Secondo un sondaggio della Demos-Eurisko per Repubblica.it siamo al minimo storico di consensi per le unioni civili: con punte del 63,8% del settembre 2005 e 63% del giugno dell'anno scorso ora siamo scesi al 50.3%. Pochissimo sopra la maggioranza. E si badi bene che nella domanda non è nemmeno specificato che sono comprese le coppie omosessuali anche se si sa che i maggiori beneficiari saremmo noi. Un dato allarmante? Sicuramente lo deve essere per il nostro movimento. Questa è l'ennesima dimostrazione che abbiamo e stiamo tuttora sbagliando molto dal punto di vista politico, se per politico si intende la capacità di raccogliere consensi tra la gente comune. Ed il sondaggio arriva proprio a pochi giorni dalla manifestazione di Piazza Farnese. Ecco perchè non si può proprio ignorarlo.
Ma chissà, si diceva che la classe politica era distante dalla popolazione, molto più avanti su certi temi etici e non, ora che il divario scende (meno della metà del parlamento è favorevole alle unioni civili) può darsi che qualcosa la otterremmo.
(La Stampa) - Daniele Capezzone: "Io a piazza Farnese ho visto tanta timidezza", "Tre mesi fa era iniziato un percorso, certo lento e farraginoso, di varie proposte di legge sulle unioni di fatto in Parlamento, e Prodi l'ha stoppato con un fermi tutti, faccio io. Poi ha prodotto un compromesso al ribasso. Poi ha incanalato quella proposta di legge ridicola su un binario morto. Poi s'è smarcato. E vogliamo sostenere che se l'Italia non avrà diritti per le unioni di fatto non è lui il responsabile?"
Sono omosessuale, sto con la mia compagna da quasi7 anni. Abbiamo acquistato casa, mutuo di 30 anni, 1.440 euro al mese. Ingegnere, entrambe apprezzate in due grandi aziende italiane nelle quali contribuiamoad alzare il Pil del Paese. Da un mese sto riflettendo sui“Dico”. Che mi sembravano e mi sembrano oggi una presa in giro. Diritti rimandati a decisioni di altri enti. Anni per ottenere qualcosa che chi si sposa ha con una sola firma. Penso che il movimento omosessuale abbia sbagliato ad allearsi con le convivenze eterosessuali, perché è vero che per una coppia eterosessuale i Dico sono, come dice il Papa, una forma di deresponsabilizzazione, perché permettono di scegliere tra due forme, una impegnativa e vincolante (il matrimonio), e un’altra che non lo è. Ma noi omosessuali, invece, non possiamo scegliere. Credo che fare questa legge rischi di diventare una discriminazione: certificare, scrivere, documentare, che il nostro amore vale di meno.
Noi paghiamo le tasse, abitiamo in mezzo a voi, andiamo alle riunioni di condominio, apriamo le porte degli ascensori alle vecchiette dei palazzi dove abitiamo. Ci accudiamo nella malattia. Tutte le cose banali che succedono nelle famiglie. Chiedo: è davvero questo pezzo di carta a minare la Sacra famiglia? Noi ci sentiamo, ora, in Italia, come gli ebrei al momento della promulgazione delle leggi razziali. Discriminati senza logica e motivo.
Credo che pericolo per la famiglia sia la pedofilia dei padri sui figli/e, i figli che ammazzano i genitori per soldi, che privi di valori copulano sui banchi di scuola. Da quali famiglie normali sono nate queste depravazioni? Sento la mancanza di Pasolini, che sapeva abbattere le ipocrisie con le parole, farci vedere nudi, come siamo. Le battute volgari di certi senatori a vita mostrano che è la Sacra famiglia oggi a essere nuda. Noi, omosessuali d’Italia, sappiamo che il cinismo politico avrà la meglio. Credo che i Dico saranno accantonati. Siamo anche disposti ad aspettare che questa briciola ci venga data dopo. Però, le offese no. Noi siamo vestiti di dignità. Quella che sta mancando al Parlamento codardo. La discriminazione ci impedisce di essere organizzati, e il governose ne sta approfittando. Il 10 marzo (alle ore 15 a piazza Farnese a Roma) ci sarà una manifestazione che deve essere grande. Agli amici eterosessuali chiedo: mettete questo sulla vostra pelle. Tutti questi no. E sentite quanto bruciano. E stateci accanto. Noi siamo una comunità che siete abituati a vedere colorata. Oggi siamo in lutto. Stateci accanto il 10 marzo.
Questa è una lettera-appello di Cristiana Licata (scrittrice) apparsa su Metro (p. 20). Ci sono delle frasi forti, che ho evidenziato. A molti (per lo più eterosessuali) suonerà addirittura esagerato paragonare la nostra situazione a quella degli ebrei ai tempi della promulgazioni delle leggi razziali. Forse è esagerato anche per me. Ma allo stesso tempo, vivendo io sto con difficoltà la situazione politica attuale, non trovo del tutto sbagliato il paragone con gli anni 30 del secolo scorso. Inutile dire quanto abbia apprezzato e condiviso le parole di Cristiana Licata.
Ogni giorno prendo il tram proprio lì, davanti alla sede dell'UDEUR. Ogni giorno penso a qualche azione dimostrativa. Più che altro ho sempre sperato di incrociare Clemente per urlargli qualcosa ma niente pur essendo il suo ministero a due passi. Niente mai visto.
Vabbeh qualcun'altro ha pensato ad un'azione intimidatoria. Certo Ricollegarla alla posizione dei campanili sui DiCo è veramente surreale!
(ANSA) Tra una polemica e l'altra, infatti, i Dico martedi' iniziano l'esame in Parlamento, insieme ad altri 9 provvedimenti sempre sulle unioni civili. Un iter che si preannuncia in salita, anche perche' il presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama Cesare Salvi esclude di voler prendere come riferimento il testo del governo, troppo ''pasticciato''.
Un commento che i super tecnici dei due ministeri che hanno lavorato al progetto non hanno gradito: ''Tutto puo' essere perfettibile - affermano Renato Balduzzi, consigliere giuridico del ministro delle politiche per la Famiglia (Universita' di Genova) e Stefano Ceccanti, capo dell'Ufficio legislativo del ministro per le Pari Opportunita' (Universita' di Roma La Sapienza) - ma perfettibile non e' sinonimo di pasticciato''. Libero ovviamente Salvi di scegliere un altro modello di riferimento, aggiungono poi i due esperti, basta che rispetti ''i limiti del modello previsto dal disegno di legge del governo''. Insomma, il testo Bindi-Pollastrini e' stato il punto di caduta per la maggioranza e dunque non ci si puo' spingere oltre, a meno che non si voglia far saltare il banco, e' il monito fra le righe.
Il vice premier su Rai Tre: «Su questo argomento non cade il governo»
«È un tema che piace tanto ai giornali, ma per gli italiani oggi è più importante l'economia». Polemica Binetti-gay: «Un po' ingenua»
Gli italiani, secondo il leader della Margherita, hanno ben altre preoccupazioni: lavoro ed economia. Come dargli torto? Solo che vedo così distanti, per le tematiche trattate, i due impegni che non vedo perchè non si possano portare avanti contemporaneamente. A maggior ragione se si considera che aumento dell'occupazione e crescita dell'economia non si ottengono con un DDL, le unioni civili e addirittura il matrimonio gay, si!
Il governo poteva cadere sui DiCo, ma il senatore Silvestri (Verdi-PdCI) ha preferito rimanere nell'ombra. Silvestri chi?
Qui i DiCo non sono mai stati ben visti, ma certo non si è gioito per la loro esclusione dal "nuovo" programma prodiano. Qui si sta con Russo Spena (PRC) che ha invitato Prodi a parlarne nella sua audizione in Senato per il voto di fiducia e soprattutto chiede che il governo non ritiri il ddl come chiesto da Mastella. Da qui l'affondo: «Se c'è per noi un richiamo alla disciplina sull'Afghanistan - dice ancora Spena - questo deve avvenire anche per i Dico».
Senatore Silvestri (Verdi, fondatori di Arcigay) non voti la fiducia!
Parafrasando Vendola, i DiCo non sono una priorità
Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia, già deputato PRC, gay cattolico dichiarato) sul Corriere della Sera parla della crisi di governo, degli errori dell'estrema sinistra apre ai centristi (leggi Follini e Casini) e, inevitabilmente, accenna ai DiCo:
I 12 punti di Prodi non gli sembrano la paventata svolta centrista. «Sono una sintesi di priorità. Non sono né una smentita né un ribaltamento del programma dell'Unione. Consentono di uscire fuori da una navigazione a vista e di riprendere in mano la bussola e il timone». Mancano i Dico, ma Vendola non se ne scandalizza, anzi considera un errore averli affidati a un disegno di legge governativo: «Sulle questioni eticamente sensibili meglio scegliere il canale parlamentare, piuttosto che quello del governo. Così si è iperpoliticizzata la questione dei Dico, e la si è ricondotta allo scontro tra maggioranza e opposizione, rendendo più difficile entrare nel merito». Né la sinistra deve aver paura della Chiesa: «Se ci sono tentazioni neoclericali, bisogna evitare di replicare con tentazioni iperlaiciste, come se si fosse tutti chiamati a raccolta attorno al simulacro della breccia di Porta Pia». Vendola non vede una frattura con i movimenti pacifisti e no global.
La Rosa, pur appassita, è la nostra unica paladina
Marco Pannella in diretta su Radio Radicale ha raccontato importanti retroscena del vertice di maggioranza pre rinvio alle camere deciso da Napolitano.
Un anno fa, con Emma Bonino, la Rosa nel Pugno non sottoscrisse il programma dell'Unione poichè la parte relativa alle unioni civili era scadente. La settimana scorsa, con Marco Pannella ed Enrico Boselli, la Rosa nel Pugno non ha firmato il documento con il "nuovo" programma in 12 punti. Prodi infatti voleva presentarsi dal Presidente della Repubblica con il "contratto" sottoscritto da tutti i leaders della maggioranza. La RnP si è rifiutata di firmare anche perchè mancavano i DiCo:
«Prodi - racconta oggi Pannella - ha detto a noi quello che poi è stato detto a tutti: "il documento fa riferimento a quello che il governo deve ancora fare, non a quello che ha già fatto. Che resta". Ma io gli ho contestato pubblicamente che il ragionamento è debole: dimenticava completamente che la sede in cui stava parlando era l’incontro con i segretari politici della maggioranza. E dunque gli impegni da concordare e portare al Capo dello Stato sarebbero dovuti essere quelli sull’attività del governo che la maggioranza si impegnava a portare a termine. Di tutto questo - racconta Pannella a Radio radicale - nessun italiano è stato messo a conoscenza ma è la verità dei fatti. E ora almeno lo sapranno per le loro valutazioni gli ascoltatori di Radio Radicale». (fonte: Corriere.it)
Prodi bis presenta un programma bis altrimenti detto patto di governabilità in 12 punti a cui tutti i leader dell'Unione pare siano disposti a dare la fiducia.
I 12 punti:
politica estera
scuola e cultura
infrastrutture e Tav
fonti energetiche
liberalizzazioni
mezzogiorno
riduzione della spesa pubblica
pensioni
politiche della famiglia
incompatibilità
portavoce
autorità del premier
Ci sono i DiCo? Chiaramente no. Non ho mai pensato che ci potessero essere. Chissà se come dice l'amico Sciltian sia vero che in parte ho contribuito a fare in modo che andasse a finire proprio così. Io sono convinto della mia idea, che sia meglio il nulla. Ma non ci si doveva arrivare così. Così è veramente una sconfitta su tutta la linea. Ora più che mai è importantre scendere in piazza!
La caduta (in piedi) del Governo Prodi impone una riflessione, sopratutto a chi - come me - si sta convincendo sempre più che ieri si sia consumato un "delitto perfetto". Mandanti Ruini & Co., esecutori materiali i senatori a vita Andreotti, Cossiga e Pininfarina. Bisognerebbe accusare i senatori dissidente, Rossi e Turigliatto , di favoreggiamente ma io propendo per assolverli per incapacità di intendere e prevedere. Ci piacerebbe poter assolvere anche l'incauto D'Alema ma mi pare uomo troppo intelligente per non capito i richisci a cui andava incontro. Il movente? Beh visti gli "imputati" mi sembra chiaro: evitare che i DiCo possano arrivare in aula. Questa teoria sembra tanto più plausibile se si considera che molto probabilmente Prodi otterà la fiducia per un su governo bis. Qui non si è mitomani e quindi non si pensa assolutamente che i DiCo siano più importanti della politica estera e di difesa la si prova a pensare con la mente lungimirante di Andreotti-Cossiga-Pininfarina: facciamogli capire chi è più forte qua dentro. Ed i forti sono loro, sapevano che pur spingendo Prodi alle dimissioni, questo avrebbe comunque avuto la fiducia per un governo bis e quindi hanno utilizzato il voto di ieri per inviare un segnale d'allarme al Premier. Far andare in minoranza il Governo direttamente sui DiCo sarebbe stato troppo eclatante - chissà comunque se Bindi si fosse comportata come D'Alema mettendo una fiducia morale sul voto. Il potere forte del Vaticano non si poteva palesare così apertamente meglio utilizzare un strategia, un pò più subdola.
La riflessione che si impone ora a noi, che comunque vada la prendiamo in culo, è sul senso dà dare alla ormai vicina manifestazione del 10 marzo a Piazza Farnese. Le motivazioni per cui scendere possono tranquillamente rimanere le stesse, ma la richiesta di "diritti ora" a chi la facciamo? Da quella piazza lanceremo un messaggio, ma a chi? In base al ragionamento di prima, un Prodi-bis o un qualsiasi altro governo di transizione - perchè tale sarà - avrà mai il coraggio di portare in Senato il ddl sulle unioni civili? Non credo proprio. Il tema per quanto assurdo ci possa sembra è considerato un tema etico e sappiamo benissimo quali fantasmi si porta dietro qualsiasi tema etico in Italia. Una riflessione che ripropone ancora per l'ennesima volta un cambio di strategia o meglio l'ideazione di una strategia seria. Perchè diciamocelo, siamo a questo punto per in quanto a lungimiranza e capacità strategiche il nostro movimento è indiscutibilmente deficitario!
Se prima eravamo pensavamo che i DiCo non avrebbero mai avuto i voti necessari per passare ora ne siamo certi. Si inizi a cantare la messa da Requiem per i DiCo.
A parte due post in forma di slogan non ho commentato i Di.Co. Non sono un giurista e non avrei saputo farlo in termini correttissimi. Dal punto di vista giuridico vi consiglio - un pò in ritardo - la lettura critica che ne ha fatto Teo, un italiano in america che se studia alla Law School di Yale un motivo ci sarà. Sono rimasto indignato di fronte alle parole di Amato che sostiene i Di.Co. siano meglio dei PaCS francesi. A me è venuto spontaneo pensare che fosse una presa per i fondelli. Sicuramente ne sa qualcosa più di me Gabriele, un italiano pacsato in Francia, che non dice cosa sia meglio o peggio ma, con cognizione di causa, analizza le differenze. C'è poi un noto italiano pacsato al consolato francese che dà pienamente ragione ad Amato. La sua versione la trovate in un editoriale su sul portale, Gay.it.
Se però non si parla di giurisprudenza qualche cosa, molto opinanbile, la posso dire pure io. Nonostante il Governo e soprattutto una sua Ministra abbiano pronamente accettato i limiti imposti dalla CEI ed entro questi si siano mossi creando un "legge fasulla" i vescovi italiani e la Curia hanno comunque tuonato. Prodi dall'Estremo Oriente si dice molto sereno sulla questione, nonostante l'aria di scomunica che si respira forte da queste parti. Ora non ci voleva una chissà quanto sviluppata arguzia politica per prevedere che sarebbe andata così e cioè che in qualsiasi modo la legge sulle coppie di fatto avrebbe fatto incazzare il Vaticano. Mi chiedo a questo punto perchè la sinistra DS e la sinistra radicale non si siano impegnate a portare aventi le loro posizioni per poi, se proprio si doveva, scendere a compromessi con i Cattolici. E' lo stesso discorso che facevo quando contestavo il richiamo alla sintesi fatto dla "presidente friendly", comunistone e mangiapreti (?!?!?!?), Giorgio Napolitano. Ma sintesi tra chi, visto che nel ddl non c'è nulla o quasi di quello che chiedeva la sinistra radicale, la sinistra DS, la RnP e soprattutto di quello che chiedevamo noi glbt? Tra Cattolici e Cattolici?
E non sto qui a ripetere quanto mi fa incazzare che usino la leggina Di.Co. per dimostrare la laicità del Governo. Nonostante il gioco delle parti in cui Ruini&Co. conituano a recitare il ruolo delle vittime, è chiaro a tutti o quasi che laici questo Governo e di conseguenza questo Paese non lo sono.
Ho poche speranze che anche dopo rimaneggiamente e, molto probabilmente, peggioramenti la legge possa passare ma penso pure che se non fosse approvata il Governo ci perderebbe la faccia anzi perderebbe tutto. Non era forse meglio richiare di più, rischiare il tutto per tutto per qualcosa di valido e non una leggina che non piace a nessuno? Quelle ultime speranze che ho le ripongo in Cesare Salvi che da presidente della Commissione Giustizia al Senato sarà realtore del ddl governativo e delle altre 7 proposte. Spero che riesca a trovare una vera sintesi tra queste proposte anche se quelle più apertamente pro coppie gay sono in minoranza. Basti pensare che l'unica proposta sul matrimonio gay sia stata fatta da Capezzone e non da un Grillini, una Luxuria o una De Simone!
Se come molti pensano una legge sulle unioni civili non dovesse passare, mi si dirà che comunque è stato un passo avanti, che per la prima volta si è parlato di coppie di fatto concretamente e che l'Unione ce l'ha messa tutta? No, non ci sto! Preferisco sacrificare tutto e dimostrare al mondo intero che in questo paese è sovrano qualcun'altro non il popolo!
Name: Andreas Martini Home: Roma, Italy About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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