Da quattro chiacchiere su messenger è nato tra FireMan ed Andreas un confronto sulla manifestazione di sabato scorso e su quanto successo dopo che ci ha portato a scrivere questa lettera ad Alessandro Zan.
Caro Alessandro Zan, abbiamo partecipato alla bellissima manifestazione di sabato scorso a Piazza Farnese, di cui tu sei stato coordinatore nazionale.
Tra le tante polemiche che l'hanno seguita, quella che ci ha colpito, ed offeso di più, è quella fatta da Pierluigi Diaco, co-conduttore della manifestazione. In un'intervista ad Avvenire, ha espresso posizioni personali sui Dico e sulle unioni civili che, ci sembra, non coincidano né con quelle del movimento e della maggioranza dei partecipanti alla manifestazione, né tantomeno con lo spirito con cui la manifestazione era stata indetta. Anzi si può dire siano l'opposto essendo molto vicine a quelle del centrodestra, dei teodem e dell'Udeur: Diaco infatti afferma che sia diritto delle coppie convinventi vedersi riconosciuti determinati diritti ma semplicemente utilizzando il codice civile e non creando una legislazione ad hoc, che impegni il Governo.
Nella stessa intervista, Diaco ha inoltre espressamente fatto riferimento ad una riunione organizzativa con te e con l'altra conduttrice, Delia Vaccarello, dalla quale possiamo dedurre la tua piena aderenza alla sua linea di conduzione: una conduzione "equilibrata" e rispettosa delle posizioni della Chiesa, al punto di essersi egli stesso vantato di aver zittito i fischi contro Mastella, Andreotti e la CEI.
Non crediamo di dover giustificare a te il significato di quei fischi, anzi vogliamo pensare che se fossi stato in mezzo a noi ti saresti unito al nostro coro.
Sinceramente ci saremmo aspettati che a condurre quella manifestazione ci fosse stato qualcuno in grado di capire e di difendere le nostre posizioni, anche quelle più duramente anticlericali, e non qualcuno come l'ipocrita Pierluigi Diaco.
Abbiamo letto con piacere la presa di posizione del Cassero di Bologna con la quale invitano Diaco a tenersi lontano dalle prossime manifestazioni di piazza organizzate dall'Arcigay e dal movimento GLBT, ma riteniamo che non sia sufficiente.
Ci aspettiamo, anzi consideriamo quasi doverosa, una tua presa di posizione che smentisca quanto letto su Avvenire; altrimenti ci sembra lecito continuare a pensare che tu, e tutta l'organizzazione, abbiate concordato e avvallato la linea scelta da chi si è impegnato a condurre una kermesse sui diritti civili per le coppie di fatto, in particolare per quelle gay, per poi dichiararsi, da cattolico liberale, contrario al pieno riconoscimento delle unioni civili e prendendo quindi le distanza dalla manifestazione stessa. Ci chiediamo e ti chiediamo se eri o no a conoscenza di queste sue posizioni.
Ad ogni modo ci sembra che tu abbia commesso degli errori di valutazione, di gestione e di impostazione della conduzione. In mancanza di una tua precisazione, che possa toglierci ogni dubbio sulla capacità tua e di Arcigay di rappresentare la comunità GLBT e le sue istanze, riteniamo che tu non possa più essere nostro portavoce in eventi del genere e che tu debba riconsiderare la tua presenza nella segreteria nazionale dell'Arcigay.
Andreas Martini
Fabio I. aka FireMan
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Diessino e arcigaysta, Zan, e voi gli chiedete di lasciare la poltrona?
Un po' veleitario, non pensate?
Ad ogni modo, io è da tanto che non mi sento rappresentato da un'associazione che rappresenta solo se stessa, che è diventata nulla più che una cooperativa di discoteche e che, da brava costola dei DS, ammicca anche a destra.
Diaco è l'aspetto più appariscente, ma a Catania, tanto per fare un esempio, sono forti i legami tra Arcigay e AN e la giunta di Scapagnini.
Ad ogni modo, se deve rotolare qualche testa per gli errori di valutazione - sempre Zan nel caso specifico - io aderisco.
Ciò non toglie che a me Zan continuerà a piacere, in quanto bell'uomo. E nulla più.
Andreas, condivido le tue preoccupazioni, ma non esageriamo. Diaco è un conduttore, e come tale, non è l'elemento più rilevante di una manifestazione. Pensiamo all'essenza degli interventi e al numero e al calore di chi, come noi, era in piazza. Come ho scritto in un post giorni fa, la cosa più vomitevole è stato il valzer di sottopanza politici, che, secondo me, ha un po' stravolto lo spirito della mani. Focalizziamoci su questo. diaco è uno, e per quanto mi riguarda può sparare tutte le cazzate che gli pare.
La lettera ovviamente la condivido e la sostengo e non la vedo come F. Per noi forse Diaco è solo il presentatore e non certo l'anima, nè sociale nè politica del movimento, nemmeno la sua rappresentazione. Il problema è che Diaco rappresenta la manifestazione agli occhi degli altri, di chi non milita, di chi non era lì, di chi conosce i DiCo dai media. Ed è la parte più rilevante della popolazione italiana. Quella che è giusto coinvolgere, far aprtecipare per dare un senso a una riforma come dovrebbero essere i DiCo.
Name: Andreas Martini Home: Roma, Italy About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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Beh, intanto leggo oggi che Zan lascia i DS:
http://www.arcigaymilano.org/stampa/rs.asp?ID=28350
Non so se questo preclusa a un suo diverso atteggiamento politico all'interno di Arcigay.