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sabato, settembre 20, 2008
Imma Battaglia, svolta o riciclo?

E' notizia di ieri, data anche nelle fotonews di GayToday, che Imma Battaglia ha incontrato il ministro per l'Attuazione del programma, leader della Nuova Democrazia cristiana, Gianfranco Rotondi e gli da' una bozza dei ''contratti privatistici'' elaborata dai legali (?) del Dgp.

E' interessante leggere prima di tutto le dichiarazioni della Battaglia, prima di passare a commentare un aritcolo sullo ''storico incontro'' ed ritratto-intervista pubblicati oggi dal Corriere di oggi.
Piccola premessa sull'articolo: il titolo è sbagliato, infatti recita ''Rotondi incontra i leader gay''.
Al contrario di quanto affermato in questo titolo Rotondi ha incontrato una leader gay (che rappresenta solo se stessa).

''E' un fatto storico che un segretario democristiano incontri un'associazione gay'' ha sottolineato Battaglia (Ansa). ''E' la prima volta che un'organizzazione omosessuale incontra un uomo di centro di questo Paese'' (Corriere)

C'è una sottile differenza tra le parole ma in entrambi i casi credo che Battaglia, come dice il Corriere, ''esagera''. E' infatti alle cronache che Arcigay ha incontrato Cossiga, quando era ministro. Probabilmente non era segretario della Dc, ma comunque un leader d'alto livello.

Ma vediamo cosa sono i contratti privastici del Dgp:
Secondo Imma Battaglia, c'e' troppa gente che aspetta una regolamentazione delle convivenze. Per questo, la proposta dell'associazione e' ''un contratto realistico'' che stabilisce poche cose, basilari, in materia soprattutto di alloggio, assistenza sanitaria, beni mobili, eredita'.

E subito si para dagli attacchi delle altre associazioni.
''Non e' un cedimento - avverte - e le altre associazioni devono capirlo. La questione non si puo' bloccare sullo scontro ideologico''. Con Rotondi, conclude, ''ci siamo dati un mese per arrivare a una proposta di legge'' e gia' da oggi l'esponente gay chiedera' di incontrare tutti i capigruppo parlamentari per cercare sostegno.

A questo punto mi sento in dovere di rinfrescare la memoria alla ''leader gay'', che il 9 febbraio 2007 a proposito dei Dico dichiarò:

'' Non e' un progetto di legge sufficiente per la comunita' omosessuale''.
''Per il diritto di accesso in caso di malattia del convivente, per l'assegnazione di alloggi di edilizia pubblica e nelle materie del lavoro - ha continuato Battaglia - lo Stato sceglie di lavarsi le mani, lasciando totale discrezionalita' a soggetti terzi di regolare le modalita' di esercizio di questi diritti, creando nei fatti situazioni diversificate e discriminanti. Per non parlare del rinvio della reversibilita' della pensione a data da destinarsi, ad una ipotetica riforma delle pensioni, in cui comunque non si applica la disposizione sulla retroattivita'''.
''Per questo - ha concluso Battaglia - bocciamo questo ddl, e il 10 Marzo (manifestazione Diritti Ora a p.zza Farnese, ndr) scenderemo in piazza a Roma per una grande Manifestazione Nazionale e scenderemo ancora in piazza al Gay Pride Nazionale di Roma del 9 Giugno''. (Ansa)

Qualche mese, il 12 giugno (a ridosso del Roma Pride 2007), dichiara:
''Ne' Pacs, ne' Dico, il vero modello e' quello di Zapatero perche' essere omosessuali oggi e'
soprattutto una questione di dignita'''.
''La sinistra e Prodi - e' detto in una nota - avevano cavalcato molto la nostra protesta, durante la scorsa Legislatura, sembrava che un cambiamento fosse dietro l'angolo, invece siamo fermi come e peggio di prima perche' questo Governo non sembra in grado di poter cambiare nulla. Vogliamo aprire una nuova stagione di riforme democratiche, civili e libertarie in Italia, abbiamo capito che dobbiamo mettere fine alle divisioni delle nostre organizzazioni e dialogare con tutti, perche' l'omosessualita' non e' ne' di destra ne' di sinistra''.
Queste parole arrivavano pochi giorni prima del Roma Pride 2007 in cui la presidente di Dgp pronunciò il ''famoso'' discorso contro Prodi e la sinistra allora al governo.

Battaglia, nelle dichiarazioni di ieri, non ha specificato chi ''registrerà'' questo ''contratto privatistico'', ma tutto lascia pensare - dal nome stesso dato alla bozza e guardando all'orientamento di chi dovrebbe accogliere la proposta - che si tratterà di un atto dal notaio.
Allora i Dico erano insufficienti ora questa proposta non lo è, come non è un cedimento.
Allora era necessario scendere in piazza e chiedere il ''modello Zapatero'' ora bastano ''poche cose basilari''.
Nel 2007 partecipo' al Roma Pride per chiedere ''parità, dignità, laicità'', lo scorso giugno non ha fatto altrettanto perché non le piaceva quel ''testardamente''.
Un avvicinamento alla destra cominciato da almeno un anno, passato attraverso varie esternazioni tra le quali quelle degli ultimi giorni in cui dice che le associazioni (romane) stanno facendo del vittimismo e che bisogna dare una svolta strategica, non arroccandosi ideologicamente contro il centrodestra.
A distanza di poco più di un anno, sembra non più in mente, lei stessa, che bisogna porre fine alla divisione tra organizzazioni e procede a briglie sciolte verso la destra, a cominciare da Alemanno.

Nel ritratto-intervista spiega perchè ad aprile non ha appoggiato Grillini: ''Per forza, altrimenti i voti degli omosessuali sarebbero andati a lui e avrebbe vinto la destra''.

Almeno una riflessione sul calcolo sbagliato di strategia? Rutelli non credo abbia perso per quei pochi voti andati al primo turno a Grillini.
E comunque, con la sua mossa quanti voti pensava di spostare?

''Nella scorsa campagna elettorale di Roma mi sono schierata con Rutelli perché mi sembrava avesse un'apertura verso i gay. Ma io non sto da nessuna parte politica. Nulla è statico nella vita. non è qualunquismo questto''. ''Sto dove sta l'intelligenza. E l'intelligenza è cambiamento. E per cambiare le cose devi avere il consenso. Tutto qui.''

Già il consenso. Lei di chi ce l'ha?
Un’altra poi era necessaria dopo gli strali che ripetutamente in passato aveva lanciato contro l’ex leader della Margherita e che, al contrario della sua valutazione, secondo molti non aveva fatto nessuna apertura verso la nostra comunità ma solo ripetuto cose già dette che, ripetiamolo ancora, prima aveva sempre duramente criticato.


Dopo i fasti del 2000 quando ha organizzato il World Pride, la Battaglia è in declino e - un po' vittimisticamente - ha accusato le altre associazioni - durante l'incontro con Alemmano ad inizio mandato - di averla messa da parte. Al Corriere spiega che nel 2000 se n'è andata dal Mario Mieli perche aveva ''bisogno di cambiare, di dare un senso di svolta all'associazionismo omosessuale vittimista e ghettizzato''. Sono convinto che molti che mi leggono sanno, invece, perché Imma Battaglia se n’è andata dal Mieli. Altrettanti sanno che alle critiche di ‘vittimismo’ e ghettizzazione lei ha semplicemente opposto aperture a destra e a manca, a caccia di visibilità e di resurrezione.

Dimostrando più volte che per quel “ghetto” lei non ha delle proposte, ma anzi lo ignora e procede bellamente per la sua strada senza valutare se è quello che la comunità si aspetta da un suo “rappresentante”.

Dall'angoletto in cui qualcuno l'avrebbe messa tenta di uscire cercando la nuova via che porta a destra. Ma il dubbio rimane sempre lo stesso, se - come dice lei stessa - è stata messa in un angolo, il consenso dove lo trova?

Etichette:

posted by Andreas Martini @ 2:42 PM  
6 Comments:
  • At 8:06 AM, Anonymous Ratzinger said…

    Bel post andreas, molto condivisibile.

    Tuttavia Imma mi ha detto tempo fa, prima di abbandonare l'ultimo pride, che nel passato aveva capito di essersi sbagliata.
    E devi ammettere che Imma ha tutto il diritto di cambiare idea.
    E la gente, naturalmente, di non seguirla.

     
  • At 3:20 PM, Blogger Andreas Martini said…

    Ratzinger, ma infatti nella lunghezza del post mi sono perso un attimino e forse ho tralasciato di dire che Battaglia - come dici tu - ha tutto il diritto di cambiare idea. L'importante, secondo me, è che questi suoi cambi di fronte non pregiudichino la credibilità del movimento (se vogliamo pensare che ne sia uno) e cmq, prima di contraddirsi, dovrebbe riconoscere pubblicamente le cose che rinnega e specificare che si sta muovendo a titolo personale o a titolo di una minuscola associazione.
    Il suo passato non le dà rappresentatività!

     
  • At 9:45 AM, Anonymous Anellidifumo said…

    Imma avrà un futuro nel Circo Togni, come capo pagliaccio.

     
  • At 9:48 AM, Anonymous Anellidifumo said…

    Federico, a te fa difetto il fatto che sei amico di Imma. Quando parli di lei ti si obnubila la vista. Diventi buono come la Nutela e molle come un panetto di burro al sole.

    Imma è un brutto personaggio. Ora che ho avuto lo scambio di mail con lei, l'ho capito. In tutta la mia vita non mi è mai accaduto di scrivermi con un leader GLBT su questioni politiche e avere da questo risposte del tipo "Sei dovuto andartene in Canada perché qui non eri nessuno" e cose analoghe. Che oltretutto, non è manco vero: io sono venuto in Canada per non stare in Italia, che è ben diverso.

     
  • At 12:46 PM, Anonymous Lorenzo said…

    A meno che ciò che AdF non sia una colossale menzogna (e non ho motivo di crederlo) è triste che una danarosa imprenditrice, autopromossasi leader politica, si permetta di respingere le critiche altrui mettendo a confronto gli introiti pecuniari. Far soldi non significa essere nel giusto; tanto meno in Italia.
    Se è vero che si può sbagliare, poi, occorre notare che Imma ammette di essersi sbagliata solo in privato.
    Inoltre, mi sembra che per Imma sbagliare sia diventata un'abitudine: se si è sbagliata tutte queste volte in passato, perché dovremmo crederle, ora?

     
  • At 4:39 PM, Anonymous Anonimo said…

    l'arcigay ha incontrato Cossiga quando era presidente della Repubblica, non quando era ministro...

     
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About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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