti delle coppie di fatto a colui che sie autoproclamato, a ragione, padre dei PaCS all'Italiana (la versione originale è francese) la trangender più famosa d'Italia avrebbe dovuto occuparsi della parte antidiscriminatoria. E non sarebbe stata comunque poco. Anzi per qualcuno una revisione della legge Mancino è prioritaria rispetto all'istituzione di una forma giuridica di tutela delle coppie gay. Tra l'altro lei, omosessuale del Sud e per di più transgender, saprà meglio di ogni altro grillini che cos'è la discriminazione.
Sempre tenendo presente che la mossa grilliniana non significava o i miei PaCS o niente: non voleva essere l'unico gallo a cantare nel pollaio (come accadde nella scorsa legislatura) ma semplicemente ripresentare un progetto di cui giustamene è orgoglioso per fare in modo che da subito le nostre istanze tornassero sul tavolo delle trattative, cercando di ottenere un qualche risultato già nei primi 100 giorni di governo, come anche dalla Rosa nel Pugno. Ben venuto sarebbe stato, quindi, un'altro progetto di legge per le unioni civili: con diverse alternative è più facile scegliere una soluzione gradita a tutti.
Senza nessuna lungimiranza, però, Luxuria ha preferito schierarsi, e far schierare tutto il Prc, con l'Unione filorutelliana e pregiudicare qualsiasi possibilità di miglioramento delle famose "7 righe e 1/2" concordate con il Cardinal Ruini.
Con un no ai PaCS e un fedele sì al programma dell'Unione, da quella parte che si è sempre erta a vera e storica paladina dei diritti civili e della laicità, non riesco a fare nessun'altra previsione se non quella che nemmeno in questa legislatura, lunga o corta che sarà, le coppie omosessuali possano ricevere il giusto riconoscimento sociale e legale.
Ennesima conferma che quando Giuliano Federico di Gay.tv declamava l'ode "in morte del PaCs" ebbe grande lungimiranza.I PaCS sono morti si passi al matrimonio, lo dice anche il Mario Mieli di Roma. E chi lo partorirà 'sto matrimonio? Dopo quanto detto, sicuramente non il Prc neomoderato.
Rosa nel Pugno, fatti avanti!
(*) Francesco Italia è stato direttore di Gay.tv ed è attualmente candidato al Comune di Milano con una lista civica a sostegno di Letizia Moratti. Per maggiori infrmazioni, cliccare qui.

posted by Andreas Martini @ 4:38 PM   1 comments
domenica, maggio 07, 2006
Onorevole Luxuria ha facoltà di.... tacere!
Perchè tanta veemenza, da parte mia, contro la Luxuria?
Perchè anche con la sua "smentita" non è riuscita a giustificare il suo rifiuto al PdL Grillini ma anzi ha dimostrato quanta mala fede ci fosse dietro. A quanto sembra infatti pare che l'onorevole Guadagno abbia parlato a nome del PRC tutto senza esserne capogruppo e senza, a quanto pare, aver consultato i suoi colleghi. Dimostra quindi una sua presa di posizione individuale e fa trapelare quella rivalità tipica della politica e tipica dei gay.
Quando, ironicamente, in un post (a rileggere il titolo che gli ho dato mi sembra ancor più lungimirante del previsto!) precedente mi ero chiesto cosa avrebbe fatto in parlamento se già Grillini aveva (ri)presentato il PdL PaCS? Probabilmente nulla, se non rispondere alle raccapricciante proposta di istituire un bagno trans a Montecitorio o qualcosa che le trans aspettano da molto tempo, la piccola soluzione. E allora meglio rifiutarsi di firmare la proposta dell'amico Grillini così non gliela dà vinta!

Peccato che ha scelto la mossa più sbagliata adducendo motivazioni per altro tristi: "Abbiamo giurato fedelta' e lealta' alla coalizione".
Onorevole le devo ricordare che lei protestò, anche a Piazza Santi Apostoli, contro il programma dell'Unione?
Onorevole le devo ricordare che si è spesa tanto in campagna elettorale per dire che quelle 7 righe e 1/2 potevano, anzi dovevano, essere migliorate?
E come reagisce? Certo la proposta dell'onorevole Grillini non è delle migliori e lo abbiamo sempre detto ma invece che contribuire a migliorarla preferisce non firmare nemmeno?
Come crede di migliorarla? Ha nel suo cassetto pronta una proposta? Se dice di essere fedele al programma dell'Unione immagino che sarà poco più di una lista di diritti elementari, una lista della spesa insomma!
Questa era la ventata di novità che voleva portare in Parlamento? Ha più volte precisato che non rappresenterà SOLO i glbt, ma credo che non voglia rappresentare NEMMENO loro!

Fireman mi fa notare che, probabilmente, nemmeno Titti de Simone firmerà. Anzi tolgo il probabilmente, visto che è mentore di Luxuria quindi se non la firma la Wladimir figuriamoci la Titti. Beh voglio vedere con quale giustificazione. Nella scorsa legislatura presentò un progetto per il matrimonio vero e proprio che poi ritirò aggregandosi al gruppo PaCS. A quel tempo non parlò di "temporalità" e di "muro contro muro", se lo facesse ora sarebbe veramente raccapricciante.

Lo si immaginava e piano piano ne abbiamo le conferme: Rifondazione puntava alle poltrone e visto che le sta ottenendo sta facendo di tutto affinchè durino a lungo sostenendo in tutto e per tutto il non ancora nato governo Prodi.Mi sto abbassando al livello delle becere critiche che i rifondaroli fecero contro la Rosa nel Pugno, ma quando ce vò ce vò!

Qualcuno, non si pente di aver votato Rifondazione ma il suo affondo alla luxuria lo fa. Io sono contento di non aver votato Rifondazione ed ora posso dire di averci visto giusto.

Quello stesso qualcuno, non si dimentica dell'affondo fuoriluogo alla Rosa nel Pugno, ma questa è un'altra storia e ci sarà modo di scrivere una lettera aperta.
posted by Andreas Martini @ 11:38 PM   3 comments
venerdì, maggio 05, 2006
Onorevole Luxuria ha facoltà di... smentire!

ROMA, 5 mag - "Desidero chiarire un equivoco: non ho mai detto di essere
contrario ai Pacs di Grillini. Il movimento è rappresentato in Parlamento in
tutte le sue componenti, sarà unitario e lavoreremo insieme per dare una
risposta alla domanda di civiltà che ci è stata posta dal Movimento gay, lesbico
e transgender". Lo afferma in una nota Vladimir Luxuria, deputato del Prc.


A dopo il commento.
posted by Andreas Martini @ 5:30 PM   4 comments
Andrea Dianetti.... ci fai o ci sei?!?
Per la serie continuiamo ad abbassrci al livello più basso del pettegolezzo:

ieri per la seconda volta consecutiva vedo al Gloss (le serate sono di domenica e giovedì), insieme ai soliti del pubblico parlante, il già citato Andrea Dianetti di Amici di Maria de Filippi.


Allora Dianetti che al tempo del "mezzo maschio" ti schierasti in difesa del tuo amico di allora Raffaele Tizzano, hai deciso di diventare mezzo maschio pure tu?
Diventare eh si! perchè quasi convinto che non lo sei preferisci comunque frequentare disco gay (per altro vestito in modo alquanto "truzzo") per sentirti desiderato!

Cosa non si fa per un minimo di notorietà!

posted by Andreas Martini @ 3:03 PM   2 comments
giovedì, maggio 04, 2006
Luxuria vergogna! vergogna! vergogna!

Per quanto dia sempre una certa soddisfazione dire "L'avevo detto io!" in questo caso, visto la situazione a cui si riferisce, però, non l'avrei mai voluto nemmeno pensare ed invece... l'avevo detto io che Rifondazione voleva prenderci per il culo, l'ho detto io che Luxuria sarebbe stata un fantoccio e così si sta dimostrando.

ROMA, 4 mag - Rifondazione Comunista non firmera' la proposta di legge del diessino Franco Grillini sui pacs.

L'annuncio viene da Vladimir Luxuria, neodeputata del Prc , che spiega: ''Con tutta la stima e l'apprezzamento per l'amico e collega Franco Grillini, mi trovo pero' in disaccordo sulla modalita' e la tempistica con le quali ha fatto recapitare nelle caselle dei deputati la sua proposta dei pacs.

Abbiamo giurato fedelta' e lealta' alla coalizione di centrosinistra e penso che il confronto con tutte le forze alleate sia l'unico strumento utile per arrivare a una legge sulle unioni civili''.

''Il muro contro muro - sottolinea Luxuria - porta solo a irrigidimenti e indispettisce chi su questi temi e' piu' lontano da noi.

Invito il centrosinistra tutto a dialogare con tutte le forze della coalizione con meno personalismi.

Il gruppo di Rifondazione comunista - conclude - per questo motivo ha deciso di non firmare la proposta avanzata da Grillini''.



Difese lo schifoso compromesso sul programma in tema unioni civili ma si disse fiduciosa in un miglioramente in sede di discussione Parlamentare. Altrettanto fece il suo ex-segretario ora Presidente della Camera.

Da quelle parti si accusava la Rosa nel Pugno di prendere in giro gli omosessuali italiani! Voi Komunisti che state facendo?

Luxuria vergogna! vergogna! vergogna!

Grillini, primo firmatario della ri-proposta legge sui PaCS risponde:

ROMA, 4 MAG - "Mi dispiace che l'amico Vladimir non sottoscriva la mia proposta sui pacs, ma io vado ugualmente avanti: il mio faro non è il programma dell'unione ma i diritti umani".


Grillini, Avanti!
posted by Andreas Martini @ 6:38 PM   3 comments
mercoledì, maggio 03, 2006
Un ministero per la Rosa?
al contrario di molti non mi sono finora cimentato nel Fantagoverno o Totoministri che dir si voglia. Non lo farò nemmeno ora perchè sono presenti ancora lacune: dei tanti importanti nomi della politica italiana conosco poco quelli che lavorano dietro le quintee che più di altri meriterebbero la guida di un Ministero, in generale conosco poco le peculiarità anche dei nomi più famosi della politica italiana. Farlo ora sarebbe poi quantomeno poco profetico, sembra ormai tutto deciso e credo che la lista finale che Prodi proporrà riserverà ben poche sorprese.
Ma un commento credo sia opportuno farlo soprattutto ora che sembrano decise le sorti di quel partito che io con il mio blog ho amorevolmente e forse troppo incondizionatamente sostenuto: la Rosa nel Pugno.
come al solito il tutto da un punto di vista particolare, quello gay o meglio dal punto di vista delle aspettative di un gay che come tanti è stato stregato dai radicalsocialista.
Prodi dopo un incontro ieri con Pannella e Villetti ha bocciato la candidatura di Emma Bonino alla Difesa e, cosa orse ancora più grave, ha espresso forti dubbi sulla possibilità di ridistribuzione dei seggi al Senato con l'assegnazione di 8 senatori eletti tra Rosa nel Pugno ed altri.

Come lasciato intendere è stata la RnP stessa a proporre la Bonino alla Difesa, dopo che Prodi in un incontro con lei e Boselli aveva chiesto che fossero loro a fare la proposta e lui successivamente l'avrebbe vagliata.
A me già dall'inizio questa mossa che oserei definire paracula del futuro Premier, anche senza ragioni concrete, mi puzzava un pò. Non pretendo di aver profetizzato, ma visti i risultati.
sia ben chiaro la partita non è chiusa e tra l'altro l'avversario della Bonino, Mastella, oggi su Corriere.it è assegnato alle Infrastrutture e la Difesa non è proprio pronosticata. La trattativa sembra ancora aperta ma sembra sempre meno avverabile che Prodi accetti la proposta.
Ha forse in mente un altro ministero per Emma? Accetterebbe a questo punto la RnP la controproposta?

Di certo non ho io le risposte, ma torniamo all'ottica gay.
La Rosa nel Pugno ha puntato tutta la campagna elettorale proprio su quei temi che sono subito stati causa di scontro con il resto della coalizione: diritti civili (PaCS) e scuola pubblica. Rispecchiando in questo le peculiarità delle due formazioni che la compongono: i diritti della persona per la parte radicale e la scuola pubblica per i socialisti (e la laicità per tutti e due?).
Perchè allora rispondere a Prodi con un ministero che poco ha a che fare con i suddetti temi? sicuramente è più prestigioso di tanti altri e soprattutto se dal punto di vista socialista si sarebbe dovuto puntare all'Istruzione, dal punto di vista Radicale a cosa? forse alla sanità (ricordiamoci l'impegno sulla ricerca scientifica)? o "accontentarsi" delle Pari Opportunità? Possibiltà, quest'ultima, non ancora del tutto esclusa nonostante il no a ministeri senza portafoglio, tipo quello sempre ancora possibile per le Politiche Comunitarie.
Mi viene comunque da pensare o forse sono quasi certo che giocare una carta del tutto diversa sia stata vera e comprensibile strategia politica una sorta di "auto critica": siamo troppo scomodi lì se proponiamo altro è più probabile che accettino.

Con Emma Bonino, per la quale auspico un ruolo molto importante, alla Difesa che impronta si darebbe alla politica radicalsocialista? che fine farebbe l'impegno sui temi sopra elencati?

E se tutto finisse in una totale esclusione? Pannella preannuncia l'uscita e villetti un pò più diplomaticamente risponde che bisogna aspettare. Sembrerebbe quasi che solo la componente radicale (9 deputati) abbandonerebbe Prodi e la rimanente componente socialista comunque rimarrebbe con lui. I Radicali, come molti prevedono, potrebbero ribussare alla porta della CdL. Se non mi disturberebbe un uscita dalla coalizione e quindi un voto di non-fiducia a Prodi (anzi forse lo auspicherei!) mi deluderebbe invece un riavvicinamento alla parte più omofoba della politica italiana.

I 18 deputati della RnP non sono determianti in Parlamento ma meglio non determinati che conniventi ad una destra omofoba. Se era arduo cambiare anche la parte più cambiabile della scena politica italiana lo sarebbe ancora di più con quella sicuramente non "convertibile". Mi sto dimostrando più anti-cdl di quanto lo sia in realtà ma ho creduto nel progetto RnP proprio per la scelta del partner, veder cambiate anche le basi mi lascerebbe contrastato.
posted by Andreas Martini @ 2:00 PM   0 comments
martedì, maggio 02, 2006
"Mezzo maschio": le prove
Vedere Andrea Dianetti al Gloss, una tra le più affollate serate gay romane, ed insieme a lui continuare a vedere altri concorrenti e membri del famigerato "pubblico parlante" di Amici di Maria de Filippi; controllare le statistiche e scoprire che l'aver citato Raffaele Tizzano anche in un solo post mi ha regalato tanti accessi; riconoscere che comunque nel bene e nel male l'avvenimento di cui ho parlato in quel post è stato un vero evento mediatico che ha segnato la 5^ edizione di uno dei più grandi successi mediatici degli ultimi anni e della signora Costanzo e riconoscermi fan della trash tv e cultore del gossip mi ricorda che su YouTube da tempo ormai è disponibile la video-prova della straripante reazione di Platinette alla signora del pubblico che definì il Tizzano "mezzo maschio", (forse) riferendosi alla sua sessualità:


A questo punto non rimane veramente a voi giudicare se la signora si riferisse alla sessualità del concorrente o se... a che altro poteva riferisi?
Comunque immancabile, anche in questa occasione, il tipico alibi di molti "Ma io ho molti amici..." nella confusione la tipa non termina la frase ma si deduce!

E smettiamola di pensare che sia un programma per adolescenti: leggete un pò le email ed i commenti che la Platie ha ricevuto e fato caso alle età. Leggerete, tra l'altro che non tutti sono d'accordo con Platinette, come è giusto che sia. Io, naturalmente, sono dalla sua parte!
posted by Andreas Martini @ 6:30 PM   1 comments
Babara Berlusconi profeta in patria?


Quando in qualsiasi dibattito sui diritti per i gay si sente dire che la società non è pronta, soprattutto noi "del settore", storciamo il naso. E se poi è Barbara Berlusconi a dirlo ci convinciamo che sia stata imboccata dal padre.
Ma se pure il 68.7% dei Cattolici è favorevole ai PaCS, figuriamoci tutta la popolazione italiana senza distinguo religiosi!
Se poi si pensa ai giovani si è convinti che siano molto più open minded dei loro genitori. Beh, forse, almeno un pò dobbiamo disilluderci: nemmeno i teenagers-ventenni sono così di larghe vedute.
Da un sondaggio di qualche giorno fa - sono un pò in ritardo con le notizie, causa studio - emerge che.... dipende dai punti di vista!
Per Gay.tv, Un ragazzo su due pensa che le relazioni omosex siano contronatura, per Libero "Sempre più ragazzi aperti a relazioni omosex", per il Giorno "Casti ma tolleranti: i giovani si raccontano", il Corriere (online) si concentra su altro aspetto, "I rapporti interetnici? In voga tra i giovani" e solo nell'occhiello dice: [...] Un ragazzo su due propenso a relazioni gay: i maschi più refrattari".
E Andreas Martini come la pensa?
Intanto i numeri: su un campione di 939 ragazzi, di età compresa tra 15 e 25 anni, su tutto il territorio nazionale, il 52,5% e' "molto/abbastanza d'accordo" nel definire le relazioni omosessuali "contro natura" (tra le ragazze la percentuale scende al 33,6%)
qualche altro distinguo e dato in più: Maggior apertura tra i non religiosi (solo il 36,7% concorda con l'affermazione) e tra i ragazzi di sinistra (la percentuale scende ulteriormente al 31,4%). Incide notevolmente anche l'area geografica: tra il Nord ed il Sud la distanza - a favore del Nord - e' di 10 punti percentuali. Con l'affermazione secondo cui le relazioni omosessuali sono percepite come "relazioni normali" e' in disaccordo la maggioranza dei giovani (il 54,8% del campione), un atteggiamento di chiusura che si esplicita anche nel fatto che il 25% dei giovani ritiene che le relazioni omosessuali non debbano essere "tollerate" e il 22% che non debbano "esistere".
Sinceramente questi dati mi lasciano interdetto questi dati ma non sono del tutto incomprensibili. Sicuramente non posso basarmi su ciò che riscontro io personalmente perchè, l'ho sempre detto, tutte le persone a cui l'ho detto o di cui ho potuto ascoltare un opinione a riguardo hanno dimostrato sempre molta apertura. Tra questi anche molti giovani o comunque coetanei. Credo nessuno mi abbia detto di essere incuriosito da rapporti omosex (tranne la madre di una mia amica del liceo!), ma comunque mai nessuno ha parlato di contronatura o di intolleranza. Se però penso ad un campione di persone molto più vasto e che quindi comprende anche molte realtà provinciali posso essere d'accordo su quanto rileva la Fondazione Iard.
I dati non mi sembrano nemmeno così "allarmanti": sitamo parlando di un ragazzo su due. Ed in un'Italia che ormai sembra essere divisa in due mi sembra un dato "normale".
Però riflettiamoci, stiamo parlando, di ragazzi dai 18 ai 25 anni, stiamo parlando del futuro. Certo è che se pensiamo ai loro/nostri genitori è quasi prevedibile che la pensino così. Dobbiamo allora aspettare i nostri figli? (continuo a parlare in prima persona perchè rientrerei nel campione! :-) )
Non credo! Credo piuttosto che sia importante che ai ragazzi di oggi vengano presentati "modelli gay" molto più reali e meno stereotipati di quelli che attualmente gli si offrono. Credo quindi che sia importante che nella vita quotidiana dobbiamo presentarci nella nostra naturalità e che sempre più ragazzi si confidino con i loro coetanei per far capire loro che diritto ad esistere ce l'abbiamo pure noi!
Se ripenso a me al liceo ed alla possibilità che parlassi delle mie pulsioni ad i miei compagni, mi viene in mente che sto prospettando cose difficile da realizzarsi, ma frequentando locali mi sto accorgendo che i teengay di oggi sono molto più "coraggiosi".
Una battaglia per la visiblità quotidiana, 365 piccoli gay pride all'anno, è questo quello che credo sia importante affinchè la società sia pronta ad accettarci.
posted by Andreas Martini @ 3:51 AM   0 comments
lunedì, maggio 01, 2006
Con i lavoratori (sperando di diventarlo presto pure io)

Occorre realizzare anche in Italia un nuovo assetto del sistema di incentivi e ammortizzatori sociali che realizzi un bilanciamento tra flessibilità e sicurezza del lavoro.
Una scelta che è propria della migliore sinistra, quella che ragiona e non chiude gli occhi.
Marco Biagi
posted by Andreas Martini @ 6:16 PM   0 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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