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lunedì, febbraio 27, 2006
"Mezzo maschio"
I realty shows sono un pò come Silvio Berlusconi (che con le sue reti è stato anche il primo a portarli in Italia): nessuno l'ha votato, ma ha vinto; nessuno li vede e fanno milioni di ascoltatori. O, tutti l'hanno votato e non lo dicono, tutti li guardano e nessuno lo dice.Io li guardo e lo dico o meglio, non li guardo assiduamente ma in un modo o nell'altro sono aggiornato.Oggi a cena con amici ho visto Amici di Maria de Filippi che, anche se sui generis, è un reality show. Rivolto soprattutto ai teenagers è con i suoi più di 4 mln di telespettatori uno dei migliori successi della De Filippi. Questi programmi oltre che dal punto di vista della comunicazione mediatica, presi come "realmente reali" sono molto interessanti dal punto di vista sociologico.Se sono un comunicatore o aspirante tale sicuramente non sono un sociologo, quindi tutto ciò che scrivo è più che altro frutto di emozioni che la visione di questi programmi, ed in particolare della puntata di ieri, e non frutto di scienetifiche riflessioni.
Brevemente i fatti. I concorrenti maschietti un paio di settimane fa litigano pesantemente cone le femminucce e, invece di tentare di riappacificarli, si decide di dividerli in due squadre e di aizzare lo scontro che nel programma serale diventa mediatico. Una signora nella puntata di ieri, ricordando che la trasmissione è seguita da molti givanissimi, discute dell'opportunità di punire i suddetti maschietti affinchè il pubblico giovane capisca che quelli non sono esempi da seguire. Nel suo intervento se la prende con uno dei della squadra maschile, quello che per primo ha alzato le mani con le ragazze e che ha fomentato il tutto, e lo definisce "mezzo maschio".
Che il suddetto ragazzo, Raffaele Tizzano, sia gay è opinione di molti: i suoi atteggiamenti sono inequivocabili anche ad occhi poco esperti e comunque frequentando locali gay romani non credo che lui stesso voglia nasconderlo più di tanto. Che la presenza di gay e lesbiche nel programma della De Filippi negli anni è stata molto alta è cosa nota.Che l'omosessualità di personaggi più o meno noti della televisione sia il più grande argomento di pettegolezzo è cosa altrettanto nota.Ma che da pettegolezzo diventi discriminazione e maliziosa offesa è cosa da condannare.
Quelle parole sarebbero potute passare inosservate, nemmeno la De Filippi nella confusione dello studio le aveva sentite, ma una lodevole e autorevole Platinette ha preso le difese del ragazzo, visibilmente imbarazzato e mortificato, ed ha altrettanto "ignorantemente" definito la signora "brutta stronza". Se il Raffaele stesso si fosse difeso da solo prima di tutto avrebbe ceduto al gioco della tipa ed in secondo luogo avrebbe dovuto far trapelare la verità sul suo orientamento sessuale, quale che sia. Far capire pur in una situazione così a suo vantaggio di essere gay si sarebbe potuta comunque rivelare una scelta svantaggiosa. Il pubblica di ragazzine urlanti avrebbe comunque continuato ad "amare" un Raffaele gay? Se tutti prima di lui hanno finto un motivo ci sarà!
La signora del "pubblico parlante" aveva esordito dicendo che lei stessa ha un figlio di undici anni che guarda quel programma e si preoccupava di cosa potesse imparare da quei ragazzi. Platinette a toni forti le ha chiesto lei cosa intendesse insegnare a suo figlio definendo un ragazzo, "presumibilmente" (io direi chiaramente) gay, un "mezzo maschio".La tipa ha cercato inutilmente di difendersi, ma quello che intendeva dire con quelle parole era maliziosamente chiaro.Sulla scia di Platinette e sulla scia di slogan ormai famosi un altro concorrente interviene dicendo "....io sono mezzo maschio". Cameratismo gay? nooo... aveva frainteso ma è stato comunque simpatico nel gesto! Quel bambino di undici anni, forse impressionato da quello che ha visto chiederà alla madre cosa significa mezzo maschio. Ci si augura che non gli dica che i gay in quanto maschi attratti da altri maschi non sono dei maschi veri!
E allora da questi famigerati reality, specchio della società attraverso i suoi concorrenti ed il loro pubblico, che indicazioni ci danno sulla società?Per carità ammetto i limiti di quello che sto scrivendo visto che mi riferisco ad un caso unico e particolare, ma parlando di presenza dei gay in tv ci sono decine di esempi da citare.Questa presenza è quindi direttamente proporzionale al grado di accettazione che la società ha di noi? Io credo di no e non sono l'unico. Anzi in qualche modo viene percepita come un invasione. Qualcuno la teme chiaramente e metterebbe anche Platinette in fascia protetta. Altri, tra cui in qualche modo mia madre, credono che sia una moda essere gay in tv. Non dimentichiamo quelli che vedono in questa presenza la normalizzazione della anormalità.
Indifferenti o meno a questo risvolto sociale ed al potere dei media altri non temono questo tipo di "pubblicità" ma quella delle unioni civili sì!
Upgrade: leggo dal forum di Raffaele:
Roma, 27 feb. (ADNKRONOS)> ''Davvero spiacevole cio' che e' avvenuto ieri durante la puntata> di 'Amici di Maria De Filippi' in onda in prima serata su Canale 5''.> E' la segnalazione da parte del Codacons in merito all'espisodio che> ha visto Platinette, invitata come ospite e opinionista esterno della> trasmissione, apostrofare con una parolaccia una ragazza del pubblico> presente in studio. ''La parolaccia - spiega Condacons - e' stata> ripetuta per ben 3 volte, ad alta voce.''
Complimenti al Codacons.
Upgrade2: anche la Repubblica riporta la notizia peccato che non si spieghi come mai Platinette ha apostrofato quella signora in quel modo.

Upgrade3: (3/3/06) A quanto pare tutti abbiamo frainteso. Io sono convinto di quello che la signora bionda volesse dire. Qui la De Filippi e Platinette danno la loro versione.
posted by Andreas Martini @ 8:05 PM   12 comments
venerdì, febbraio 24, 2006
Questione di priorità
Il portale Gay.it non è mai piaciuto molto. Ora meno che mai.
Si vanta di essere il più grande punto di riferimento online per i gay italiani.Allora guardiamo alla nuovissima versione del portale che vedo oggi per la prima volta online per capire il trend sociale degli omos italiani.
Ragionando in un ottica di economia di mercato, col tempo i suoi gestori avranno sempre più sviluppato un prodotto in base all'offerta. E se quello che offrono ora, in homepage, è principalmente pubblicità (spesso autoreferenziale, cioè di prodotti o altre agenzie loro) e chat/community deduco che questi sono i maggiori interessi dei gay italiani. Prima in HP comparivano almeno due notizie, per lo più "frivole", ora bisogna cliccare su news e inoltrarsi un pò nel sito per poter usufruire del portale come mezzo di informazione. D'altronde nemmeno in occasione dell'ultimo sit-in organizzato da Arcigay, con cui il sito ha uno stretto legame (il suo direttore e presidente di arcigay toscana), si era pubblicata alcuna notizia, al contrario degli altri portali gay.

Chiaro quindi che poi i numeri non ci siano. Siamo interessati ad altro... la politica, la battaglia per i propri diritti non sono tra le nostre priorità ed è meglio lasciarla ai "dinosauri" per poi decidere di votare in base alla bellezza dei candidati! Ed in quanto a bellezza.... Rutelli, piace!
posted by Andreas Martini @ 7:14 PM   6 comments
Firmate per "No Pacs"
ROMA, 24 FEB - Si chiama "No ai pacs" ed è guidata dal campano Vittorio Colavitto, la nuova formazione il cui programma sta tutto nel nome, e che ambisce a presentarsi da sola sia alla Camera che al Senato. "Io mi definisco un rautiano, sono stato per anni collaboratore di Pino Rauti - spiega Colavitto - e questa iniziativa si spiega col fatto che la sinistra sta cercando a tutti i costi di istituire i pacs. Noi vogliamo invece costruire una barriera contro questo fenomeno sul quale l'opinione pubblica non è ancora informata, soprattutto per quanto attiene i suoi risvolti etici e morali".Consapevole tuttavia Colavitto della difficoltà dell'impresa tanto da riconoscere lui stesso che il raggruppamento, di cui si definisce il segretario, avrà difficoltà a raccogliere le firme necessarie alla presentazione in altre regioni oltre che in Campania.



Io mi auguro che riescano a raggiungere le firme ed a candidarsi ovunque e vedere che percentuale riportano!
Se vi capita firmate!

Che poi i rautiani se non sbaglio saranno nelle coalizione di centrodestra. Chissà che pure loro non la pensino così ma che pur di andare in parlamento tacciano la loro omofobia.
Chi è che ha candidati impresentabili?

posted by Andreas Martini @ 12:58 PM   1 comments
giovedì, febbraio 23, 2006
Verba volant, scripta manent


Il fatidico, per noi pacsisti, 24 febbraio è vicino. Domani, se non sbaglio al massimo dopodomani, le due coalizioni dovranno presentare il programma definitivo ed i singoli partiti dichiarare in quale coalizione si schiereranno. Tra qualche altro giorno invece, il 4 e 5 marzo, dovranno essere presentate le liste di candidati.
Il fatidico giorno è arrivato ma nulla è cambiato.
Gli appelli, le dichiarazioni, i dissensi, le modestissime mobilitazioni sono servite a poco. I leaders dei partiti pro PaCS, dopo le battute infelici e "rognose" all'uscita dalla sottoscrizione del programma, hanno incontrato alcuni rappresentanti del nostro movimento ed hanno ribadito il loro favore ai patti di solidarietà e considerano le 7 righe del librone giallo una base di partenza che potrebbe essere allaragata, come afferma Pecoraro Scanio. Bertinotti incontrando Arcigay ed Arcilebisca, insieme alle sue candidate, Luxuria e de Simone, afferma che chiederà ai suoi alleati che una legge sulle unioni sia approvata entro i primi 100 giorni.
Più o meno sulla stessalinea il segretario dei DS che punta a qualcosa che soddisfi di più i GLBT italiani.
Prodi dal canto suo, in un incontro-scontro con degli associati Arcigay, ribadisce che i diritti delle coppie di fatto sono presenti nel programma e che saranno oggetto della sua legislatura. Di quali diritti si parli non lo sa nemmeno lui, ma potrebbe essere un punto a nostro favore: gabbando i margheritini e udeurini si potrebbe arrivare a qualcosa di interessante!
Non sto difendendo il leader del centrosinistra, ma pieghiamoci pure noi ai giochi della politica, delle parole dette e non dette e proviamo a crederci.
Forse speranzosa è anche la Rosa nel Pugno che, nonostante tutto, firmerà il programma dell'Unione, con soddisfazione del leader della coalizione.
Un pò come Bertinotti cantiamo una mezza vittoria perchè quei diritti rischiavano di non essere assolutamente menzionati e, come figli delle rose, convinciamoci dalle parole volanti a credere che si possa andare oltre quelle brutte parole scritte a cui comunque ci affidiamo... per il bene dell'Italia?
Upgrade: (21.30) Capezzone era ospite con Livia Turco ad 8 e 1/2. La Turco, provocata dal segretario dei Radicali italiani, ha detto che il suo partito farà in modo che la proposta di legge per le coppie di fatto preveda pure la parte pubblicistica.

posted by Andreas Martini @ 8:05 PM   6 comments
martedì, febbraio 21, 2006
Attraverso l'America o attraverso i generi?

Non sono un gran cinefilo, nel vero senso della parola. Non frequento molte le sale cinematografiche, preferisco le sale casalinghe.
Però con l'uscita nelle sale di tre film, Reinas, Brockeback Mountain e Transamerica, a tematica gay ho voluto contribuire alla "causa" e quindi sono andato al cinema.
Sabato sera, ormai in sciopero da locali gay, ho puntato su una serata più "impegnata": al cinema per Transamerica.
La prima impressione, anche subito fuori dalla sala, al contrario di quella per i cowboy gay, è stata molto positiva. Sicuramente avrà contribuito la conturbante interepretazione del bel Kevin Zegers, coprotagonista con Felicity Huffman.
Quest'ultima, gia pluripremiata per Desperate Housewifes e vincitrice del Golden Globe come migliore attrice protagonista è candidata per la stessa categoria agli Oscar 2006.
Un ruolo quello della Huffman sicuramente difficile. Può una donna "vera" interepratare una trans? Riuscirebbe a far propri i sentimenti di una persona che si accinge a cambiare sesso?Come ha dichiarato il regista, Duncan Tucker, la scelta è caduta su una donna vera per paura che l'intrepretazione di un uomo sarebbe stata troppo caricaturale. Secondo alcuni l'operazione è mal riuscita e non sarebbe, mi sembra di capire, mai potuta riuscire a qualcuno che trans non è. Se prima di tutto si critica la visione che il regista dà del transessualismo, in seconda istanza si critica l'interpretazione della Huffman.
Il transessualismo insultato da una visione tragicomica. Ma non è forse vero che una persona che vuole cambiare sesso deve forzare alcune cose, sia per quanto il suo atteggiamento/portamento, sia per spingere i medici a rilasciarle il via libera all'operazione?
Conosco solo superficialmente dei trans e quindi non posso esprimermi con certezza, ma credo che, visto il clima culturale, anche americano, le cose vadano sul serio così.
Sicuramente il sospetto viene quando ad interepretare tutto questa è una donna che non può avere tra le sue esperienze quelle di un cambio di genere. La bravura della già casalinga disperata è messa in dubbio dalla impossibilità di calarsi completamente nel ruolo.
In un intervista su Out Magazine, l'attrice risponde così:

Il regista Duncan Tucker ha dichiarato che aveva bisogno di un attore
trasformista per il tuo ruolo. Come sono cambiate le tue aspettative mentre
recitavi
?

Beh all'inizio tutti cercavano un uomo... ma io ero convinta
di riuscire a vivere le vicissitudini di una trans. Perchè in fondo, si tratta
di parlare dell'anima delle persone. E l'anima è la stessa che si tratti di un
uomo, di una donna o di un trans. Cambia solo il contesto di relazioni ma le
emozioni sono le stesse. Per esempio la voce. Dopo la prima settimana di prove
tutte le mie voci erano state scartate perchè giudicate false. Questo perchè non
c'era un'anima . Bree , il mio personaggio proviene da una profonda
consapevolezza, da un profondo disprezzo e vergona, ma pure da un fortissimo
coraggio. Solo quando questi elementi sono entrati nella mia voce allora sono
riuscita renderla in modo accettabile.

Sarà stata sincera? O come si dice nella recensione che ho linkato, ha piuttosto utilizzato questo ruolo impegnativo per far risaltare la sua bravura?
Anche qualora si rispondesse si, meriterebbe comunque un premio.
Il film non si esaurisce nel drammatizzazione del transessualismo, anzi passa quasi in secondo piano, e tocca anche temi tipici della "letteratura di viaggio". Sicuramente un viaggio tra i generi, anche se conosciamo Bree che è già donna, ma con al centro un viaggio tra "padre" e figlio, un viaggio sull'onestà e forse in questo abbastanza banale.
A colloquio con il medico, Bree si chiede: “Non è curioso che la chirurgia possa risolvere un problema mentale?”La risposta immediata per lei e per tanti altr* come lei è immediata, ma il confronto con il figlio Toby sconvolge un pò i piani. Solo questo confronto, che la mette difronte a situazioni ben più difficili dell'esercizio sull'impostazione della voce, riuscirà forse a sciogliere il dubbio.
A me ha lasciato anche un altro dubbio: un genitore "qualsiasi" accetterebbe senza problemi che il proprio filio fà l'attore porno?
posted by Andreas Martini @ 5:44 PM   1 comments
lunedì, febbraio 20, 2006
Ciao....
Ciao Luca...

posted by Andreas Martini @ 8:45 PM   1 comments
domenica, febbraio 19, 2006
"Uniti si vince"
Dopo la sorprendente vittoria dell'Unione alle regionali del 2005, il commento di Romano Prodi fu "uniti si vince".
Un motto che il movimento glbt italiano avrebbe dovuto far suo, già da molto tempo.
Il condizionale è d'obbligo: il sit-in odierno davanti alla sede dell'Unione in Piazza Santi Apostoli è stato tutt'altro che una manifestazione di unità.
Le personalità della nomeklatura glbt c'erano tutte, o quasi: Grillini, Zan e Mancuso per Arcigay-DS, Polo per Arcilesbica, Titti de Simone e Vladimir Luxuria per il Prc, Mauro Cioffari per gayroma.it, Daniele Priori per GayLib e, si fa attendere ma poi arriva, la discussissima Imma Battaglia per Dì Gay Project. Extra movimento c'era il nuovo paladino della nostra comunità, Daniele Capezzone per la Rosa nel Pugno.

I grandi assenti erano altri però: i gay e le lesbiche!
Trascorsa una mezz'oretta dalle "12 in punto", si arriva a contare al massimo un centinaio di persone.
Dov’erano tutte le centinaia di gay che, dopo che la montagna (l'Unione) ha partorito il topolino (le 7 righe sul riconoscimento delle unioni di fatto), indignati hanno riempito con la loro disapprovazione forum, chat, blog e siti vari? Appelli, riflessioni autocritiche, dichiarazioni di non voto e iniziative di protesta si erano susseguite anche con un certo seguito. Lo stesso seguito però non si è visto oggi in piazza. A onor del vero la manifestazione è stata organizzata frettolosamente, ma tutti i maggiori siti gay, compreso questo portale, l’avevano ampiamente pubblicizzata. Se spostarsi era improponibile, i romani dov’erano? Si sa il letto,soprattutto dopo un venerdì sera in giro per locali, è più invitate di una piazza, nonostante il bel sole!

Ma è proprio tutta colpa dei gay della porta accanto? Quanti dei protagonisti succitati si sono impegnati a stringersi intorno ad un tavolo per pianificare un’iniziativa comune gridando “tutti per uno, uno per tutti”?.
Quando uniti si era organizzato qualcosa la partecipazione era stata molto alta, tutti i soci delle varie associazioni si erano potuti sentir parte di una grande battaglia. Quando, come in queste occasioni, si è fatto a gara di protagonismo e sono scese in campo le rivalità i danni si sono visti: ha prevalso la disaffezione alla causa.
Per qualcuno (Grillini) l’importante è che ci fosse la stampa a dare risonanza, ma al di là delle finestre del palazzo dell’Unione, qualora ci fosse stato qualcuno, sarebbe risuonato ben poco. Il sarcastico commento di qualcun altro (Imma Battaglia) è stato: “L’ha organizzato Arcigay e Arcilesbica, no?”.
E chiaro fu che nemmeno di fronte alla sconfitta si cerca di riparare ai danni! Di fronte all’unione incivile si è risposto con disunione! Possiamo ancora permetterci di chiedere attenzione?


Con mia grande soddisfazione questo mio post è stato pubblicato su Gay.tv, Link
posted by Andreas Martini @ 1:59 PM   22 comments
venerdì, febbraio 17, 2006
Concentramento!


Sabato 18 febbraio - ore 12 in punto – Piazza SS. Apostoli – Roma (sotto la sede nazionale dell’Unione) Arcigay e Arcilesbica hanno promosso un concentramento per chiedere all’Unione di reinserire nel programma l’impegno per una legge che istituisca le Unioni civili.
posted by Andreas Martini @ 2:20 PM   0 comments
giovedì, febbraio 16, 2006
Scossaaaa!

Finalmente, dopo aver concluso, lasciatemelo dire più che positivamente la sessione invernale, posso riappropriarmi del tempo per gestire al meglio questo mio spazio.

Ci eravamo lasciati con il mio piccolo personale resoconto sulla conferenza stampa della Rosa nel Pugno. Un conferenza che ha fatto uscire le prime posizioni ufficiali sulla "morte dei PaCS". Diceve le prime, infatti nei giorni a seguire fino ad oggi si sono rincorse precisazioni su quelle o nuove dichiarazioni ed iniziative.
Ci eravamo lasciati con un la conta dei danni dopo la forte scossa di terremoto che ha scosso tutte le associazioni e le rappresentanza gay.

Cominciamo con un quadro sulle analisi delle "tragedia".

Imma Battaglia mette nero su bianco il suo pensiero in un comunicato stampa nel giorno di San Valentino.

Come già preannunciato, lo stesso giorno, l'Arcigay propone una giornata di volantinaggio nelle principali città italiane. I gay quel giorno non avevano nulla da festeggiare! Ma avevano da lavorare... e le presenze sono state pochissime, misere.

Giovanni dall'Orto, direttore delle rivista Pride, come già detto nel post precedente lancia un primo appello ai gay impegnati in politica (a cui ho aderito).
Lo stesso Dall'Orto, sempre nel giorno della festa dell'amore, scrive per Gay.it un "esame di coscienza" a nome del movimento glbt italiano e come sua ultima iniziativa propone una protesta nonviolenta: invadere le caselle di posta dei leaders di centrosinistra con un appello predefinito.

Lo scrittore Sciltian Gastaldi attraverso la sua adesione al primo appello del direttore di Pride ed attraverso il suo blog, Anellidifumo, propone di convocare gli stati generali del movimento glbt italiano a cui far partecipare tutte le associazioni del suo panorama.
Franco Grillini, nell'occhio del ciclone, dopo le critiche da coloro che dovrebbero sostenerlo, non mette in discussione il suo partito, i Democratici di Sinistra, ma i centristi della sua coalizione e chiede loro chiarezza

Alessandro Zan, organizzatore delle varie manifestazioni pro pacs e consigliere comunale dei DS a Padova, al contrario chiede chiarezza al suo stesso segretario, Piero Fassino. Gli fa presente che potrebbe perdere molti voti che andrebbero tutti a favore della rosa nel pugno.Nello stesso articolo pubblicato dal foglio si leggono le dichiarazioni di Titti de Simone che crede che lei ed il suo partito, rifondazione comunista, non debbano prendere lezioni da nessuno in tema di diritti civili nè tantomeno dai Radicali socialisti.

Rosanna Praitano, taciturna presidentessa della storica associazione romana, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, esce dal silenzio e propone di votare solo candidati gay e partiti pro diritti, non escludendo i DS, accusa tra l'altro quelli che propongono di ritirarsi provocatoriamente "sull'Aventino" di essere fuori dalle realtà.

Per ultima ma non per importanza, anzi, Vladimir Luxuria: prima risponde amareggiatoalle accuse rivoltegli dalla sua (ex)amica Imma Battglia poi richiama alla moderazione e ribadisce che il partito che la candida punta ad un miglioramento del programma.

Credo di aver citato tutti o quantomeno i più rappresentativi. Ops... non so se dargli questo potere... ma Mauro Cioffari, di Gayroma.it che fine ha fatto?

Concludo con una mia piccola analisi.
Come ho già detto, per la prima volta mi trovo concorde con Imma Battaglia, anche se, pur sapendo che rientra nel suo stile, avrei preferito parole meno aggressive per Vladimir. Certo è che che quest'ultima poteva trovare una risposta migliore che cadere nel solito clichè che chi critica rosica!
Se ho accolto il primo appello di Dall'Orto, non farò lo stesso con la sua ultima iniziativa "invasiva".Credo sia giusto, come diceva pure Daniele Capezzone, far sentire la propria voce, anche scrivendo al proprio leader di rifermento o comunque a qualsiasi leader dell'unione, ma credo che vada fatto in maniera cosciente e personale.Non credo che far pervenire sempre lo stesso messaggio sia cosa utile credo piuttosto che crei fastidio e non attenzione. Mi sembra tanto una di quelle proteste alla no-global che non ho mai condiviso. Mettere poi le parole in bocca a qualcuno sia alquanto presuntuoso.Inutile dire che in un progetto di costruzione di una unica forte e riconoscibile identità per il movimento gay la convocazione degli stati generali è più che condivisibile. /Per piacere però si scelga roma come sede! :-)

Grillini ed i veri politicanti gay. I veri capri espiatori!
Se per partisanship è giusta la posizione di Grillini e del suo collega Zan, dal punto di vista della coalizione non lo è altrettanto. Zan paventa a Fassino la fuga di molti voti verso i DS. Sarebbe davvero una così brutta cosa? Che Zan la pensi come Dibliberto per parla di rogna? Questo no ma non si può parlare di rappresentatività gay e poi considerarci solo come bacino di voti? E torno all'idea di Imma: battere berlusconi ma csfruttando al massimo i poteri della legge proporzionale!
La Praitano, del Mieli, pare intervenga giusto perchè è giusto che lo si faccia. Il Mieli ha sempre voluto dichiararsi indipendente dall'arcigay, ma a quanto pare la battaglia politica la lascia fare molto agli altri per poi appogiarla senza iniziativa. MA forse fa bene, visto che non ha colto nell'appello degli "aventinisti" una mossa politica!
Deprecabile poi l'intervento presuntuoso di Titti de Simone che parla delle iniziative della Rosa nel pugno semplicemente in termini di visibilità e propaganda... il suo partito con luxuria e caruso cosa sta facendo!!!

Insomma pare che la Rosa nel pugno non crei fastidio e timore solo a destra e a Rutelli e Mastella (per non dire diliberto). Qualche poltronato gay inizia a sentire messa in discussione la sua posizione!

Ma non mi illudo nemmeno che da Boselli e Capezzone sia tutto "rose" e fiori!

...to be continued
Upgrade: Qui è disponibile il video della conferenza della Rosa nel Pugno
posted by Andreas Martini @ 4:06 PM   2 comments
W l'Amore


Questo blog come altri omosessuali non ha festeggiato il giorno di San Valentino. Il suo titolare, fortunatamente, in privato l'ha fatto.

A tutti coloro che non ci permettono di festeggiare il nostro amore di coppie, vorrei dedicare queste parole di Giuliano Federico:

W L'AMORE(di G.Federico)

Viva l’amore.
Viva quel naufragio della mente davanti agli impeti dell’attrazionee viva quella coscienza tutta umana che ci tiene sospesi sul confine sottile tra ragione e sentimento e ci fa sentire terribilmente vivi.
Viva l’amore che ci spinge a costruire, a mettere in discussione noi stessi e a confrontarci con ciò che è ALTRO.Viva l’amore che ci mette a nudo davanti alla pochezza umana e ci sfida e ci trascina nella lotta quotidiana della mediazione.Viva l’amore che affronta l’orgoglio ed insieme ad esso genera quell’esplosione armonica che ci fa sentire nuovi, ricchi, potenti.Viva l’amore che facciamo io e te, che generiamo energia e diamo vita ad un nuovo soggetto, che non sono io, che non sei tu, ma che siamo noi due.
Viva l’amore che moltiplica all’infinito i soggetti che nascono dagli incontri degli esseri umani.
Viva l’amore degli esseri umani.
Viva gli esseri umani, che amandosi l’un altro, riescono a sostenere la responsabilità della coscienza e della ragione.
Viva gli esseri umani che la natura partorisce come omosessuali.Viva gli omosessuali, che si amano tra loro e danno vita a nuovi soggetti.A nuovi soggetti che contribuiscono al tessuto della società degli uomini.
Viva gli omosessuali, che continueranno sempre ad amarsi.

Anche in Italia.

Nonostante tutto.
posted by Andreas Martini @ 2:47 PM   2 comments
lunedì, febbraio 13, 2006
Una nuova identità
Come ho scritto nei primi post di questo blog, nonostante abbia partecipato a più di un gay pride e ad altre manifestazioni organizzate dalla comunità glbt, non sono un "attivista". Non sono iscritto a nessuna associazione gay (eccenzion fatta per la tessera ad Arcigay che serve per entrare ancora in alcuni locali) nè a nessun altro movimento politico. Non mi sono, quindi, mai voluto impegnare direttamente in nessun tipo di politica gay, ho solo convintamente supportato partecipativamente le varie manifestazioni. Ma, dopo la lunga notte del programma dell'Unione e della conseguente "morte dei Pacs," ho provato un vero senso di amara delusione e di sconfitta che mi ha portato prima di tutto rabbia poi voglia di contribuire maggiormente alla "causa".
Ho deciso quindi di partecipare alla conferenza stampa organizzata da Capezzone e la Rosa nel Pugno: un incontro pubblico con i rappresentanti dell'associazionismo gay per fare il punto sulla situazione e per decidere insieme le iniziative che da qui al 24 febbraio (data per la consegna definitiva del programma) bisognerà organizzare per protestare contro il deludente programma dell'Unione in materia di riconoscimento delle unioni civili.
Con le poche ore di sonno sulle spalle (il sabato sera è un must essere "sulla scena"!) mi dirigo di buon ora verso la sede del Partito Radicale, speranzoso nel sentire prese di posizione più decise, nei confronti della deludente prova di civiltà laica dimostrata da Rutelli e fedeli, di quanto lo fossero state quelle di Alessio de Giorgi (direttore di gay.it, presidente di Aricgay Toscana) ma soprattutto di quelle di Franco Grillini, deputato DS e primo firmatario della proposta di legge sui Pacs.
La conferenza è introdotta da Capezzone che lascia subito la parola ad Emma Bonino e a Ugo Intini capogruppo alla Camera dello SDI. La Bonino da testimone diretta della lunga notte del programma, fà un breve resoconto e scandisce, senza nascondere sorridenti smorfie di disapprovazione, le famose "sette righe" entro cui è concentrata la linea programmatica sul riconoscimento delle coppie di fatto. Senza stare a ripetere il tutto è bene ricordare che scompare, come preannunciato, l'istituto dei Pacs ma scompaiono contemporaneamente soprattutto qualsiasi riferimento alle unioni civili e si parla solo di diritto di persone facenti parte di una unione di fatto. La grande vittoria sarebbe quindi solo l'inserimento della non discriminazione dell'orientamento di fatto al fine determinare "la natura è la qualità" di queste unioni. Perchè addirittura si rischiava di non inserire affatto la specificazione dell'orientamento sessuale!
Ugo Intini conferma il sostegno del suo partito, lo SDI, ai Pacs che definisce "nuove frontiere di libertà".

Arrivano poi le tanto agognate prese di posizione decise, con Imma Battaglia e Giuliano Federico (Gay.tv).La prima fa nomi e cognomi e, bando al politucally correct, non usa mezzi termini nel definire Vladimir Luxuria un "travestito" che potrà rappresentare al massimo se stesso/a, ed accusa quindi Bertinotti, che parla trionfante di un buon accordo sul programma, di essere solo a caccia di poltrone e di aver candidato Vladimiro Guadagno solo per mettersi a posto la coscienza nei confronti dei suoi elettori gay.
(E' ancora dalla sua l'elettorato gay? a leggere i forum dei vari portali gay.... uhm....).
La Battaglia in piena assonanza con il suo cognome dichiara guerra ai voltagabbanda dell'unione, ricordando la grande opportunità che offre la nuova legge elettorale e, smentendo tutte le vecchie voci su una sua candidatura per il PRC, dichiara apertamente il suo voto ed il suo sostegno alla Rosa nel Pugno. Per la prima volta mi sono sentito felicemente d'accordo con lei!
Quando ho sentito poi Giuliano Federico mi sono sentito leggere nel pensiero, anche se a distanza di tempo. Già da appena aperto questo blog, infatti, avevo intenzione di scrivere qualcosa su Arcigay, non chissà quale scoop, ma giusto il mio dissenso su gran parte della politica attuata negli ultimi anni, poi preso da altri avvenimenti ho scritto altro. Avrei comunque detto qualcosa di già sentito visto che Giuliano in un articolo su Gay.tv oltre a profetizzare la recente morte dei Pacs, iniziava a puntare il dito sugli intrighi tra DS ed Arcigay.
Federico, in conferenza, ha ricordato il disdicevole episodio avvenuto alla conferenza dei DS ai primi di dicembre: Bersani nel suo intervento si scordò di parlare del riconoscimento delle unioni civili e dei Pacs, nonostante era stato più volte ripetuto che i Democratici di sinistra li considerassero un punto fondamentale del loro programma, solo un Franco Grillini che alza la voce fa ritornare in discussione i suddetti temi, ma non senza creare dissensi urlati a gran voce insieme ad insulti personali rivolti anche allo stesso Federico lì presente. Non so bene le dinamiche ma comunque si arriva al discorso di Paola Concia di Gayleft e si esce esultanti convinti del pieno sostegno del maggior partito dell'Unione.
Ma sicuro che i DS siano totalmente a favore? A quanto pare avevano anche preparato manifesti da affiggere in tutta italia per promuovere la sensibilizzazione popolare verso i pacs. Manifesti, misteriosamente mai comparsi.

Federico, dopo l'articolo "In morte del Pacs" e dopo altri articoli che puntavano ad aprire gli occhi ai lettori del portale per cui scrive, sull'ambiguo comportamento dei DS, viene accusato di distruggere il lavoro e la collaborazione di anni tra la maggiore associazione glbt italiana ed il maggior partito di sinistra. Accuse ripetute sottilmente ma anche apertamente dallo stesso Grillini, intervenuto telefonicamente alla conferenza stampa, subito dopo l'intervento del giornalista di Gay.tv. Ma, d'altronde, Federico non ci era andato leggero quando ha maliziosamente ricordato che dopo il Gay Pride di Milano 2005, chiese al deputato ds e presidente onorario dell'arcigay se qualora l'Unione avesse bocciato i PaCS fosse stato pronto a ritirare la sua candidatura. La risposta fu affermativa. Grillini ad oggi, pur non concordando con la formula scelta dall'Unione, difende comunque il risultato ottenuto ('un buon inizio') e ribadisce invece il suo sostegno al partito ed alla coalizione, prospettando a breve altre iniziative di sensibilizzazione sui Pacs.
'Abbiamo messo la questione al centro del dibattito politico'. Questo è il risultato ottenuto: veder impegnati i leaders dei partiti dell'Unione a discutere per sei ore di diritti per le persone omosessuali e trasngender. Dopo questo lungo dibattito erano tutti sicuri che Prodi avesse trovato una proposta condivisa da tutta l'Unione e tutti si convinsero che i Pacs, anche se con altro nome, sarebbero stati presenti nel programma.
Ci sono? No! Grillini ritirerà la sua candidatura? Chissà! Arcigay continuerà a sostenere apertamente i DS? Chissà!

Bisogna dare atto che è presto per tirare le somme, visto che ci sono ancora circa due settimane per intervenire pubblicamente e sperare in una revisione del programma. Una revisione che faccia uscire quest'ultimo dall'"ambiguità" e che si faccia chiaro riferimento ai diritti della coppia ed alle unioni civili. Ed è proprio pensando a queste due settimane che Capezzone conclude la conferenza definendola il punto di partenza verso una più fattiva collaborazione tra il suo partito ed il movimento glbt.
Quali però i punti di partenza?
Innanzitutto ricordare a Pierferdinando Casini ed alla sua compagna Azzurra che il Pacs portrebbe tornare utile pure a loro se lo volessero, come servirebbe soprattutto a tante coppie di Perferdinando e Pierferdinando o di Azzurra e Azzurra.
Il Pacs non toglie, quindi nulla ai valori cattolici (nessuno si dimentica che il 68,7% dei cattolici è favorevole) nè tanto meno indebolisce il concetto di famiglia e di matrimonio tradizionale, offre semplicemente una possibilità in più alle coppie che decidono di non sposarsi ed offre l'unico, minimo e giusto riconoscimento alle coppie omo. Quindi puntare alla trasversalità, come accennato anche da Grillini, ma soprattutto chiedere una più chiara presa di posizione dei DS anche riguardo ad altri temici etici. Nota la lista unica con la margherita e nota la candidatura per questi ultimi della professoressa Paolo Binetti di Scienza&Vita (antireferenadria sulla legge 40), Capezzone vorrebbe sapere come voterebberro i due partiti di fronte ai temi etici... a loro l'ardua risposta!
Condivido anche il ripetuto sostegno della Rosa alla coalizione di centrosinistra nel chiaro impegno di battere Berlusconi e la sua Case delle Libertà, ma condivido soprattutto il richiamo fatto in primis da Federico al non considerare l'antiberlusconismo l'unico punto principale del programma di Prodi e compagni. Quello che ci si aspetta da una sinistra europeista è una chiara linea riformatrice che faccia recuperare la grossa lacuna creatasi sul piano dei diritti umani e civili tra l'Italia ed il resto della Comunità Europea. E' forse bene ricordare che alla votazione alò Parlamento Europeo sulla risoluzione UE contro l'omofobia, la Margherita pur aderendo ad una gruppo liberale si è astenuta ed altrettanto hanno fatto gli eurodeputati di FI, nonostante il gruppo di cui fanno parte, il PPE, abbia votato a favore.

Al di là della conferenza di ieri arrivano anche altre prese di posizione ed iniziative a cui ho aderito. Giovanni dall'Orto, direttore della rivista "Pride", invita tutti i rappresentati della comunità glbt italiana impegnati in poltica a rifiutare o ritirare le candidature per partiti che non sostengano apertamente le battaglie che da dieci anni a questa parte si stanno portando avanti! Qui le adesioni già prevenute.

Tiro le mie somme. Alla luce dei fatti considero fallita la lunga politica di mediazione e di compromesso o meglio considero sbagliati gli interlocutori. E' vero che si puntava in alto e si puntava ad partito di grossa rappresentanza e di grande valore elettorale ma dopo il sostegno alla presentazione del progetto di legge sui PAcs di Grillini ci si aspettava molto di più! Non ci si può accontentare che i Pacs siano entrati nell'agenda setting di tutti i partiti della coalizione di centrosinistra e che i leaders di questi siano stati "costretti" a parlarne per ore. E' vero che Pacs dopo Tsunami è diventato il neologismo più famoso del 2005 ma questo non è un risultato politico, è esclusivamente un pur importante risultato mediatico.Amareggiato per la manifestazione del 14 gennaio Prodi ha ignoranto la grande partecipazione che ha riscosso quest'ultima, contraddetto le sue parole di san martino in campo ed ha fattivamente sottovalutato o meglio, ripeto, ignoranto le richieste di una importante numero di suoi elettori.Non credo però che tutto debba essere buttato alle ortiche. Non sono convinto che puntare, come avvenuto in altri paesi, direttamente ai matrimonio avrebbe portato, nell'ottica delle contrattazione al ribasso, ad il riconoscimento dei Pacs. Anche perchè lo ripeto ancora il Pacs era già un progetto di legge dell'opposizione di centrosinistra sostenuto dai Ds e firmato da più di 160 deuputati!
Vista la situazione nazionale, che checcè se ne dica è ben diversa anche da quella spagnola, si rischiava una sconfitta ben più grande di quella attuale. Credo invece che, vista la inaspettata ambiguità dei mesi scorsi dei democratici di sinistra, bisognasse puntare soprattutto ad una maggiore trasversalità prima di tutto all'interno della coalizione di centrosinistra. E' chiaro che il sostegno dei partiti minori è meno rassicurante ma comunque da considerare più attentamente di quanto fatto fino ad ora. Non ci stupiamo se poi tutti questi piccoli partiti che hanno aderito e partecipato (al contrario dei DS) al Tutti in Pacs considerino accettabile il compromesso raggiunto la settimana scorsa.Credo, in definitiva, che prima di tutto vada (ri)formata e costruita una vera e forte identità politica ed associativa del movimento glbt; intendo una identità indipendente da qualsiasi legame politico particolaristico ma aperta verso tutte le
formazioni politiche pronte a farsi portatori delle nostre richieste; e in vista delle prossime elezioni, nell'ottica della
legge proporzionale, credo si debbano sostenere tutti quei partiti che nonostante l'ambiguità del programma unitario
dichiarino nei loro programmi di puntare comunque a progetti ben più validi e che si impegnino a portarli a breve termine
nella prossima legislatura. Punto quindi i miei interessi in modo particolare sulla Rosa nel pugno!
Upgrade (16/02/06): Un piaccola precisazione che lo stesso Giuliano Federico mi ha fatto pervenire. Il giornalista di gay.tv non era presente alla conferenza programmatica dei DS nè per adesione personale nè come inviato. Il resoconto che lui riporta è stato fatto da altre persone e le accuse non fatte in quel momento ma attraverso altri canali.
Mi scuso per l'inesattezza.
posted by Andreas Martini @ 2:49 PM   1 comments
sabato, febbraio 11, 2006
La Rosa nel Pugno incontra il movimento GLBT
Domani (domenica 12 febbraio) a Roma (alle 11, presso la sede radicale di Via di Torre Argentina 76), Emma Bonino, Marco Pannella, Daniele Capezzone e Marco Cappato, insieme al senatore Roberto Biscardini, si incontreranno in una pubblica conferenza con numerosi rappresentanti della comunità glbt. Obiettivo: fare il punto della situazione dopo il recente vertice dell'Unione. Sarà, per ciascuno, l'occasione di esprimere opinioni e valutazioni sulla situazione che si è determinata, e sugli urgenti, necessari sviluppi.

Saranno presenti Maria Gigliola Toniollo (Nuovi diritti CGIL), Giuliano Federico (Gay tv), Alessandro Zan (Arcigay, coordinatore di "Tutti in pacs"), Imma Battaglia (DìGay Project). Interverranno inoltre Franco Grillini (deputato ds, Presidente onorario Arcigay) e Sergio Lo Giudice (Presidente Arcigay).
posted by Andreas Martini @ 9:47 PM   3 comments
venerdì, febbraio 10, 2006
10 febbraio 2006. L'Italia...
...che mi piace:




...che non mi piace:



Al posto dell'(d)on Francesco Rutelli ci potevano essere pure don Romano Prodi o (d)on Clemente Mastella... sarebbe stata comunque un Italia che non mi piace!


Parafrasando una canzone che ha fatto da colonna sonora alla splendida cerimonia d'apertura di Torino 2006:

You can say I'm a dreamer...





... but I'm not the only one!


Roma, 8 luglio 2000, World Gay Pride. 250.00 partecipanti

posted by Andreas Martini @ 11:02 PM   3 comments
"Tutti in pacs" Reloaded
Dopo la nottata in cui si è consumata la sconfitta nella battaglia per i pacs e per le unioni civili, commento accogliendo e diffondendo l'invito del segretario dei Radicali, Daniele Capezzone:


Pacs, Capezzone: invito alla mobilitazione della comunità GBLT. C'e' chi si dimostra più ruiniano di Ruini...
Roma, 10 febbraio 2006

Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, e membro della segreteria della Rosa nel pugno:

Dopo quanto è avvenuto stanotte nel vertice dell'Unione, mi permetto di rivolgere un forte, solidale, affettuoso invito alla comunità GLBT per una mobilitazione comune e trasversale nei prossimi giorni.

Occorre che l'Unione superi il grave errore di queste ore.

Sparisce dal programma, infatti, non solo la dizione "pacs", ma il concetto stesso di "unione civile". Insomma, si arriva su posizioni ancora più retrive di quelle dei settori più filoconfessionali dell'Unione.
Tutto ciò non è accettabile. C'e' chi si dimostra più ruiniano di Ruini..


Pronto a scendere in piazza aspetto la mobilitazione dei glbt!

Upgrade: fino ad ora l'Arcigay ha saputo rispondere solo rimproverandol'Unione... no
comment -.-

Upgrade 2: Deluso il commento di Grillini (DS, primo firmatario PdL Pacs): «L'accordo fatto dopo lunga e penosa malattia è un po' la montagna che partorisce il topolino. Nel senso che quello che c'è scritto in quelle righe può essere visto come la classica coperta che si può tirare da una parte o dall'altra. Certo è che sembra che Rutelli, leader della Margherita, abbia voluto sfogliare la margherita fino in fondo: no ai matrimoni gay, no al Pacs, no alle Unioni Civili che lui stesso aveva proposto, no ai contratti che lui stesso aveva proposto. Siamo al riconoscimento dei diritti della persona che vive in una unione di fatto, una linea straordinariamente coincidente con le cose che dice il cardinale Ruini, cioè il riconoscimento dei diritti dei singoli ma assolutamente no a qualunque riconoscimento giuridico dell'esistenza delle coppie omosessuali. Ironicamente potremmo ringraziare Rutelli che graziosamente ci concede il riconoscimento come persone omosessuali. Almeno una cosa è chiara in questa scarna e scarsa descrizione, e cioè che sono comprese anche le persone omosessuali, in quanto quel riferimento all'orientamento sessuale è l'unico riferimento nell'intero programma dell'Ulivo all'esistenza della questione. Concludendo mi sembra una cosa un po' vuota, che lascia aperto uno spiraglio e che consegna nelle mani nostre, del movimento, la necessità di mettere in campo iniziative di straordinaria mobilitazione nei prossimi mesi per far sì che il prossimo Parlamento legiferi positivamente su questo. Certamente si poteva fare di più».

Spero di aver letto bene, nelle parole di Grillini, l'accoglimento dell'invito di capezzone a scendere in piazza!
posted by Andreas Martini @ 2:38 PM   7 comments
giovedì, febbraio 09, 2006
Deutschland träumen



Prima le presentazioni. Da sinistra: Ole von Beust, Guido Westerwelle, Klaus Wowereit.
Il primo è sindaco di Hamburg eletto nelle file della CDU; a seguire il leader del Freie Demokratische Partei, i Liberals; infine il sindaco socialdemocratico (SPD) di Berlino.
"Noi siamo gay ed è bene anche così", questa la traduzione della frase che ho inserito nel collage fotografico.
La versione originale è "Ich bin Schwul...", al singolare, ed è stata pronunciata durante la campagna elettorale del 2001 per le comunali di Berlino, da Klaus Wowereit.
A distanza di 3 anni dalla celeberrima frase dall'attuale Borgomastro berlinese, nel luglio del 2004, il leader dei Liberali tedeschi si presentò alla festa di compleanno di Angela Merkel accompagnato dal suo partner, Michael Mronz. Un coming out indiretto e più discreto di quello di Wowereit, ma non per questo passato inosservato, anzi! Soprattutto perchè non era una festa di compleanno qualsiasi.
Il nobile Carl-Friedrich Arp Freiherr von Beust, per tutti Ole von Beust, è sindaco della città-stato di Hamburg dal 2001, rieletto nel 2004 con un sorprendente +21% rispetto alle precedenti elezioni.Von Beust non si è mai dichiarato, anzi continua a considerare il suo orientamento sessuale un argomento personale, ma nel 2003 lincenziò il suo vice sindaco, Roland Schill, con l'accusa di essere stato ricattato. Il suo vice ricattò von Beust di rendere pubblica la sua omosessualità non so in cambio di cosa. Spiegando le motivazioni rese pubblico la sua omosessualità ma fu suo padre a renderla ufficiale.
Ho voluto parlare di loro e della Germania prima di tutto per sentimentalismo. Ho trascorso nella fredda Deutschland 11 intensissimi mesi della mia vita, grazie al progetto Erasmus. 11 mesi nella provincialissima Würzburg una tra le prime cinque città delle provincialissima e cattolicissima Baviera.
Non ho mai smesso di criticare la "Crucconia" ed i suoi abitanti, ma mai come ora penso a quel Paese come patria di un vero liberalismo o se vogliamo libertarismo multiculturale.Una cultura, un popolo, una Paese difficili da capire: hanno visto e vissuto il periodo più brutto della storia mondiale, che a distanza di oltre 60 anni continua a segnarli. Ma è soprattutto il Paese che ha meglio saputo risorgere dalle sue ceneri fino a diventare il traino economico ed in alcuni casi culturale, di tutta l'Europa.
Ho scoperto Berlino nel 2000 durante un viaggio in famiglia e l'ho riscoperta sotto altri punti di vista nel febbraio di un anno fa durante l'Erasmus ed in occasione della Berlinale. ho cercato di visitarla il più possibile ma purtroppo non sono riuscito ad andare a Koeln, Colonia, la capitale gay dell'Europa. Se si vuole capire che cos'è l'integrazione ed il multicuralismo la capitale tedesca è un libro vivente!
Ma rientriamo un pò nei miei abituali discorsi sull'omosessualità e la poltica.Vivere la proprio omosessualità all'estero è sempre più facile. Viverla in Germania lo è ancora di più, nonostante poi sia stato in una cittadina grande quanto Pescara nella cattolica Baviera.
La Germania è il paese dove al ridosso del famoso coming out del berlinese Wowereit la maggioranza dei lettori di "Bild" ha risposto che la vita privata dei suoi politici e la scelta di dichiararsi è ininfluente dal punto di vista politico.La Germania è il paese dove la coalizione di centrodestra guidata dai cristianodemocratici della Merkel e di Stoiber ha candidato un omosessuale a sindaco di una delle maggiori città e dove la stessa Union (CDU-CSU) ha accolto nelle sua coalizione il partito dei liberali guidato da un omosessuale. Anche se attualmente nel governo di Grosse Koalition la FDP è all'opposizione non volendo stare al governo insieme alla nemica SPD.La Germania è il paese dei diritti civili trasversalmente riconosciuti, da destra a sinistra!
Tutto ciò che l'Italia non è (ancora)!
Durante il mio periodo di studi lì, per il corso di tedesco dovetti scrivere un "aufsatz" (piccolo componimento, un temino insomma) parlando della mia "Traumfamilie", la mia famiglia dei sogni. Dopo qualche titubanza ho deciso di scrivere liberamente e sicneramente.L'aufsatz cominciava così: "Pensare alla mia famiglia dei sogni è davvero un sogno. In Italia...."Avevo paura di cosa potesse pensare la mia prof, che si potesse "scandalizzare". E invece nonostante gli errori ha scritto che era un temino davvero bello. Conservo ancora quel foglio su cui ha anche lasciato un commento: Trasferisciti in Germania, qui i gay si possono sposare ed in alcuni casi anche adottare.Nella pausa della lezione sono andato da lei, l'ho ringraziata per il consiglio ma le ho aggiunto che sono Italiano e che aspetterò che tutto ciò possa essere possibile nel mio paese, anche se richiederà ancora tempo.
Più o meno in quel periodo in Italia è stato eletto un gay dichiarato ad un'alta carica istituzionale, Niki Vendola è diventato presidente della regione puglia! ma questa è un'altra storia....
posted by Andreas Martini @ 4:49 PM   1 comments
Coming soon...
posted by Andreas Martini @ 3:47 AM   2 comments
martedì, febbraio 07, 2006
Perchè "noi non vogliamo il matrimonio"
Roma, 7 feb. - "Non credo si debba andare verso una legge, perché così facendo
si indebolirebbe l'istituto della famiglia che ha da essere la famiglia naturale
basata sull'unione tra uomo e donna". E' quanto ha affermato a Radio Anch'Io il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in merito alle unioni di fatto.
Il premier ha comunque subito aggiunto che "questo non toglie che quando ci
sono unioni tra coppie eterosessuali o omosessuali, queste non possano regolare
i loro rapporti tutelandoli con accordi grazie al codice civile".
Quanto poi
agli annunci sulla volontà di legiferare in materia da parte dell'Unione,
Berlusconi si è chiesto come "faranno i tanti cattolici che sono nella
Margherita e nella sinistra a restare con chi professa principi opposti a quelli
della religione".

Dopo queste ultime dichiarazioni e dopo la piccola diatriba apertasi, tra Fireman Marco e me, a seguito del post sull'intervento di Don Gelmini alla conferenza programmatic di An è bene che chiarisca la mia posizione.Cerco di spiegare meglio qui quello che probabilmente non sono stato capace di rendere chiaro ciò che fino ad ora non lo è stato.In Italia esiste un "vuoto legislativo" si in campo anti discriminatorio sia in campo di diritti civili.Dell'inconsitenza dell'attuale legge sulle discriminazioni ho già parlato in questo post.Quindi passo direttamente alle unioni civili. Ribadisco unioni civili.
L'Italia come detto è indietro e questa immagine è desolante:

mi sembra sbagliata la colorazione data all'italia, ma prendiamo l'immagine per buona


Ora a chi vogliamo guardare per tentare di recuperare il tempo e terreno perduto, alle estreme avanguardie (Olanda, Belgio, Spagna) o alla rimanente maggioranza dei Paesi UE?Beh se fosse una partita di Risiko punterei tutto sulla Spagna o sui Paesi Bassi, ma visto che non lo è allora è ben usare molta razionalità.Si può puntare direttamente al "matrimonio"? No! Ed è forse opportuno notare che, al contrario di quello che si pensa, in Spagna le unioni tra gay non sono state un fulimine a ciel sereno. Già durante il governo Aznar le principali regioni iberiche (prime fra tutte la Catalunya) riconoscevano le unioni di fatto, con una proposta di legge nazionale che le avrebbe previste in tutto il Paese. La proposta non fu mai trasformata in legge ma è a quel modello che si ispira Romano Prodi, non ai Pacs francesi. Faccio notare in oltre che solo ora in Francia ed in Germania, a distanza di qualche anno dalla regolamentazione delle unioni di fatto, si inizia a parlare di matrimonio civile vero e proprio. E' quindi realistico aspettarsi che in una realtà nazionale come la nostra (che non è dissimile da quella spagnola) si possa saltare un gradino importante? Lo ripeto, No!Ci si stupisce ancora quando si risponde che è per motivi culturali, che è perchè la società italiana è arretrata e bigotta, ma siamo più o meno tutti (noi interessati alla questione) nati e cresciuti nel nostro Bel Paese ed è così difficile accettare il realismo di tali constatazioni?E' vero, dando credibilità ai sondaggi, possiamo dire che la società è in evoluzione e si presenta molto più aperta ai nuovi temi etici e civili di quanto lo sia l'attuale classe dirigente.E non sto parlando di "destra" e "sinistra". A ben vedere anche qualora vincesse l'Unione, siamo così sicuri che sarebbe una forza innovatrice? Guardiamo a due delle formazioni politiche che compongono il centrosinistra e guardiamo al suo stesso leader: Margherita, Udeur e Romano Prodi. Credo non ci sia bisogno di ricordare le loro ultime dichiarazioni, alla luce delle quali ognuno è in grado di rispondere alla mia domanda senza bisogno che lo faccia io.
Da destra si paventa, demagogicamente, una deriva zapaterista con conseguente crollo dei valori tradizionali di cui l'Italia si vuole fare paladina, da sinistra arrivano risposte inconsistenti e timorose. Non fanno altro che rassicurare che la famiglia non si tocca, preferendo togliere di mezzo i pacs e parlando di contratti privati.
Quindi, a coloro che parlano di indebolimento del concetto di famiglia e di matrimonio e del "rischio" delle adozioni gay, rispondo che il pacs non è e non vuole essere un matrimonio. E per evitare ulteriori accuse di strategismo occulto della lobby gay credo sia utile dire che quello che ATTUALMENTE vogliamo non è il matrimonio.Ripeto, come ha fatto Fireman, a Marco da Milano che è rischioso e controproducente ribadire che il Pacs è solo il primo passo: in questo modo sarebbe lecito per i clericali parlare di attacco rivoluzionario ai valori cristiani. Fino a che l'opinione pubblica italiana continuerà a credere che l'unico vero matrimonio è quello tra uomo e donna, senza però negare il diritto ai gay di veder riconosciute le proprie unioni, allora dovremmo aspettare che l'isituzione Pacs inizi a far riflettere e che produca i suoi effetti di ammodernamento della società. Ecco perchè dicevo che un progetto di legge di compromesso come questo è auspicabile, perchè oltre a dare benefici ai diretti interessati, porterà con sè una *graduale* rivalutazione del concetto di famiglia. Preparicamoci ad un percorso lungo che potrà anche portare ad una sconfitta: non vederci mai pronti a proporre il vero matrimonio civile tra persone delle stesso sesso.Compito nostro è quello di mostrarci coscienziosi ed uniti. Coscienziosi nel saper aspettare e nel non imporre rivoluzionariamente il nostro modello. Uniti nel riconoscere che il Pacs è il nostro principale obiettivo al di là delle questioni nominalistiche.
Un ultima cosa. Non puoi, Marco, farmi questioni sul nome e poi parlarmi di sentimenti.

il far notare che il matrimonio è il simbolo universlmente e istantaneamente
compreso e rispettato dell'amore e della fusione interpersonale come
nessun'altra istituzione e che quindi l'esclusione dal matrimonio (perciò la
negazione aprioristica dello status di uniti in matrimonio, sposati, coniugi,
mariti) comporta la negazione di benefici immateriali che delle unioni
registrate non possono dare, non è un affare nominalistico.

I sentimenti ed il riconoscimento simbolico di essi c'è sia che si chiami matrimonio, sia che si chiami Pacs. Capisco che faccia tutto un altro effetto parlare di matrimonio e che questa parola comunichi molto più, ma il nostro amore esiste anche a prescindere dalla sua regolamentazione legale. Aggiungo quindi che un altro nostro compito è iniziare ad uscire allo scoperte e a rendere pubblico il nostro amore,a quel punto molti non potranno più dire che non rappresentiamo un bisogno sociale. E cmq anche se avremo i pacs non credo nessuno dirà "ci siamo pacsati" ma "ci siamo sposati" e l'effetto sarà lo stesso. Una volte "uniti in pacs" saremo comunque considerati una vera coppia stabile che ha voluto prendere degli impegni e ricevere conteguentemente dei diritti dallo Stato italiano, così come le coppie "unite in matrimonio (civile)".
Ero partito con il presupposto di essere più chiaro ma man mano che scrivevo mi venivano in mente altre cose su chui è importante chiarire. Spero comunque di essermi fatto capire.

Ok a voi la parola, nei commenti :-)
posted by Andreas Martini @ 4:30 PM   27 comments
lunedì, febbraio 06, 2006
Jeg støtter Danmark!
Visto il peggiorare della situazione, ci tengo a ribadire:

posted by Andreas Martini @ 3:09 PM   0 comments
Non vogliamo un matrimonio!
(ANSA) DON GELMINI ALLA CONVENTIO DI AN SPARA A ZERO CONTRO IL PACS
'Non discrimineremo nessuno ma deve essere chiaro che esiste un solo matrimonio, sacro ed inviolabile - ha detto fra gli applausi - ed e' fra un uomo ed una donna, davanti a Dio e agli uomini'.

E chi lo vuole dissacrare! non vogliamo matrimoni ma Pacs!
Se non sbaglio Fini aveva taciuto sui Pacs, speriamo per assenzo :-)


E intanto oltre manica i "discepoli" della Thatcher, pensano al futuro scrollandosi l'omofobia di dosso:

(di Patrizio Nissirio) (ANSA) - LONDRA, 5 FEB - David Cameron ha intenzione di cambiare radicalmente l'immagine un po' polverosa e retrograda dei conservatori britannici, e dopo aver messo in soffitta le politiche thatcheriane sulla sanita', ora si appresta a smantellare gli atteggiamenti omofobici che spesso hanno segnato il partito: preparandosi a candidare un nutrito numero di omosessuali alle prossime tornate elettorali

Dreaming England....
posted by Andreas Martini @ 12:16 PM   32 comments
domenica, febbraio 05, 2006
la Repubblica e la geografia!

Questa la foto pubblicata su "la Repubblica online".

Questo il link:
www.repubblica.it/popup/servizi/2006/norvegia/norvegia.jpg

Siamo sicuri che alla redazione del giornale di Ezio Mauro sappiano la geografia?!?

Comunque, nonostante possa trovarmi, stranamente, d'accordo cone la parole di Benedikt XVII e con la posizione vaticana, voglio affermare il mio sostegno alla Danimarca:

JEG STØTTER DANMARK!
(I support Denmark!)
posted by Andreas Martini @ 4:10 PM   1 comments
"Cowgays", un vero tabù?
Mentre si continua a gridare allo scandalo per l'amore omo tra i due cowboys di "Brokeback Mountain", mentre le donne attratte dal machismo dei cowboys affrante esclamano "manco loro so veri uomini...", la Gay Rodeo Association, del Nevada, ci fa sapere che quel tabù loro lo hanno infranto ormai da anni e dal 1975 in poi i rodeo gay sono ormai ormai una consuetudine. Dalle poche decine di partecipanti e spettatori degli anni 70 ora siamo alle migliaia.
E sempre con lo stesso spirito: non esibizionismo, ma beneficenza!


Altro che favole omo bucoliche, altro che "normalizzazione di una cosa che normale non è", altro che caricature della famiglia tradizionale, altro che scandalo, altro che tabù, altro che novità Brokeback Mountain è un classico!


"dichiarare la propria omosessualità nelle regioni del West è storicamente inaccettabile e potenzialmente pericoloso: molti mandriani sono stati cacciati dai ranch, hanno perso il lavoro. E' giusto che si sappia", racconta Gary Hatterman, 53 anni, presidente dell'Arizona Gay Rodeo Association.


Alan Stark, 44 anni, che lavora per una compagnia ferroviaria di Fort Lauderdale, in Florida: "Amo questo stile di vita, e non voglio essere oggetto di pregiudizi per la mia omosessualità".
dal Repubblica.it del 04/04/06.



Utah Gay Rodeo Association: nello Utah, patria dei mormoni, una catena di cinema ha bloccato le proiezioni di Brokeback Mountain



Links correlati:

Missouri

Texas Gay Rodeo Association

New Mexico Gay Rodeo Association

Arizona Gay Rodeo Association


Qui solo alcuni esempi, non possono citare tutti i 50 stati degli USA, per la lista completa:

International Gay Rodeo




Sembra che solo il Wyoming di Ennys e Jack, non abbia una sua associazione!
posted by Andreas Martini @ 3:23 PM   0 comments
venerdì, febbraio 03, 2006
Dai cowboys agli "arcangeli"
Fossati: «Canto l'amore gay»

«Le coppie omosessuali vivono come tutte le altre, lavorano, hanno il conto in banca, fanno la spesa - spiega Ivano Fossati, autore del brano che fa parte del suo album «L'arcangelo» in uscita domani -. Sono persone profondamente calate nella normalità della vita, che spesso sono costrette a nascondere quello che hanno di migliore, ma che vorrebbero comunicare al tutti. Nascondere un amore è sempre fonte di dolore».

«Conosco la situazione narrata nella canzone per averla vista o sfiorata mille volte. Io volevo evitare nel brano qualsiasi aggancio che la rendesse "diversa". Nel capo di lui che fuma, non sa e non capisce, c’è qualche sprazzo di possibile realtà, ma anche la consapevolezza che all’esterno questo sentimento non sarebbe né capito né condiviso. Mentre la cosa più naturale sarebbe gridarlo al mondo visto che l’amore e il potersi mostrare felici è il bene supremo che alimenta la nostra ragione. Non poterlo fare è sofferenza mentale e fisica».


(dal Corriere.it, 02/02/06, link nel titolo)
posted by Andreas Martini @ 9:34 PM   3 comments
Condannato al silenzio!


ASCOLTIAMOLO!

Quantomeno il Governo ascolti un ex radicale ed ora suo alleato, Benedetto Della Vedova.

posted by Andreas Martini @ 2:00 PM   0 comments
giovedì, febbraio 02, 2006
Una maggioranza per il Pacs

I sondaggi impazzano, anche sui libri per il mio prossimo esame: d'altronde sto studiando per Comunicazione Politica ed Istituzionale.
Ma torniamo ai sondaggi, quelli che ogni settimana ci propinano per valutare l'andamento delle prospettive di voto.

Abitualmente leggo quelli di Repubblica o quelli del Corriere.
Se poi voglio un quadro più ampio leggo il Sito Ufficiale dei sondaggi Politici ed Elettorali della PResidenza del Consiglio.

Per i calcoli molto terra terra, senza nessuna base scientifica, che propongo ho consultato proprio quest'ultimo sito ed in particolare il sondaggio del 31/01/2006 di ISPO Limited per il Corriere della Sera.
Ho scelto questo perchè mette le percentuali singole dei partiti senza fare raggruppamenti (tipo quello di Repubblica che unisce DS e Margherita).

Ricordando che nel sondaggio dell'Eurispes sui Cattolici e Vaticano il 67.8% si era dichiarato favorevole ai patti di solidarietà civile, vediamo una possibile futura maggioranza per il Pacs.

I partiti sicuramente favorevoli a questo tipo di unioni di fatto, secondo le ultime dichiarazioni e secondo la partecipazione alla manifestazione del "Tutti in Pacs":

Democratici di Sinistra*: 23.0 %

Rifondazione Comunista: 6.7 %

Federazione dei Verdi: 3%

Rosa nel Pugno: 1.5%

Totale: 34.2

Controllando il sito dell'Italia dei Valori e leggendo le dichiarazioni di Di pietro posso aggiungere il 2.0% della sua lista

Totale upgrated: 36.2 %

Il sondaggio del Corriere se da un lato separa DS e MArgherita dall'altro accorpa, in un 5.0%, Udeur, Comunisti Italiani ed altri piccoli partiti.
Confrontando i dati del Corriere con quelli di Repubblica e notando che sono molto simili mi azzardo a prendere la percentuale del PDCI da lì: 2.3

Totale upgrated: 38.5%

Considerando che anche all'interno di Margherita e degli altri partiti ci possano dei favorevoli, arrotondo liberamente a 40 %

Questo in caso di vittoria dell'Unione.
Impossibile fare previsioni in caso di vittoria della CdL. Di questi ultimi possiamo registrare solo il favore dei Riformatori Liberali, che non hanno proiezioni sui sondaggi ma che credo si agirino sull'1%.

Insomma circa il 40% del Parlamento è (quasi) sicuramente favorevole ai Pacs e se i partiti dichiaratamente cattolici leggessero e dessero credito al sondaggio dell'Eurispes molti altri futuri deputati potrebbero convincersi a dare il proprio consenso.
Io sono fiducioso che, nonostante le ultime dichiarazioni di Prodi, che preferisce un modello Aznar ad un modello francese, la Proposta di legge depositata da Grillini possa essere approvata con una buona maggioranza.

A proposito del modello Aznar, su cui cercavo notizie, ho trovato questa analisi, non so quanto attendibile di un lettore di Gaynews:
La proposta di Prodi è in realtà un campanello di allarme per la comunità omosessuale.
Si rischia chiaramente di venire esibiti inutilmente nella vetrina della campagna elettorale, per dare la possibilità al candidato Prodi (già "ex" presidente del consiglio) di riciclarsi e svecchiarsi con una finta e conveniente immagine radicale.

Il punto fondamentale è che si verebbe "usati" in un modo doppiamente inutile. Da una parte si cercherebbe di placare definitivamente qualla fetta di opinione pubblica (quasi la maggioranza) favorevole ai Pacs, con un "quasi pacs" e dall'altra accontantare i cattolici con una legge dichirata sul "modello Azanar" (blanda)...Cosa dice il modello Azanar?

In estrema sintesi:

1) un registro pubblico per le coppie;
2) minimo un anno di convivenza;
3) contratto provatistico per la gestione della separazione;
4) agevolazioni fiscali e pubbliche;

Fine.

Dunque si avrebbero gli stessi obblighi di una coppia sposata, ma molti meno diritti!
Cosa resta fuori? Le cose più importanti, fodanmentali e per le quali anche gli omosessuali pagano le tasse, e pure più degli altri, in media, avendo reddito più alto:
1) Eredità legittima;
2) Diritti previdenziali di vedovanza;
3) Cittadinanza al partener non UE.

Temi fondamentali (poter stare con la persona amata anche sem ad esempio, australiana) o che colpiscono gli omosessuali nel momento di massimo dolore: la perdita del partner. Resteremmo vulnerabili ad infinite cause successorie o impoverimento, quando già anziani, per la morte del compagno.

Dunque Prodi vorrebbe spolverarsi con un finto Pacs, e partorire una legge che finisce per peggiorare la situazione, dando agli omosessuali un nuovo status di "diversi", ufficialmente discirminati e di serie B.
La proposta Grillini, ma soprattutto i suoi contenuti, permettono di avere gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.
Piuttosto sarebbe sensato escludere gli omosessuali dalle agevolazioni fiscali, evidenziando il ruolo "procreatore" della famiglia tradizionale, ma qui invece si vuole proteggere gli interessi di terzi per le cose che infine gonfiano di più le loro tasche: l'eredità e le pensioni (che chiaramente non servono alla crescita demografica, riguardando specie le seconde, persone anziane). Mi auguro dunque che gli esponenti politicamente più infulenti del mondo omosessuale facciano sentire il proprio peso su Prodi alchè si produca in una bozza sottoscritta del testo di legge, così che noi tutti possiamo avere la facoltà di decidere se astenerci o addirittura votare contro una coalizione o una legge, insoddisfacente tramite la logica del "tanto peggio tanto meglio", in attesa che il crescente favore verso i pacs della società raggiunga dimensioni tali da consentire l'approvazione di una norma giusta.

Saluti,

lettera firmata



Se qualcuno avesse dati più attendibili sul modello Aznar, me li può fornire?


Da questa prima analisi notiamo che assieme a Berlusconi anche lo sfidante Prodi punta al ribasso.

Ed ancora più convinti facciamo nostre le parole di Capezzone: Nessun Pacs indietro!


*I Democratici di Sinistra non avevano nessun suo rappresentante ufficiale alla manifestazione di Roma, ma ricordo i manifesti d'adesione.

posted by Andreas Martini @ 4:51 PM   4 comments
mercoledì, febbraio 01, 2006
I segreti...

...di Brokeback Mountain.

Volevo già parlare la settimana scorsa, subito dopo averlo visto, del pluripremiato e plurinominato film di ang Lee, ma ho voluto aspettatare un pò. E' un film che deve essere "digerito", anche se devo dire che sono rimasto più o meno sullo stesso giudizio a caldo.
Un film come dicevo pluripremiato, pluricandidato e quindi accompagnato da un seguito di numerose recensioni positive. Insomma andare al cinema senza aspettative era difficile. E le aspettative di vedere un "capolavoro" erano veramente tante.

Quindi, un "capolavoro"? No mi spiace. Per me un capolavoro è un film che ti coinvolge che ti appassione, che ti tiene incollato allo schermo, tutto ciò che non ha saputo fare Brokeback Mountain.
Un film lento, poco "discorsivo" e molto spezzettato, sia nel tempo che nello spazio.
Per carità la scenografia naturale è da togliere il fiato, ma non basta quello.

Il dialogo, come è facile intuire, è stato volutamente ridotto all'osso, proprio perchè uno dei due protagonisti, Ennys, è taciturno con difficoltà a parlare di se stesso.
Jack, al contrario, più estroverso e pronto a parlare da subito d' "amore".
E' altrettanto intuibile che dei dialoghi scarni, portino lentezza al film.

Più che positivo invece il giudizio sul tema trattato. Che al contrario di quello che credono molti non è l'osannazione, normalizzazione, dell'omosessualità è l'osannazione dell'Amore! Forse più controverso, forse meno chiaro, forse più difficile da vivere di un amore tra uomo e donna ma comunque Amore.
E se qualcuno vi ha visto la caricatura della famiglia "normale", dimostra di non essere andato al cinema, con o senza aspettative, ma sicuramente con pregiudizi.
Come ho scritto anche nei commenti, l'unica caricatura che ho visto è stata nel sesso (anale) tra gay. Credetemi al contrario di quello che si vede nel film non basta una sputacchiata sulla mano! :-)
Questa stessa obiezione sulla normalizzazione mi è stata fatta da una mia cara amica (è la Fede che ci unisce), che non sa che sono gay.
A lei ho ripetuto più o meno le stesse parole che ho scritto poche righe più su: è la normalizzazione del concetto universale dell'Amore, l'applicazione di questo concetto ad una coppia omosessuale.
Un amore, che come tutti è fatto di scariche ormonali e di sputacchiate sulle mani. Un'amore che va oltre le montagne ed oltre i matrimoni di copertura. Però un Amore segreto.

...di Andreas Martini.
Non divagherò nel personale. Ma come ho detto sopra, anche io ho i miei "segreti". non li custodisco gelosamente anzi non vorrei proprio che fossero tali, ma di cui purtroppo ho ancora troppe remore per confidarli a persone che mi vogliono ed a cui voglio bene.
Si crede che si renda di pubblico dominio la propria omosessualità per ostentazione. A volte l'ho fatto lo ammetto e non me ne pento. Ma in quei casi, come questo, in cui lo faresti per sincerità per fiducia per rispetto e non lo puoi fare, ti senti... "sporco".

posted by Andreas Martini @ 1:08 AM   7 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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