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lunedì, febbraio 13, 2006
Una nuova identità
Come ho scritto nei primi post di questo blog, nonostante abbia partecipato a più di un gay pride e ad altre manifestazioni organizzate dalla comunità glbt, non sono un "attivista". Non sono iscritto a nessuna associazione gay (eccenzion fatta per la tessera ad Arcigay che serve per entrare ancora in alcuni locali) nè a nessun altro movimento politico. Non mi sono, quindi, mai voluto impegnare direttamente in nessun tipo di politica gay, ho solo convintamente supportato partecipativamente le varie manifestazioni. Ma, dopo la lunga notte del programma dell'Unione e della conseguente "morte dei Pacs," ho provato un vero senso di amara delusione e di sconfitta che mi ha portato prima di tutto rabbia poi voglia di contribuire maggiormente alla "causa".
Ho deciso quindi di partecipare alla conferenza stampa organizzata da Capezzone e la Rosa nel Pugno: un incontro pubblico con i rappresentanti dell'associazionismo gay per fare il punto sulla situazione e per decidere insieme le iniziative che da qui al 24 febbraio (data per la consegna definitiva del programma) bisognerà organizzare per protestare contro il deludente programma dell'Unione in materia di riconoscimento delle unioni civili.
Con le poche ore di sonno sulle spalle (il sabato sera è un must essere "sulla scena"!) mi dirigo di buon ora verso la sede del Partito Radicale, speranzoso nel sentire prese di posizione più decise, nei confronti della deludente prova di civiltà laica dimostrata da Rutelli e fedeli, di quanto lo fossero state quelle di Alessio de Giorgi (direttore di gay.it, presidente di Aricgay Toscana) ma soprattutto di quelle di Franco Grillini, deputato DS e primo firmatario della proposta di legge sui Pacs.
La conferenza è introdotta da Capezzone che lascia subito la parola ad Emma Bonino e a Ugo Intini capogruppo alla Camera dello SDI. La Bonino da testimone diretta della lunga notte del programma, fà un breve resoconto e scandisce, senza nascondere sorridenti smorfie di disapprovazione, le famose "sette righe" entro cui è concentrata la linea programmatica sul riconoscimento delle coppie di fatto. Senza stare a ripetere il tutto è bene ricordare che scompare, come preannunciato, l'istituto dei Pacs ma scompaiono contemporaneamente soprattutto qualsiasi riferimento alle unioni civili e si parla solo di diritto di persone facenti parte di una unione di fatto. La grande vittoria sarebbe quindi solo l'inserimento della non discriminazione dell'orientamento di fatto al fine determinare "la natura è la qualità" di queste unioni. Perchè addirittura si rischiava di non inserire affatto la specificazione dell'orientamento sessuale!
Ugo Intini conferma il sostegno del suo partito, lo SDI, ai Pacs che definisce "nuove frontiere di libertà".

Arrivano poi le tanto agognate prese di posizione decise, con Imma Battaglia e Giuliano Federico (Gay.tv).La prima fa nomi e cognomi e, bando al politucally correct, non usa mezzi termini nel definire Vladimir Luxuria un "travestito" che potrà rappresentare al massimo se stesso/a, ed accusa quindi Bertinotti, che parla trionfante di un buon accordo sul programma, di essere solo a caccia di poltrone e di aver candidato Vladimiro Guadagno solo per mettersi a posto la coscienza nei confronti dei suoi elettori gay.
(E' ancora dalla sua l'elettorato gay? a leggere i forum dei vari portali gay.... uhm....).
La Battaglia in piena assonanza con il suo cognome dichiara guerra ai voltagabbanda dell'unione, ricordando la grande opportunità che offre la nuova legge elettorale e, smentendo tutte le vecchie voci su una sua candidatura per il PRC, dichiara apertamente il suo voto ed il suo sostegno alla Rosa nel Pugno. Per la prima volta mi sono sentito felicemente d'accordo con lei!
Quando ho sentito poi Giuliano Federico mi sono sentito leggere nel pensiero, anche se a distanza di tempo. Già da appena aperto questo blog, infatti, avevo intenzione di scrivere qualcosa su Arcigay, non chissà quale scoop, ma giusto il mio dissenso su gran parte della politica attuata negli ultimi anni, poi preso da altri avvenimenti ho scritto altro. Avrei comunque detto qualcosa di già sentito visto che Giuliano in un articolo su Gay.tv oltre a profetizzare la recente morte dei Pacs, iniziava a puntare il dito sugli intrighi tra DS ed Arcigay.
Federico, in conferenza, ha ricordato il disdicevole episodio avvenuto alla conferenza dei DS ai primi di dicembre: Bersani nel suo intervento si scordò di parlare del riconoscimento delle unioni civili e dei Pacs, nonostante era stato più volte ripetuto che i Democratici di sinistra li considerassero un punto fondamentale del loro programma, solo un Franco Grillini che alza la voce fa ritornare in discussione i suddetti temi, ma non senza creare dissensi urlati a gran voce insieme ad insulti personali rivolti anche allo stesso Federico lì presente. Non so bene le dinamiche ma comunque si arriva al discorso di Paola Concia di Gayleft e si esce esultanti convinti del pieno sostegno del maggior partito dell'Unione.
Ma sicuro che i DS siano totalmente a favore? A quanto pare avevano anche preparato manifesti da affiggere in tutta italia per promuovere la sensibilizzazione popolare verso i pacs. Manifesti, misteriosamente mai comparsi.

Federico, dopo l'articolo "In morte del Pacs" e dopo altri articoli che puntavano ad aprire gli occhi ai lettori del portale per cui scrive, sull'ambiguo comportamento dei DS, viene accusato di distruggere il lavoro e la collaborazione di anni tra la maggiore associazione glbt italiana ed il maggior partito di sinistra. Accuse ripetute sottilmente ma anche apertamente dallo stesso Grillini, intervenuto telefonicamente alla conferenza stampa, subito dopo l'intervento del giornalista di Gay.tv. Ma, d'altronde, Federico non ci era andato leggero quando ha maliziosamente ricordato che dopo il Gay Pride di Milano 2005, chiese al deputato ds e presidente onorario dell'arcigay se qualora l'Unione avesse bocciato i PaCS fosse stato pronto a ritirare la sua candidatura. La risposta fu affermativa. Grillini ad oggi, pur non concordando con la formula scelta dall'Unione, difende comunque il risultato ottenuto ('un buon inizio') e ribadisce invece il suo sostegno al partito ed alla coalizione, prospettando a breve altre iniziative di sensibilizzazione sui Pacs.
'Abbiamo messo la questione al centro del dibattito politico'. Questo è il risultato ottenuto: veder impegnati i leaders dei partiti dell'Unione a discutere per sei ore di diritti per le persone omosessuali e trasngender. Dopo questo lungo dibattito erano tutti sicuri che Prodi avesse trovato una proposta condivisa da tutta l'Unione e tutti si convinsero che i Pacs, anche se con altro nome, sarebbero stati presenti nel programma.
Ci sono? No! Grillini ritirerà la sua candidatura? Chissà! Arcigay continuerà a sostenere apertamente i DS? Chissà!

Bisogna dare atto che è presto per tirare le somme, visto che ci sono ancora circa due settimane per intervenire pubblicamente e sperare in una revisione del programma. Una revisione che faccia uscire quest'ultimo dall'"ambiguità" e che si faccia chiaro riferimento ai diritti della coppia ed alle unioni civili. Ed è proprio pensando a queste due settimane che Capezzone conclude la conferenza definendola il punto di partenza verso una più fattiva collaborazione tra il suo partito ed il movimento glbt.
Quali però i punti di partenza?
Innanzitutto ricordare a Pierferdinando Casini ed alla sua compagna Azzurra che il Pacs portrebbe tornare utile pure a loro se lo volessero, come servirebbe soprattutto a tante coppie di Perferdinando e Pierferdinando o di Azzurra e Azzurra.
Il Pacs non toglie, quindi nulla ai valori cattolici (nessuno si dimentica che il 68,7% dei cattolici è favorevole) nè tanto meno indebolisce il concetto di famiglia e di matrimonio tradizionale, offre semplicemente una possibilità in più alle coppie che decidono di non sposarsi ed offre l'unico, minimo e giusto riconoscimento alle coppie omo. Quindi puntare alla trasversalità, come accennato anche da Grillini, ma soprattutto chiedere una più chiara presa di posizione dei DS anche riguardo ad altri temici etici. Nota la lista unica con la margherita e nota la candidatura per questi ultimi della professoressa Paolo Binetti di Scienza&Vita (antireferenadria sulla legge 40), Capezzone vorrebbe sapere come voterebberro i due partiti di fronte ai temi etici... a loro l'ardua risposta!
Condivido anche il ripetuto sostegno della Rosa alla coalizione di centrosinistra nel chiaro impegno di battere Berlusconi e la sua Case delle Libertà, ma condivido soprattutto il richiamo fatto in primis da Federico al non considerare l'antiberlusconismo l'unico punto principale del programma di Prodi e compagni. Quello che ci si aspetta da una sinistra europeista è una chiara linea riformatrice che faccia recuperare la grossa lacuna creatasi sul piano dei diritti umani e civili tra l'Italia ed il resto della Comunità Europea. E' forse bene ricordare che alla votazione alò Parlamento Europeo sulla risoluzione UE contro l'omofobia, la Margherita pur aderendo ad una gruppo liberale si è astenuta ed altrettanto hanno fatto gli eurodeputati di FI, nonostante il gruppo di cui fanno parte, il PPE, abbia votato a favore.

Al di là della conferenza di ieri arrivano anche altre prese di posizione ed iniziative a cui ho aderito. Giovanni dall'Orto, direttore della rivista "Pride", invita tutti i rappresentati della comunità glbt italiana impegnati in poltica a rifiutare o ritirare le candidature per partiti che non sostengano apertamente le battaglie che da dieci anni a questa parte si stanno portando avanti! Qui le adesioni già prevenute.

Tiro le mie somme. Alla luce dei fatti considero fallita la lunga politica di mediazione e di compromesso o meglio considero sbagliati gli interlocutori. E' vero che si puntava in alto e si puntava ad partito di grossa rappresentanza e di grande valore elettorale ma dopo il sostegno alla presentazione del progetto di legge sui PAcs di Grillini ci si aspettava molto di più! Non ci si può accontentare che i Pacs siano entrati nell'agenda setting di tutti i partiti della coalizione di centrosinistra e che i leaders di questi siano stati "costretti" a parlarne per ore. E' vero che Pacs dopo Tsunami è diventato il neologismo più famoso del 2005 ma questo non è un risultato politico, è esclusivamente un pur importante risultato mediatico.Amareggiato per la manifestazione del 14 gennaio Prodi ha ignoranto la grande partecipazione che ha riscosso quest'ultima, contraddetto le sue parole di san martino in campo ed ha fattivamente sottovalutato o meglio, ripeto, ignoranto le richieste di una importante numero di suoi elettori.Non credo però che tutto debba essere buttato alle ortiche. Non sono convinto che puntare, come avvenuto in altri paesi, direttamente ai matrimonio avrebbe portato, nell'ottica delle contrattazione al ribasso, ad il riconoscimento dei Pacs. Anche perchè lo ripeto ancora il Pacs era già un progetto di legge dell'opposizione di centrosinistra sostenuto dai Ds e firmato da più di 160 deuputati!
Vista la situazione nazionale, che checcè se ne dica è ben diversa anche da quella spagnola, si rischiava una sconfitta ben più grande di quella attuale. Credo invece che, vista la inaspettata ambiguità dei mesi scorsi dei democratici di sinistra, bisognasse puntare soprattutto ad una maggiore trasversalità prima di tutto all'interno della coalizione di centrosinistra. E' chiaro che il sostegno dei partiti minori è meno rassicurante ma comunque da considerare più attentamente di quanto fatto fino ad ora. Non ci stupiamo se poi tutti questi piccoli partiti che hanno aderito e partecipato (al contrario dei DS) al Tutti in Pacs considerino accettabile il compromesso raggiunto la settimana scorsa.Credo, in definitiva, che prima di tutto vada (ri)formata e costruita una vera e forte identità politica ed associativa del movimento glbt; intendo una identità indipendente da qualsiasi legame politico particolaristico ma aperta verso tutte le
formazioni politiche pronte a farsi portatori delle nostre richieste; e in vista delle prossime elezioni, nell'ottica della
legge proporzionale, credo si debbano sostenere tutti quei partiti che nonostante l'ambiguità del programma unitario
dichiarino nei loro programmi di puntare comunque a progetti ben più validi e che si impegnino a portarli a breve termine
nella prossima legislatura. Punto quindi i miei interessi in modo particolare sulla Rosa nel pugno!
Upgrade (16/02/06): Un piaccola precisazione che lo stesso Giuliano Federico mi ha fatto pervenire. Il giornalista di gay.tv non era presente alla conferenza programmatica dei DS nè per adesione personale nè come inviato. Il resoconto che lui riporta è stato fatto da altre persone e le accuse non fatte in quel momento ma attraverso altri canali.
Mi scuso per l'inesattezza.
posted by Andreas Martini @ 2:49 PM  
1 Comments:
  • At 2:03 AM, Anonymous Anonimo said…

    quindi da come ho capito andresti a sostenere la Rosa nel Pugno? :)
    condivido molte tue osservazioni ma io non credo ci sarà mai in Italia una sinistra liberale e riformista..fino a quando non avverrà un "big bang" o una grosse koalition o un governo istituzionale che rimescoli un po' le carte. Grillini si commenta da sé con tutte le gaffe che sta facendo..mentre Imma Battaglia conferma la mia fiducia. Esiste un movimento, NGL, che ha sede nazionale a Cesena e già da molti anni porta avanti l'idea di una lobby trasversale agli stessi schieramenti, e con grande successo a livello locale. l'Arcigay ha fallito, deve cambiare TOTALMENTE la sua classe dirigente.

     
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About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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