Nichi Vendola: desiderio di paternità e adozioni gay
MILANO — Per Nichi Vendola la privacy è un tesoro da nascondere. Della sfera personale non parla volentieri, né è mai apparso in pubblico con il suo compagno. «Non sono un prodotto piccante per polemiche politiche», dice. Le questioni private, insomma, devono restare tali. Eppure in questi giorni qualcosa è cambiato. La parete di riservatezza che lo protegge da quando guida la Regione Puglia è caduta: «Vorrei essere padre», dichiara esprimendo così un «desiderio di genitorialità». Qualcosa di più complesso della cruda biologia: «Il sangue non c'entra — specifica — per me la paternità non è un dato fisiologico, limitato al proprio seme». È una questione d'amore: «Allevare un figlio significa accudirlo, conoscerlo e ascoltarlo». Ed è per questo che pensa all'adozione: «Del resto dal punto di vista del genitore non credo possa esserci differenza tra un figlio adottivo e uno naturale».
Parafrasando Vendola, i DiCo non sono una priorità
Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia, già deputato PRC, gay cattolico dichiarato) sul Corriere della Sera parla della crisi di governo, degli errori dell'estrema sinistra apre ai centristi (leggi Follini e Casini) e, inevitabilmente, accenna ai DiCo:
I 12 punti di Prodi non gli sembrano la paventata svolta centrista. «Sono una sintesi di priorità. Non sono né una smentita né un ribaltamento del programma dell'Unione. Consentono di uscire fuori da una navigazione a vista e di riprendere in mano la bussola e il timone». Mancano i Dico, ma Vendola non se ne scandalizza, anzi considera un errore averli affidati a un disegno di legge governativo: «Sulle questioni eticamente sensibili meglio scegliere il canale parlamentare, piuttosto che quello del governo. Così si è iperpoliticizzata la questione dei Dico, e la si è ricondotta allo scontro tra maggioranza e opposizione, rendendo più difficile entrare nel merito». Né la sinistra deve aver paura della Chiesa: «Se ci sono tentazioni neoclericali, bisogna evitare di replicare con tentazioni iperlaiciste, come se si fosse tutti chiamati a raccolta attorno al simulacro della breccia di Porta Pia». Vendola non vede una frattura con i movimenti pacifisti e no global.
Name: Andreas Martini Home: Roma, Italy About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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