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lunedì, febbraio 06, 2006
Non vogliamo un matrimonio!
(ANSA) DON GELMINI ALLA CONVENTIO DI AN SPARA A ZERO CONTRO IL PACS
'Non discrimineremo nessuno ma deve essere chiaro che esiste un solo matrimonio, sacro ed inviolabile - ha detto fra gli applausi - ed e' fra un uomo ed una donna, davanti a Dio e agli uomini'.

E chi lo vuole dissacrare! non vogliamo matrimoni ma Pacs!
Se non sbaglio Fini aveva taciuto sui Pacs, speriamo per assenzo :-)


E intanto oltre manica i "discepoli" della Thatcher, pensano al futuro scrollandosi l'omofobia di dosso:

(di Patrizio Nissirio) (ANSA) - LONDRA, 5 FEB - David Cameron ha intenzione di cambiare radicalmente l'immagine un po' polverosa e retrograda dei conservatori britannici, e dopo aver messo in soffitta le politiche thatcheriane sulla sanita', ora si appresta a smantellare gli atteggiamenti omofobici che spesso hanno segnato il partito: preparandosi a candidare un nutrito numero di omosessuali alle prossime tornate elettorali

Dreaming England....
posted by Andreas Martini @ 12:16 PM  
32 Comments:
  • At 12:40 PM, Anonymous Anonimo said…

    I would say: Dreaming everywhere but italy!
    Fini non penso sia daccordo proprio sui PACS ma ha già parlato in favore di una regolarizzazione anche delle coppie "frocie" (per dirla alla AN)... in quanto al prete, questi continuano a parlare di matrimonio come se fosse necessariamente una cosa religiosa, fottendosene non solo di chi non si sposa ma anche di chi lo fa solo civilmente... purtroppo la prevaricazione dei tonacati impera ma la colpa è della politica che non è capace /non vuole mettere dei limiti oltre i quali i religiosi non possono andare... ed è un problema globale: vedi quanto accade con le "figurine" del profeta...
    FireMan
    http://fireman.ilcannocchiale.it

     
  • At 3:07 PM, Anonymous Marco said…

    E' triste leggere frasi come "ma non chiediamo il matrimonio"... trovo molto più edificante "il Pacs non è un matrimonio, e in ogni caso il matrimonio spetta anche alle famiglie che noi gay formiamo!".

    Marco da Milano

     
  • At 3:18 PM, Blogger Andreas Martini said…

    Concordo che possa suonar male, ma visto che fondamentalmente il Pacs non è un matrimonio credo che pur di far capire loro che quello che vogliamo non è un scimmiottamento o caricatura allora meglio non usarla proprio la parola matrimonio o famiglia.
    Se ci dobbiamo mettere a farne questioni nominalistiche non finirà mai la "battaglia"....

     
  • At 3:32 PM, Anonymous Anonimo said…

    ma la questione a mio parere non è solo terminologica: infatti è proprio creando la confusione che i tonacati ed il centrodestra cercano di ostacolare il PACS; n non è un caso che si continuia parlare di "matrimonio gay" o "simil-matrimonio", volete che non abbiano capito la differenza?
    invece, confondendo in questo modo le acque riescono ad attirare a se tutti quei benpensanti-strafottenti che non spendono nemmeno 5 minuti a riflettere...

    FireMan

     
  • At 3:59 PM, Anonymous Anonimo said…

    guarda qui cosa succede in inghilterra:

    http://visitbritain.com/VB3-it-IT/experiences/gay/index.aspx

    FireMan

     
  • At 4:27 PM, Anonymous Marco said…

    Invece sì che bisogna usarla la parola "matrimonio"... ne abbiamo diritto. Non è una battaglia astratta ma concreta, sostanziale: le unioni registrate come i Pacs (o anche avanzate unioni-ghetto per coppie gay come quella inglese o quella tedesca tedesche), non sono soddisfacenti... noi gay abbiamo il diritto di non essere esclusi dallo strumento di unione (il matrimonio) a cui possono accedere tutti quanti. Il matrimonio, tra l'altro, è uno strumento di unione che a livello sociale è da millenni il simbolo universale e immediatamente compreso dell'amore e della fusione interpersonale, perciò è ineguagliabile dal punto di vista dei benefici immateriali (psicologici, sociali, relazionali); qualunque unione registrata sarebbe una unione incapace di comportare conseguenze equivalenti a quelle che comporta il matrimonio, perciò una unione di seconda classe... di sere b.

     
  • At 4:35 PM, Anonymous Anonimo said…

    marco,
    sono pienamente daccordo con te e sono anche io poco interessato al PACS, al punto che anche avendo una relazione oramai lunga e consolidata non penso proprio che lo farò.
    però dobbiamo renderci conto che non è ciò per cui si sta lottando ora, ora si lotta per i PACS e se si vuole cominciare ad avere qualcosa bisogna esser compatti.
    solo per questo motivo dico di "fare" la differenza... purtroppo abbiamo dei codardi a rappresentarci e non mi sembra di scorgere alcun cuor di leone all'orizzonte...

    FireMan
    http://fireman.ilcannocchiale.it

     
  • At 4:39 PM, Anonymous Marco said…

    Infatti io non dico no alla rivendicazione dei Pacs e non dico nemmeno che non si debba far notare la differenza fra Pacs e nozze... sto solo dicendo che sarebbe più che opportuno piantarla di scrivere frasi come "non vogliamo matrimoni", e cominciare a scrivere "i Pacs non c'entrano nulla con le nozze, che comunque ci spettano di diritto".

     
  • At 5:08 PM, Anonymous Anonimo said…

    e cosi non si ottiene nulla....
    no, io dico invece che per il moemto è meglio un passo alla volta...
    FireMan

     
  • At 6:05 PM, Anonymous Marco said…

    Come non si ottiene nulla?? Guarda che non sto proponendo di non andare per gradi nella rivendicazione politica... sto solo dicendo che non dobbiamo, nemmeno momentaneamente, annuire quando ci dicono che non siamo degni della parità piena. Mi sembra una cosa che dovrebbe essere ovvia: mettiamo al centro del dibattito politico i Pacs, sottolineando come questi non siano il matrimonio, ma non accettiamo passivamente l'umiliazione pubblica costituita dallo stare in silenzio o, peggio, annuire quando vengono sparate frasi razziste verso di noi e le vere e proprie famiglie che noi formiamo.

     
  • At 6:55 PM, Anonymous Anonimo said…

    nessuno pensa di voltare l'altra faccia, ma non essendo epoca - purtroppo - di barricate è il caso forse di seguire una strategia politica. per cui abbozziamo dicendo "non chiediamo i matrimoni", spingiamo per il PACS chiarendone la differenza e senza farci offendere...
    non so tu, ma io a roma sono molto deluso da ciò che mi circonda, non amo ArciGay ma bene o male quella nazionale - qui a roma sono 4 "poracci" inconcludenti - fa qualcosa...
    FireMan

     
  • At 6:56 PM, Anonymous Anonimo said…

    @Marco: scusa ma mi spieghi il link che hai aggiunto al tuo nome?

    @Andreas, mi spiace sembra quasi una occupazione del tuo blog...

    FireMan

     
  • At 7:38 PM, Anonymous Marco said…

    Non difendere il nostro diritto a essere trattati come tutte le altre persone (perciò il nostro diritto a sposarci nel matrimonio) significa sottostare umilmente allo status quo che violenta e umilia tutti noi gay e le famiglie che formiamo. A uno che ci dice che non siamo degni del matrimonio dobbiamo rispondere pan per focaccia, anche se nel quotidiano mettiamo al centro del dibattito mediatico-politico i pacs spiegando che non si tratta di matrimonietti alternativi; se non lo facciamo, stiamo accettando passivamente la violenza che lui esercita su di noi e sulle nostre famiglie (compresi nostri eventuali bambini).

    Il link che ho messo al mio nome è il link al comunicato stampa del 2003 della nota org. per i diritti umani Human Rights Watch a proposito della questione matrimoni tra persone dello stesso sesso. HRW spiega come permettere ai gay il matrimonio sia una fondamentale questione di rispetto dei diritti umani, non risolvibile con delle unioni registrate di nuova concezione.

     
  • At 10:35 PM, Blogger Andreas Martini said…

    @fireman: non sono molto a favore delle "okkupazzioni" ma questa non lo è e quindi è più che benvenuta!

    @fireman & marco:

    credo di poter concordare pienamente con quanto scritto da fireman.
    E ripeto che sono inutili le battaglie nominalistiche. E questo sono convinto lo sia.
    Da un lato ci siamo noi che pretendiamo i nostri diritti e le nostre "istituzioni matrimoniali", dall'altro ci sono loro che strumentalizzano la discussione a loro favore facendo passare le nostre come sovversive dei valori tradizionali.
    Sono anche io convintissimo che i gay debbano ottenere il diritto al matrimonio e non solo delle istituzioni ad hoc (vedi pacs, lebensparternschaft, o le unioni civili inglesi), anche io concordo che la parola matrimonio racchiude in sè molto più che "unioni di fatto" et similaria ma proprio perchè alla base ci deve essere l'amore allo sti cazzi se lo chiamano col modo che preferiscono.
    Purtroppo la maggioranza dell'opinione pubblica di fronte alla parola matrimonio si "spaventa" ed ecco in che modo la destra ed i cattolici strumentalizzano il dibattito.
    E' chiaro quindi che in cuor mio e credo in quelli di tanti altri gay quando diciamo pacs diciamo "mi sposo", anche senza fare le specificazioni che fai tu Marco.

    Io poi non sono un esperto ma mi viene da pensare che l'unica differenza tra pacs e matrimonio e che con i pacs nn sono previste le adozioni. Ma qui apriamo un altro difficile punto della discussione.
    Che vorrei almeno per ora lasciar perdere.

     
  • At 11:17 PM, Anonymous Marco said…

    Andreas... il rivendicare la fine dell'esclusione da uno strumento giuridico di unione, quale è il matrimonio, è tutt'altro che un affare nominalistico... si tratta infatti di pretendere la fine di un'esclusione ingiusta da uno strumento di unione; il far notare che delle unioni registrate create non "in aggiunta a" ma "al posto di" un provvedimento che permette ai gay di unirsi in matrimonio con la persona amata costituirebbero una apartheid in cui segregare i gay non è un affare nominalistico; il far notare che il matrimonio è il simbolo universlmente e istantaneamente compreso e rispettato dell'amore e della fusione interpersonale come nessun'altra istituzione e che quindi l'esclusione dal matrimonio (perciò la negazione aprioristica dello status di uniti in matrimonio, sposati, coniugi, mariti) comporta la negazione di benefici immateriali che delle unioni registrate non possono dare, non è un affare nominalistico. Questa è una questione tutt'altro che astratta, marginale o inutilmente basata sulle parole... questa è una questione di rispetto dei nostri diritti in quanto persone. In quanto tale, non va evitata timorosamente ma va affrontata con convinzione e fierezza, oltre che con capacità comunicativa è ovvio... e siccome è sacrosanta ogni opposizione conservatrice è destinata a fallire miseramente.

    I Pacs, sia quelli in vigore al momento in Francia sia quelli proposti qui in Italia non sono matrimoni alternativi ma contratti che regolamentano la vita in comune senza nemmeno imparentare. Anche nel caso in cui venissero approvate delle leggi che sulla carta garantiscono una assimilazione tra matrimonio e pacs, per le ragioni che ho detto sopra sarebbe comunque indispensabile permettere anche ai gay di contrarre matrimonio con la persona amata come tutti quanti.

     
  • At 11:36 PM, Blogger Andreas Martini said…

    marco, io più che dirti che accetto le tue posizioni non posso fare.
    solo che cerco di essere alquanto realista e visto il clima politico-religioso e la società italiana ritengo inopportuno tentare di fare passi troppo grandi.
    rimango convinto che come primo passo si debba *unitarimanete* portare avanti la battagia per i pacs.

     
  • At 11:44 PM, Anonymous Marco said…

    Andreas... io ritengo giustissimo in questo momento lavorare a tutti i livelli per mettere al centro del dibattito mediatico-politico i Pacs; io stavo solo facendoti notare che è più che inopportuno, credo umiliante, scrivere "non vogliamo i matrimoni". E' invece il caso di scrivere "i Pacs non sono il matrimonio" e, a chi aggredisce noi e i nostri nuclei familiari spacciandoci per indegni del matrimonio civile, rispondere "no. il matrimonio mi spetta di diritto".

     
  • At 12:04 AM, Blogger Andreas Martini said…

    mi spiace marco aver utilizzato parole umilianti, ma non cercavo finezze linguistiche. Credo che il senso sia ugualmente comprensibile.
    Poi perdonami ma non mi faccio mettere le parole in bocca, qualcos'altro caso mai sì :-)

     
  • At 12:25 AM, Anonymous Marco said…

    Beh, anch'io :-) :-)
    Quelle che ti suggerivo non le definirei proprio finezze linguistiche... uno che legge quella frase che hai scritto ("non vogliamo un matrimonio") non può che dedurre che il riconoscimento pieno della coniugalità non è un qualcosa che rivendichiamo... e questo è profondasmente umiliante e tra l'altro anche falso (se noti infatti la stessa battaglia del Pacs, oltre ad essere il tentativo di colmare un vuoto giuridico, è funzionale a eliminare il tabù esistente sul riconoscimento dell'affettività omosessuale e quindi funzionale a ottenere il prima possibile le nozze).

     
  • At 12:49 AM, Blogger Andreas Martini said…

    Ho già detto altrove che il Pacs è prima di tutto un istituzione che deve garantire la non discriminazione delle coppie omosessuali ed il riconoscimento della loro affettività.
    Lo ripeto per l'ultima volta.
    Se loro parlano di matrimonio io ripeto che noi non vogliamo il matrimonio ma il riconoscimento delle nostre unioni.

     
  • At 1:00 AM, Anonymous Marco said…

    Ma il Pacs non può essere uno strumento che elimina la discriminazione verso le coppie omosessuali... l'unico provvedimento che può fare ciò è il permettere anche ai gay di contrarre matrimonio con la persona amata. E' errato, e profondamente umiliante, dire che "non vogliamo il matrimonio"... pretendiamo il Pacs proprio come primo passo in quella direzione!

     
  • At 1:18 AM, Blogger Andreas Martini said…

    Ho detto il contrario?

     
  • At 1:32 AM, Anonymous Marco said…

    Sì. Hai detto infatti: "il Pacs è prima di tutto un istituzione che deve garantire la non discriminazione delle coppie omosessuali".

     
  • At 3:03 AM, Blogger Andreas Martini said…

    Ah dovevo specificare che è il primo passo....

     
  • At 9:43 AM, Anonymous Anonimo said…

    buon giorno;
    io dal mio canto cerco di essere realistico a 360 gradi.
    parto dal presupposto che il matrimonio - ovviamente civile - non sia questo granchè da agognare e lo dimostrano i numeri delle coppie etero che anche potendo non si sposano. parlare di diritti della coppia è qualcosa - a mio parere - di diverso.
    non credo affatto che il matrimonio possa fare da leva contro le discriminazioni, infatti avrei preferito una legge contro le discriminazioni da orientamento sessuale ed identità di genere per prima cosa, ma una legge seria.
    non trovo, sinceramente umiliante dire "non vogliamo i matrimoni" ma solo realistico oltre che vero per molti di noi... concordo invece sul discorso dell'"imparentare", infatti una delle prime cose che schifo di questi PACS è proprio il fatto che lo possano sottoscrivere anche persone prive di qualsiasi legame affettivo... in poche parole cerco di esser pragmatico finoin fondo...

    FireMan

     
  • At 12:58 PM, Anonymous Marco said…

    Caro FireMan...

    Qui non si tratta di ritenere il matrimonio allettante o meno per la propria vita affettiva... qui si tratta di eliminare la nostra esclusione dalla possibilità di sposare la persona amata come possono fare tutti quanti gli altri. Volenti o nolenti, noi gay italiani siamo COSTRETTI dalla collettività a non contrarre matrimonio (siamo messi con le spalle al muro)... è questo quello che non va bene, quello che chi come me porta avanti la questione nuziale mira a eliminare. E' per questa ragione che la lotta per l'apertura del matrimonio accomuna gay di qualsiasi tipo, sia quelli che desiderano convolare a nozze tradizionali sia quelli che non ci pensano nemmeno poichè ritengono il matrimonio inadatto alla propria attuale vita affettiva.

    Una legge che espliciti nella nostra legislazione, e perchè no anche nella nostra Costituzione, che le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale sono vietate sarebbe buona cosa. Tuttavia, una legge in tal senso, per essere veramente anti-discriminazione, dovrebbe modificare il linguaggio degli articoli del Codice Civile che regolamentano il matrimonio in modo da sostituire le parole "marito e moglie" con "coniugi", con tutto ciò che ne consegue anche in materia di adozioni, così come avvenuto in altri Paesi, come ad esempio la cattolicissima Spagna.

    Dire frasi come "non vogliamo i matrimoni" è umiliante poichè è chinare il capo e accettare passivamente di essere trattati da cittadini inferiori, di serie b. Cosa che in genere i gay italiani accettano sempre meno... e Grillini, con Aurelio Mancuso, è stato ben chiaro al Pride Nazionae 2005 di Milano: il Pacs è utile a rimuovere un vuoto giuridico ma serve anche a farci arrivare il prima possibile alla parità piena con gli etero anche per quanto riguarda la questione del matrimonio.

    Qualunque Pacs, anche un Pacs che imparenta, non risolverebbe la questione: lo Stato la deve piantare di selezionarci e escluderci ingiustamente dall'istituto del matrimonio.

     
  • At 3:04 PM, Anonymous Anonimo said…

    Marco, ti cito: "...il Pacs è utile a rimuovere un vuoto giuridico ma serve anche a farci arrivare il prima possibile alla parità piena con gli etero anche per quanto riguarda la questione del matrimonio." e qui veniamo al punto cruciale: se continuiamo a dire che il PACS è il ponte che ci porterà poi a chiedere il matrimonio non otterremo ne l'uno ne l'altro.
    io dico, per ora prendiamoci con forza il PACS e poi spostiamo la mira sull'obbiettivo successivo.
    inutile mettere troppa carne a cuocere, non funzionerà.

    a questo punto pero io direi di stoppare questa conversazione qui per non occupare il blog, se ti va sul mio trovi anche la mia mail per continuare...
    :)

    FireMan
    http://fireman.ilcannocchiale.it

     
  • At 3:20 PM, Blogger Andreas Martini said…

    Fireman non ti preoccupare, ti ripeto uno scambio civile di opinioni non è un'occupazione e mi è ben gradito.
    L'unica cosa vi chiedo di aspettare e fermare la discussione, riaprendola con il prossimo post che vuole essere un chiarimento delle mie posizioni.

    Ci vediamo al porssimo post allora :-)

     
  • At 3:25 PM, Anonymous Marco said…

    Ma credi veramente che gli altri siano così stupidi da non rendersi conto che ciò a cui miriamo in fondo è la parità? Veramente reputi gli altri così ingenui e impreparati?
    Mi stupisci davvero.
    Questi trucchetti truffaldini non fanno altro che giocare contro le nostre rivendicazioni: non solo contribuiscono a alimentare l'omofobia, principale benzina dell'esclusione che subiamo dal matrimonio (dare implicitamente o esplicitamente ragione agli omofobi alimenta l'omofobia), ma contribuiscono anche a screditarci come movimento davanti all'opinione pubblica: prima o poi (durante o dopo la conquista dei Pacs) tutti si rendono conto che ciò a cui miriamo è la parità... a quel punto chi ha mentito spudoratamente ogni santo giorno viene giustemente definito bugiardo, truffaldino, non degno di fiducia, inaffidabile e fà fare una figura di cacca all'intero movimento omosessuale e trans.

    Certo... mi puoi dire che intento ottieni un Pacs. Sì, ma a quale prezzo? Ottenere un Pacs attraverso l'umiliazione pubblica quotidiana di noi e dei nostri eventuali figli non mi sembra affatto un modo dignitoso e sicuro di vivere, mi spiace. Anzi, mi sembra un modo per scherzare col fuoco: alimentare l'omofobia non fà altro che rendere più forti quelli che insultano, deridono e emarginano noi e i nostri nuclei familiari -e perciò anche chi umilia e molte volte pesta i gay che si tengono per mano o, nel caso degli adolescenti, esercita bullismo e violenza anche fisica verso compagni di scuola che scoprono di essere omosessuali.

     
  • At 3:32 PM, Anonymous Marco said…

    In che senso?

    PS: ti ho spedito una mail come mi hai detto di fare... attraverso quella e/o altri commenti ai vari post di questo blog approfondiremo.

     
  • At 3:33 PM, Anonymous Anonimo said…

    @Andreas: ok, al prox post...

    @Marco: hai frainteso quanto ho scritto...

    FireMan

     
  • At 3:37 PM, Anonymous Marco said…

    In che senso ho frainteso?

     
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Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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