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martedì, ottobre 31, 2006
Lì dove i gay dominano, l'Islam non si tocca.

Trovo una paio di notizie interessanti e sui cui riflettere sul blog del tocquevilliano A Conservative Mind. Si parla di omosessualità e Islam, dello strano rapporto tra essi.

È importante seguire tutti i link del suo post per farsi un'idea chiara della gravità della situazione.
In breve (più o meno): Arshad Misbahi, imam della moschea di Manchester, a dialogo con uno psicoterapeuta, propone il suo modello di multiculturalismo e parla anche dell'omosessualità e della sua visione nella Sharia. L'imam ammette e giustifica l'esecuzione degli omosessuali e non si preoccupa che la pena prevista dalla Sharia possa portare all'uccisione di migliaia di persone: è per proteggere la comunità. Proteggerla dalle malattie! Infatti già in una fatwa che troviamo su Islamonline.com viene imputata ai soli omosessuali, tra l'altro, la colpa di diffondere malattie come l'Aids. (Per non citare tutte le altre nefandezze contenute nelle parole del mufti che risponde ad un giovane inglese islamico)

Bruce Brawer, giornalista e scrittore (autore del libro "While Europe Slept: How Radical Islam Is Destroying the West from Within"), il cui blog è definito definito da A Conservative Mind "semplicemente il miglior osservatorio sull'islam in nord Europa", rileva che la notizia però non ha la dovuta risonanza.
La riporta con tempestività solo Gay Community news, il più longevo gay magazine irlandese.
La BBC la riporta solo due giorni dopo, sconvolgendo tra l'altro la notizia: insinuando che ci sia stato un tentantivo, da parte dello psicoterapeuta, di offendere l'Islam.

Il problema si fa serio quando più o meno negli stessi giorni esce la notizia secondo la quale la BBC avrebbe ammesso che la corporation è dominata dagli omosessuali e che ci sia una sproporzione nella presenza di minoranze etniche.
Come scrive il tocquevilliano: «Proprio la BBC, nei cui organi direttivi gli omosessuali ricoprono un peso così elevato, si è guardata bene dal dare un qualche rilievo alle dichiarazioni dell'imam di Manchester!»
Lo stesso applaude Bawer che commenta: «Se davvero la BBC è controllata dagli omosessuali, io, in quanto omosessuale, provo vergogna e disgusto per ognuno di loro». Applaudo anche io!

E non posso che unirmi all'appello di FC: «In Italia sarebbe il caso che il coro delle vestali pronte a indignarsi ogni volta che papa Ratzinger apre bocca spendesse due o tre parole per attaccare con pari vigore chi predica l'eliminazione fisica degli omosessuali, magari risparmiandosi certi imbarazzanti sofismi che dovrebbero dimostrare l'equivalenza morale tra la posizione del Vaticano e quella di Ahmadinejad».

Non voglio con questo assolutamente giustificare o alleviare le colpe di Stanta romana Chiesa. Ritengo infatti doveroso che si stigmatizzino le parole omofobe del Vaticano, ma è opportuno che si intervenga a condannare, con la stessa solerzia, anche la molto più pericolosa omofobia islamica.
Non si deve cedere alla paura di parlare di cose scomode, soprattutto se in gioco c'è la vita di molti omosessuali come noi!
posted by Andreas Martini @ 10:47 AM   2 comments
lunedì, ottobre 30, 2006
Sul caso Gardini-Luxuria Luca Volontè invoca il diritto di natura.
Ho letto con crescente difficoltà le parole di Luca Volontè su QN (il Giorno, il Resto del Carlino, la Nazione) a proposito del caso Gardini - Luxuria scoppiato venerdì alla Camera dei Deputati.
Io non credo si possa rimanere in silenzio di fronte alle parole del capogruppo UDC che,, sfidandano tutte le scienza mediche e tutte le moderne teorie sulla sessualità, si spinge in un pericoloso (per la libertà delle persone) balzo indietro, fino alla Genesi. Ricordando che Dio maschio e femmina li creò arriva a negare la "naturalezza" del transessualimo. E non solo! Ignorando la distinzione fra orientamento sessuale e (disturbi dell') identità di genere arriva a mettere in dubbio anche la matrice naturale dell'omosessualità e del lesbismo.
Non credo sia sufficiente intasare la casella email di Volontè o di QN, qui è d'obbligo che qualcuno autorevole politicamente ma soprattutto scientificamente intervenga a ristabilire la verità! Si rischia altrimenti una deriva omofoba e sessuofobica che già purtroppo è in stato avanzato.
posted by Andreas Martini @ 2:34 PM   0 comments
sabato, ottobre 28, 2006
Che cesso di donna!

(pubblico questa immagine chiaramente transofoba solo per esemplificare come vedono la situazione i blogger omofobi di destra)



Il caso Gardini - Luxuria: ennesimo appuntamento con il disgusto!
Lo dico con estrema sincerità: non trovo parole per commentare l'ultimo episodio di omo-, transfobia avvenuto, questa volta, addirittura, all'interno del parlamento italiano.

Per i pochi che non sanno di cosa sto parlando può leggere la notizia dall'Ansa.

La Gardini preferiva che la cosa passasse in sordina e si poteva pensare perchè pentita della sua reazione e invece in un'intervista rilasciata poco dopo a Repubblica rincara la dose:

Mi sono sentita "stuprata. Ecco stuprata!" e poi continua con: "si faccia tagliare il pisello", "TA-GLIA-TE-LO" "E' stata una cosa schifosa. Fisiologica, non psicologica" "Disgustata. Ho avuto persino delle difficoltà di ordine fisico a trattenermi in quel bagno".

Parla di disgusto e difficoltà fisiche: questa è indiscutibile transfobia!

Non ho altre parole.
posted by Andreas Martini @ 1:43 PM   0 comments
venerdì, ottobre 27, 2006
(ex)Radicali? Tutti bisessuali! ...e Rutelli?
Secondo il deputato margheritino Roberto Giacchetti tutti quelli che hanno un passato nei Radicali sono bisesessuali... Uhm! Anche Francesco Rutelli (noto ex militante radicale) quindi? Se lo chiede - noi la risposta la sappiamo! - Franco Adriano di Italia Oggi: Radicali tirati per la Giacchetti. Dopo l'outing di Capezzone arriva quello del deputato rutelliano.
posted by Andreas Martini @ 2:12 PM   2 comments
giovedì, ottobre 26, 2006
Il riformista becca Grillini in fallo, sui calciatori gay...
Quando sulla Gazzetta dello Sport Grillini ha rilasciato un'intervista sul mondo del calcio e l'omosessualità non ho scritto nulla. Avevo puntato abbastanza il dito su di lui e non volevo esagerare. Non ho condiviso quando millantò l'omosessualità di Raoul Castro, idem - lo dico ora - non ho condiviso la sua intervista al più diffuso quotidiano sportivo italiano. Non ho condiviso soprattutto il pezzo sull'arbitro con famiglia, represso e frustrato...
Lo dico ora perchè il Riformista mi ha come ingrossato le spalle. In un editoriale di oggi infatti accusano Grillini non solo di «vouyerismo» e quindi di sputtanamento, ma anche di essere poco utile con interviste tipo queste - e ce ne sono almeno un paio simili nell'ultimo periodo - al movimento gay.
Grillini si

Naturalmente potete seguire il tutto su Gaynews qui pubblico solo la successiva replica del Riformista dopo la lettera stizzita del presidente onorario Arcigay. Mi permetto di condividerla totalmente!

Il Riformista prende atto con viva soddisfazione che un editoriale (non firmato come tutti i nostri editoriali) a proposito di un'intervista di Franco Grillini alla Gazzetta dello Sport è riuscito laddove invece avevano fallito le pubbliche denunce che Andrea Benedino e Alessandro De Zan avevano affidato a queste stesse colonne sulla vera o presunta discriminazione omosessuale in atto nei Ds.

Quanto al merito della lettera di Grillini, fatichiamo a comprendere in che modo un dettagliato censimento della popolazione omosessuale nei diversi settori della vita pubblica italiana possa essere d'aiuto all'affermazione dei loro diritti. E ancor più fatichiamo a comprendere come faccia Grillini a confondere un dissenso dalla sua intervista con una richiesta di omertà che ci accomunerebbe nientemeno che al «ministro fascista» Rocco. In che modo Grillini ritiene di aver contribuito alla causa rivelando alla Gazzetta dello Sport la vita d'inferno a cui è costretto un arbitro omosessuale sposato e con figli? Forse raccontando che «ai raduni della categoria è costretto a millantare inesistenti conquiste femminili perché lì è d'obbligo darsi arie da grandi conquistatori di donne»? Noi pensiamo, al contrario, che quando nelle sue interviste Grillini censisce il numero di gay occulti che ci sarebbero in Parlamento o in serie A, forse a essere messa a rischio è proprio la loro libertà di scelta.

Avevo comunque intenzione di parlare dell'argomento Grillini-calciatori gay linkando il post dell'amico Rikkardino. Lo faccio ora: 1, 2, 3 stella [ovvero anche Grillini gioca a tana per la frocia!]
posted by Andreas Martini @ 9:13 PM   2 comments
La vera causa della guerra in Libano?
Secondo rabbini e membri della comunità ortodossa la causa della guerra in Libano sarebbe il prossimo Pride che si terrà a Gerusalemme il prossimo 25 Novembre!

La vera causa della guerra in Libano? Il Pride a Gerusalemme...
da Tamles, pubblicazione aperiodica lesbica.
posted by Andreas Martini @ 4:42 PM   0 comments
mercoledì, ottobre 25, 2006
Specializzazione in gaydar e omo-sex
Quasi quasi si potrebbe smettere di leggere gaynews - tanto manco le notizie sul movimento pubblica! Repubblica.it e Corriere.it quasi quotidianamente hanno una notizia che direttamente o indirettamente parla di omosessualità.

Oggi su Corriere.it c'è un articolo sul non sessualismo della Susanna Tamaro e sul pansessualismo (leggasi bisessualismo NdR) di Daniele Capezzone.
Leggendo l'intelligente articolo trovo queste parole:

Da noi chi si dichiara gay è poi costretto a specializzarsi. Viene identificato solo in quanto tale, interpellato solo su quello, e chissenefrega se è un esperto di economia industriale o scrive storie di maschi con femmine. Certo –tralasciando i più originali Cap. e Tam.- ci sono figure pubbliche (a) gay, (b) sessualmente attive. Solo che non ne parlano.

Vi viene in mente qualcuno che ormai sa parlare e viene invitato a parlare solo di gaydar (non il sito di incontri!!!) e sesso (naturalmente omosex)?

posted by Andreas Martini @ 11:06 PM   0 comments
Verde ottimismo
Forse dipenderà dall'uguale colore simbolo, il verde, l'ottimismo sui PaCS condiviso da Arcigay e dai Verdi:

Arrivano i Pacs

Presto una legge su diritti e doveri per le unioni di fatto. Lo annuncia la ministra Pollastrini in un'intervista a Babilonia

"Stiamo predisponendo il testo di un disegno di legge sulle unioni di fatto, una materia che non può essere rinviata. Lavorerò insieme ad altri colleghi, a partire dalla ministra per la famiglia Rosy Bindi. Prestissimo ci sarà il riconoscimento dei diritti e dei doveri delle unioni di fatto. La Binetti non è tutta la Margherita".



Lo ha detto la ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, in una intervista al mensile del movimento omosessuale Babilonia. Pollastrini parla anche della correzione alla legge sulla fecondazione artificiale, che oggi esclude le coppie gay e lesbiche: "Sono tra le promotrici per correggere parte della legge attuale", ha detto aggiungendo sulla possibilità di adozioni: "Se le coppie di fatto possono accedere alla fecondazione assistita omologa mi sentirei di domandare agli scettici perché non potrebbero adottare anche le coppie gay”.

Redazione
20 ottobre 2006

(Notizie Verdi)

Se il notiziario dei Verdi ha usato lo stesso titolo di Babilonia... allora pure dalle parti di Babilonia sono ottimisti!
posted by Andreas Martini @ 10:15 AM   5 comments
lunedì, ottobre 23, 2006
Giovanardi ha sbagliato raduno.
Mi viene il dubbio che il buon Giovanardi, tra i pochi esponenti di rilievo dell'UDC a partecipare alla manifestazione della CdL contro la finanziaria, abbia partecipato non per dimostrare la sua vicinanza alla coalizione berlusconiana ma solo per sbaglio o forse era un'occasione in più (ormai chi lo ascolta più quello?) per ripetere i suoi pezzi forti:

Ma non manca l´inesauribile Carlo Giovanardi, che però forse non ha capito bene dove si trova perché non parla della Finanziaria di Prodi, ma se la prende con i «froci» Grillini e Luxuria, che oggi onestamente non c´entrano niente.
(la Repubblica)
posted by Andreas Martini @ 12:52 PM   1 comments
mercoledì, ottobre 18, 2006
Egemonia e supremazia: dal congresso nazionale di Arcigay.
Non ho molto tempo per scrivere, sono in partenza (il blog potrebbe non essere aggiornato fino a fine settimana), ma qualche cosa sul Congresso nazionale di Arcigay dello scorso weekend bisognerà pure dirlo. Non sono usciti atti - alla faccia della trasparenza verso tutti i suoi soci e le sue socie - ma solo questo comunicato della segreteria nazionale:

Un comitato Arcigay in ogni provincia!

Leggetevelo. Ora leggetevi questa definizione tratta dal De Mauro Paravia:

egemonìa
s.f.

CO supremazia economica e politica di uno stato su altri estens., predominio culturale, intellettuale, commerciale.


è forse utile conoscere anche quest'altra definizione:

supremazìa
s.f.
CO superiorità, predominio assoluto: s. economica, esercitare una s. in ambito tecnologico, l’esercito nemico ha dimostrato una netta s., la s. della nostra squadra è indubbia.


Che poi l'egemonia, di per sè, non è sempre negativa. Può essere una lecita ambizione. Diciamo però che una scelta del genere, in questo periodo, da Arcigay, è... guerrafondaia!
posted by Andreas Martini @ 12:31 PM   7 comments
martedì, ottobre 17, 2006
Lettera al direttore di Gaynews.
Preso ormai da uno strano morbo epistolare e incaponitomi sempre di più sulla questione del pre e post Stati Generali (mi impegno con questo post a non parlarne più!) ho scritto all'onorevole Franco Grillini in qualità di direttore di Gaynews.

Caro direttore,
come saprà, essendo anche stato invitato, lo scorso 30 settembre a Roma si sono riuniti gli Stati Generali del Movimento glbt italiano.
Il suo quotidiano dopo aver pubblicato lo scambio di lettere tra Rossana Praitano e Aurelio Mancuso e dopo aver riportato, mi permetto di notare,in ritardo, la convocazione degli stessi non ha più dato nessuna notizia sull'incontro.
Io stesso ne ho scritto un report (pubblicato anche su Gay.tv) e altri blogger hanno fatto lo stesso. Ammetto che lei possa non ritenere fonti valide dei blog ma tra questi ci sono anche persone che immagino lei stimi, quali Andrea Benedino e Aurelio Mancuso. La riflessione di quest'ultimo è stata pubblicata sia da Gay.tv che sull'homepage di Arcigay Nazionale. Qualche giorno fa infine è uscita su Liberazione anche una riflessione di Saverio Aversa. Credo che a questo punto l'avvenimento sia stato descritto da un numero sufficiente di punti di vista che messi a confronto possano consentire anche a chi non c'era di farsi un'idea e se opportuno prendere una posizione.
Molto francamente le chiedo cosa ha spinto lei ed i suoi collaboratori ad ignorare il tutto. Il suo quotidiano online è da sempre attento a tutto ciò che riguarda l'omosessualità, dal puro gossip a rileventi notizie politiche. L'incontro romano non è stato forse sufficientemente rilevente? Crede che non si siano affrontati temi importanti per la nostra comunità e per il nostro movimento? Come mai non ha ritenuto importante pubblicizzare ciò di cui si è parlato?
Ammetto di essere polemico e petulante su questo tema ma ho spontaneamente preso a cuore la battaglia per i diritti civili e quindi ho personalmente partecipato all'incontro e mi ha amareggiato molto l'aria di "censura" che ho respirato in parte prima e sicuramente dopo l'incontro romano.
Chiediamo ascolto al mondo politico ma non riusciamo a comunicare tra di noi. Ci si lamenta che la gran parte dei glbt italiani si disinteressano troppo della politica che ci riguarda, ma devo a questo punto rilevare che non si fa in modo di farli interessare. E' vero che gli Stati Generali sono stati soprattutto uno scambio di veleni tra le varie associazioni ma non ritiene che si debba informare anche su questo? Questo potrebbe allontanare molti dalla politica e dall'associazionismo gay, a questo punto però il disinteresse sarebbe motivato.
Non possiamo però dimenticare che c'è stato anche un grande passo in avanti verso la crearione di un movimento diversificato nelle realtà nazionali e locali, ma allo stesso tempo unito in un unico raggruppamento. Un movimento che potrà diventare forte solo con l'appoggio, anche solamente ideale, di chi non partecipa attivamente. E come cercare consensi se non comunicando, ovvero rendendo partecipi?
E' un progetto in cui io credo molto e non vorrei che disdicevoli rivalità e stupide censure lo possano affossare.

Con stima
Andreas Martini
Grillini non ha pubblicato la lettera, ma mi ha risposto privatamente via email. Dopo mia richiesta di pubblicazione della sua risposta non ha acconsentito quindi, purtroppo, lascio la "comunicazione" incompleta. Per rispetto di non so nemmeno io cosa, non commenterò nemmeno le sue parole ma dirò solo che non le condivido.
Da notare che oggi Gaynews pubblica il sottocitato e succitato articolo di Saverio Aversa su Liberazione. Traggo le mie, personalissime, conclusioni sulla condotta del sito Gaynews.
posted by Andreas Martini @ 2:12 PM   3 comments
Stati generali.... di Liberazione
Con l'articolo di Saverio Aversa su Liberazione del 13 ottobre, credo si possa dichiarare chiusa la riflessione sull'incontro romano. Una riflessione svolta sotto molteplici punti di vista il che l'ha resa in un certo sensa completa, rimanendo però snobbata da molti.

Faccio un breve collage di tutti ciò che si è scritto:

Qui il mio articolo pubblicato su Gay.tv.

Qui il mio successivo confronto via email con Andrea Benedino.

Qui la riflessione di Aurelio Mancuso pubblicata su Gay.tv e Arcigay.it .

Qui un mio primo "riassunto" sulla situazione, compreso il link al post di Andrea Benedino.

E qui infine il sucitato articolo di Saverio Aversa su Liberazione (cliccare a destra su Cultura e poi aprire l'articolo).
posted by Andreas Martini @ 9:59 AM   1 comments
lunedì, ottobre 16, 2006
Nuova veste per il mio blog, vi piace?
posted by Andreas Martini @ 6:54 PM   0 comments
sabato, ottobre 14, 2006
Hij heeft twee vaders - Lui ha due padri
Augurandovi un buon weekend, che da buoni froci sarà cominciato già ieri, vi lascio con un bellissimo video tratto dal Kinderen voor Kinderen, lo Zecchino d'Oro olandese.
Non aggiungo nessun commento, il bimbo che canta, le parole del testo, gli altri bambini che fanno il coro, parlano da soli.

Emozioniamoci!


Testo in versione originale

Testo in inglese

Traduzione in italiano (mia quindi molto approssimativa):

Viviamo in una villetta a schiera
abbiamo delle belle cose a casa
noi tre insieme viviamo abbastanza bene là
Bas lavora per il giornale
e Diederik in un laboratorio
mi hanno adottato quando avevo un anno.

Sono ancora figlio unico
ma per me va bene
così ricevo tutta l'attenzione e l'amore dai due
Bas mi accompagna a scuola
e con Diederik suono il violino
e tutti e tre insieme guardiamo le soap opera in TV

Io ho padri
due veri padri
qualche volta sono fighi, qualche volta severi
ma fra noi va alla grande

Io ho due padri
due veri padri
e se c'è bisogno
ciascuno dei due può farmi da mamma.

Quando devo andare a letto
Diederik controlla i miei compiti
e Bas lava i piatti o fa la lavatrice
e se sono malato o ho la febbre
non c'è nessun altro
che sia così premuroso come Diederik o Bas

Lui ha due padri
due veri padri
qualche sono fighi, qualche volta severi
ma fra noi va alla grande

Lui ha due padri
due veri padri
e se c'è bisogno
ciascuno dei due può farmi da mamma.

Qualche volta a scuola vengo preso in giro
di certo non è bello
"I tuoi genitori, sono omosessuali!"
Loro lo trovano strano
I scrollo le spalle
"E allora? Io sono figlio loro"
Non sarà una cosa ordinaria
ma per me va bene così.

Lui ha due padri
due veri padri
qualche sono fighi, qualche volta severi
ma fra noi va alla grande

Lui ha due padri
due veri padri
e se c'è bisogno
ciascuno dei due può farmi da mamma.
posted by Andreas Martini @ 2:47 PM   3 comments
venerdì, ottobre 13, 2006
Stati d'ansia, di smarrimanento.... e di guerra!
ANSIA
Ho trovato su Gay.tv e successivamente, grazie alla segnalazione di FireMan, sul sito dell'Arcigay una riflessione di Aurelio Mancuso sugli ormai famigerati Stati Generali.

Anche senza specificarlo è palese il mio disaccordo con la sua visione, ma non vado oltre nel commento, considerando che Mancuso non mi sembra interessato al confronto.

Noto e faccio notare, però, che la riflessione di cui sopra è nata come post per il blog personale del Segretario nazionale Arcigay. Post che è stato inserito lo scorso primo ottobre.
Ma riportato però solo l'11 ottobre sul sito di Arcigay e su quello di Gay.tv.

Mancuso, sempre prodigo di comunicati stampa e di lettere aperte, come mai non ha fatto pubblicare subito la sua riflessione?
Dalla premessa fatta all'articolo è chiaro che viene pubblicata SOLO "dopo" che su gay.tv è stato pubblicato il mio pezzo. Se il portale gay non lo avesse fatto si sarebbe mai data pubblicità al pensiero di Mancuso?
Rispondo con parole di Giuliano Federico tratte dalla premessa che ha fatto al mio articolo: "questo la dice lunga anche sull'insano atteggiamento di autocensura del movimento".
SMARRIMENTO
Anche Andrea Benedino, che ricordo è stato l'unico ad essersi preso la briga di rispondere e di aprire un minimo confronto con me, ha un blog. Ed anche lui ha scritto una breve riflessione sugli Stati generali... definendoli di smarrimento. Su quello che ha scritto Benedino mi soffermo un attimo: "l'adesione di alcune (poche) associazioni" e più in là si legge "Quanta fatica sprecata! Quanto tempo perso! Quanta ignoranza! Quanta prepotenza! Quanta arroganza" (riferendosi alle associazione sul banco dell'accusa NdR) una sola risposta: quante menzogne, Andrea!
GUERRA
Dopo la guerra dichiarata da Arcilesbica a Facciamo Breccia, ora è guerra vera nel movimento.
Leggo su Gay.tv che questo weekend ci sarà l'assemblea nazionale di Arcigay durante il quale, tra l'altro, "verrà formalizzato anche l’appoggio di Arcigay a Bologna come sede del Pride Nazionale 2007, in occasione dei 25 anni del Cassero".

Profondamente amareggiato - e lo dico sul serio - rispondo con quelle stesse parole di Benedino: quanta ignoranza! quanta prepotenza! quanta arroganza!
posted by Andreas Martini @ 2:12 PM   7 comments
giovedì, ottobre 12, 2006
Caro direttore....
Ho scritto una lettera al Riformista, pubblicata anche da GayNews:

Caro direttore, le scrivo in merito alla "questione gay" all'interno dei Ds e del futuro Partito democratico, aperta sul suo giornale dalle lettere di Andrea Benedino, Alessandro Zan, Anna Paola Concia e indirettamente anche dall'onorevole Franco Grillini. La portavoce di GayLeft paragona gli omosessuali diessini a tante particelle di sodio lasciate sole e inascoltate in una bottiglia d'acqua.

Non stento a crederle. Le riesco quasi a sentire tante simpatiche voci gridare: «yuuu c'è nessuno?». Simpatiche nella pubblicità, ma non nella realtà. La realtà è fatta di silenzi assordanti e di vane attese di una risposta. E non parlo solo di indifferenza diessina ma anche di gran parte delle altre forze che compongono l'attuale maggioranza, eccezion fatta per la Rosa nel Pugno che, però, è una particella di sodio in un'altra bottiglia.

Stare con Salvi e Mussi. La presa d'atto di questa inaccettabile realtà di Paola Concia è da apprezzare, ma sicuramente non lo è la sua reazione, quella sorta di ricatto morale alla "navicella" del Pd che prevede "senz'anima". Pare quasi moralista. Il Partito democratico, così come lo si immagina ora, un'anima ce l'avrà e molto probabilmente cattolica. Su questo altare saranno quasi sicuramente vittime immacolate, ma nessuno li obbliga. Parlo in terza persona perché non iscritto, al contrario dei suoi corrispondenti, ai Ds. Almeno una valida alternativa esiste e non è certamente la "provocazione" grilliniana, i Lib-Dem, ma quella corrente guidata da Salvi e Mussi che intende distaccarsi per creare un partito socialista di ispirazione europea. E il socialismo europeo mi fa pensare a Zapatero, alla Royal, a Wowereit. Questa soluzione non offre, per ora, risposte sicure, ma quantomeno valutiamola, dedichiamole tempo, piuttosto che perderlo in una inutile battaglia contro i "muri di gomma"

Strada senza uscita. Continuare su questa strada, che a mio modesto avviso è senza uscita, rischia di portare non solo alla sconfitta dei gay diessini o aspiranti "democratici", ma anche di tutti noi altri che non ci riconosciamo in questa linea politica. Significherebbe cioè una sconfitta generale nella battaglia per i diritti civili. E visto che i suoi corrispondenti oltre, o meglio, prima di essere diessini sono esponenti di spicco dell'Arcigay, dovrebbero preoccuparsi di rappresentare tutta la comunità glbt (gay, lesbiche, bisessuali e trans) italiana a prescindere dall'appartenenza partitica.

Andreas Martini
Ps. se qualcuno trova il link sul Riformista me lo segnala, please!
posted by Andreas Martini @ 11:08 PM   0 comments
mercoledì, ottobre 11, 2006
Arcilesbica, in caduta libera....
Dopo la caduta di stile di Cristina Gramoli agli Stati Generali (vi ricordo che sul radio radicale è disponibile l'audio del suo intervento) le arcilesbiche ne collezionano un'altra. Piuttosto che tentare un riavvicinamento con il resto del movimento chiudono le porte al dialogo e ritirano l'adesione a LAYCA.




Ecco il loro laconico comunicato stampa pubblicato sull'homepage dell'associazione:

ArciLesbica ritira la propria adesione a LAYCA, il ciclo di iniziative che si terrà a Verona dal 7 al 21 Ottobre 2006. A seguito degli spiacevoli eventi di questi ultimi giorni riteniamo siano venute meno le condizioni minime di fiducia reciproca con gli organizzatori, requisito necessario per qualsiasi forma di collaborazione. Francesca Polo - Presidente Nazionale ArciLesbica
posted by Andreas Martini @ 6:53 PM   3 comments
martedì, ottobre 10, 2006
Dal Partito democratico al Partito Socialista.
Se sembra condivisibile e condivisa l'opinione che almeno per noi gay (aggiungerei "dissidenti" - quantomeno dalla linea politica dell'Arcigay) il Partito Democratico non sia "cosa nostra", a me sembra che debba esserlo altrettanto quella di trovarci una collocazione politica ben precisa. Si perchè il sottoscritto, e non solo, è convinto che ci sia bisogno di una lobby (politica) gay. Qualcuno sobbalza a sentire questo termine; io no, semplicemente perchè sono convinto che non gli debba per forza dare una connotazione negativa.
Se in parte mi convince l'idea che il nostro orientamento sessuale non debba imporre (anche) un limite alla nostra scelta politica, mi convince ancora di più l'idea che se non ci uniamo non riusciremo mai a dare peso ai nostri voti. E' facile dire che siamo vittime del Vaticano o dei vari partiti di ispirazione cattolica, essendo innegabile che il loro potere è condizionante, ma è allo stesso tempo innegabile che spesso questo sia un alibi. Possiamo e dobbiamo dare la colpa al sistema elettorale. Possiamo e dobbiamo però riconoscere che non abbiamo saputo "organizzarci" e reagire. Ma continuando così rischio di cadere nella retorica del passato e da campagna elttorale. E allora guardo al futuro.
Lo faccio prendendo ancora spunto dagli Stati Generali e questa volta dall'intervento di Imma Battaglia: "Secondo noi, di DGP, siamo riuniti qui perché ancora crediamo nell’eguaglianza e nella libertà come capisaldi del socialismo. Per questo la lotta per i pari diritti delle persone GLBT è una colonna portante nella costruzione di una società democratica, moderna, pluralista e socialista come vogliamo sia il nostro paese. Secondo noi oggi dobbiamo mettere questo comune obiettivo davanti ad ogni interesse. Dobbiamo tenere presente quanto sia importante, per noi tutti, fare un passo indietro rispetto a personalismi, punti di vista differenti su singoli aspetti, errori passati."
Io personalmente ci leggo un invito all'unità politica che credo non cozzi con la mia idea di lobby e ci leggo un invito a collocarsi nell'area socialista.
Lo scrivevo nel post precedente, un panorma politico italiano paradisiaco sarebbe composto da PD, PSE e/o Sinistra Europea (il panorama di centrodestra non so immaginarlo). Strano a credersi o anche solo a dirsi, ma forse bisogna ritornare al passato, ad un pentapartito di andreottiana memoria.
Ma quanto è realizzabile? Proviamo a pensare a chi, dell'attuale classe politica, potrebbe farlo.
Lo SDI di Boselli unendosi ai Radicali ed ispirandosi a Zapatero, Blair e Fortuna ci ha provato a richiamare all'unità i socialisti insiema a quella dei liberali . Qualcuno, compreso il sottoscritto, si è lasciato convincere; altri, a questo punto direi più lungimiranti, no. Se pensiamo che Boselli sta ancora lottando per ottenere il nulla osta all'ingresso dei socialisti (stralciandoli dai radicali) nel PD è chiaro di quale lungimiranza parlo. E non parlo con rancore o rinnegando il mio sostegno alla Rosa nel Pugno, continuo infatti a credere che il progetto si possa salvare. Parlo solo con banale realismo.
Le varie altre forze di eredità socialista sono così incapaci di rioganizzarsi tra di loro che a questo punto è per forza qualcunaltro che deve prendere le redini della situazione. I giornali di oggi mi suggeriscono un nome: Fabio Mussi.
Essendo dei DS sarebbe un fuoriuscito dal progetto del PD, quindi mai la preposizione del titolo è stata più azzeccata: "dal" come moto da luogo!
E' un progetto a dir tanto allo stato embrionale, ma comunque degno di fiduciosa attenzione.
Che spero gli tributino, insieme ad attivo sostegno, anche i vari Benedino, Zan, Concia e Grillini!
posted by Andreas Martini @ 5:14 PM   16 comments
lunedì, ottobre 09, 2006
Dalla Democrazia Cristiana al Partito Democratico
Il dibattito sul Partito Democratico impazza e alcuni noti esponenti di Arcigay-Gayleft-DS hanno portato al suo interno la "questione gay". Volendoci ragionare su parto dal ricordo del primo, vero e fino ad ora ineguagliato partito unito mai visto in Italia: la Democrazia Cristiana.
Lo spunto di riflessione mi viene dal discorso di apertura dei lavori degli Stati Generali GLT, di Rossana Praitano (Circolo Mario Mieli). In una sua interessante ricostruzione dello scenario politico con cui, negli anni, il nostro movimento si è dovuto confrontare, la presidente del Mieli ha messo in luce un importante aspetto della fine della I Repubblica: la dissoluzione della DC. Lo ha fatto sotto altra ottica che, condividendola, mi fa dire un secco si al PD ma contemporaneamente un secco no ad una componente gay al suo interno.Verrebbe da dire, con una retorica tipicamente post democristiana, "si stava meglio quando si stava peggio". Ed è quasi retorico spiegarne il perchè. Il nemico allora era, come dire concentrato. Dal 1994 la diaspora e la conseguente contaminazione di un pò tutte le aree politiche, ha reso il "nemico" più difficile da contrastare. E allora non resta che auspicare un altro partito unico in cui raccogliere tutti gli esuli democristiani, dai margheritini ai popolari di mastella, lasciano così libertà d'azione alla vera sinistra e libertà di scelta a noi elettori che della componente cattolica all'interno del centrosinistra ne faremmo volentieri a meno. Se poi contemporaneamente nascesse un vero partito che si richiamasse esplicitamente al PSE e/o alla sinistra europea, sarebbe il vero paradiso politico!

Inutile pretendere, come fanno Benedino, Zan, Concia e Grillini, che al centro di un programma del PD si dia grande peso ai diritti civili ed in particolare a quelli per le persone glbt.
Se l'intervento di Paola Concia (Gayleft) sul Riformista è apprezzabilissimo per la lucidità con cui riconosce i limiti e la sordità del suo partito (i DS) e del nascente PD, è impensabile che si possano avere risposte concrete dai dirigenti dell'Ulivo. Perchè anche quando arrivano sono... aria fritta! Così come le parole della diessina Delia Murer, assessore alle Politiche Sociali del comune di Venezia, in risposta all'intervento di Alessandro Zan sempre sl riformista: “Credo che i Ds e il centrosinistra in generale, nonostante le sensibilità diverse, non possano essere tacciati di scarso intereresse o addirittura di riluttanza nei confronti dei diritti civili”.
A questo punto meglio la schiettezza del sottosegretario allo Sviluppo della Margherita Paolo Giaretta: “Zan deve capire una cosa: all'interno di una coalizione ci possono essere diverse sensibilità. Si può provare a mediare ma quando un'intesa non è possibile è meglio lasciar perdere e andare avanti”.

Più chiaro di così si muore! Lasciamo perdere, sul serio. Il Partito Democratico è cosa buona ma non è cosa nostra!
posted by Andreas Martini @ 1:56 PM   3 comments
venerdì, ottobre 06, 2006
Cronaca di un processo annunciato


Arcigay e Arcilesbica diventano bersaglio delle ire funeste delle altre associazioni. Ecco il resoconto del 30 Settembre scorso a Roma. Una giornata di cui nessuno vuole parlare. Per mantenere uno status che quo va bene a tutti. O quasi. Continua qui


Eh sì! Finalmente Gay.tv ha pubblicato il mio pezzo sugli Stati Generali. Inutile nascondervi la mia grande soddisfazione.

Noterete che il testo pubblicato su Gay.tv è leggermente diverso da quello che io ho pubblicato sul mio blog subito dopo averlo scritto. E' un testo concordatamente modificato con la redazione del sito. Devo riconoscere infatti che il mio era un tantino troppo polemico. Ma basta la chiara introduzione che ha fatto Giuliano Federico a mantenere i giusti toni polemici! ^__^

Ringrazio naturalmente Giuliano e la redazione, soprattutto per la, ripeto, bella introduzione.


[Vi consiglio di sentire l'audio dell'incontro messo a disposizione dall'efficentissima Radio Radicale]

posted by Andreas Martini @ 9:04 PM   3 comments
I miei scambi epistolari.
PREMESSA
Incaponitomi sull'argomento e sulla sua mancata divulgazione, ho iniziato ad inviare il mio post a tutte o quasi le associazioni presenti sabato.

Anche se l'ho scritto già altrove ci tengo a ribadire che non ho la minima pretesa di giudicare il mio un pezzo di alto valore giornalistico ma semplicemente degno di essere "distribuito" affinchè non morisse subito il dibattito aperto lo scorso sabato.
Ho detto dibattito, non processo! Perchè, come ho scritto a Mauro Cioffari, la giornata - purtroppo E fortunatamente - ha preso una piega diversa da quella immaginata dai promotori, ma ha aperto una questione sulla battaglia politica che si vuole portare avanti in futuro: PaCS e/o matrimonio?
LO SCAMBIO
Dopo la premessa i fatti. Tra gli altri ho inviato il mio post al presidente e segretario di Arcigay nazionale, alla segreteria di Arcilesbica nazionale, ad Alessandro Zan (referente PaCS per Arcigay), Paola Concia e Andrea Benedino (Arcigay-lesbica - Gayleft), con questa email di
accompagnamento:

Vi invio per conoscenza quanto ho scritto a proposito degli Stati Generali GLBT.
Ci tengo a precisare che non sono iscritto o legato a nessuna delle 40 associazioni che erano presenti. Il mio impegno nel movimento gay lo svolgo quasi prettamente con il mio blog, da cui naturalmente non ricevo profitti, ed è quindi un impegno prettamente "giornalistico", anche se
partecipo a molte manifestazioni per interesse e piacere personale.
Scrivendo ho cercato di essere il più possibile oggettivo ma non ho fatto nulla per evitare che trasparissero le mie opinioni personali o, diciamo, il mio "schieramento". Forse è per questo che almeno un sito di informazione gay non ha voluto pubblicarlo, pur essendo uno dei pochi
resoconti della giornata fatti nell'immediato.


Un vostro intervento e/o commento/critica sarebbe molto gradito.
Vi ringrazio per l’attenzione e per l'eventuale disturbo

Andreas

L'unico che fino ad ora si è preso la briga di rispondermi è Andrea Benedino. Pubblico, con il consenso dell'interessato, il nostro scambio epistolare:

Benedino. Non ho capito a che titolo ci hai inviato questo tuo commento. Forse a titolo di "claque", alla pari della definizione che hai dato dei rappresentanti dei circoli Arcigay presenti in sala?
Guarda, condivido solo una cosa del tuo articolo: il titolo. E' stato un processo. Un processo di cui non si avvertiva francamente il bisogno..Come ho detto a molti compagni ed amici in questi giorni, sono sconfortato ed amareggiato dalla grandissima capacità autolesionistica
del nostro movimento.
Andrea

Martini. A titolo di conoscenza, come ho scritto. Tu e Paola Concia non siete citati è vero ma l'ho inviato a un pò tutti i membri più importanti dell'Arcigay/lesbica Nazionale ed a quasi tutte le altre associazioni presenti.
Puoi dirmi che l'ho fatto per pubblicità, ma personale. Non faccio da claque a nessuno infatti ho specificato che non sono iscritto a nessuna associazione. A dire il vero ad una si... ho la tessera Unoclub!
Non si tratta poi di condividere il mio articolo che è puramente un resoconto. Non so se qualcuno dei tuoi compagni e amici abbia visto e sentito qualcosa di diverso.
Forse non era l'occasione giusta per un processo, ma dire che non se sentiva il bisogno è come voler dire che AG non ha peccati... e credo qualcuno dopo sabato, oggettivamente, bisogna riconoscerglielo invece.
Credo sia più autolesionista trincerarsi che aprire un dibattito!

Grazie ancora per l'attenzione
Andreas

B. Scusami non volevo essere cafone nè apparirlo. E' che credo che sabato abbia dimostrato solo che c'è una parte di movimento per nulla interessata a fare qualcosa di concreto e del tutto concentrata a fischiare i falli agli altri. Peraltro questa parte di movimento è quella per lo
più collaterale con Rifondazione (non tu, mi sembra, a giudicare dal tuo sito) che non è esente da responsabilità rispetto ai risultati mancati nel programma dell'Unione, come giustamente ha ricordato Cristina nel suo intervento sabato (e Cristina è di area Rifondazione, così come io -
iscritto DS - non risparmio alcuna critica al mio partito, anzi!!). Se proprio vogliono fischiare dei falli, aprano una discussione autocritica con i loro partiti di riferimento!! Questo per dire che non è che non ci sia bisogno di processi, ma che rischiamo di sbagliare ad identificare gli imputati..e poi francamente sarà per la confusione provocata dall'indegna gazzarra di sabato (cui per reazione ho in parte partecipato anch'io, lo confesso!!), ma mi sfuggono i capi d'imputazione..
Un abbraccio
Andrea

M. Io credo che dichiarare morti i PaCS come molti hanno fatto è una chiara autocritica. E al contrario di quello che dice Lo Giudice tutte le associazioni almeno fino al 14 gennaio e fino all'uscita del programma hanno creduto nei PaCS. Ma credo sia più realistico cercare di svoltare
che continuare a far credere che i PaCS ci saranno!
I capi d'accusa erano chiari e l'ho pure scritti nel mio post: servilismo/collateralismo, boicottaggio e demagogia!
Chissà perchè l'intervento che ha generato più gazzarre è stato quello della gramolini... per la serie (utilizzando uno stile di mussoliniana memoria) meglio antiomofobo che antifascista! Spero come Marcella che sia stata una cosa detta senza rifletterci sopra!
Per sdrammatizzare, io ero quello che ha fatto la standing ovation a Nicolino Tosoni e che ha gridato "forza pescara" quando ha parlato il Johnatan di pescara!
AndreaS

B. Beh almeno un punto in comune ce l'abbiamo. Io volevo proporre un ordine del giorno per acclamare Nicolino Tosoni portavoce unico del moviemnto..almeno così ci si divertiva!! Cmq al di là degli scherzi, i PACS sono ancora un punto di unità del movimento migliore del matrimonio.
Non è un caso che sia da parte del movimento lesbico che da una parte di quello antagonista (vedi l'intervento di Gigi Malaroda del Maurice di Torino) si dica che non ci si riconosce nel matrimonio. Stiamo attenti a nonbuttare via il bambino con l'acqua calda.
Andrea
M. votare nicolini rappresentante unico è si autolesionistico!

I Pacs o quel qualcosa che forse riuscirà ad approvare il Governo non
sono da buttare ma non vedo perchè ignorare la richiesta della
maggioranza (almeno secondo l'inchiesta di Andrea Pini) delle altre
associazioni: il matrimonio!

A questo punto il movimento separatista non vuole il matrimonio ma non vuole nemmeno i Pacs! Come usciamo dall'empasse? Scegliendo una linea comune e condivisa da tutti... non imponendo la linea che fino ad ora, scusami la franchezza, è stata dettata da Arcigay!

Mi piacerebbe pubblicare il nostro scambio di email sul mio blog, spero per te non ci siano problemi.

Andreas

B. Basta che fai capire che la mia proposta di Nicolino Tosoni portavoce unico era una provocazione ironica..non vorrei che nella confusione generale a qualcuno venisse in mente di prenderla sul serio. Comunque per la cronaca la parte di movimento che non si riconosce nel matrimonio, si riconosce pienamente nel PACS proprio in quanto istituto diverso. Al limite la mediazione è quella di proporre un istituto diverso ma equivalente (come in Gran Bretagna o in Germania tanto per fare due esempi concreti)..che peraltro è la linea della tanto bistrattata piattaforma del Pride di Torino, pienamente condivisa da Arcigay e Arcilesbica. Forse bisognerebbe rileggerla meglio.
Andrea
Come si vede ho pubblicato le email in versione integrale cioè anche con cose, diciamo, ironiche off-topic. Rispondo ora ad Andrea: prometto di rileggermi la piattaforma del TorinoPride!
posted by Andreas Martini @ 12:12 PM   3 comments
mercoledì, ottobre 04, 2006
Illusionisti
Augurandomi di vedere pubblicato un mio resoconto sulla giornata di sabato - non tanto per le mie qualità giornalistiche quanto più perchè uno dei pochi presenti a scrivere qualcosa nell'immediato - ho scritto qualcosa di molto conciso e poco focalizzante. Ho corso il rischio di essere troppo di parte - si deduce per chi simpatizzavo - ma gran parte della giornata, e non rischio smentite, è stata realmente un processo ad Arcigay e non trovarsi d'accordo con le accuse era quasi impossibile.
Come ho già scritto, gli interventi delle varie associazioni contenevano anche interessanti spunti di riflessione e da questo post in poi mi soffermerò su punti che ho tralasciato nel "riassunto". Parto parlando ancora dell'Arcigay e di ciò di cui vuole farci illudere, non tanto perchè voglia per forza criticare l'associazione quanto per la contingenza con l'attualità.

Lo Giudice non ci sta a dichiarare sconfitta e tra le vittorie cita, come ho già scritto, la manifestazione "Tutti in PaCS" del 14 gennaio a Roma, la partecipazione di due ministri, Pollastrini e Ferreo, al TorinoPride dello scorso giugno e il recente annuncio di calendarizzazione (in Commissione Giustizia, NdR) delle proposte sulle unioni civili.
Mi soffermo su queste due ultime "vittorie": la Pollastrini già subito dopo la sua nomina a ministro si è sempre dimostrata molto attenta ai nostri problemi e alle nostre richieste. Anche la sua collega alla Famiglia, Rosi Bindi, ci ha sorpresi, con le sue aperture verso le coppie omosessuali. Non saranno però una o due rondini a fare primavera! Perchè il programma lo conosciamo e l'Unione la conosciamo!
La Bindi è stata fatta retrocedere sulle sue aperture già da subito, dai suoi compagni cattolici, e la Pollastrini ha avuto sì il "coraggio" di scendere in piazza con noi a Torino, ma anche lei non avendo poteri illimitati dovrà lavorare entro certi limiti.
In vista della calendarizzazione delle proposte di legge su PaCS ed unioni civili, il Governo ha chiesto alle due ministre di elaborare un testo unico che possa riassumere e fare da sintesi a quelli di iniziativa parlamentare. Il testo che presenteranno essendo di iniziativa governativa avrà sì il vantaggio di poter essere approvato più facilmente ma ha anche il solito grande limite: le 7 righe e mezzo!
Infatti la Ministro per le Pari Opportunità dichiara: "Unioni civili? Solo diritti individuali. Avendo come bussola il programma dell'Unione."
Grillini "gongola soddisfazione" (vedi link precedente), Arcigay di conseguenza.

E una legge così - che comunque anche io auspico fortemente almeno per smuovere le acque - sarebbe una vittoria? Ma non era forse pure l'Arcigay indignata per quelle righe all'interno del programma (Lo Giudice ha ricordato anche la protesta sotto la sede dell'Unione per dimostrare il loro non collateralismo/servilismo)?

Noi non facciamo i disfattisti, noi non la chiameremo sconfitta, ok!, ma almeno voi non fate demagogia!
posted by Andreas Martini @ 11:21 AM   4 comments
lunedì, ottobre 02, 2006
Stati Generali GLBT, ovvero processo ad Arcigay.
Un processo non sarebbe stato se l'incontro romano di sabato 30 settembre non fosse stato preceduto da scontri a distanza e schrezi tra L'Aricgay e le altre, tante, associazioni del del movimento glbt italiano.
L'idea di riunirsi per un momento di riflessione sulla situazione sociopolitica italiana nacque, come ricorda il moderatore Andrea Pini (giornalista di Pride), dopo lo "schiaffo" ricevuto dall'Unione in sede di firma del programma di governo. Da quel febbraio in poi sembra che un ulteriore schiaffo i gay, le lesbiche e i transessuali italiani lo abbiano ricevuto anche dalla loro più rappresentativa associazione, l'Arcigay.
A parte i primi interventi, di Rossana Praitano del Mario Mieli, di Imma Battaglia per Dì Gay Prject, Mauro Cioffari per Gayroma.it e Giulio Vallocchia di No God, promotori dell'iniziativa, quelli a seguire sono stati attachi più o meno diretti all'associazione guidata da Sergio Lo Giudice.
I temi da affrontare non erano rinchiusi entro limiti ben precisi, ognuna delle associazioni intervenute (circa 40) e poi iscrittesi a parlare ha potuto quindi utilizzare i 10 minuti a disposizione come meglio credeva: qualcuno, sopratutto i neofiti e quelli che mai avevano partecipato ad assemblee del genere, vedi gruppo I-ken di Napoli e Johnatan di Pescara, come vetrina offrendo contemporaneamente spunti di riflessione a partire dalla loro esperienza locale, altri per togliersi i sassolini dalle scarpe. L'occasione era delle migliori: mai prima d'ora le varie associazioni sparse un pò su tutto il territorio nazionale italiano avevano avuto modo di incontrarsi e di confrontarsi dal vivo; mai prima d'ora il processo non era in contumacia o virtuale: nonostante infatti lo scambio epistolare tra Aurelio Mancuso, stizzito per l'esclusione dell'Arcigay dal tavolo dei promotori, e Rossana Praitano, l'Arcigay Nazionale era presente con tutti i suoi grandi nomi (e la loro claque): Sergio Lo Giudice, Alessandro Zan ed il succitato Aurelio Mancuso. Il nome, Stati Generali, rievoca grandi avvenimenti storici: quegli Stati Generali che portarono alla rivoluzione francese. E' difficile che l'incontro di sabato possa portare ad una rivoluzione. Il Governo, quello nazionale, si ci ha delusi e continua a farlo e vorremo vederlo sostituito, ma le forze per farlo è evidente che non ci sono ed un governo centrale le associazioni glbt non sembrano averlo mai avuto e non lo cercano nemmeno, nonostante la voglia di darsi un coordinamento nazionale. Ma se rivoluzione non c'è stata, rivolta si. Perchè rivolta per estensione significa "dissenso manifesto" ed il dissenso verso l'Arcigay c'è stato e pure molto. Le accuse: collateralismo e servilismo verso il Governo ed i partiti (DS in primis), boicottaggio ed egemonia.
Dopo i primi moderati e poco stimolanti interventi la platea si scalda con Porpora Marcasciano, per Facciamo Breccia, e con Elena Biagini per Azione Gay e Lesbica. Sono loro le prime a chiamare le cose con il loro nome ed a fare accuse ben precise: Arcigay Verona ha preso le distanze dalla manifestazione "Layca" di Verona organizzata dal coordinamento Facciamo Breccia , accusandoli di "estremismo" e quelle nazionale e catanese non hanno aderito alla manifestazione antifascista di Catania temendo, come scritto in un comunicato stampa, che potesse sfociare in "azioni incivili" e contrapponendole per di più, nello stesso giorno, una manifestazione a Viareggio contro lo stupro omofobico ai danni di una ragazza lesbica a Torre del Lago. Il pubblico che ha interrotto e sottolineato con lunghi applausi i due interventi era ormai schierato e poco ha potuto la claque al seguito di Arcilesbica ed Arcigay per sostenere i loro rappresentanti nei loro interventi. Hanno applaudito anche un passaggio di Cristina Gramolini (segreteria Arilesbica nazionale) che se fossero stati corretti avrebbero dovuto criticare anche loro. La Gramolini infatti in uno strenuo tentativo di difesa contro l'accusa di boicottaggio ed egemonia ha lasciato intendere che la lotta all'omofobia è più importante di quella antifascista. Una dispiaciuta ma saggia Marcella Di Folco (MIT) si è augurata che tali parole fossero state troppo istintive e poco ragionate, perchè è chiaro che la lotta di ogni gay, lesbica o transessuale è una lotta prima di tutto antifascista, essendo il fascismo alla base anche dell'omofobia e non a caso il risveglio di sentimenti neofascisti ha coinciso con l'acuirsi di violenza omofobica.
Lo Giudice, intervenuto subito dopo, non ci sta a dichiarare sconfitta anzi reclama vittorie: l'importante manifestazione pro-PaCS del 14 gennaio che ha fatto diventare le unioni civili uno dei temi caldi della campagna elettorale e la recente calendarizzazione dei PaCS. Quest'ultima, bisognava dirlo e Sergio Rovasio della Segreteria del Gruppo Parlamentare Rosa nel Pugno, l'ha fatto, è una mezza vittoria: le unioni civili sono state calendarizzate in Commissione Giustizia e prima che arrivino in discussione alla Camera ci vorrà molto tempo ancora. Tempo che forse non c'è se come Rossana Praitano si pensa che le aspettative di vita per questo governo sono al massimo di due anni.
Gli Stati Generali quindi non per rivoluzionare ma per arrivare, sotto esplicito invito di molti partecipanti, ad un sorta di Costiuente, quella di un Movimento glbt unitario, forte e in cui non prevalgano logiche di supremazia ed egemonia ma di piena rappresentanza di tutte le diversità che contraddistinguono le varie associazioni.
Mancuso nello scrivere alla Praitano aveva fatto notare il poco ecumenismo nella creazione di un gruppo promotore e la scarsa capacità organizzativa. E Lo Giudice lo ha ribadito nel suo intervento. La grande partecipazione, anche di singoli, e la voglia di ricontrarsi presto però hanno sancito il successo della giornata. Il tutto non è quindi stato solo un invebitabile processo ad Arcigay, ma anche fucina di spunti di riflessioni e buoni propositi per il futuro. E se qualche somma si vuole tirarla già ora si può dire che, a conferma di un inchiesta di Andrea Pini per Pride, la maggioranza delle associazioni sembra voler lottare, nell'ottica di un prossimo governo, per il matrimonio e non più per i PaCS e la quasi totalità è favorevole ad un prossimo pride nazionale a Roma, abbandonando l'idea di una pride "autocelebrativo" (Rosanna Praitano) a Bologna.


A margine:
erano presenti anche i blogger Rikkardino e FireMan. Qui e qui i loro racconti.
Tutti e tre siamo stati segnalati su Queerblog.it. Un grazie agli autori.
Faccio notare che il mio post insieme a quelli degli amici Rikkardino e FireMan sono gli unici report sulla giornata usciti nell'immediato. Nessun sito di informazione gay ha pubblicato la notizia. Per quanto riguarda il mio post non ha nessun copyright (come tutti gli altri pubblicati su questo blog) chiunque volesse può utilizzarlo citando e linkando la fonte.
posted by Andreas Martini @ 1:49 PM   11 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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