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sabato, aprile 29, 2006
Franco siamo tutti con te (?)
Non si parla del neo Presidente del Senato. D'altronde il sottoscritto tra due DC preferiva il vero DC che non il margheritino! Comunque caro corregionale Francesco ops Franco Marini, congratulazioni!

A camere non ancora costituite e prima ancora dell'elezione dei Presidenti (Bertinotti e Marini per la cronaca) il nostro storico rappresentante alla sua seconda legislatura alla Camera, Franco Grillini ha depositato anzi ridepositato il progetto di legge sui PaCS. Allora fu firmato da un numero considerevole di deputati di tutti e due gli schieramenti (credo intorno ai 140) ma non riuscì a superare la Commissione Giustizia e quindi non arrivò mai in discussione.

Sfidando il programmone di Prodi, in particolare le famose 7 righe e 1/2 il deputato dell'Ulivo ha ripresentato il progetto integrale ed è sicuro che sarà il primo atto ufficiale del governo Prodi.

Io non sono così convinto ma... la speranza è l'ultima a morire!

Se così fosse sarebbe una grossa vittoria per il fronte Arcigay-DS e si sa quanto io sia avversario di questa linea e quindi preferisco pensare che sia una vittoria del movimento glbt italiano.

Franco, noi gay, ci mancherebbe altro, siamo tutti con te, speriamo lo sia anche la Maggioranza e qualcuno dell'Opposizione! In bocca al lupo!



P.S. ma se passano così facilmente i PaCS.... Luxuria.... che farà poi? giusto l'importantissimo (senza nessuna ironia, sia ben chiaro) progetto di legge per la "piccola soluzione", e poi?
posted by Andreas Martini @ 7:54 PM   1 comments
domenica, aprile 23, 2006
Papà e... papà!
Mamma e mamma! Da venerdì scorso in Belgio, come in Olanda, Spagna, Svezia e Inghilterra (+ Galles) e come in Germania, Danimarca, Norvegia, Islanda, Israele dove è consentita in determinati casi (per es. figli di matrimoni precedenti) tutto questo sarà possibile:



E, ne ha appena dato notizia pure Studio Aperto, mentre il Lord Cancelliere inglese ha bandito la parola "omosessuale" da tutti i documenti officiali perche considerata offensiva ("Trae origine dall'idea del sesso come malattia") o semplicemente per far dimenticare che in UK fino al 1967 l'omosessualità era penalmente punibile, in Italia Daniele Scalise, ex giornalista dell'Espresso e del Foglio, che propone di sdoganare termini offensivi come frocio, finocchio/a e via dicendo per eliminare i troppo politically correct omosessuale e gay! Sarà che la sua rubrica al Foglio, ideata dallo stesso Giuliano Ferrara, si chiamava 'Froci' ma a lui piacciono tanto sti termini compreso "finocchia" che pare a Milano vada di moda. Qui, a Roma, si usa il tradizionale frocio ed io l'ho sdoganato, imprudentemente, anche in famiglia quando facendo coming out dissi (testuali paroli) "mà io te lo dico però poi non rompere più i coglioni, sò frocio"!

posted by Andreas Martini @ 12:27 PM   2 comments
sabato, aprile 22, 2006
Le invasioni Barbariche.

Non è proprio figlia di cotanto padre, ma sicuramente figlia di cotanta madre.
In famiglia Berlusconi le donne sembrano più di buon senso e "friendly" dei maschietti, o sicuramente del capo famiglia.
La ex first lady Veronica Lario un anno fa ci aveva piacevolmente stupito dichiarando di votare SI ai referendum sulla procreazione assistita, ieri la primogenita Barbara durante la sua intervista a "Le Invasioni barbariche" di Daria Bignardi ha dichiarato di essere favorevole ai PaCS, di non credere in Dio e... augura buon mandato a Romano Prodi, al contrario del padre!
Sui PaCS non intende quelle schifose liste di diritti ma parla di riconoscimento pubblico delle coppie! Ma non poteva spingersi troppo in là e infatti fa un piccolo passo indietro: "ma la nostra società non penso sia ancora pronta". Tuo padre la società non l'ha cambiata anzi, forse, dal punto di vista delle libertà, l'ha fatta regredire... peccato che "il papi" non ti abbia chiesto consigli in materia!
Sulla fede non avrei niente da dire se non notare che suo padre non molto tempo fa si è paragonato a Gesù Cristo. Nonna Rosa forse si dovrebbe preoccupare di questo non della nipotina non troppo.... fedele!
posted by Andreas Martini @ 12:20 PM   2 comments
giovedì, aprile 20, 2006
Il voto gay/1
Dall'ultimo post di qualche giorno fa ad oggi non è cambiato molto, è solamente arrivata la sentenza della Cassazione. Ho ridotto, con quel "solamente", il tono dell'attesa proprio perchè consideravo difficile che potesse stravolgere più di tanto le cose. Prodi aveva vinto e Prodi ha vinto anche se con qualche voto in meno di distacco. Mi preoccupava un pò di più, sinceramente, il "lodo Calderoli", ma porcata è la sua legge e una porcata è stata la sua stessa interpretazione. Se la Cassazione interepreta diversamente dallo stesso presentatore del testo è veramente.... Calderoli sei un porco! Il caso Tremaglia? Bah, ormai alla CdL si sforzano di essere sempre più patetici, ci vorrà un oscar alla fine! Attendo, con forse inutile ansia, un altro verdetto: quello sul ricorso presentato dalla Rossa nel Pugno per ottenere i 3 senatori dovuti (?) al Senato. Se fosse accettato, ma ne dubito fortemente, le cose cambierebbero e... di molto!

Comunque torno nel mio ovile, lasciando perdere le crisi isteriche della CdL che non si rassegna a perdere e soprattutto quelle dell'Unione che rischia una "divisione" prima ancora di cominciare. Torno all'ovile e come al solito senza troppe pretese analizzo il "voto gay".

Prima un chiarimento: io personalmente, e credo si fosse capito anche in base alla mia scelta, auspicavo per i gay un voto lobbystico o comunque di massa verso un unico partito, la Rosa nel Pugno. Non ho dati sui flussi e comunque non avrei le capacità per analizzarli e fino a che nessun esperto li esaminerà, seguiro il mio intuito: un 2.4% al Senato ed un 2.6% alla Camera non mi fanno pensare ad un "voto gay" per la RnP. In generale, credo inolte, non ci sia stato un voto lobbystico. Credevo, anzi credo, nella necessità di un voto "concentrato" perchè è a mio avviso l'unico modo per far pesare il nostro voto che sì deve essere il voto di cittadini comuni ma ha, volendo o nolendo, una "diversità" che si deve fare in modo che pesi, che faccia appunto la differenza. Necessità ancor più grande in Italia: nel nostro Paese entrambe i candidati Premier avevano posizioni che eufenisticamente definosco "tiepide" sui diritti civili, in particolare sui PaCS. Dare come sola indicazione di voto, come ha fatto l'Arcigay, quella di votare Unione è stato quanto meno ovvio e poco efficace. Se Berlusconi riteneva non necessario legiferare in materia, risolvendo il problema con modifiche ad hoc del Codice Civile dall'altro lato avevamo, ed ora abbiamo come capo di Governo, Prodi che nel suo programma ha preso l'impegno di affrontare il tema ma riducendo il tutto ad un aberrante elenco di "diritti elementari" che poco ha di diverso dall'idea berlusconiana.
Ancora una volta, al contrario di quello che Franco Grillini ripete continuamente, i PaCS e, per estensione, qualsivoglia tema sociale non hanno influito sulla scelta del voto e soprattutto non hanno condizionato il voto gay.
Ancora una volta il fronte di gay di centrodestra ha potuto ripetere che "tanto nemmeno Prodi farà nulla". E, senza nessun pessimismo o disfattismo, sono convinto che sarà così.

Introduco così un più autorevole commento al voto, quello del rieletto onorevole Grillini:

"In questo quadro sono tra coloro che dicono che meno male che nel centro sinistra sia stato previsto anche grazie alle nostre pressioni e richieste il riconoscimento delle unioni civili. Certo, come tutti sanno, era una soluzione ambigua ed insoddisfacente, ma alla luce di questi risultati non possiamo che rivendicare un programma che deve essere onorato in tutti i suoi aspetti, quindi anche per quanto riguarda i "diritti delle persone che vivono in unione di fatto" comprese le coppie omosessuali."

L'amico Franco è convinto che l'Unione onorerà il suo programma. E forse riesce a convincere pure noi. Ma anche se lo farà, presumbilmente nei termini detti prima, per me sarebbe squallido festeggiare: si sarà approvata una lista della spesa non un bel riconoscimento alle coppie gay. L'ho detto altre volte e lo ripeto: vera vittoria è la creazione di una nuova istituzione (i PacS) o l'estensione agli omosessuli di quella più tradizionale (il matrimonio) non i singoli diritti. Per qualcuno basta quello, per me no, altrimenti mi basterebbe un notaio.

Quasi sullo stesso tono il commento di De Giorgi, direttore di Gay.it ed eminente dirigente toscano dell'Arcigay. Dovrei citare molti passi ma preferisco estrapolare solo questo passo:

"...quanti danni hanno fatto in questi mesi quelle sirene che sapevano solo urlare proprio contro quel "minimo garantito" cui oggi ci aggrappiamo con disperazione? Cosa ci diranno oggi i Lo Giudice o i Dall'Orto, massimalisti dell'ultima ora, che tuonavano contro una Unione - tutti i partiti, fuorchè la Rosa nel Pugno - che secondo loro li aveva traditi non includendo i PACS nel programma di governo? Che effetto fa oggi ripensare alle contestazioni del Cassero bolognese a Romano Prodi o rileggere il comunicato stampa - tra i tanti emessi in queste settimane - dell'Arcigay di Milano, che ancora venerdì invitava a non votare neppure per quei Democratici di Sinistra che proprio in Lombardia candidavano l'uomo simbolo della battaglia per il riconoscimento delle coppie gay, Franco Grillini? Quante tutte queste pressioni negative hanno di nuovoallontanato parte del mondo gay e lesbico dall'unica parte politica che, anche se in modo non così forte come avremmo voluto, ci garantiva qualcosa già nel suo programma di governo?"


Risponderei con delle contro domanda: quanti danni hai fatto De Giorgi con il tuo sito che in prima pagina ha pubblicato fuorvianti interviste alla Santanchè ed alla Mussolini? Quanti danni hai fatto ancora tu e la corrente diessina dell'Arcigay con il vostro appiattimento sull'Ulivo? Quanti danni ha fatto la vostra incapacità di sollecitare la vera corrente laica dell'Ulivo a far sentire la propria voce almeno al pari di quella della corrente cattolica?

Comunque rispondendo alle sue domande che non erano rivolte a me: era impossibile votare in Lombardia come in tutta Italia per i DS alla Camera e lo sappiamo tutti bastavano quindi i voti dei margheritini per far rientrare Grillini (sesto in lista!). Io credo che tra i tanti danni possibili quello dell'allontanamento non sia da imputare ai Lo Giudice ed ai Dall'Orto. Pare strano che io difenda questi ultimi due, dopo averli già duramente criticati, ma credo sia doveroso.
Grillini ha sempre vantato come un suo successo quello di aver portato i PaCS al centro della discussione politica per lunga tempo. Sicuramente gli si può dare ragione ma non è stato un tempo sufficientemente lungo visto che proprio in campagna elettorale effettiva di PacS si è parlato poco o niente! E quel poco che si è detto ha teso solo a ribadire le posizioni riassunte prima. Gli Italiani e di gay italiani non hanno sostanzialmente potuto decidere sui temi etici. Forse giustamente il vero scontro si è avuto sulle tasse e sui temi economici. L'unico modo per gay e non solo per farli rimanere fulcro dell'agenda politica era votare un partito, la Rosa nel Pugno, che pur firmando il programma dell'Unione quindi concordando sulle line generali ha allegato un documento in cui chiariva la sua posizione in particolare su alcuni temi come PaCS e scuola pubblica. Ripeto che giustamente si doveva votare un programma che dava maggiori garanzie sulla ripresa economia del nostro paese che la nostra beniamina Emma Bonino ha definito "asfittico, bloccato, a crescita econmica zero", ma sono altrettanto convinto che tutto questo dovesse essere accompagnato dai temi di libertà, di civiltà, di laicità.
Purtroppo l'Italia, anche quella di destra, ha ragionato secondo logiche proprie del marxismo-comunismo di struttura e sovrastruttura: esistono problemi più importanti di altri ed esiste una scala di priorità. E così hanno ragionato i glbt italiani. Non posso permettermi di dire che quantomeno questi ultimi abbiano fatto un grave errore ma credo di poter dire che si sia persa una grande occasione.

Sembra che io stia facendo campagna elettorale ma sto solo denunciando gli errori che a partire dalle massime rappresentanze gay sono stati fatti e sto analizzando i conseguenti danni. Il vero danno è stato fatto quando non si è avuta la capacità di sostenere ed indirizzare il voto verso un unico partito. In questo becero sistema proporzionale non è servito a nulla! a nulla! E non dico per forza la RnP, ma era necessario dare un unico punto di riferimento.

Cioè non toglie che non credo che tutte le migliaia di iscritti dell'Arcigay aspettino le loro indicazioni, anzi! Ma era importante il valore di una posizione unitaria. Non è servito a niente l'Appello Glbt per la Rosa nel Pugno ma sicuramente il suo valore simbolico lo ha avuto.


Condivido invece totalmente, come spesso succede, l'opinione di Giuliano Federico di Gay.tv. Commentarlo significherebbe ripetere le sue parole, lascio quindi a voi la lettura.

E nel frattempo che leggete io mi prendo una pausa, sono stanco e carente di concentrazione.

to be continued...

posted by Andreas Martini @ 11:19 PM   0 comments
sabato, aprile 15, 2006
Una rosa senza spine
Diciotto deputati su 340 sono ben pochi soprattutto se l'opposizione ne ha 277 (sono esclusi i deputati dall'estero): la maggioranza rimarrebbe comunque larga.
Ben altro discorso si potrebbe fare se, accolto il ricorso della Bonino, al Senato entrassero quattro senatori della Rosa nel Pugno. Ma la possibilità è remota.
Capezzone durante tutta la campagna elettorale aveva lanciato messaggi chiari all'Unione: saremo la vostra spina nel fianco. E ci teneva a ricordare che in base agli ultimi sondaggi (maledetti!!!) la percentuale di voti della RnP sarebbe stata pari allo scarto tra le due coalizioni. Così, lo sappiamo tutti, non è stato.La media nazionale è stata del 2.6% con una punta massima in Calabria del 3.9% grazie al
candidato socialista di Cosenza, Giacomo Mancini.Totale voti alla Camera: 991.049considerando che la differenza tra le due coalizione è stata all'incirca di 64mila voti è impossibile dare ragione a Capezzone.Sicuramente la RnP con i suoi voti ha portato un valido aiuto al superamente di quelli della
Casa delle Libertà ma, proprio per il premio di maggioranza, nè lei nè nessun altro partito ha un numero tale di deputati da far trabballare la maggioranza. Solo con dei cartelli interni a Montecitorio, tipo Rifondazione più Comunisti Italiani, si potrebbe fare un discorso del genere ma sono comunque ipotesi poco verificabili. Voti alla mano è una Rosa senza spine. Sarà difficile adottare linee estremiste che possano far tremare la maggioranza.
Non voglio mettere in nessun modo in dubbio l'importanza della Rosa nel Pugno nella scena politica italiana, anzi come ho scritto già in un primo commento alle elezioni sono convinto che ci si debba impegnare al massimo affinchè il progetto vada avanti, però è doverso prendere coscienza della difficoltà della formazione radicalsocialista di imporre la sua voce in capitolo.
Ha trovato difficoltà a farlo Di Pietro con 24 tra deputati e senatori, figuriamoci Bonino e Boselli con alcuni meno.
Se da un lato auspico un futuro "roseo" per la RnP dall'altro auspico che questo futuro non sia in un possibile Partito Democratico.Che a destra ed a sinistra si pensi ad unire le forze non mi crea nessun problema, anzi, ma credo che forze non omologabili come tale è la Rosa nel Pugno debbano rimanerne fuori.
Formazioni come queste possono mantenere la loro pecuiliarità ed identità solo se non si omologano a tutte le altre. E' per questo che spero Daniele Capezzone metta fine a questo inutile scontro con D'Alema e anzi con un motto d'orgoglio dichiari di essere contento di rimanere fuori dal calderone.A stento credo che possano entrarvi a fare parte DS e MArgherita figuriamoci i Radicali.Eh si perchè non posso parlare di radicalsocialisti perchè i Socialisti di Boselli sarebbero ben accetti nel PD ma non la componente radicale. Se Boselli è convinto della scelta elettorale, che quantomeno dal mio umile punto di vista non è un "cartello elettorale", deve accettare il fatto che rimangano fuori. Credo che aspirazione dei Liberalsocialisti debba essere quella di entrar a far parte del Partito socialista europeo come il PSOE di Zapatero, a cui si ispirano.

Non posso però, dopo il citato scontro Capezzone-D'Alema, che rimarcare l'infantilità degli attacchi del Presidente dei DS alla Rosa nel Pugno. Che potessero aver accettato Bonino-Boselli e compagni solo per portare più voti alla coalizione era chiaro da tempo, ma che non si riesca, nemmeno ad elezioni, concluse dopo le dura campagna elettorale anche interna, dettata dalla legge porcata, a cominciare a voler costruire un percorso unico per la prima grande sinistra al governo dell'Italia mi sembra poco serio.
Come si consegue da quanto detto prima anche un eventuale "espulsione" o estromissione della Rosa dalla maggioranza non provocherebbe gravi danni numerici ma ne provocherebbe di molto più gravi ad un Premier che ha fatto della serietà il suo pay off elettorale.

Un ultima critica la ripeto, dal mio piccolo, ai Radicali duri e puri. Se condannate, come nella Bibbia, la progenie fino alla decima generazione, se continuate quindi a vedere nei Socialisti la corruzione dei propri padri credo che commettiate un errore madornale. Proprio perchè consci del passato si può giudicare più sapientemente le eventuali pecche di Boselli e colleghi, ma ricondurre tutto ai "padri" sarebbe pregiudiziale e poco intelligente.E' vero che alcuni nomi di ora, come il candidato in Calabria, sono i nomi di allora ma il tempo ha sicuramente avuto modo di cambiare la coscienza di molti. Molti vedono nel flop elettorale della RnP la difficoltà dei radicali nel riconoscersi alleati dei Socialisti e questo avrebbe portato ad una diaspora. In parte me ne convinco pure io ma voglio continuare a pensare che il flop sia stato causato dalle scarse risorse comunicative.Sono giovane quindi non posso dichiararmi nè puramente radicale nè puramente socialista, ma posso dichiararmi convinto sostenitore del loro progetto unitario, posso cioè dichiararmi Liberalsocialista e spero che molti, anche molto più grandi di me, possano cominicare a riconoscersi.

Un'email appena ricevuta me lo ricorda: auspico un importante ruolo per la Bonino - Emma for PResident rimane sempre il sogno più grande - e inizierò a lanciare una campagna banner per Pannella senatore a vita.
posted by Andreas Martini @ 1:06 PM   1 comments
giovedì, aprile 13, 2006
Busy
Causa intenso lavoro presso azienda familiare le trasmissioni sono sopese.
Riprenderanno appena possibile!

Spero nel frattempo non capiti nulla di eclatante.... odio arrivare tardi sulle notizie! :-)
posted by Andreas Martini @ 10:46 PM   0 comments
martedì, aprile 11, 2006
Fatta l'Italia...
...bisogna fare gli italiani!
Non voglio tornare così indietro per commentare questo risultato politico, ma azzardo e dico che a circa 150 anni da quando D'Azeglio pronunciò questa frase essa sia ancora attuale. Ero al seggio a scrutinare le mie pochissime schede quindi non ho vissuto la fase "euforia da exit poll" ma ho seguito la lunga maratona televisiva e soprattutto internettiana fino alle 2.30, fino a quando cioè Prodi si è in qualche modo dichiarato vincitore. Man mano che passavano le ore tutti, da destra e sinistra, convenivano nell'affermare che l'Italia o meglio gli Italiani sono divisi quasi perfettamente in due.
Come si può analizzare questo sostanziale pareggio? Cosa si può dedurre sul "pensiero", sulla volontà, sulle aspirazioni del popolo italiano? Ho provato a rispondere a queste domande appena sono andato a letto, tra l'altro quando non sapevo le previsioni sui Senatori all'estero, ma non sono riuscito a darmi risposte.
In nottata-mattinata sono arrivate alcuni dati sul voto all'estero e pare l'Unione possa ottenere di uno il vantaggio anche al Senato.
Sostanzialmente l'Unione di Prodi avrebbe vinto in entrambi i rami del Parlamento.
Ma procediamo per ordine e vediamo di sintetizzare la mia logorrea.
Berlusconi, personalmente, ha vinto. E con lui Forza Italia, che rimane il primo partito in Italia. Tutti lo davano per sconfitto, tutti lo odiavano tutti non lo sopportavano e invece... il 50% degli italiani gli ha ridato fiducia! Ha vinto e perso pronosticando una sua vittoria in caso di alta aflfuenza; vinto perchè comunque proprio l'altra affluenza ha portato al pareggio.
Prodi, nonostante la sua "autoproclamazione", ha perso. Il suo progetto, il suo programmone non ha convinto (gli indecisi) e non è riuscito a far capire i grandi limiti e pericoli della destra italiana. Non ha mai convinto nemmeno me e questo è noto dai tempi delle Primarie. Non ho votato perchè non mi piaceva Prodi e non mi piaceva nessun altro. Lui ha trionfato allora ma non in questa tornata reale elettorale.
Io percepisco l'aria dell'incertezza, non ha vinto nessuno insomma.
E pur riconoscendo vittoria morale a Silvio Berlusconi ed a Forza Italia credo che sia lui sia Romano Prodi debbano fare un passo indietro. Lo avrebbero sicuramente dovuto fare in caso di maggioranze alternate nei due rami del Parlamento ma credo lo si debba fare anche ora che si prospetta vittoria anche al Senato (per un senatore, massimo due). Il governo che potrà nascere sarà doppiamente debole e non credo potrà garantire lunga durata, al contrario di quello che tentano di dire ora; credo inoltre che sia unpolitically correct chiedere ai Senatori a vita di schierarsi, anche se lo hanno già fatto in passato. O forse spero seguano le orme di Agnelli e votino cioè il governo che ha bisogno di fiducia. Anche con la vittoria al Senato credo che non sia scontata l'uscita da questa empasse. Molto dipenderà dal nuovo Presidente della Repubblica che dovrebbe comunque nominare un Premier o spingere per nuove elezioni. Prese di posizioni troppo grandi per un inizio di carica. Pur avendo votato a sinistra ed auspicando una vittoria della sinistra avrei preferito di gran lunga una vittoria del centrodestra ma di larga maggioranza.
Sono convinto che ci sia bisogno realmente di una politica diversa in Italia fatta da persone diverse. Mi ha sempre turbato constatare che a distanza di 10 anni gli aspiranti al trono fossero gli stessi e questo turbamento si è concretizzato in una spaccatura. Nel 2001 si poteva dire che avesse vinto il meno peggio. Oggi chi ha vinto?

Ha vinto sicuramente la retorica. Di là si paventava un arrivo dei comunisti, di qua un nuovo Ventennio e molti si sono lasciati condizionare, forse pure io.

Continuo a seguire online i risultati dall'Estero e quindi possiamo dire che ha vinto l'Unione anche al Senato.
Iniziamo a pensare la futuro? Da che cosa partirà l'Unione, dal programma? Riusciranno a portarli avanti? Non lo so sinceramente, un pò dubito anche considerando che ho sempre dubitato sulla durata del Governo Prodi.

Analizziamo ora un altro risultato, quello della Rosa nel Pugno.
L'ho giudicato seguendo emozioni contrastanti ma sempre sostanzialmente deludente. Se dal Senato ce lo si poteva aspettare alla Camera si è andati sotto il "minimo sindacale". Comunque 18 deputati ci saranno e tra questi sicuramente Emma Bonino, Enrico Boselli e Daniele Capezzone. Altri non so.
Alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale mi si ricordava che negli anni '70 anche con solo 6 deputati si riuscì a smuovere qualcosa, mi auguro che con 18 si possa smuovere qualcosa in più.
Nonostante il risultato credo anzi sono convinto che il progetto della fusione radicalsocialista, quindi della Rosa nel Pugno, debba andare avanti. Il concetto di liberalsocialismo è ancora sconosciuto a molti italiani ma a qualcuno ha colpito e gli ha dato fiducia. Un piccolo passo iniziale ma che deve essere reso più forte, consolidato e sostenuto da tutti noi che abbiamo contribuito a formare il 2.6% alla camera. Leggo, con dispiacere, sul forum della Rosa di volontà di alcuni elettori di annullare tutto e tornare all'"indipendenza", secondo me sarebbe la cosa più stupida. Credo che la base radicale che ha sempre mal digerito i neo alleati socialisti debba iniziare a capire che anche nella Rosa si deve ragionare sempre unitariamente.

Mi preoccupa e non lo nego che i Comunisti Italiani di Diliberto abbiano 16 deputati... qui faccio un pò di retorica demagogica io: torneremo alle lotte di classe?!?! :-)
Nell'ultimo post avevo dichiarato la mia seconda scelta di voto quindi non posso essere considerato paraculo: l'Italia dei Valori ha ottenuto un risultato molto soreprendente e di questo non posso che esserne contento. Credo che Di Pietro ed i suoi abbiano molta più sintonia con la Bonino-Boselli ed i loro piuttosto che con i rifondaroli ed i comunisti, spero che si concretizzi in una collaborazione seria.
A dopo per un analisi sul voto gay.

(P.S. arrestato Provenzano. un segnale a qualcuno?)
upgrade: la mia seconda scelta, Antonio Di Pietro comincia male, e condiziona già negativamente il discorso sui PaCS:
Roma, 10 apr - ''Il paese e' spaccato e dobbiamo ricostruire
la fiducia nella politica e nelle istituzioni''. Lo ha affermato Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, partecipando in serata a 'Porta a Porta' e anticipando la sua contrarieta' ad accordi ''tipo Pacs'' in caso di pareggio. Ad una domanda su come sia andato il suo partito, Di Pietro ha risposto: ''Siamo
andati molto bene, ma non e' il momento di guardare ai singoli partiti. Noi speriamo ancora di vincere e Italia dei Valori in questo caso garantisce il suo appoggio a Prodi''. Ma nel caso di pareggio? ''Se si va al pareggio - ha
risposto Di Pietro - dico no in questo caso ai Pacs e si torni a votare''
posted by Andreas Martini @ 1:08 PM   6 comments
sabato, aprile 08, 2006
La mia scelta
La campagna elettorale è ufficilamente finita ed io tra qualche ora mi recherò al seggio elettorale presso il quale sarò scrutatore e compirò le procedure pre-elettorali.

Probabilmente trasgredendo la legge vi ripeto la mia, ormai da tempo chiara, scelta di voto:




Voterò solo alla Camera non avendo ancora 25 anni, ma invito tutti a sostenere la Rosa nel Pugno anche al Senato.

Pur avendo parlato molto della RnP e della mia scelta non credo di poter estrapolare singoli post che contengano le motivazioni, ma diciamo che un pò in tutto il blog ci sono buoni, almeno per me, motivi per votare i Radicalsocialisti, raccolti soprattutto nell'Appello GLBT per la Rosa nel Pugno

Per futura memoria, se non mi fossi innamorato della Rosa avrei votato Italia dei Valori.

Buon voto a tutti! Che sia un voto da coglioni e spinoso!
Forse scriverò già qualcosa nelle prossime ore, ma mi auguro comunque di tornare a scrivere trovando, da lunedì notte, molte Rose nel Pugno nel nostro Parlamento.

Il 9 e 10 Aprile

alla Camera ed al Senato

con la Rosa nel Pugno

fai un voto di laicità.


Guarda lo spot (3min 30mb):


posted by Andreas Martini @ 11:43 AM   11 comments
venerdì, aprile 07, 2006
Gay fascisti?
Non ho mai avuto pregiudizi nella possibilità di essere gay e di destra. Con questo blog ero partito molto bypartisan cercando di capire quante garanzie offrisse sia l'una che l'altra coalizione, per poi, prima del previsto arrivare ad una decisione di schieramento, che è diventata sempre più chiara.

E' finita la campagna elttorale ma è ancora un pò presto per fare un bilancio sui primi tre mesi di questo blog.

Volevo rispondere alla domanda del titolo. E, ripeto, lo faccio senza nessun pregiudizio perchè ho votato anche io partiti legati alla CdL alle scorse politiche e perchè devo difendermi io stesso da quella che per molti è una inconciliabile contraddizione: essere gay e cattolici.
Spulciando i vari counter che ho messo qui sul blog avevo notato un referrall dalla mailing list yahoo di Gaylib, l'associazione di gay di centrodestra. Incuriosito perchè non ho mai fatto apprezzamenti su di loro volevo capire come mai fossi stato citato, quindi mi sono iscritto al loro gruppo email. Sifdando anche un pò le regole visto che per iscriversi bisogna riconoscersi nell'area politica di centrodestra. Sono rimasti pochi i motivi per riconoscermici ma la cuoriosità... è donna, e mi sono iscritto.Ero stato citato da un "pentito" che alle prossime elezioni voterà la Rosa nel Pugno e consigliava il mio blog per farsi un'idea sui radicalisocialisti. Che onore, grazie.
A poche ore dall'iscrizione Daniele Priori scrive un email per dare il benvenuto a me e ad un altro simpatizzante, mio amico, iscrittosi quasi contemporaneamente. Io rispondo e faccio presente il mio "non allineamento" che comunque a quanto pare non crea problemi.

Perchè subito dopo ho deciso di disiscrivermi: perchè si può essere gay e ci si può riconoscere nelle idee e nel programma dell'attuale destra italiana ma non ci si può, a mio modestissimo avviso, richiamare anche solo tramite slogan al Ventennio fascista.

Oliari nel dare il benvenuto al simpatizzante - nonchè candidato per An alla camera nel Lazio - dopo avere elogiato la consonanza di idee non disdegna una chiusura in pieno stile cameratesco: "Boia chi molla. E io non mollo."

Lui dice che era sarcastico. Ormai si sa rispondere solo come il proprio leader.
Dal mio intervento successivo:
Pretendete di cambiare la cultura di destra ma usate slogan del ventennio.Forse anche voi, come i camerati conosciuti anni fa all'università, ad un funerale levereste il braccio destro in segno di saluto alla bara. Mi sonoindignato allora e mi indigno ora dopo il saluto altrettanto fascista di Oliari.
Da buon "coglione" (votando RnP voto sinistra) vi saluto con un "megliofrocio che fascista".

La risposta, naturalmente, è stata:

No rproblem: questa è la lista dei gay liberali e di centrodestra. Beato te che sei di sinistra, e, dal momento che hai deciso di lasciarci, hai tante altre mailing list per iscriverti.
Almeno una casetta per noi....

La vostra casetta in Canadà - in quel paese sono tornati al potere i conservatori, con giubilo dei nostri conservatori e deduco anche di GayLib, e vogliono abrograre la legge sui matrimoni gay - ve la lascio.

Poi sull'autobus ieri mentre andavo alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale della Rosa nel Pugno parlo con una signora che andava alla manifestazione di Alleanza Nazionale che mi diceva: "il Fascismo ha fatto tanto bene all'Italia, mica come i comunisti che uccidevano i preti". Oliari la pensi come i tuoi camerati di AN?
Io le ho risposto: Signora io so frocio ed a quelli come me il fascismo non ha fatto tanto del bene!

Allora, gay e di centrodestra - inteso come idee liberali nell'economia - ci sta tutto ma gay e fascisti dubito.

Ah poi ieri sento parlare di uno che vota addirittura Forza Nuova. Ma questo non mi preoccupa, sonNo rproblem: questa è la lista dei gay liberali e di centrodestra. Beato te che sei di sinistra, e, dal momento che hai deciso di lasciarci, hai tante altre mailing list per iscriverti.
Almeno una casetta per noi....o le nuove frontiere del S&M (sadomasochismo), a ognuno lascio le sue perversioni.
posted by Andreas Martini @ 11:33 AM   5 comments
giovedì, aprile 06, 2006
Ciao Zia Ione!



Questo viso a molti di voi non dirà nulla ma a molti spettatori di Gay.tv si.
E' zia Ione.
Dalla nascita del canale ho rallegrato la giornata di tanti di noi con piccole strisce quotidiane di consigli pratici per la vita domestica.

Ione ci ha lasciati, ma per tutti noi che l'abbiamo "conosciuta" rimarrà sempre la mamma, la zia, la nonna che avremmo voluto.

così la ricorda Gay.tv

Se n'è andata la signora che ci ha fatto ridere e sorridere con i suoi consigli da fuori di testa, la signora che parlava ai suoi amici 'uomosessuali' con la franchezza di una zia che ti lascia fare quel che vuoi 'purché tu sia felice'. Se n'è andata Ione, perché come amava ripetere lei, 'a tutto c'è un rimedio, tranne che alla morte e al sudore'. Ciao, Ione.
posted by Andreas Martini @ 1:57 PM   0 comments
mercoledì, aprile 05, 2006
La vera sconfitta
Se anche Playboy, presidio medicopsicologico spesso usato per convertirci, ci ha "scoperti" allora è proprio il caso che tutti si portino al passo con i tempi.
E' tempo quindi anche per la "ruiniana di ferro", Paola Binetti, di confrontarsi con noi.

E' del 26 marzo la notizia che la Binetti e Bobba (ex presidente delle Acli), soprendentemente candidati con il centrosinistra (quota Margherita), scrivono una lettera agli elettori cattolici per rassicurarli sulla non deriva anticattolica della sinistra.
Il nemico è sempre quello: «C’è la sensazione - spiega Binetti - che la presenza della Rosa nel pugno possa rappresentare un’aggressione a valori come la vita e la famiglia. E questo potrebbe spingere tanti cattolici a votare per il centrodestra, pur turandosi il naso».

Dopo questa lettera il solerte compagno di listone Grillini si rivolge ai due e li invita a fare chiarezza sul tema unioni di fatto. Ovvero chiede che i due ruiniani dicano cosa intendono loro per coppie di fatto, di quali diritti si sta parlando per loro.

Comincia però ricordando il successo del suo impegno e di quello dell'Arcigay:

È bizzarro che le unioni di fatto siano diventate una delle cinque questioni più importanti di questa campagna elettorale e che tutti, ma proprio tutti, ne parlino, ogni giorno (e non è difficile prevedere che se ne pari fino al 9
aprile)...


Da quando ha vinto la linea Rutelli, Grillini i suoi colleghi diessini ed i suoi colleghi di Arcigay non hanno perso occasione di ricordarci che è grazie al loro impegno che i PaCS sono nell'agenda politica e tra i primi cinque temi dibattuti è grazie a loro quindi che si parla di coppie di fatto, etero ed omo, nel programma dell'Unione. Se ne parla "male", in modo insoddisfacente, ma se ne parla. L'offensiva cattolica poteva portare all'esclusione della questione è invece il "compromesso" è stato trovato.
Ma siamo così sicuri che giunti agli sgoccioli di questa squallida campagna elettorale si possa dire che i PaCS (per estensione i diritti civili) siano rimasti tra le "cinque questioni più importanti" e che "tutti" ne abbiano parlato "ogni giorno"? Certo anche i due Leaders massimi ne hanno parlato ma mai in occasioni (mediatiche) ufficiali e comunque, diciamolo, soprattutto Prodi è stato il meno chiaro ed il più cerchiobottista.
Forse muoverò una critica esagerata ma credo sia opportuno far notare che in nessuno dei due confronti TV si è parlato di PaCS e coppie di fatto. Certo gli intervistatori non hanno fatto domande precise ma qualche assist c'è stato. Anche nell'ultimo dell'altro ieri Sorgi ha fatto una domanda su vita e famiglia riferendosi alle parole del Papa. Ed il Papa si riferiva anche alle "nuove famiglie". Solo loro non vi hanno fatto riferimento. Forse così importante la questione per loro non lo è. Sono convinto che se il confronto fosse avvenuto per le elezioni spagnole, tedesche o inglesi, il tema sarebbe stato affrontato.

Ma torniamo all' "invito" di Grillini a Bobba e Binetti:

...ma, nessuno, se si esclude il sottoscritto e pochi altri, si misura con
l’“elenco” dei diritti effettivamente da scrivere in una legge.


[omissis]

A noi, per esempio, piacerebbe molto sapere se la
dottoressa Binetti e il dottor Bobba sono, o meno, d’accordo sulla reversibilità
delle pensione, sulla possibilità di prendere decisioni per il partner
eventualmente in coma, sul mantenimento dell’affitto in caso di scomparsa del
convivente, sull’accesso ai bandi di edilizia popolare, sull’accesso al welfare
state per condizioni di inabilità (per esempio assegno di accompagnamento) e
così via.

Ma cos'è la casa del Grande Fratello, quando i concorrenti litigano sulla lista della spesa?
Tutte le belle parole, anche di Grillini, sul valore culturale dei PaCS che fine hanno fatto?
Dopo ogni intervento anti unioni civili di Ruini e fedeli l'amico Grillini è sempre stato pronto a rispondere ricordando che dal punto di vista socio culturale sono un iniezione di vitalità e non tolgono niente a nessuno, nemmeno alla famiglia tradizionale ed ora che si fà? si riduce tutto ad un elenco?
E' qui che si rende lapalissiana la sconfitta. Ed a questo punto non parlo solo di Arcigay e DS, parlo di tutto l'associazionismo , parlo dell'appiattimento che tutte le associazioni hanno subito. Ma lascio altri commenti a dopo.

La risposta della Binetti (di Bobba non si hanno più tracce) arriva dopo un paio di settimane e comunque indiretta, tramite un'intervista a La Provincia:

Restano però i punti complessi e controversi come la situazione delle coppie di
fatto e degli omosessuali. Come giudica il programma di Prodi in questo ambito?

Non posso ignorare la realtà delle coppie di fatto e degli omosessuali.
Sarebbe antistorico e sciocco. L'Unione parla di tutela dei diritti individuali
e io sono d'accordo. Del resto, il popolo italiano, molto più saggio di quanto
si pensi, ha comprensione e accettazione verso tali situazioni.



Anche Bobba già nella lettera ai cattolici aveva ribadito:

Sui Pacs, ad esempio, Bobba afferma che l´Unione «ha alla fine recepito le
posizioni di Rutelli». Cioè, tutela dei diritti individuali per le convivenze
«senza arrivare a nuove forme contrattuali diverse dal matrimonio».

Pur accorgendosi, la Binetti, come Playboy, dell'anacronismo, non risponde all'invito di Grillini. E non elenca niente.
Si fida di Prodi e forse si fiderà dei suoi ripetuti richiami ai diritti elementari, e quindi nella lista della spesa per lei bastano pane e latte. Tutto il resto, direbbe un leghista, sarebbero eccessive pretese dei "culattoni".

L'Italia ha comprensione ed accettazone verso tali situazioni. Ma di cosa stiamo parlando? Ma dobbiamo ancora sopportare di questo tipo di insinuazioni?

Non ho più nemmeno tanto la forza di ripetere accuse e critiche a Grillini, ai DS, a Gayleft, all'Arcigay e non credo ci sia più bisogno di argomentare:
ha vinto Rutelli e la sua linea. Il programma, la candidatura di Binetti e Bobba e i "diritti elementari" di Prodi ne sono la dimostrazione. Ha vinto quindi l'ingerenza vaticana.

Hanno perso i DS che hanno deciso di fare il listone unico con la Margherita. Ha perso Prodi che al contrario del suo pay off elettorale non si è dimostrato serio nell'affrontare la questione.

Hanno perso soprattutto Grillini, la sua Gayleft e la sua Arcigay: hanno perso con il loro appiattimento sui DS, hanno perso dimenticando il vero valore della "battaglia per i PaCS", hanno perso cioè quando hanno iniziato a parlare di "elenco dei diritti", hanno perso quando non hanno saputo fare autocritica e hanno perso soprattutto quando sono accondiscesi a stare nelle stesse liste dei ruiniani.

Ma la maggiore sconfitta è ancora ideologico culturale: hanno perso quando insieme ai cattolici di sinistra ed insieme a tutta l'altra sinistra anche quella estremista non hanno saputo capire il valore aggiunto, politico e culturale, della presenza nella loro coalizione della Rosa nel Pugno.
Grillini non ha mai smesso di voler insegnare a Ratzinger e Ruini che i PaCS sono un valore aggiunto per la società, ma non ha mai voluto insegnare ai suoi "compagni" l'importanza di avere una forza radicale e socialista, con tutto ciò a cui rimandano questi termini, come alleata. La squallida e bieca guerra interna che gli hanno fatto ha dimostrato tutta la loro "coglionaggine" (ormai va di moda sto termine, lasciatelo usare pure a me).

Hanno vinto, lasciatemelo dire, tutti quelli che hanno creduto da subito e crederanno nell'alternativa che la Rosa nel Pugno rappresenta sulla strada della battaglia culturale, e ripeto culturale, per la vera soluzione dei problemi dei gay.

Basta liste della spesa, voglio, e spero tanti altri vogliano, vero e pieno riconoscimento dei diritti dei gay concedendo identità giuridica alla coppia e non ai suoi componenti. Io in quanto gay non credo di aver bisogno che mi sia dia identità giuridica, la futura coppia che formerò si!
Questo sarebbe più di una legge ad hoc, comunque necessaria, contro la discriminazione per orientamento sessuale, un vero primo passo avanti verso la piena accettazione ed il primo vero riconoscimento alla dignità delle persone glbt.



posted by Andreas Martini @ 4:52 PM   4 comments
martedì, aprile 04, 2006
La diretta sulla diretta + Io sono coglione... e frocio culattone!
Vista la "specializzazione" tematica che ho scelto per questo mio blog potevo esimermi dal commentare l'ultimo duello-Tv tra Prodi e Berlusconi, tranne se si fosse parlato apertamente di omosessualità. Così non è stato, come prevedibile, ma visto che sono studente di Scienze della Comunicazione e avendo vissuto l'avvenimento in modo un pò "sperimentale" un piccolo commento lo scriverò.
Se al primo dibattito quello del 14 marzo ero alla festa di compleanno di Franco Grillini nonchè cena elettorale di Vanni Piccolo, ieri era ad una specie di kermesse per esperti della comunicazione.All'Università di Roma Tre, la cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi ha organizzato un "Diretta sulla diretta". Ovvero studenti, professori, professionisti del settore ed un paio di vip (Igor Righetti e Rosanna Canale) hanno visto tutti insieme nell'Aula Magna della Facoltà di Lettere il (non più) tanto atteso confronto tra i due candidati Premier.Durante la visione i partecipanti, divisi per settori "Linguaggio verbale" e "Linguaggio non verbale" dovevano, ad intervalli prestabiliti, con delle schede apposite dare un voto ai due contendenti in base a dei criteri: teso-calmo, logico-emotivo e facile-difficile. Se nella prima rilevazione i giudizi di studenti e specialist sono più o meno coincisi nella seconda e in quella per l'appello finale gli studenti hanno aumentato il favore verso Prodi - più calmo e logico - gli specialist hanno si confermato il giudizio più positivo per Prodi ma hanno anche rilevato un miglioramento della "prestazione" di Berlusconi.
A conclusione del dibattito l'analisi dei voti ed un piccolo dibattito tra profs su media e politica ed anche qualche giudizio di merito sul confronto: ha vinto Prodi.
Mi ha entusiasmato molto aver partecipato ad un esperimento comunicativo del genere e spero che lo si utilizzi altre volte ed anche nella mia università.
Un giudizio sull'evento mediatico: rilevare un abbassamento di audience (circa 4 milioni in meno, 10% in meno di share) è indicativo nel decretare un giudizio negativo sulla trasmissione in sè.se la prima volta era grande la curiosità e la voglia di essere testimoni di un evento televisivo, ieri ha vinto il disinteresse. Non ci si aspettava nulla di nuovo e quei fedeli 12 milioni di ascoltatori l'hanno visto con i loro occhi.Un critica la faccio ancora ai girnalisti in particolare a Sorgi che ha fatto domande poco interessanti e comunque troppo vaghe. Napolitano quantomeno ripetendo più volte la stessa domanda ha fatto notare come se Prodi aveva poco precisamente risposto alla domanda dall'altro lato Berlusconi non rispondeva proprio.
Prodi non mi piace, l'ho sempre detto e lo continuerò a dire, e non mi ha convinto più di tanto ieri.di fronte però all'arroganza, alla presunzione e superbia di Berlusconi mi sembra logico dare la vittoria a Prodi.Il Cavaliere dopo aver preannunciato lo scoop ha tentato di gestire tutto il dibattito in funzione di quello.Prodi se lo poteva preparare l'appello finale ed essere meno bofonchiante, Berlusconi se lo poteva risparmiare.In pieno stile americano-vannamarchi-venditoreditappeti ha concluso buffonescamente il suo appello con una proposta irreliazzabile e demagogico-populista.
Chi ha vinto e chi ha perso risente molto del pre-giudizio che si aveva dei due, credo infatti che ben pochi indecisi sia siano convinti dopo il dibattito. Anzi caso mai si sono decisi a non andare a votare e forse è meglio così.
Non credo però di essere troppo di parte se dico che per dare la vittoria a Berlusconi bisogno spegnere il cervello o quantomeno mettersi un pò di prosciutto sugli occhi.Come si fà a dire che ha vinto (lui stesso dice 6 a 0) uno che elude domande, vaneggia parlando di comunisti, accusa di catastrofismo la sinistra e lui fà il catastrofico, preferisce l'arroganza e l'arringa invece che la concretezza e la moderatezza. La sinistra nel 2001 ha perso con l'antiberlusconismo, che a questo giro Berlusconi non perda per l'anticomunismo.Ma forse ha ragione Curzio Maltese.... l'Italia vuole veramente un Caimano.

Breaking news: chi vota sinistra è un coglione. Che dire? Orgoglioso di esserlo!

Gridiamo tutti insieme: SIAMO TUTTI COGLIONI!

Upgrade insulti:

FROCI E CULATTONI. - Alessandra Mussolini a Vladimir Luxuria: "Meglio essere fascista che frocio" (9 marzo). - Roberto Fiore: "Ha ragione Alessandra, meglio fascisti che froci" (1 aprile). - Roberto Calderoli: "I Pacs? Basta con queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni" (14 gennaio). - Silvio Berlusconi: "Prodi ha candidato cinque uomini e zero donne. Ma ci è andata bene, potevano essere anche cinque 'mezzi-mezzi'" (31 marzo).



Quella di Berlusconi manco io la sapevo, mi era sfuggita. Dopo questa e dopo i recenti manifesti di FI a Roma:

Silvio Berlusconi è omofobo!

posted by Andreas Martini @ 3:34 PM   2 comments
lunedì, aprile 03, 2006
Questione di.... froci
I rapporti tra la Germania e l'Italia di Berlusconi si erano criticamente resi difficili dopo quella che eufenisticamente possiamo definire una gaffe del nostro Premier con l'Europarlamentare dei verdi tedeschi Martin Schultz.L'Italia già prima di allora era solo il paese del sole, dell'arte, del vino, della buona cucina e la politica è sempre stata vista come un qualcosa di interesse folkloristico, niente di più.
L'italia è il Paese della "schwache Demokratie" (democrazia debole) governato da un burattinaio travestito da Pulcinella. Ed il nostro Premier-marionetta della Commedia dell'Arte nell'intervento al Parlamento europeo non ha smentito lo stereotipo: parlando ha vantato le bellezze artistiche del nostro Paese senza però parlare dettagliatamente del programma politico per il semestre di Presidenza italiana.
Non mi ha stupito, quindi, leggere oggi sul Die Zeit, quotidiano tedesco "non conservativo" - come lo definisce un mio amico tedesco - e comunque uno di quei giornali che in italia verrebbe definito di (centro)sinistra, una seria critica al nostro Paese ed alla politica del "Kavalier" in un articolo intitolato: Le Elezioni di Arlecchino. Il finto amore dell'Europa per l'Italia ignora la brutale battaglia per il potere di Berlusconi.

E per cominciare l'analisi sul nostro Paese che si avvia al voto il giornalista tedesco ricorda un altro episodio che fece abbassare di molto la stima degli europei per la nostra politica: Rocco Buttiglione candidato a vice presidente della Commissione europea e per quella Giustizia, libertà e sicurezza, in sede di "valutazione" da parte degli altri membri dovette rispondere a domande sui diritti per i gay, per le donne e per gli immigrati.Inserendo "Buttiglione" come chiave di ricerca su Gaynews si ottiene una linga lista di articoli in cui si citano le sue risposte: un chiaro esempio di bigottismo all'italiana.Il ministro fu bocciato e Berlusconi ha gridato allo scandalo: l'Europa nutre risentimenti anti-italiani.
Mai cosa fu più falsa, al contrario gli Europei amano l'Italia. D'altronde, come Die Zeit insegna ai suoi lettori, è quasi sempre così: di tutto quello che sostiene Berlusconi è vero il contrario.
Buttiglione con le sue parole di dimostrò per quello che era e confermò la "presentazione" che ILGA-Europe fece di lui e fu "punito". Frattini candidato al suo posto seppe presentarsi meglio e, accecati dall'amore, gli Europarlmentari preferirono non indagare sul suo passato.

Il caso Buttiglione aprì gli occhi a molti e svelò le contraddizioni del nostro paese ma già da Frattini in poi si preferì continuare a guardarci come il Paese delle vacanze, niente di più. Nel frattempo l'Italia si è fermata: crescita zero, alto tasso di inflazione, corruzione onnipresente, soprattutto al Sud, esempre meno risorse per sanità scuola università e ricerca scientifica. Ma accusa ben più grave è quella sullo stato della democrazia in Italia: Berlusconi con il suo governo ha destabilizzato la nostra Costituzione democratica riproponendo vecchi metodi totatitari e poco ha potuto fare Ciampi per evitare che accadesse.

L'unica chance di ripresa rimane, per il giornale tedesco, la "fragile coalizione" di Prodi.

"E anche se Berlusconi il 10 Aprile perde, non perderà. Fintantochè può approfittare del falso amore dell'Europa per l'Italia. O si deve prima concedere diritti agli omosessuali, finchè a Bruxelles e a Strasburgo non ci si svegli come con Buttiglione?"

E' un questione di froci quindi. Se non ci fosse stato lo "scandaletto" di Buttiglione finito sui giornali di tutta Europa probabilmente l'amore continuava ad acciecare e nessuno si sarebbe reso conto del pericolo che Berlusconi rappresenta per la democrazia italiana. Prima di tornare in Europa il Silvio nazionale dovrebbe preparare delle battute diverse per le sue marionette o, molto meglio per noi, risolvere la questione gay in Italia.

Ma credo che al di là delle alpi si continui a dormire: il "fascist pride" fa scuola - Fiore di Forza Nuova ad un suo comizio elettorale ripete che essere fascisti è meglio che essere froci - e nessuno si scandalizza.

Ma forse poco potrebbe fare l'Europa: come ricorda uno dei commentatori all'articolo, l'Italia è un Paese sovrano e Berlusconi è stato eletto democraticamente.
NdR: il Die Zeit è noto in Germania per la difficoltà del suo linguaggio e del suo stile, è quindi stato abbastanza difficile per me (per un tedesco e oggi pure per una finlandese) dare la giusta interpretazione alla domanda finale. Ho proposto un traduzione letterale cercando poi di interpretala nel contesto. I toni inutile dirlo erano molto aspri con Berlusconi ed il suo quinquennio, ma non riesco tuttora ad essere sicuro dell'inerpetazione data alla parte conclusiva. Se qualcuno conosce il tedesco e vuole propormi la sua sarei contentissimo.

*Il filmato sullo scontro tra Berlusconi e Schultz che avevo linkato in un mio post precedente e linkato da molti altri blogger è "misteriosamente" non più disponibile su google video. Se qualcuno lo volesse vedere è all'interno di un "documentario" intitolato "Quando c'era Silvio" che gira sui programmi di P2P.
posted by Andreas Martini @ 7:35 PM   2 comments
Contro ogni censura!
Accusate anche me di offesa al pudore!

Come la Rosa nel Pugno anche io "espongo" per protesta le foto incriminate:



posted by Andreas Martini @ 1:32 PM   2 comments
domenica, aprile 02, 2006
Ciao Tommy


posted by Andreas Martini @ 3:41 AM   0 comments
sabato, aprile 01, 2006
Censura e Rigurgiti/2
Volevo riportare altre due notizie che definire preoccupanti è dire poco, lo faccio quotando due miei "colleghi":

Per l'accusa di offesa al pudore alla foto di Oliviero Toscani vi rimando a FireMan

Qui una susseguente rassegna stampa.
Qui un'iniziativa di sostegno a Toscani organizzata dai Radicali

Per i rigurgiti propagandistici dei manifesti di Forza Italia vi rimando ad Anellidifumo

Sempre per "Rigurgiti" i diffidati dicono che rifarebbero tutto. E quel pizzico di malizia potrebbe confermarsi se, come si legge, i due non venissero allontanati definitivamente ma solo cautelativamente fino alla fine della campagna elettorale:
Oppure una semplice cautela da campagna elettorale? Entro venti giorni An deciderà se confermare la linea dura e procedere all’espulsione o limitarsi al rimbrotto.

posted by Andreas Martini @ 3:29 PM   2 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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