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martedì, gennaio 31, 2006
"Non vale la pena legiferare"/2
Dopo il mio malizioso rilievo sull'assonanza tra le parole di quei due che Maria Antonietta Cannizzaro (Nuovo Msi-Destra Nazionale) considera i più grandi statisti italiani del secolo (scorso), vorrei soffermarmi un pò su quanto detto dal Premier Silvio Berlusconi

Intorno alla posizione di Berlusconi sui diritti civili, in particolare quelli delle coppie di fatto omosessuali, è sempre aleggiato un certo mistero.
Quando si parlava di CdL ed il suo rapporto con l'omosessualità, si potevano citare solo Tremaglia e Calderoli che ci hanno definito senza mezzi termini "culattoni".
Porello il ministro Tremaglia è uomo de'altri tempi e del nord, che ne sapeva che "culattone" è offensivo, dalle sue parti si dice così mica si usano sti anglismi!
Ma torniamo al Premier. Tutti, da destra a sinistra, si sono indignati o hanno cercato di buttare l'acqua sul fuoco, ma il Capo tacque. Parole scritte su carta del Ministero e lui tacque. Forse "non valeva la pena" intervenire.
Dopo poco più di un annetto il ministro Calderoli, per commentare la manifestazione del Tutti in Pacs, citò il suddetto ministro per gli italiani all'estero e usò lo stesso termine incriminato. Berlusconi ari-tacque.

Ed eccoci ai giorni nostri. Apparizioni, partecipazioni, comparsate, domande a raffica, risposte sempre azzeccate ma mai nessuno, da Vespa a Costanzo, che abbia mai osato chiedergli nulla, su un tema che, nel bene o nel male, è al centro dell'agenda politica nazionale.
Tutti hanno detto la loro sui Pacs, tranne che il Cavaliere. Non vale la pena nemmeno esprimere un proprio parere? La sua di agenda era veramente troppo piena per occuparsi dei diritti delle coppie di fatto?
Seppur in modo maldestro il candidato Premier dell'Unione si è fatto sentire più di una volta durante questo lungo processo Pacs.

Alla fine Claudio Martelli, a L'Incudine, infrange il tabù e proprio in chiusura di programma chiede:
"Presidente, cosa ne pensa dei cosiddetti Pacs, i patti civili di solidarietà tra coppie conviventi che siano esse etero o omosessuali?"

Riesco solo ora sentire l'audio del già linkato video che Daw ha pubblicato sul suo blog. Cazzo ma Silvio quel "non vale la pena legiferare" non l'ha detto!!!!
Poi ricontrollo il video e controllando il cronometro tipico della trasmissione e vedo che mancano i primi venti secondi della risposta del premier!! Mi sbaglio Daw?

Comunque le parole sono riportate da vari lanci d'agenzia. Lo so ne sto facendo un'ossessione, ma sentire certe parole da un Premier è la conferma che veniamo considerati cittadini di serie B.
Prodi, che in una scala di credibilità non sta di certo sopra a Berlusconi, ha, come già detto, fatto parecchi autogol sul tema, ma almeno non ha mai sottovalutato il problema.
Se Berlusconi nonostante il silenzio (assenzo?) sul caso Tremaglia-Calderoli-culattoni non lo si può di certo definire omofobo, ma quanto meno demagogico sì.
E allora era meglio che Martelli non infrangesse il tabù, era meglio non sentirle quelle parole, almeno tutti i gay che idolatrano Berlusconi si potevano continuare a basare ed a riferire le voci di corridoio sul "gay pensiero" di Berlusconi.
Ora le voci non sono più di corridoio sono ben chiare: il massimo che ci si può attendere dalla CdL, in caso di rielezione, sono degli accordi (No no lui non è come rutelli che parla di contratti!!!) garantiti dal codice civile (no no Rutelli non aveva parlato di codice civile!!!).

Come si diceva da Daw, apprezziamo l'apertura, accogliamo con gioia l'apertura storica di questa destra un pò anacronistica e.... guardiamo altrove se vogliamo ottenere il minimo che ci spetta!

Se poi noi gay il 9 aprile, per l'ennesima volta, volessimo mettere da parte le nostre aspettative personali (ah! il pieno soddisfacimento personale di cui parla l'art. 3 della costituzione!!!) allora beh Berlusconi lo si può tornare a guardare con molto interesse.

Ritorna il dubbio iniziale: voto meramente politico o voto di coscienza/lobby?
posted by Andreas Martini @ 12:57 AM   2 comments
lunedì, gennaio 30, 2006
"Non vale la pena legiferare"
Da tempo anche io, come Daw, mi chiedevo come mai in tante apparizioni a Berlusconi non fossero mai state fatte domande sui Pacs e sui diritti civili.
Ci ha pensato Martelli a "l'incudine".

Citando la rettifica di Daw, ecco le parole del Presidente del Consiglio:
Il Cavaliere ha infatti affermato che "bisogna assolutamente non discriminare chi è omosessuale" e ha sottolineato la necessità di "regolamentazioni che consentano degli accordi tra le coppie di fatto garantiti anche dal Codice Civile".



Da più parti sono state riferite anche queste parole di Berlusconi:
Roma, 27 gen. (Apcom) - Sui cosiddetti Pacs "qualcuno dice che occorre legiferare. Per me non ne vale la pena perché con la scusa di andare incontro alle nuove esigenze, si corre il rischio di indebolire il concetto di famiglia".

(link completo nel titolo)

Proprio oggi mi sono ricordato di aver letto queste parole a proposito dell'omosessualità ai tempi del Fascismo:

Il fascismo perseguitò gli omosessuali, anche se il codice penale Rocco, a differenza del Paragrafo 145 voluto da Hitler, non conteneva al suo interno una specifica normativa antiomosessuale.

Nel progetto del Codice Rocco del 1927, peraltro, era previsto un articolo, il 528, che puniva con la reclusione da uno a tre anni i colpevoli di relazioni omosessuali. Alla fine, però, il regime fascista decise di eliminare tale articolo dalla versione finale del codice, non certo per motivazioni liberali, ma perché prevedere il reato di omosessualità, significava ammettere l'esistenza degli omosessuali in Italia, come si legge nella relazione redatta dalla Commissione Appiani, che aveva il compito di discutere l’attuazione della nuona normativa: “La Commissione ne propose ad unanimità e senza alcuna esitazione la soppressione per questi due fondamentali riflessi. La previsione di questo reato non è affatto necessaria perché per fortuna e orgoglio dell’Italia il vizio abominevole che ne darebbe vita non è così diffuso tra noi da giustificare l’intervento del legislatore, nei congrui casi può ricorrere l’applicazione delle più severe sanzioni relative ai diritti di violenza carnale, corruzione di minorenni o offesa al pudore, ma è noto che per gli abituali e i professionisti del vizio, per verità assai rari, e di impostazione assolutamente straniera, la Polizia provvede fin d’ora, con assai maggior efficacia, mediante l’applicazione immediata delle sue misure di sicurezza e detentive”.

(da Romacivica.net

Ricordando che tra le motivazioni addotte da altri rappresentanti dalla CdL contro una legiferazione in materia è proprio la mancanza di "bisogno sociale", visto il basso numero di coppie di fatto (omo) in Italia, trovo una maliziosa assonanza tra le due posizioni.

Berlusconi sui diritti civili: pollice verso!
posted by Andreas Martini @ 2:43 PM   11 comments
Mia madre è dis-graziata
Un madre di un ragazzo gay "si è sentita personalmente offesa dalle parole che il cardinale Ersilio Tonini ha utilizzato durante la conferenza di Riccione, quando ha sostenuto che per una famiglia è una disgrazia avere un figlio omosessuale."
(per l'intero articolo cliccare sul titolo)

Devo avvertire mia madre di andare presto a chiedere di riottenere la Grazia. Come potra fare? disconoscermi?

Dopo quanto già detto, un solo commento:
posted by Andreas Martini @ 12:03 AM   0 comments
venerdì, gennaio 27, 2006
27 gennaio, Giornata della Memoria
Ogni internato nei campi di concentramento era contraddistinto da un numero di matricola tatuato sul braccio e da un triangolo di diverso colore per ciascuna categoria di internati. Il Triangolo di diverso colore era di stoffa e cucito sulla parte sinistra del petto e sulla gamba destra:
Triangolo Rosso, detenuti politici.
Triangolo Verde, criminali.
Triangolo Rosa, omosessuali.
Triangolo Viola, testimoni di Geova.
Triangolo Nero, asociali, prostitute, alcolisti, vagabondi, persone refrattarie al lavoro.
Gli ebrei avevano un Triangolo Giallo sopra l'altro in modo da formare una stella di David.




"... Distruggere l'uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla avete più da temere: non atti di rivolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice."


Per non dimenticare...

Per ricordare che gli omosessuali vengono tuttora condannati a morte in molti paesi!
posted by Andreas Martini @ 5:34 AM   2 comments
giovedì, gennaio 26, 2006
Buttiglione ci ha perdonato per la bocciatura a Bruxelles?
«Musei, sconto per coppie. Anche gay»
Annuncio di Buttiglione per S. Valentino. «Ma resta unico il valore della famiglia»


Paghi uno, entri in due. Nei musei, nel giorno di San Valentino. Dedicato alle coppie, nel senso numerico del termine: due persone che si presentano all’ingresso. Non importa se sposati o fidanzati, etero oppure gay. Nel giorno di San Valentino il biglietto è gratis per ogni metà della mela.

L’iniziativa, che per la prima volta coincide con la festa dell’amore, spicca sul sito Internet del ministero per i Beni e le Attività culturali. Dedicata agli «innamorati dell’arte». Tutti, proprio tutti. «Certo, anche le coppie gay, se al museo ci vanno in due». La precisazione, su richiesta, arriva dal ministro Rocco Buttiglione. Nessuna preclusione se la posta in gioco è contemplare il «Bacio » di Hayez, nella pinacoteca di Brera, o l’«Amor sacro e amor profano» di Tiziano. In biglietteria non si fanno differenze. La politica, invece, è un’altra cosa. «L'omosessualità esiste da sempre — spiega il ministro —. E le persone, che siano etero o omosessuali, hanno tutte gli stessi diritti e vanno rispettate. Ciò che uno fa nel privato riguarda solo lui, sempre che l'altro sia adulto e consenziente ».
Poi passa al sodo: «Il problema della società italiana è quello di riconoscere l'omosessualità come una forma di convivenza alla pari con la famiglia e il matrimonio? Darle una valenza sociale? Io penso, e lo pensa anche la costituzione, che la famiglia abbia una funzione sociale perché nascono i bambini e questo assicura la continuità della nazione. Il resto si svolge nel privato». Ammette, però, che esistono delle «aree di confine»: «Sono cose che si risolvono con il buon senso e non c'è alcuna obiezione ad affrontarle e a risolverle con il buon senso per rendere la vita più facile».

La questione vera, invece, «è che quello che si vuole fare oggi in Europa è accendere i riflettori sui matrimoni gay e sui Pacs per dire che la famiglia tradizionale è finita, per dire ai giovani che non vale la pena. Ma non è vero — sottolinea Buttiglione —. Ne vale pena, perché fino ad oggi non si è trovata un'altra agenzia capace di generare ed educare i figli».

Pronta la replica di Franco Grillini, presidente di Arcigay: «Noi parliamo di Pacs per regolare situazioni concrete delle coppie di fatto, e il ministro Buttiglione tira in ballo la famiglia. Ma qui non si tratta di scardinare il sistema o di mettere in discussione un modello, ma di dare un servizio alla gente. Io dico che ci sono persone, gay e non, che oggi fanno una scelta diversa dal matrimonio, e queste persone devono essere tutelate per evitare discriminazioni».

I casi pratici non mancano: «Che dire della pensione di reversibilità, del diritto all’accesso in ospedale o di prendere decisioni in caso di disabilità, oppure dell’ipotesi di non testimoniare contro il proprio convivente? Sono situazioni normali per un coniuge, ma attualmente inammissibili per i compagni di vita. Questo non è civile, a volte si rasenta la crudeltà ».

E torna ai musei. «La posizione del ministro Buttiglione, comunque, fa pensare in positivo. Rafforza la speranza che nella prossima legislatura si possa formare uno schieramento trasversale a favore dei Pacs. Se al museo basta essere in due per formare una coppia, perché non deve succedere anche nella vita?».

Grazia Maria Mottola

26 gennaio 2006



Ha già risposto l'amico Franco, non c'è bisogno che lo faccia pure io.
posted by Andreas Martini @ 8:36 PM   1 comments
Il "Busi style" non mi piace
Non ho mai letto opere di Busi quindi non mi riferiò a lui scrittore ma a lui opinion leader, a lui uomo di televisione.

Aldo Busi lo si può "apprezzare" ad "Amici di Maria di Filippi", credo tenga un corso sull'Estetica e di critica letteraria o roba del genere.
[A proposito Gianfranco Fini cosa direbbe di un professore dichiaratamente gay quale Busi?]
Ultimamente l'ho visto ospite dalla Bignardi ad Invasioni Barbariche e a L'Incudine di Claudio Martelli.

In tutte queste trasmissioni Busi si è sempre distinto per il suo modo di fare un pò sopra le righe, per il suo linguaggio non sempre moderato (a mala pena lo fa con i ragazzi della De Filippi) scandendo a volte nella volgarità e nella mancanza di rispetto.
Non che il sottoscritto non usi parole volgari o immagini esplicitamente sessuali ma...

Se per portare avanti o per imporre le proprie opinioni non si sa fare meglio che parlare esplicitamente di sesso, rivolgersi con vezzeggiativi fuori luogo o diminutivi al femminile di nomi maschili beh allora meglio tacere.

Anche se leggo che con la presenza di Grillini alla Camera è diventato consuetudine fare "teatrini" del genere.
Beh li almeno si riconosce la goliardia di tali battute. Non si può di certo dire che Busi lo faccia con lo stesso spirito.

Parlare di se stessi o di qualcun'altro invertendo i generi è sicuramente divertente ma indubbiamente auto-ironico, vi si ricorre molto spesso anche per abbassare i toni o stemperare la tensione, ma non se ne può fare un uso indiscriminato.
Anzi farlo in situazioni in cui la comunicazione delle proprie opinioni è già abbastanza difficile credo non sia affatto utile, anzi deleterio.
Porterebbe la discussione off topic, regalerebbe l'assist a coloro che credono che non siamo capaci di contegno e di reggere il tono del dibattito.


Queste parole possono suonare altrettanto borghesi come quelle sulla Luxuria, ma lo ammetto: ogni riferimento a cose o persone NON è puramente casuale.
posted by Andreas Martini @ 3:40 PM   0 comments
Io, borghese
Ormai Rubytuesday è diventata "amica" di questo blog, quindi non c'è più bisogno di inserire il link.
La mia "amica", dopo aver letto il mio post sulla candidatura di Caruso e Vladimir Luxuria nelle liste di Rifondazione Comunista, commentava sul suo blog dicendo che io sarei borghese.
Sentirmi dare del borghese da una donna di destra è quantomeno anomalo, è come se Storace dicendo qualcosa di destra avesse detto appunto "borghese" invece che "frocio"....

Comunque io che esprimo le mie perplessità sulla (im)possibile (saranno tipo ultimi nella lista) entrata in parlamento di un no-global ed una drag queen sono borghese.
Io, essendo gay, non posso fare obiezioni su un altro gay, nel caso particolare una drag queen. Io discriminato, discrimino!
Lei che aborrisce il politically correct, il pensiero uniformato e normalizzato accusa me che esprimo un giudizio fuori dal coro.

Conscio dei misunderstandig che avrei potuto creare mi ero già "scusato" con la comunità trans/transgender, ma forse è stato visto come un mettere le mani avanti.
Cercherò di spiegarmi ora.

Non ho nulla e ripeto nulla contro le persone transessuali e transgender.
La mia perplessità si basava sulla possibile provocatorietà della decisione di Fausto Bertinotti. Sono finiti gli anni in cui per dare una bella scossa culturale bisognava portare una Ilona Staller in Parlamento. Credo che l'Aula di Montecitorio si possa accontentare di aver sentito rieccheggiare "Onorevoli porcelloni" e non abbia bisogno di "Onorevoli ed onorevolesse".

Mi incuriosirebbe sicuramente vedere la Luxuria prestare giuramento alla Camera o sentire uno dei suoi discorsi, ma sarebbe appunto curiosità non interesse.
Lo so tornerò a parlare della solita inadeguatezza culturale della società, ma nell'Italia dove simbolo dei Gay Pride e delle altre manifestazioni sono SOLO i carnevaleschi trans, viados e travestiti, non credo che si andrebbe oltre "la maschera" nel giudizio di un possibile on. Luxuria (che probabilmente dovrebbe tornare al suo nome originale, Vladimiro Guadagno). Verrebbe visto come un "travestito" (termine a mio modo di pensare dispregiativo) e non come un rappresentate di un movimento, come vorrebbe farci credere Bertinotti.
Inolte, personalmente, reputo la Luxuria una brava e poliedrica artista, ma non le riconosco particolari doti politiche.

Il caro Faustino ha secondo me toppato, e con lui la Luxuria accettando di prestarsi al gioco provocatorio.
posted by Andreas Martini @ 12:12 PM   11 comments
mercoledì, gennaio 25, 2006
Omosessualità: basic concepts/2
In un precedente post ho già scritto come il mondo scientifico (OMS) ed in particolare psicologi, psichiatri e psicoterapueti (APA) considera l'omosessualità. Una variante naturale dell'orientamento sessuale.
Ho già specificato che naturalmente non tutti erano e sono d'accordo, consideranto l'omosessualità una patologia (Narth & Co.).
Ma anche gente comune, al massimo filosofi o studiosi di biologia o scienze connesse, vuole che si riapra il dibattito.
Ricordando a costoro che proprio quest'anno l'APA inizierà i lavori per la stesura del DSM V la cui pubblicazione è prevista per il 2010 (fate in tempo a proporre le vostre revisioni), vorrei parlare dell'ultima versione ufficiale del suddetto, pluricitato, manuale ufficiale: DSM IV-TR.
Leggendo la classificazione dei disturbi mentali presentata dal manuale si riscontra che l'omosessualità non è presente.
Ma andiamo oltre e soffermiamoci sulla categoria dove presumibilmente si dovrebbe trovare l'omosessualità: "Disturbi sessuali e di identificazione di genere".
Posto che i generi naturali sono due, maschio (uomo), femmina (donna), si evince che il disturbo conseguente è la non identificazione con il proprio genere: ci si può sentire donna in corpo di uomo (caso statisticamente più frequente) o viceversa.
L'eterosessualità, la bisessualità e l'omosessualità sono altro.

Il pezzo più citato del DSM, riguardo al transessualismo è questo:
In tarda adolescenza o in età adulta, circa tre quarti dei ragazzi che hanno una storia infantile di Disturbo di Identità Sessuale riportano un orientamento omosessuale o bisessuale, ma senza Disturbo di Identità Sessuale concorrente. La maggioranza dei rimanenti mostra orientamento eterosessuale, anche senza Disturbo di Identità Sessuale concorrente.


Ho rintracciato la traduzione non ufficiale (si legga il disclaimer) e vorrei prendere tutto il passo in cui sono inserite le pluricitate parole quotate prima.

Evoluzione

Nei casi di bambini clinicamente trattati, il disturbo è generalmente intervenuto tra 2 e 4 anni, mentre qualche genitore riporta il fatto che il loro figlio abbia sempre mostrato interessi transessuali. Solo un piccolissimo numero di bambini con tale disturbo continuano ad avere sintomi che soddisfano i criteri del Disturbo di Identità Sessuale nella tarda adolescenza o in età adulta. Tipicamente i bambini sono indirizzati alla terapia al momento dell'ingresso a scuola a seguito della preoccupazione dei genitori per quello che loro identificano una fase e che non sembra passare Molti bambini con Disturbo di Identità Sessuale mostrano un comportamento transessuale meno palese con il tempo, a seguito dell'intervento dei genitori o in base alla risposta dei coetanei. In tarda adolescenza o in età adulta, circa tre quarti dei ragazzi che hanno una storia infantile di Disturbo di Identità Sessuale riportano un orientamento omosessuale o bisessuale, ma senza Disturbo di Identità Sessuale concorrente. La maggioranza dei rimanenti mostra orientamento eterosessuale, anche senza Disturbo di Identità Sessuale concorrente. Le percentuali corrispondenti in campo femminile sono sconosciute. Alcune adolescenti possono sviluppare una più chiara identificazione transessuale e richiedere la modificazione chirurgica del sesso o può continuare l'evoluzione cronica della confusione sessuale (disforia). Nel maschi adulti, ci sono due differenti percorsi evolutivi del disturbo. Il primo è la mera continuazione del disturbo che li ha colpiti nell'infanzia o nella prima adolescenza. Nell'altro percorso, i segni più palesi di identificazione transessuale appaiono più tardi, gradualmente, con una presentazione clinica nella metà dell'età adulta, usualmente seguita, ma talvolta concorrente, a Travestitismo Feticistico. Quest'ultimo gruppo può mostrare un grado più o meno fluttuante di indentificazione transessuale, più ambivalente in merito alla riassegnazione chirurgica, più facilmente attratto sessualmente alle donne, meno prone ad essere soddisfatto dopo la riassegnazione chirurgica. I maschi con Disturbo di Identità Sessuale che sono sessualmente attratti ai maschi tendono a presentarsi in adolescenza o all'inizio dell'età adulta con una lunga storia di sindrome transessuale. In contrasto, coloro che sono sessualmente attratti dalle donne, sia maschi che femmine, o non attratti da nessuno tendono a presentarsi più tardi e tipicamente hanno una storia di Travestitismo Feticistico. Se il disturbo è presente in età adulta, questo tende ad avere uno sviluppo cronico, sebbene si siano notate remissioni spontanee.


Leggo e rileggo tutto ma, sarà limitato io o offuscato da chissà chi o cosa, ma non trovo affermazioni slla patologicità dell'omosessualità e quindi affermazioni che possano fare rientrare dalla porta sul retro l'omosessualità come "disforia".

Quello che capisco io è che 3/4 degli omosessuali hanno avuto nel passato problemi di identità di genere e che il rimanente 1/4, nonostante questi disturbi, è eterosessuale.
Se qualcosa è patologico lo il transessualismo in genere non l'omosessualità. Si dimostra anzi che è molto difficile diagnosticare veri casi di disturbi dell'identità di genere.

Mi si accusa di considerare i transessuali "più malati" di me/noi.
Ribadisco che non considero l'omosessualità una malattia, quindi non metto le due cose in una graduatoria di gravità. Come mi rifaccio alle decisioni dell'APA per dire che la mia non è una patologia altrettanto mi rifaccio a queste per dire che il transessualismo lo è.
(Per le accuse sul mio borghesismo nei giudizi verso tali persone risponderò in seguito)

L'APA quando si parla di omosessualità risponde, in stile FAQ, così. Si legge anche la posizione dell'APA rispetto alle cure di riconversione.

I pro patologicità rispondono così.

Qui un piccolo riassunto su cosa ne dicono gli studiosi.

Io non esprimo giudizi, che comunque sono facilmente deducibili.
Lascio a voi, che spero capiate l'inglese, farvi un'idea.


Upgrade: Mi sovviene ora che la sig.ra Rubytuesday aveva scritto che l'omosessualità nel DSM IV-TR è citata più di una volta. Quella sopra discussa ed altre. almeno un paio. Se potessi chiederei delucidazioni direttamente sul suo blog, ma non ho accesso al commento. Se capita di qui sarebbe così gentile da rispondermi. Grazie.
posted by Andreas Martini @ 3:46 PM   5 comments
Sentitamente ringrazio...
...la Sig.ra Rubytuesday per il post che mi ha "dedicato".
Vi si può leggere anche il mio commento.
posted by Andreas Martini @ 2:12 AM   1 comments
lunedì, gennaio 23, 2006
Commentando/2
Cara Ruby, caro Bernardo, innanzitutto non me ne vogliate se faccio questo commento "a reti unificate", ma essendo le vostre posizioni molto simili cerco di rendere il mio commento unico e valido per entrambe.
Non me ne vogliate, inoltre, se trasparià nel mie parole un certo astio.
Non sono uomo di scienza, nè biologica, intesa in tutte le sue accezioni, nè filosofica, nè in nessun'atra branca. Sono uno studente e per altro in nessuno dei due campi sopra citati. Tutto ciò che penso e scrivo deriva, si dagli studi e dagli esami finora sostenuti, ma soprattutto dalle conoscenze che ho voluto sviluppare ed approfondire seguendo i miei interessi personali.
Per quanto riguarda l'oggetto della nostra discussione deriva dall'essere io stesso oggetto di questa e dalle letture che ho fatto per dare risposte a domande che io stesso mi sono posto e mi continuerò a porre.
Tali risposte le ho cercate sì anche in testi scientifici ma volendole fare mie le ho dovute ridurre al mio linguaggio comune, lo stesso che ho usato per scrivervi. Per voi è necessario riportare i vostri studi e le vostre conoscenze con termini da manuale ed io non posso che apprezzare la proprietà di linguaggio indice di vera conoscenza, ma utilizzare un certo dominio ricco di tecnoletti è per me sinonimo di "discriminazione". Significa voler far volutamente in modo che l'altro non capisca e quindi impedirgli di controbbattere, significa quindi escluderlo. Pur credendo nella vostra buona fede ed onostà culturale, penso pure che usare quel certo tipo di linguaggio significa voler nascondergli dietro il niente. Terra terra come sono abituato io: tutto fumo e niente arrosto!
Se citare frasi fatte è da qualunquista, accusatemi allora di questa grave colpa!

Ai banali dubbi esistenziali che ognuno si pone, me ne sono posti altri, come tanti altri gay. Mi sono sempre chiesto se fossi malato, cosa significasse la mia diversità, se per quest'ultima dovessi considerarmi inferiore al resto del mondo, se nonostante la mia diversità potessi aspirare ad una vita serena e così via.
Non mi sono risposto nè attraverso la Bibbia, altrimenti mi dovevo cominciare a scavare la fossa da solo, nè attraverso la Scienza, che di risposte certe non ne sa tuttora dare. Entrambe mi hanno accompagnato nel mio percorso ma non mi sono vincolato a nessuna delle due. Ho preferito scavare a fondo dentro di me, chiedendo sempre aiuto di Dio. E sono arrivato alla conclusione che sono un'essere umano (peccatore - per comprendere la sfera religiosa) come tanti.
Trovare un'armonia con se stessi non è poi così difficile, lo è molto di più invece l'incontro o scontro con la società.
Dalle vostre parole traspare una certa vena di polemica nei nostri confronti perchè ci tacciate di vittimismo. Se in alcuni casi, non faccio problemi ad ammetterlo, lo siamo stati cioè non toglie che siamo stati e siamo tuttora vittime di discriminazioni. Il negazionismo e abominio. E negare che in Italia i gay e tante altre minoranze siano vittime di discriminazioni è anche demagogico, al pari di dire "ho tanti amici gay e li rispetto". Perchè noi dobbiamo lottare per avere rispettoe e voi meritarvelo a prescindere?
Per voi che, giustamente, aborrite il politically correct dire che l'omosessualità è una malattia è una considerazione scientifica priva di discriminazioni, in base al fatto che tutti più o meno siamo malati secondo il famoso o famigerato DSM.
Non so voi ma io a sentirmi dare del malato non è che mi senta complimentato da qualcuno, anzi.
E per di più vedermi negare alcuni diritti fondamentali in base a tale malattia (perchè il malato và curato non tutelato!) mi fa "incazzare", mi si perdoni il francesismo.
Non ho bisogno di giri di parole, al contrario di quello che pensa lei sig. Bernardo. Non ho mai parlato esplicitamente di Pacs perchè lei e la signora Rudy non avevate fatto altrettanto.
Lo dico esplicitamente, anche usando i malfamati slogans: si ai Pacs o al matrimonio gay in Italia. E dico contemporaneamente no alle piccole riforme dei codici. Abbiamo, noi gay, bisogno di qualcosa che istituzionalizzi la nostra "normalità"!
Voi vi astenete dal giudicare le cose in base al senso comune, la maggior parte della popolazione al contrario lo fà. E il senso comune si basa molto spesso su ciò che secondo i legislatori è lecito e ciò che non è lecito fare. Nel momento in cui
la legge istituzionalizzerà anche l'unione di due gay, pochi altri oltre a voi donne e uomini di scienza, potranno continuare a pensare che i gay siano malati, perchè mai la legge potrebbe dare diritti a dei malati psichici!
Ecco perchè no allo status di malati!

Nonostante attraverso tutti gli atti comunicativi si vuole convincere l'altro della propria visione del mondo, non era questo il mio intento. Non posso che stimare tutti coloro che vogliono portare avanti delle loro convinzioni anche quando sono nettamente opposte alle mie.
Ogni mio intervento voleva semplicemente evitare che si racchiudesse tutto dentro una sterile discussione sulla patologicità dell'omosessualità ed evitare che la realtà si possa racchiudere dentro schemi prefissati. Continuate pure a pensare che l'omosessualità è una malattia, ma iniziate ad interrogarvi su tutto ciò che è la sessualità al di fuori dei concetti di etero e omo.

Cordiali saluti
posted by Andreas Martini @ 7:46 PM   2 comments
Un Teocon è dei "nostri"?
L'articolo è del 16/09/2005, ma l'ho ritrovato oggi su Panorama online:

Nel mondo, ma non del mondo, così si vuole la Chiesa. Convivere con il secolo, incarnarsi con Cristo nella storia, ma senza appartenere al tempo, senza vendergli il totalmente altro, l'eterno e insomma Dio. Mica facile.
Nel mondo che si crede liberato insieme da Dio e dall'umanesimo, e considera un diritto la libertà sessuale, con la sua appendice affettiva e di solidarietà personale, bisogna ricordarsi della lezione dottrinale di San Paolo e di Sant'Agostino, fustigatori della concupiscenza carnale e della sodomia, e financo del concubinato di cui il vescovo d'Ippona fece lunga e intensa esperienza personale prima della conversione e del battesimo.
«Ma in quella mia esperienza dovevo imparare quanta differenza passi tra la misura di un patto coniugale stretto per la procreazione dei figlioli e un accordo frutto di amore sensuale, nel quale la prole viene al mondo anche se non desiderata: nata però che sia, si fa amare per forza» (Agostino, Confessioni, libro IV, capitolo II).

Nata però che sia, si fa amare per forza. Ecco, la Chiesa è chiamata a difendere il matrimonio tradizionale con le unghie e con i denti, ben più di quanto sia riuscita a fare nella Spagna almodovariana e cervantina, nella patria di un antico immaginario transessuale che ha origini profonde nell'amor cortese.
È probabilmente chiamata a mutuare dal mondo evangelico americano, che invece finora di quel confine ha imposto il rispetto a colpi di referendum stravinti in 11 stati, se non i contenuti della predicazione almeno i metodi della guerra culturale, in alleanza con un vasto pubblico di laici che non ne vuol sapere di trasformare secolarismo e laicità in ideologia e pensiero unico dominante, politicamente corretto. Ma non può evitare di amare ciò che si fa amare per forza, cioè la condizione esistenziale contemporanea, che è figlia anche del seme della Chiesa e delle radici cristiane spesso vocalmente rinnegate.

La polemica contro le nozze omosessuali ha un senso profondo e radicale e merita di essere nutrita della consapevolezza di chiunque non abbia rinunciato alla ragione, perché considera la legge di José Luis Zapatero, che è una «completa equiparazione» al matrimonio delle unioni omosessuali, come una scelta di omologazione ideologica, di chiaro stampo antireligioso, di quanto nella tradizione esprime una differenza, una identità.
Zapatero non ha dato diritti matrimoniali ai gay, ha tolto al matrimonio fra un uomo e una donna il suo diritto alla diversità, a essere quel che è, la sua legittimità culturale in quanto unicum, religioso o civile, fondato sulla nozione naturale e convenzionale di famiglia e di procreazione. Ora, se si rivendica nel mondo diversità e identità, bisogna anche concederla, pena lo scadimento in un messaggio integralista che cancella il divario tra morale e legge.

Misure di tutela e solidarietà per le coppie di fatto possono essere accettate e negoziate dalla Chiesa che è nel mondo, e sono un rischio etico e teologico possibile per la Chiesa che non è del mondo.
In fondo un matrimonio civile senza figli (il caso di chi scrive, per esempio) è la sanzione di uno stato di fatto o la delineazione di un progetto di vita senza la grottesca paura del matrimonio inteso come parola carismatica e come fredda formula del diritto di famiglia, quella recitata in municipio dall'assessore di turno: la Chiesa questo matrimonio senza Dio o apparentemente senza Dio non lo riconosce legalmente, ma di fatto lo accetta. E dunque?
La battaglia va sempre messa a fuoco. Il no alle adozioni da parte di coppie omosessuali o di single è a mio giudizio più che sensato, è sacro: i figli non sono cani né gatti né altri tipi di animali domestici.
Si fanno, i figli, o meglio ancora si attendono o nei casi adottivi si custodiscono nell'unità familiare, ma non si fabbricano e non si adottano per tenere compagnia alla nostra libertà sessuale, questo moloch moderno al quale peraltro vengono sacrificati milioni di figli abortiti ogni anno.

Mettere a fuoco la battaglia, e il discorso vale allo stesso titolo per la Chiesa e per chi ne è fuori, ma non rinuncia a ragionare «come se Dio ci fosse», vuol dire non spaventarsi per la sanzione pubblica ragionevole di scelte private e sociali, per una misurata legislazione riformista che consenta il governo, senza boria e in un contesto che dovrebbe essere di politiche pro matrimonio e pro famiglia, delle schegge di libero amore che si esprimono fuori di quanto la tradizione laica e la dottrina della fede cristiana hanno di comune accordo, sebbene spesso in modo radicalmente differente, consacrato con il concetto e la pratica del matrimonio.

C'è uno scarto di qualità tra una legge che cancella l'identità del matrimonio (le nozze omosessuali) e provvedimenti amministrativi che sanano problemi di convivenza (le coppie di fatto e i loro diritti sociali).
Apprezzare questo scarto non è una resa senza condizioni al secolarismo dei laicisti, è un atto di saggezza per combattere meglio l'allegro nichilismo dei contemporanei.


A suo tempo mi sfuggì l'appoggio di un noto teocon (neocon?) come Ferrara alla "nostra causa"!
Spero che nella prossima legislatura si ampli ancora di più questo appoggio trasversale al Pacs.
posted by Andreas Martini @ 4:32 PM   1 comments
domenica, gennaio 22, 2006
Commentando
Oggi preso dalla sindrome del commentatore ho risposto a dei post/commenti.
Ho "prodotto" comunque qualcosa e quindi vorrei postarlo anche qui sul mio blog.

I post in questione erano questo e questo (con relativi - altri miei commenti)

"Non sono uno studioso di alcuna scienza connessa alla biologia, ma un semplice studente di comunicazione.
Credo di poter però intervenire a pieno titolo in questa discussione, semplicemente per il fatto che sono omosessuale (ego sistonico). Mi perdoni la presunzione, ma a volte non servono titoli di studio, l'esperienza diretta conta molto di più.
Per la mia natura interrogativa, per la mia innata curiosità e voglia di conoscere, ma soprattutto perchè sono interessato a capire chi sono ho sempre ricercato qualsiasi tipo di informazione sull'omosessualità.
Ho quindi, pure non avendoli mai letti, ho una certa conoscenza dei manuali diagnostici da lei citati. Considerando che sono conoscenze facilmente acquisibili anche online.

Da una ricerca sul DSM IV-TR, risulta che si l'omosessualità è citata ma solo per parlare di disturbi dell'identità di genere.
Le ripeto ciò che sinteticamente le avevo già spiegato e che lei dovrebbe sapere ma fa finta di non sapere: identità di genere/sessuale= uomo, donna, transessualismo.
orientamento sessuale= eterosessualità, omosessualità, bisessualismo.

Quindi spiegandole qualcosa che lei già sà, il DSM dice che l'omosessualità può essere "causa" del transessualismo e non una patologia a se stante.
La frase da lei citata: "In tarda adolescenza o in età adulta, circa tre quarti dei ragazzi che hanno una storia infantile di disturbo dell'identità sessuale riportano un orientamento omosessuale o bisessuale, ma senza disturbo di identità sessuale concorrente", significa: che 3/4 degli attuali omosessuali hanno avuto problemi di identità di genere ma che sono stati superati.
Io se le fa piacere saperlo non ho mai avuto problemi di identità di genere e nemmeno parlando con soggetti transessuali ho avuto problemi a ribadire che uomo sono nato e uomo mi sento.


Come si deduce conosco personalmente ed ho massima stima per le persone transessuali, quindi non accoltello nessuno alle spalle. E non considerando io l'omosessualità una malattia non posso fare nessuna scala di più o meno malato.
Questo non toglie che anche io possa ritenere giusto che il transessualismo sia considerato una malattia. Non a caso prima del processo di transizione, che non è un gioco da adolescenti confusi, bisogna essere seguiti da uno psicologo/psicoterapeuti che affermi e certifichi che il soggetto non si riconosce nel genere che la natura gli/le ha dato.


come vede non ho usato slogans, nonostante le ripeto io non abbia nessun titolo accademico credo di essere in grado di poter argomentare le mie scelte basandomi sull'esperienza e la cultura personale.

rispondo alla sua ulteriore domanda OT.
Io sono ricorso al naturalismo o etologia solo per capire su quali basi si muovesse il signor Bernardo e infatti io stesso ho detto che non si capisce perchè per dimostrare alcune teorie lo si possa usare per dimostrarne altre no.
Certo però non ne escludo a priori l'utilizzo se validamente dimostrato ed argomentato. Mi sembra chiaro che riscontrare una determinata cosa anche nel mondo animale possa aiutare a credere che non è frutto dell'invenzione di un essere umano. Se come dice il sig. Bernardo l'uomo si differenzia dagli animali perchè essere razionale, allora può essere utile sapere se gli animali che sono essere involuti e quindi privi di raziocinio adottano uno stesso tipo di comportamenti.

che tutto questo non serva ad avvalorare la natura non patologica dell'omosessualità è certamente vero ma non escludibile a priori.

Io le ripeto per l'ennesima volta che parlo per esperienza personale nel campo oggetto di discussione.
Io non credo di essere caso anomalo rispetto alla diversificatà realtà degli omosessuali, ma vivo più o meno serenamente la mia condizione.
Lascio la volontà di sottoporsi a cure di ri-orientamento ad altri.
Non si capisce poi perchè se il 90% della popolazione (mi spiace mi baso ancora sui dati dell'OMS non di quelli del mondo politico omofobo) è etero ha pieno diritto di decidere che la loro è una condizione normale; e invece se il 90%, facciamo 80% di quel 10% si ritiene in armonia con il proprio orientamento sessuale allora devono essere dei pazzi invasati che tentano di nascondere la realtà.
spero quest'ultima cosa sia stata chiara.
Mi perdoni sono un essere umano anche io... anche a me la concentrazione dopo un pò và via...."
posted by Andreas Martini @ 6:05 PM   0 comments
sabato, gennaio 21, 2006
Anche io perplesso...
Dopo il "forse", arriva la conferma della candidatura di Vladimir Luxuria, nota transgender e drag queen pugliese ormai romana, diventata simbolo della comunità glbt e delle notti "trasgressive" della Capitale, nelle file del Partito della Rifondazione Comunista. Contemporaneamente Bertinotti ed il suo partito aprono ai no-global, con la candidatura di Francesco Caruso.
Non si fanno attendere le reazioni, tra cui quella di Mastella.

Credo che mai ricapiterà di poter condividere qualcosa con il caro Clemente, ma in questo caso anche io sono "perplesso" come lui. Sicuramente lo sono per il no-global Caruso e non credo ci sia bisogno di commento, già l'appartenenza al movimento anti globalizzazione la dice lunga.
Su Vladimir Luxuria: rischiando di essere impopolare e discriminatorio, e pur riconoscendo la sua intelligenza, mi viene il dubbio che il Parlamento Italiano ed il movimento glbt non abbiano bisogno di un rappresentate en travestì.
Mi perdoni Luxuria e tutti i trans/transgender, non credo che pensando questo scada nel transfobismo (chi mi conosce sa il rispetto e l'amicizia che ho per queste persone), ritengo solo che se lo si fà per provocazione, beh allora abbiamo già avuto l'onorevole Ilona Staller. Come dice il segretario del PRC Luxuria è altra cosa rispetto a Cicciolina, beh naturalmente... ma di qui a preferire lei ad altri eminenti e più rassicuranti (non uso a caso questo aggettivo) rappresentati dei glbt ce ne passa!

E, abbandonano il politically correct, la Luxuria proprio non me piace! Fosse stata Platinette "tanto tanto" :-)
posted by Andreas Martini @ 5:29 PM   2 comments
La "rosa", la disco gay ed il Senatur
Se non bastavano i dibatti in tv e le manifestazioni di piazza per capirlo ormai ne abbiamo la certezza: la campagna elettorale è cominciata. E se qualcuno punta al grande pubblico televisivo, qualcun'altro ha scelto un altro target.

Il piacere di nascondere link è un diletto che piace a molti, ma sveliamo i protagonisti.

Ieri sera in compagnia di un carissimo amico vado a ballare al Circolo degli Artisti, locale noto ai più per i suoi concerti e per feste dell'unità varie, ma che ormai da più di tre anni ospità il venerdì sera "Omogenic", party gay organizzato da Imma Battaglia ed il suo Dì Gay Project, in collaborazione con il Gay Village.
Insomma per le precedenti frequentazioni e per quanto detto sopra sapevamo che tipo di atmosfera si sarebbe respirata (il Circolo ha ben poco in meno di un qualsiasi Centro Sociale Occupato).
Già alla cassa le soprese. Un mensile, New Politics, mai visto prima in giro e qualcuno che dice "Ciao sono Guido dei Fantastici 5... posso...". Si respirava aria di pubblicità.
Entriamo e durante il primo giro di ricognizione e saluti, ecco qui che intravediamo un gruppetto che confabula: la Imma Battaglia che tiene banco, circonadata da suoi fans/lecchini, un tipo che poi scopriamo essere del magazine sopra citato, e lui... il "nostro" nuovo indiscusso paladino, Daniele Capezzone. A distanza di una settimana dal "Tutti in Pacs" eccolo di nuovo in mezzo a noi. Si presenta stanco e distratto (Imma non è poi così interessante da sentire!!!) e non più con la sciarpa arancione al collo come a piazza Farnese, ma con una multicolore (i Fantastici 5 avrebbero potuto avere una bella cavia a disposizione....).
La domanda nasce spontanea: che ci fanno insieme Capezzone, 3 dei Fantastici 5 ed un "nuovo" (leggo anno 2 sulla copertina) mensile. La risposta arriva presto: Imma è sul palco presenta la nuova rivista e poi parlano i vari ospiti ed ognungo fà il suo piccolo, slegato, intervento. Solo sfogliando la rivista ci accorgiamo che tutti hanno colloborato almeno a questo numero.
Il mensile si presenta come "di comunicazione politica" ma con in copertina campa in bella vista"comunicare gay" e tutto il numero è dedicato a noi.
La serata prosegue.... ma questa è un'altra storia!

Passiamo dal faceto al serio (o viceversa)!

Capezzone, con la sua nuova formazione laica socialista liberale radicale ha fatto la sua scelta e si è dichiarato. No non ha fatto "outing". Ma dopo la manifestazione di P.zza Farnese e con ieri ormai è chiaro che punterà molto sui gay, laici per definizione (da qualche mese non possiamo più accedere al sacerdozio!!!) e se non liberali per definizione quantomeno libertari. A proposito Imma Battaglia, i cui contatti con il PRC sono noti ai più, che usa la parole "liberale"..... ma è credibile? anzi può permettersi di dirlo? A sentire una sua "collega", Titti De Simone, credo proprio di no!
Daniele, riproponendo discorsi fatti pochi giorni prima, non usa mezzi termini e ripete le sue battaglie di sempre: no alla casa delle libertà - che di libertà ha poco - no all'ingerenza vaticana ed alla sua omo- sessuofobia, no alle discriminazioni ed il suo nuovo slogan, no pacs indietro.
Come una vera rosa manda i suoi messaggi (poco) pungenti agli elettori ed avverte i suoi "alleati" di Margherita ed Udeur che a tenerla chiusa nel pugno quella rosa potrebbe realmente fargli male!
I sondaggi gli danno sicurezza, nel tuo target preferito ha colpito! Speriamo che acquisti credibilità e forza all'interno della sua "coalizione".

E se da un lato qualcuno punta su di noi, dall'altro qualcun'altro punta contro di noi: il Senatur bacchetta il Premier e paventa un Prodi come Zapatero.

Mi perdoni Senatur, Capezzone sarà ripetitivo e scontato, ma lei come il suo collega Calderoli è altrettanto.
Quantomeno il Segretario radicale che pure lo vorrebbe uno Zapatero in Italia, è realista: Prodi non è e non sarà mai come Zapatero.
Senatur, qualcuno vede aracani progetti dietro il Pacs... ma lei realmente crede che Prodi sarebbe capace di tanto?
posted by Andreas Martini @ 10:55 AM   0 comments
venerdì, gennaio 20, 2006
Gay al voto: il sondaggio di Gay.it
ROMA, 19 gen - Sono i Ds il partito più votato dai gay e dalle lesbiche italiani, che per il 72% danno la loro preferenza politica al centrosinistra; secondo partito è la Rosa nel Pugno, Prc al terzo posto, mentre a Forza Italia darebbe il suo voto l'11% degli omosessuali. Lo rivela un sondaggio realizzato dal sito web "Gay.it", al quale hanno partecipato in pochi giorni circa 10 mila utenti.

Alla domanda "se si votasse oggi, quale partito sceglieresti?", il 27,11% ha risposto Ds, il 15,12% Rnp, il 14,71% Rifondazione, l'11,54% Forza Italia e il 10,34% An. Seguono, con un pò di distacco, i Verdi (7,95%), il Pdci (3%), la Margherita (3,67%), la Lega Nord (2%), la Lista Di Pietro (1%), l'Udc (1,19%). L'ultima è l'Udeur, con appena lo 0,29% delle preferenze. Complessivamente, quindi, due omosessuali su tre voterebbero la coalizione di centrosinistra e uno su tre il centrodestra.

Tra le motivazioni che orientano il voto, la principale è l'atteggiamento del partito rispetto alla tutela delle coppie omosessuali, ritenuta importante dal 62% degli intervistati. Seguono la lotta alle discriminazioni (importante per il 52,8%), la lotta contro l'Aids (43%), le campagne informative contro l'omofobia (31,9%), la nuova legge per l'adeguamento anagrafico per le persone transessuali (14,1%).

Le posizioni dei partiti sulle tematiche omosessuali influenzano le scelte di voto del 63% degli intervistati (sono la motivazione principale del 9%, pesano molto per il 25,5% e abbastanza per il 28%). Infine, alla domanda "quale schieramento vincerà secondo te le elezioni?", il 57% risponde "il centrosinistra" mentre il 22% crede in una riconferma dell'attuale coalizione di governo.

"La comunità omosessuale italiana - commenta il direttore dei contenuti di Gay.it, Giulio Maria Corbelli - è evidentemente stanca delle ipocrisie di palazzo, e premia le posizioni più coraggiose, lanciando ai partiti un messaggio chiaro per una politica realmente progressista e attenta ai diritti civili. In ballo - conclude - c'è il milione e mezzo di loro voti, che in molte regioni potranno essere determinanti per la conquista della maggioranza in Parlamento".
posted by Andreas Martini @ 1:59 AM   0 comments
giovedì, gennaio 19, 2006
I diversi
PEr capire l'omofobia, ma anche "fobie" diverse, vorrei ricorrere a delle parole che da parecchio tempo avevo notato sul blog di Free your mind:


"I diversi"
Lo temi, lo odi, non lo comprendi. E' buono o è cattivo? Non lo sai, non ti interessa di saperlo. E ti rivolti contro di lui con tutte le tue forze. Perchè lui? Lui chi? E' diverso....



Non è quindi una questione di politically correct. Chiamateci pure Diversi. In fondo lo siamo. Non ci compiaciamo però di esserlo.
Le nostre battaglie vanno fatte per la normalità, non per la diversità.
posted by Andreas Martini @ 3:54 PM   3 comments
Omosessualità :basic concepts
Credo sia opportuno fare un grande off topic.
Aprendo questo blog mi ero imposto una linea ben precisa, ovvero capire se un gay in quanto tale è un elettore come tutti gli altri o se nell'accingersi al voto debba riflettere su altri temi, marginali per altri, di primo piano per noi.
E mai come in questi giorni con i Pacs al centro dell'attenzione pubblica c'era tanto da parlare, scrivere. A partire,però, dal blog di Daw cittadino di TocqueVille e da quello di Andrea Mancia di Ideazione e tra gli ideatori della suddetta città aggregatrice, si è riproposta una annosa questione: quanti considerano (ancora) l'omosessualità un malattia; domanda posta per lo più ad i cittadini di TV, per fare un punto sull'omofobia. Di lì, attraverso i commenti e nei blog personali sono stati sollevati varie altre questioni correlate. Ma cominciamo col rispondere alla domanda di base.
Mi cimento, quindi, nel voler spiegare alcune cose da un punto di vista più o meno privilegiato, anzi il fatto che io stesso sia omo può rendere le cose troppo soggettive e scontate, cercherò per questo di rifarmi a fonti certe citando tutto il citabile.

Nel 1973 l'American Pshychiatric Association (APA) tolse l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). La decisione fu convalidata, per richiesta degli oppositori, in modo del tutto inconsueto: attraverso un referendum postale a cui hanno partecipato tutti i suoi iscritti. Già da allora nacque un fronte interno di oppositori che alla luce della sconfitta investirono molti soldi e fondarono, nel 1992, la NARTH, National Association for Research and Therapy of Homosexuality (se masticate l'Inglese, vi consiglio l'esilerante lettura; capiresta anche a chi è legata questa associazione) di cui è attuale presidente il fislosofo cattolico Joseph Nicolosi. Loro stessi non nascondono quindi che alla base delle loro cure ci siano delle forti convinzioni cattoliche. Prima ancora della nascita della NARTH, nel 1987, l'APA aveva rivisto ulteriormente quanto depennato nel '73. Allora non fu cancellata l'omosessualità in quanto tale, ma solo quella cosidetta "ego-sintonica" cioè quella in cui il paziente accetta serenamente il suo orientamento sessuale. Solo dall'87 in poi fu depennata anche quella ego-distonica, cioè quando il pazienta rifiuta e vive con sofferenza la sua condizione. Fino ad allora quindi i pazienti ego distonici potevano essere considerati malati psichici. Da quell'anno questi ultimi devono essere invece aiutati a trovare un'armonia con il proprio orientamentento sessuale. Inutile specificare che la NARTH invita questi soggetti a cambiare, a diventare quindi eterosessuali.
Più o meno negli stessi anni l'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, fece lo stesso tipo di revisionismo: fino dal 1968 l'omosessualità era classificata con un disturbo sociopatico della personalità insieme a pedofilia, necrofilia, feticismo e transessualismo; dal 1984 fu lasciata solo l'omosessualità ego-distonica e nel 17 maggio 1990 fu completamente eliminata. Da allora il 17 maggio è diventata la Giornata Mondiale contro l'Omofobia.
Questa "riforma" entrò in vigore il 1 gennaio 1994. Da allora quindi, in tutto il mondo, l'omosessualità non può essere considerata come malattia e quindi nemmeno trattata in quanto tale.
Da 12 anni in conclusione l'omosessualità è una "variante del comportamento sessuale umano".
Per quanto a me, omosessuale (ego-sistonico?), possa sembrare inconcepibile, ammetto che possano esserci persone che al giorno d'oggi vivano in modo difficile il loro orientamento sessuale e, nonostante sia più favorevole al ritrovo di un'armonia interna come proposto dall'APA, posso capire che ci siano persone che preferiscano intraprendere l'altrettanto difficile cammino verso un cambiamento radicale (?). Concepisco quindi l'esistenza di associazioni come la NARTH, la PATH, o Exodus; mi sembra solo alquanto strano leggere le parole del professor Nicolosi nelle quali sembra che tutti gli omosessuali abbiano bisogno di cure e che tutti gli omosessuali in realtà sono dei disadattati che con il tempo si adattano erroneamente allo stile ed alla cultura gay. Arriva addirittura a paventare un errore nel trattamento dei glbt, da parte della Chiesa Cattolica spinta da chissà quali potenti lobby pretistiche omosessuali. E se la memoria non mi inganna l'associazione accetta anche minorenni.
Non credo anzi sono convinto di non essere l'unico gay in sintonia con il proprio orientamento sessuale. Certo non è stata facile, certo anche io ho avuto i miei dubbi, le mie difficoltà ed un rifiuto, ma non credo che qualcuno o qualcosa mi abbia illuso che si può vivere serenamente da gay.
Consiglio di leggere anche questo che indirettamente parla del prof. Nicolosi.

Questo mio post non aveva nessuna pretesa scientifica e tutte le informazioni che ho riportato sono facilmente reperibili su internet, inserendo semplici chiavi di ricerca su Google o altrove, o nei link che ho inserito. Senza bisogno di una bibliografia preciso che gran parte delle informazioni sono state prese dalla libera enciclopedia online Wikipedia, non prima di un riscontro su altri siti.

E' lecito dopo tutto questo pensare che l'omosessualità è una malattia, un disturbo? Considerando che nessuno fino ad ora è riuscito a capirne le cause e considerando che le Costituzioni di tutti i Paesi democratici riconoscono la libertà di pensiero e la sua divulagazione, è lecito. Ciò che mi pare inconcepibile è che per difendere alcuni concetti o valori tradizionali si possa ricorrere al senso comune ed alla Tradizione appunto, invece per quanto riguarda l'omosessualità si argomenta che la Scienza non ha dato ancora risposte certe.

Ammessa la leicità di pensiero, è altrettanto lecito usare solo un parte della Letteratura scientifica per difendere le proprie idee? E' lecito usare termini dispregiativi e lesivi della dignita umana per definire i gay? E' lecito usare richiami storici riconosciuti da tutti come nefasti?
Insomma che cos'è l'omofobia o chi è un omofobo?
Una piccola premessa: questo orribile neologismo contiene delle inesattezze etimologiche in sè: omo dal greco uguale o abbreviazione di omosessuale? Naturalmente "omo" fu preso dal greco, quindi paura (fobia) dell'uguale. Gli uomini hanno paura degli uomini e le donne delle donne? Buah...
Comunque nell'accezione comune omofobia sono gesti, atti o parole discriminanti nei confronti dei gay.
Una scrupolosa analisi del termine è offerta dal sito http://www.kattoliko.it/ . Non sto qui a dire che non mi trovo d'accordo con quanto riportato ma è giusto capire entrambe le posizioni.Estremizzare la confusione creata dal termine stesso è strumentale e poco utile ai fini dell'individuazione di veri atti discriminatori nei confronti di gay, lesbische, bisessuali e transessuali/transgender. Chiudere il concetto di omofobia entro precisi limiti è per tutti difficile ma credo si possano determinare dei punti fissi. E vorrei ancora una volta indivudarli citando casi concreti: usare un linguaggio come quello usato dagli onorevoli Tremaglia e Calderoli è omofobia; produrre testi come l'ultimo documento vaticano per impedire l'accesso ai seminari per i gay è omofobia (che poi sia comprensibile visto l'"autore" è altro conto); non riconoscere i cittadini gay al pari degli altri cittadini è omofobia.

L'ultima affermazione so può essere contraddittoria rispetto alle liceità di essere favorevoli o meno al riconoscimento dei diritti per i gay, quindi cercherò di spiegarla.
La mia affermazione non intende dire che bisgona, ad esempio, riconoscere i Pacs pena l'essere additati omofobi, significa invece che di fronte ad una diversità oggettiva (l'orientamento sessuale) qualsiasi Stato deve attuare norme affinchè i soggetti non possano essere oggetto di discrimininazione per motivi legati a questa diversità. Tutto questo PUO' significare riconoscere le unioni o i matrimoni, ma non necessariamente. E da qui la libertà di essere favorevoli o contrari. Aggiungo che nella stessa ottica non considerare affatto nella propria legislazione i "diversi" è omofobia. Non riconoscere addirittura la diversità di orientamento sessuale come possibile causa di discriminazione e definire illegittime, sulla base di argomentazioni pretestuose tipo il concetto di natura, di normalità e di perversione, le istanze del movimento GLBT è omofobia.



disclaimer: questo post è stato scritto tra le 2 e 3 di notte, non è stato ricontrollato e riletto. Chiedo venia per qualsiasi errore o inesattezza. Mi avvalgo della facoltà di poter rivedere alcune cose se mi accorgessi di palesi contraddizioni.
posted by Andreas Martini @ 3:29 AM   5 comments
martedì, gennaio 17, 2006
Il Vaticano ed i cattolici. Un commento semplicistico.
In una giornata nera per i disagi causati dal trasporto pubblico a Roma (la metro in panne dalle 14 e nn si sà se è ripresa a circolare) solo una bella notizia come questa poteva risollevare il morale.
PACS - ll 68,7%dei cattolici italiani interpellati dall'Eurispes è favorevole all'introduzione dei pacs, i patti civili di solidarietà.

Mai come ora è lecito pensare che tutti gli attachi ai gay e tutte le posizioni sessuofobiche sono solo il sinonimo della grande paura della Curia Romana.
Se fossimo in un Paese normale e se i gli eccellentissimi ac reverendissimi Cardinali oltre ad intromettersi nella politca del nostro Paese sapessero ascoltare i propri fedeli, si inizierebbe a tacere e si lascerebbe al progresso sociale piena libertà.
Ma non è un paese "normale" questo e allora tendiamo le orecchie pronti ad ascoltare come vorranno smentire i risultati di questo sondaggio.

Nel frattempo godiamoci questa piccola rivincita!

posted by Andreas Martini @ 6:11 PM   4 comments
Libertà di pensiero ed omofobia
Per amicizia con uno dei sui "cittadini" ho cominciato a leggere TocqueVille. Ora colto dalla sindrome del commentatore e comunque incuriosito dal fenomeno continuo a leggerla.
In questi giorni in cui si parla molto di Pacs tanti fra i suoi circa 600 cittadini ne hanno approfittato per parlarne e per fare i conti sulla libertà e sul liberalismo, viste da destra.
Il dibattito già dalle fasi iniziali si è acceso. Pro o contro i Pacs? Non lo sanno manco loro. Cioè loro credono di saperlo ma se mi dicono che le unioni gay distruggerebbeo la famiglia tradizionale allora mi sa proprio che non sanno di cosa stanno parlando.
Sta di fatto che qualcuno ha volontariamente fatto proprie le parole di Tremaglia e Calderoli, definendoci "culattoni". A parte lo stendere un velo pietoso, hanno voluto risollevare una vecchia questione: cosa significa essere cittadini di una "citta di liberi". Insomma si posso accogliere gli estremisti (leggi omofobi)?
Il mio parere non è stato chiesto da nessuno, ma da amante del mondo internet e dei suoi fenomeni approfitto della mia libertà di poterlo esprimere.
Inizio col dire che a mio modesto avviso, il problema è stato posto in maniera sbagliata (chiedendo se si considera l'omosessualità una malattia o no). Infatti quasi nessuna ci considera malati, però ci considera dei poveri "anormali" con delle pretese assurde a cui bisogna rispondere con amore compassionevole, ma a cui bisogna negare una vita pubblica!
Non sono omofobi solo quelli che ci considerano malati (pare che pure all'organizzazione mondiale della sanità ci sia una potente lobby gay che fà carte false!), ma lo sono anche quelli che parlano di noi usando termini dispregiativi, mancandoo di rispetto a noi come esseri umani, mancando di rispetto alla nostra vita privata. La goliardia è bella e quando voglio offro io stesso l'assist per fare battute un-politically correct, ma bisogna sapersi auto limitare!
Si può essere favorevoli o contrari alle unioni ai matrimoni ed alle adozioni, si può utilizzare qualsiasi motivazione per argomentare le proprie idee, ma non si può utilizzare nessun genere di epiteto che nasconda precisi richiami offensivi!
[E' pur vero che Sancta Romana Ecclesia non utilizza i suddetti epiteti ma rimane cmq omofoba. Ma questo è un altro discorso]
Vado oltre. Dire che siccome la maggioranza della popolazione mondiale è etero, gli omosessuali allora sono un errore, un'anormalità è omofobia.
Ergersi a giudici morali solo perchè si appartiene a suddetta maggioranza è omofobia.

Nella mia visione estremista eistono anche i veri tolleranti: quelli che cercano di capire, quelli che prima di dire no si infromano in modo dovuto e nn si nascondono dietro un "ho tanti amici gay".

Essere omofobi è in molti casi sinonimo di problemi di accettazione e/o di omosessualità repressa. Vedi Calederoli: quella S sibilante (o erre moscia?) che fa tanto ma tanto checca lo tradisce! :-)
posted by Andreas Martini @ 1:18 AM   0 comments
lunedì, gennaio 16, 2006
Tutti in pacs. Una grande manifestazione.
Ho finalmente tempo di parlare della manifestazione del 14 gennaio a Roma, Tutti in Pacs.
Ho resistito ben tre ore in piazza al freddo, ho ceduto solo alla fine quando hanno preso la parola i politici locali...
Lo dicevo nel titolo, una bella manifestazione! Come ha lodevolmente specificato il Tg5, un a manifestazione senza folklore!
E' stato bello vedere la giusta attenzione che è stata data al tutti in pacs, grandi nomi della politica italiana sono intervenuti a chiarire la posizione dei loro partiti. Solo ascoltando loro ormai sembra fatta... ma ricordiamoci che esistono anche la Margherita e l'Udeur!

L'ho già detto a caldo nel post precedente, ho molto apprezzato la coraggiosa partecipazione e l'intervento di Della Vedova (Riformatori Liberli, CdL).
Purtroppo la piazza non ha accolto allo stesso modo. Sono stato tra i pochi, infatti, e me ne vanto, ad applaudirlo; tutti gli altri lo fischiavano. In una grande manifestazione di civiltà quei fischi sono stati veramente tristi. Piccola nota di colore, ho avuto il piacere di comunicare con vanto a Della Vedova che ero tra i pochi ad applaudirlo.
Sentir sparati, dalla bocca della De Simone, slogan comunisti è stato al quanto raccapricciante. Stiamo parlando di diritti civili, di laicità.... non facendo un comizio. E' pur vero che anche tutti gli altri hanno fatto il loro piccolo comizio, ma le sue parole erano veramente fuori luogo.

Solitamente non apprezzo Imma Battaglia ma ieri ha detto parole importanti: i nostri (dei glbt, NdR) voti Prodi se li deve saper conquistare. Con la legge proporzionale infatti, Se veramente si riuscisse a fare un voto di lobby, avremmo la possibilità di farli pesare in modo molto diverso rispetto al passato.
Mi sembra chiaro che una minoranza dei gay sia già pronta a votare CdL (spero i candidati dei riformatori liberali), ma spero che la maggioranza sia pronta a boicottare la Margherita (non nomino l'Udeur, non è degno di nota secondo me. Prodi liberatene!).

Tra ieri ed oggi, ho letto e commento alcuni blogs aderenti a TocqueVille che dovrebbe essere una città di liberi. Non dovrebbero però essere liberi di offendere e fare discorsi razzisti, dovrebbero poi vergognarsi di citare parole del ministro (sic!) Calderoli.
posted by Andreas Martini @ 12:59 AM   2 comments
sabato, gennaio 14, 2006
Grazie Della Vedova
Di ritorno dalla grande manifestazione di piazza Farnese, stanco e infreddolito, lascio il primo commento a caldo:

GRAZIE DELLA VEDOVA!
posted by Andreas Martini @ 8:26 PM   0 comments
giovedì, gennaio 12, 2006
L'amarezza di Prodi
Con profondo rammarico registro l'ennesimo passo indietro di Romano Prodi sulla questione dei Pacs.

(AGI) - Roma, 12 gen. - Romano Prodi avrebbe espresso "amarezza" per la manifestazione di sabato sui pacs. A quanto si apprende, il leader dell'Unione sarebbe rimasto amareggiato dall'idea di far svolgere delle cerimonie simboliche a piazza Farnese, dopo che tutta l'Unione si e' espressa contro l'idea che i pacs siano dei surrogati di matrimoni e dopo che nel vertice di San Martino in Campo la coalizione ha deciso di non utilizzare piu' il termine pacs ma di optare per unioni civili.

Dopo la bocciatura del programma proprio per la tiepidezza sulle unioni di fatto, il leader dell'Unione fà un'ulteriore strizzatina d'occhio al mondo cattolico, lasciando da sole migliaia di persone in piazza a manifestare.....
posted by Andreas Martini @ 10:59 PM   2 comments
Alfredo Ormando

Il 13 gennaio 1998 il poeta siciliano Alfredo Ormando, sentendosi abbandonato anche dalla sua famiglia, si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro, per denunciare la repressione antiomosessuale vaticana.
A distanza di 8 anni, non mi sembra che sia cambiato molto.
Era allora papa Karol Woitila, è oggi papa Jospeh Ratzinger, qualcuno è rimasto al suo posto: il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Camillo Ruini. Tralasciando il Sommo Pontefice ed il suo "grande" predecessore, posso sicuramente affermare che è Ruini il più grande nemico della comunità glbt italiana.
A distanza di 8 anni per opera di Ruini e per bocca di Ratzinger la situazione non è migliorata anzi peggiorata, non si menticando che 8 anni fa in Italia non si parlava ancora così diffusamente di diritti per le persone gay. Questo e nemmeno la presunta unicità morale della Chiesa Cattolica giiustificano i ripetuti anatemi e atti discriminatori nei confronti di migliaia di persone!

Domani cercherò in tutti i modi di partecipare alla manifestazione in ricordo del martire gay Alfredo Ormando.
posted by Andreas Martini @ 8:54 PM   2 comments
mercoledì, gennaio 11, 2006
Gay al lavoro!
Un gay in ambito lavorativo è libero di non nascondere la sua sessualità e non temere conseguenze?
Nel novembre 2000 la Comunità Europea ha emanato la direttiva 2000/78/CE con il normale invito che tutti i paesi membri la recepissero e emanassero decreti legislativi attuativi. La direttiva in sostanza vuole tutelare omosessuali e non solo sul luogo di lavoro contro eventuali discriminazioni.
Il governo italiano ha recepito, un pò in ritardo in realtà, la direttiva con il Dlgs 216/03 .
Ricordo che a suo tempo (mi trovavo in compagnia dell'On. Grillini quando uscì la notizia sui giornali) scatenò non poca indignazione da parte delle associazioni GLBT. A detta loro la direttiva era stato recepita male ed in taluni punti stravolta.

Quanto avevano ragione?

In preparazione a questo post mi sono riletto i decreti che ho qui linkato e li ho confrontiati con la proposta di modifica presentata dall'onorevole, nonchè fondatrice e presidente di Arcilesbica dal 1996 al 2002, Titti de Simone (Prc).

Il mal recepimento si riferiva ai comma3, 5 e dell'art. 3 del Dlgs ma fu il ministro (sic!) Giovanardi a chiarire. Pare logico, per esempio, che una scuola cattolica si possa rifiutare di assumere un gay o un mussulmano. E' sicuramente non condivisibile, io stesso non condivido, ma mi sembra inutile gridare al razzismo ricordardando, tra l'altro, l'infelice uscita di Fini quando nel '98, al Costanzo Show, disse che secondo lui un gay non può fare il maestro.
La De Simone propone varie modifiche, che nn sto qui a riportare, per riaddrizzare il tiro, aggiungendo piccole specificazioni.

Lo stravolgimento, e qui diciamolo c'è sul serio, è quando si parla dell'onere della prova, cioè a chi tocca dimostrare la supposta discriminazione. La direttiva UE dice al discriminatore ("convenuto"), il dlgs italiano dice al discriminato. La proposta di modifica riabilita il testo della Commissione Europea.

Indubbiamente il decreto italiano lascia troppo all'interpretazione ma anche con il senno di poi, sono passati più due anni ormai, possiamo dire che fortunatamente non ci sono stati casi di discriminazione o quantomeno nn sono stati diffusi. Ma credo che se ci fossero stati i siti delle associazioni gay li avrebbereo presto denunciati. Insomma i GLBT hanno forse esagerato nel gridare allo scandalo.....

Tuttavia è lecito pensare che di fronte ai problemi riguardanti i gay la Destra italiana ha ancora troppi problemi, soprattutto con la propria coscienza. Che poi quali problemi gli avrebbe creato recepire adeguatamente la direttiva UE non riesco proprio a capirlo.... ne ha creati anzi di più proprio il non volersi sbilanciare troppo e questo lo sa benissimo il caro ex ministro Buttiglione.
posted by Andreas Martini @ 11:22 PM   0 comments
L'Unione inizia a scoprire le carte
E' stata presentata ieri la bozza del programma dell'Unione. 274 pagine distribuite ai partiti della coalizione per l'ultima messa a punto prima dell'assemblea nazionale dell'11 febbraio. In 12 capitoli vengono suddivise e affrontate tutte le tematiche e i problemi dell'Italia del 2006, dall'economia, alla politica estera, all'informazione. In primo piano il risanamento dei conti pubblici e la crescita economica inseme alla tassazione delle rendite finanziarie e la restituzione del fiscal drug. Sarà istituita un'autorithy ad hoc sul conflitto di interessi. Nuova politica degli ingressi e abolizione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. E' previsto il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, i cosiddetti Pacs. In politica estera l'Unione chiederà al parlamento il ritiro immediato delle nostre truppe in Iraq, sulla base di modalità concordate con le autorità irachene.

(Rai News 24 del 11/01/2006)
posted by Andreas Martini @ 12:31 PM   0 comments
martedì, gennaio 10, 2006
Da "Philadelphia" ad oggi...
Philadelphia, che per caso ho trovato oggi su rete4, uscì nel lontano 1993. Da allora sono passati 13 anni.
13 anni fà J. Demme (regista) e R. Nyswaner (sceneggiatore) proponevano al grande pubblico un grande tema d'attualità, l'Aids.
Il primo caso di Aids fu diagnosticato nel 1981. A 12 anni dalla sua scoperta la malattia era ancora legata agli omosessuali, non a caso fu denominata la peste o cancro gay. Quindi inevitabilmente il film parla esplicitamente di gay e della loro accettazione nella scoietà moderna.
Quanto l'Aids e l'omosessualità avevano influito sul licenziamento di un promettente e brillante avvocato? Essendo un film ispirato ad un caso vero, lo si può considerare come uno dei primi casi documentati di mobbig o meglio discriminazione sul luogo di lavoro.
Quanto è cambiato in tredici anni? Sicuramente, e lo dicevo citando il mio vissuto, l'accettazione che la società ha dei gay è notevolmente migliorata. Tutto ciò in capo sociale, ma in campo legislativo?
Nello stesso anno dell'uscita di Philapelphia viene emanata in Italia la "legge Mancino" che inasprisce la pena per quei reati alla cui base ci sono quelle discriminazioni già individuate nella Costituzione all'art. 3 ed in altre leggi precedenti del 1970, 75, 77 e 91. A questo punto la legislazione italiana tutela i propri cittadini contro discriminazioni per sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e status sociale.
Nel 2001, l'on. Titti De Simone (Prc) propone, come prima firmataria, la modifica delle suddette leggi sostituendo la dicitura "sesso" con "identità di genere" ed aggiungendo le discriminazioni per orientamento sessuale.
La proposta, a quanto si legge sulla scheda personale dell'onorevole De Simone, è ferma da quel dì alla Commissione I Affari Costituzionale. Mai arrivata in discussione alla camera quindi... chissà perchè! (ma siamo sicuri che con una maggioranza di centrosinistra sarebbe almeno arrivata in discussione alla Camera?)
Alla luce dei fatti - 111 persone glbt uccise nel decennio 1990-2001 (dal libro Omocidi ) - è una pretesa troppo grande?
Sicuramente la minaccia di un aggravante della pena non eviterebbe il continuare di questa catena di "omocidi" ma quantomeno farebbe sentire più tutelati dalla legge migliaia di persone glbt.
Mi sembra di poter dire già da ora che la società cambia, accetta le diversità, ma la legge al contempo non progredisce e non tutela le vittime di ignobili discriminazioni.
Mi chiedo però quanta importanza e quanto impegno il movimento glbt ha dato a questa piccola modifica di legge! Si parla tanto di unioni civili, pacs e matrimoni... e si dimentica, forse, che la legislazione italiana è carente di una tutela sociale che io definirei di base per le persone glbt!

E le tutele in campo lavorativo?

Cercherò di risponderò alla prossima "puntata"....
posted by Andreas Martini @ 1:17 AM   0 comments
lunedì, gennaio 09, 2006
"Chi siamo"/2
Il primo post di questa mia nuova creatura voleva essere una presentazione, un'introduzione a ciò che ci si potrà aspettare dal mio blog.
Ma già in quel caotico post mi sono dimenticato di spiegare la mia firma: Andreas Martini.
E' facile intuire che è un nome di fantasia. Ma da cosa nasce?
Sia il "nome" che il "cognome" sono dei doppi omaggi. Andreas è un omaggio al mio vero nome, Andrea (perdonatemi la presunzione, il più bello del mondo), ed un tributo alla Germania dove ho studiato ma soprattutto vissuto per 11 mesi.
Martini è in primis un omaggio alla mia donna e cantante preferita, Mia Martini e lo naturalmente anche ad uno degli alcolici preferiti dai gay, il Martini appunto.

Dicevo stanotte che non posso lamentarmi dal punto di vista della libertà di essere gay, ma mi sono voluto autolimitare firmandomi con uno pseudonimo. Sono ancora all'interno del mondo universitario (spero di uscirne entro l'anno!) e non sono, questo lo dico senza presunzione, del tutto anonimo. Il mio nome vero direbbe qualcosa a più di una persona e per ora non mi sento pronto ad un coming out così aperto.
Spero nessuno, soprattutto i veri attivisti gay, me ne voglia a male. Aborro la repressione e nella vita quotidiana non faccio nulla per nascondere la mia omosessualità, però qui per poter parlare più liberamente e direttamente mi sono voluto nascondere dietro Andreas Martini.

Beh dopo questi due posts introduttivi e personali si parte sul serio! Il prossimo post entrerà nel vivo del progetto!



posted by Andreas Martini @ 2:33 PM   0 comments
"Chi siamo"
...anzi chi sono!
Ma un pò perchè si è abituati a leggere sempre "chi siamo" sui vari siti un pò per prendere in giro un mio amico nonchè blogger ho voluto usare questo pluralia majestatis nel titolo di questo primo post.
Sono un 24enne studente, abruzzese di origini e di nascita ma adottato da 6 anni dalla Città Eterna.
Studente dal 2000 al 2003 di Economia presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, sono ora iscritto al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso la stessa Università.
Non credo che, come verrebbe spontaneo pensare, sia stata la scoperta di velleità giornalistiche, che sono tutt'ora ben poche, a dirottarmi verso questi nuovi studi, quanto il loro eclettismo e la possibilità che offrono di focalizzarsi sui temi (esami) di maggior interesse personale, cioè che ho scoperto gli studi economici non offrono. Insomma non un giornalista nato, ma uno studente con voglia di scegliere liberamente!

Voglia di libertà. Che parolone... ma mi portano dritto dritto al tema princiaple ed al perchè di questo blog.
E' da anni che il movimento glbt italiano scandisce questo slogan: Liberi di essere, liberi di amare.
Pretese troppo grandi per una minoranza?
Un attimo! siamo (qui niente pluralia majestatis! eh si oltre ad essere uno studente abruzzese bla bla bla... sono anche gay!) davvero un minoranza? Secondo le statistiche gay e lesbiche sono tra il 5 ed il 10% della popolazione nazionale, quindi arrotondando un pò qua un pò là siamo intorno ai 4 milioni. Saremo una minoranza, ma non siamo mica pochi!!!
E poi c'è pure mia madre che dice che ormai va di moda esserlo e se dilagasse come tutte le mode....
Azz! Parto sconfitto in Casa! Nemmeno loro sono riuscito a convincere dell'omosessualità come una delle varianti naturali dell'orientamento sessuale! che "attivista" sono?
Non lo sono infatti! Sono, repetita juvant, uno studente gay che vorrebbe essere libero, di essere e di amare.
Oddea non voglio cadere nel solito clichè del gay vittimista (dopo una delle tante di mia madre, eccone una di mio fratello)!!! Anzi sarò sincero, personalmente per quanto riguarda la "libertà di essere"non posso proprio lamentarmi. Non potrei farlo nemmeno dal punto di vista dell'amore, ma (forse) arriverà il momento in cui vorrò coronare il mio sogno d'amore ed a quel punto se le cose rimarranno così come sono ora, non sarò molto libero di farlo.
Sembrava che mi fossi perso ed invece eccoci qui al nodo cruciale di questo blog: la politica con che occhio ci guarda? anzi.... la politica ci guarda? a questa domanda preliminare posso rispondere già da ora: ci guarda anche solo per il fatto che si sente parlare di pacs e unioni di fatto da già qualche mese - un grazie per tutto questo (s)parlare va soprattutto a Benedictus XVI, al Reverendissimuss ac Eccellentissumus Cardinalem Ruini ed alla Sancta Romana Ecclesia tutta!
E visto che ci guarda come lo fà?
beh non posso rispondere a tutto ora in primis perchè altrimenti nn avrei creato un blog apposito e poi perchè non si sono scoperte ancora tutte le carte...
Tra tre mesi esatti il voto. Tre mesi che vedrò da "indeciso" ovvero da quella grossa fetta di opinione pubblica su cui si giocheranno le prossime elezioni.
Quale delle due coalizioni riuscirà a convincere un giovane studente indeciso e molti come lui a farsi votare?
Tre mesi per vedere, o almeno si spera, scoperte le carte. Vediamo cosa succederà e per chi si voterà o meglio per chi voterò, visto che molto probabilmente infrangerò la legge violando la segretezza del mio voto.

Andreas Martini
posted by Andreas Martini @ 2:54 AM   0 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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