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sabato, giugno 21, 2008
Un anno di GayToday
Nella colonna di sinistra di questo blog il logo di GayToday è sotto la scritta “Il mio orgoglio”.
Perché è veramente con orgoglio che partecipo il più possibile (ultimamente meno come ultimamente scrivo molto meno su questo blog) al lavoro che c’è dietro quello che in un anno è diventato un bellissimo luogo di incontro virtuale per la nostra comunità, una agorà dove confrontarsi, un laboratorio di idee, una fucina di progetti e, soprattutto, un modo per fare politica glbt, che parte dalla visibilità e si concretizza nella partecipazione a manifestazioni e dibattiti.
GayToday compie un anno, il sito ha visto la luce il 16 gennaio 2007, in concomitanza con il Roma Pride07, ma c’erano già stati almeno un mesetto e più di preparazione anzi direi di “definizione”.
Abbiamo cominciato a vederci, su invito di Cristiana Alicata, senza un progetto ben definito in mente il 3 maggio dell’anno scorso. E da lì quasi ogni settimana ci incontriamo e scontriamo per rendere sempre di più GayToday un progetto innovativo che possa portare nuova linfa al nostro movimento.
Allora, come oggi, c’era tanta voglia di unire, a partire dal mondo blog, varie esperienze che non si riducesse solo a “rivoluzioni da tastiera”, ma che prendessero in qualche modo vita, forma, efficacia.
Siamo partiti con l’idea di un documento da presentare alle numerose associazioni glbt, ma ci sembrava poco incisivo, uno dei tanti che dopo si sarebbe potuto trasformare in poco o niente.
Però sentivamo che la “base” glbt doveva iniziare a farsi sentire. Dovevamo inventarci qualcosa. Allora ho proposto un’idea che sognavo da tempo di realizzare, ma che non ero mai stato in grado di fare: un aggregatore per blog glbt. D’altronde noi tutti della redazione ci siamo incontrati proprio grazie ai blog.
L’iniziale diffidenza verso qualcosa che rischiava di ridursi in uno dei tanti siti web inutili, si è trasformata in passione, in impegno costante. Passione ed impegno che hanno stupito anche me, che credevo l’idea non potesse interessare. Quando GayToday, il 16 giugno 2007, ha visto la luca ero contentissimo quasi commosso.
E settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, vedere il tempo che ognuno della redazione dedica a GayToday, continua a stupirmi.
Soprattutto perché non è sempre tutto facile. In un anno ci sono state, naturalmente, divergenze di idee e discussione, a volte anche scontri con toni accesi ma siamo ancora lì, a dispetto di chi ci preannunciava una breve esistenza, perché forte è la voglia di portare un contributo concreto alle battaglie politiche della nostra comunità.
Ho avuto anche io la tentazione di mollare, ma fortunatamente – forse sfortunatamente per loro – sono ancora lì. Anche se, purtroppo, visto il master che sto frequentando poco presente e meno partecipe del solito.

Un’ultima cosa. Parlo di GayToday come suo redattore ma se andate a vedere il “Chi Siamo” tra la redazione il mio pseudonimo (Andreas Martini non è il mio nome, lo sapevate vero?) non c’è. Non c’è per rispetto degli altri redattori che mettono il nome e cognome ma, ultimamente, per scelta personale. Infatti sono “diventato visibile” o meglio “più” visibile (lo ero già prima evitavo di diffondere sul web la notizia), anche io potrei, quindi, mettere il mio nome e cognome nel “Quanti siamo” e quindi nel “Chi siamo”. Ma non lo faccio per sentirmi un po’, senza che nessuno mi riconosca tale, paladino degli “invisibili”. Dimostrare che un piccolo contributo alla politica glbt lo si può dare anche coprendosi dietro uno pesudonimo. Perché spesso lo pseudonimo è uno stato di necessità o anche solo una paura che non possiamo condannare.
Sicuramente mantengo l’invisibilità anche per vezzo e un po’ per continuare ad essere libero di dire cose che normalmente non potrei dire (anche se molti, almeno nell’ambiente glbt, sanno chi si nasconde dietro Andreas Martini). Questo senza nulla togliere a chi, oltre la faccia (quella ce l’ho sempre messa) ci mette anche il nome reale.

Quanto so stato lungo, ho quasi recuperato mesi di poca pubblicazione.
Ma ora concludo sul serio. E se prima ho rivendicato, con un po’ di vanità, di essere stato l’ideatore di GayToday, vorrei che fosse chiaro a tutti che quell’idea non si sarebbe trasformata in quello che è – nel bene e nel male – ora se non ci fossero state Cristiana, Daniela, Gabriella, Marica, Marzia, Roberta, Simona, Viola e poi Andrea, Francesco, Luca, Pedro, Riccardo. Grazie, grazie, grazie (anche solo per sopportarmi). Grazie a chi ci ha partecipato e poi ha lasciato, a chi si è aggiunta da poco, Chiara che collabora da Milano e a chi ogni tanto ci viene a trovare (Guido e Andrea, tra tutti). Con l’auspicio, come si legge nell’editoriale di GayToday, che presto da altre città si aggiungano anche tanti altri amici che ci diano una mano a far divenatare GT sempre più grande, sempre più bello, sempre più interessante, sempre più produttivo, sempre più concreto. Sempre di più.

Ad maiora!

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posted by Andreas Martini @ 2:14 AM   0 comments
venerdì, febbraio 08, 2008
Parole vuote, silenzi assordanti

La campagna elettorale è il periodo più assordante dell’anno, di ogni anno! Che lo vogliamo o no, in questo paese si vota molto spesso e anche quando non sono previste tornate elettorali c’è sempre quella campagna elettorale permanente durante la quale si sprecano rivendicazioni, impegni programmatici e messianiche promesse. Anche nella campagna elettorale che sta per esplodere in tutto il suo rumore sentiremo tante, tantissime parole, ma per quel che ci riguarda, come persone glbt, non sentiremo nulla di buono. E non bisogna essere profeti o veggenti per saperlo, basta la memoria e l’osservazione della realtà. Nel Paese dove nulla cambia, non cambierà nemmeno la classe politica e, di conseguenze, i programmi. Il vecchio rimane vecchio: dopo 14 anni candidato premier del centrodestra sarà ancora Berlusconi. Il nuovo è comunque vecchio: basta guardare il Manifesto dei valori del Partito Democratico.

E allora continueranno a parlarci di diritti delle persone e non diritti delle unioni, di liste della spesa, di panieri di diritti, di contratti dal notaio e di altre priorità.

Le parole che vorremmo sentire non ce le dirà nessuno dei papabili premier: uno ripeterà fino alla morte che quello che ha in mente non è l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, ma solo pochi e pure confusi diritti; l’altro evocherà il matrimonio solo per scongiurarlo cercando di attrarre il voto dei cattolici conservatori. Ce le diranno solo i partiti che da soli non governano, perché o finiranno all’opposizione o, in caso di ribaltamento dei pronostici sul vincitore, saranno minoranza nella maggioranza. E che valore avranno allora? Nullo, semplicemente perché in Italia non esiste il “voto gay”, quel voto che potrebbe dare forza a chi ci sostiene senza giri di parole e che eviterebbe pentimenti postumi, quando ormai è troppo tardi ed i cori “te l’avevo detto”, già riecheggiano da ogni parte, soprattutto dai gay destrosi. Esiste solo una vecchia concezione di trasversalità che non ha portato nulla di buono, come nulla di buono ha portato la strategia pacs.

È allora inutile chiedersi se cambiando nome, cedendo su alcune parole, tornando al passato, si riesca ad arrivare all’obiettivo “diritti per le coppie formate da persone glbt”. In Italia il piano semantico della battaglia non ha più alcun valore e almeno su questo si è coerenti: non le chiamano nemmeno unioni civili perché delle unioni civili non hanno nulla! Quelle presupporrebbero una sorta di pacchetto all inclusive e invece loro mica hanno in mente di darci tutti gli optional, o comunque non tutto chiavi in mano.

Ci sarebbe da incazzarsi. Ci sarebbe da armarsi, partire e scendere in piazza. E invece? Si prevede l’esatto contrario!

Ricordate LiberaItalia? Che fine ha fatto? Beh noi non siamo parte, pur potendo, dell’elitario scambio di email tra i leader delle associazioni, ma bastava constatare il silenzio, anche sui media glbt, sull’evento per capire quello che poi ci è stato confermato: la manifestazione prevista per il 15 marzo non ci sarà. Perché? Perché saremo in campagna elettorale!

Volevamo urlare il nostro dissenso, volevamo fare il V-day in salsa glbt, volevamo dire che non siamo più disposti a favorire una politica che non ci tutela e potevamo farlo approfittando – senza volerlo – del grande palcoscenico della campagna elettorale e invece hanno preferito il silenzio.

I benpensanti non albergano da queste parti e allora diciamo chiaramente come la pensiamo: LiberaItalia non aveva riscosso il successo sperato, le adesioni erano pochissime al contrario delle critiche, tantissime, e allora si è colta la palla al balzo annullandola perché sarebbe capitata nel pieno della campagna elettorale.

Quale mossa più sbagliata! Avevamo finalmente tutti i riflettori della politica accesi, potevamo per la prima volta dire pubblicamente che il nostro voto non deve essere scontato per nessuno e ci dovevano ascoltare per forza e invece preferiamo continuare a mettere tutto nelle mani di un paio di gay e lesbiche nel PD o nelle mani dei partiti che al massimo arrivano all’8 %.Non era forse meglio ripensare velocemente la manifestazione e la sua piattaforma in modo più prettamente politico-elettorale, con la speranza di guadagnare più consensi, e approfittare del periodo? Una piattaforma che abbia l'obiettivo di riportare al centro del dibattitto politico la grande questione aperta dell'uguaglianza e dei diritti civili per i cittadini glbt (e non solo), costringendo i candidati a schierarsi sulle questioni vere e a confrontarsi con un movimento incazzato e non più disposto ad accettare caramelle

Questo annullamento in sordina è l’ennesima dimostrazione che un movimento non esiste, che quello che c’è non ha una strategia politica, che i personalismi e gli schieramenti delle singole associazioni valgono molto più di una mossa politica ben studiata. E' l’ennesima dimostrazione che il silenzio è peggio delle parole che non ci piacciono.

Lo stile di No Vat può essere discutibile, ma loro ci sono, nonostante tutto, e forse saranno gli unici a fare sentire quanto siamo incazzati. Saremo gli unici, perché pur non condividendo tutto, ci si deve essere, con la speranza che non sarà l’unica manifestazione a impronta glbt nell’arco di questa campagna elettorale.

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posted by Andreas Martini @ 7:21 PM   3 comments
lunedì, dicembre 17, 2007
Bocciato il registro delle unioni civili a Roma
Oggi ho seguito nell'aula consiliare del Campidoglio tutto il dibattito e le votazioni sull'istituzione del registro delle unioni civili.
Ho inviato qualche aggiornamento live a Gaytoday, che potete leggere qui.

Per una riflessione a presto, molto probabilmente nell'editoriale di GayToday.

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posted by Andreas Martini @ 11:31 PM   0 comments
lunedì, dicembre 10, 2007
10 DICEMBRE 1948 - DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha recentemente affermato che in Iran gli omosessuali non esistono. Questo documentario, trasmesso il 18 febbraio dalla canadese CBC e sottotitolato da Andreas Martini in italiano, mostra la difficile situazione delle persone glbt persiane.
In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, vogliamo ricordare e denunciare in questo modo che far finta che un "problema" non esiste non lo elimina. Con una sola grande eccezione. Il problema non sono gli omosessuali, ma il fatto che vengano discriminati e vivano in una costante minaccia omofobica, morale e fisica. Anche in virtù delle ultime esecuzioni per sodomia, vogliamo rilanciare un'informazione chiara e diretta per mantenere vivo il livello di attenzione e spingere sempre più verso una coscienza trans-nazionale. Succede in Iran, ma questo non ci può rendere meno responsabili, meno indignati e meno arrabbiati.

I video non ve li riposto, li trovate nella colonna di destra

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posted by Andreas Martini @ 10:26 PM   1 comments
giovedì, dicembre 06, 2007
Lettera agli studenti dell'ITT Colombo di Roma
Pubblico la lettera che ho scritto agli studenti dell'Istituto Tecnico per il Turismo Cristoforo Colombo di Roma.

Cara Francesca della V B, cari studenti tutti dell'ITT Colombo, ho appreso dai giornali dell'incontro che avete avuto con il Ministro D'Alema e vi scrivo per spiegarvi in cosa il Ministro ha sbagliato quando ha risposto alla domanda sui matrimoni tra persone gay e lesbiche. Gli omosessuali chiedono che sia esteso il diritto di contrarre matrimonio civile (!) anche alle coppie dello stesso sesso. Vedete, nessuno mette in discussione la sacramentalità del matrimonio cattolico e infatti non stiamo chiedendo diritti alla Chiesa cattolica ma allo Stato Italiano. Avrete studiato o studierete che il nostro è uno Stato aconfessionale, non esiste cioè una religione di stato (come durante il fascismo). Però tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica esiste un Concordato, che tra l'altro ha istituito il cosiddetto "matrimonio concordatario". Il matrimonio che si celebra in chiesa non ha nessun valore legale, lo acquisisce solo in base a quel Concordato. Quindi non si capisce come il matrimonio tra persone omosessuali possa mettere o offendere la sensibilità religiosa dei credenti, altrimenti si dovrebbe pensare che qualsiasi matrimonio tra eterosessuali celebrato solo civilmente, in Comune, debba offendere allo stesso modo. Il Ministro ha anche citato la nostra Costituzione ma vi sembrerà strano, ha dimostrato di non conoscerla. Si riferiva chiaramente all'articolo 29 che recita: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare." Voi leggete da quale parte la specifica che il matrimonio deve essere tra un uomo ed una donna? Non mi sembra. E' vero la famiglia è fondata sul matrimonio, come vi ha detto D'Alema, ma la Costituzione non dice da nessuna parte che il matrimonio è solo per le coppie eterosessuali. Voleva forse insinuare che una coppia gay non può formare una famiglia. Beh, queste sono sue opinioni personali che hanno a che fare molto con la fede e poco con la legge. D'Alema è un ministro dello Stato italiano non un ministro di fede. Vedete ragazzi, D'Alema come ogni persona, come ognuno di voi, ha il diritto di essere favorevole o contrario al matrimonio tra persone omosessuali ma bisogna saper argomentare la propria opinione con cognizione di causa. E bisogna rendersi conto che se un nostro matrimonio può offendere i credenti, allo stesso modo parole come quelle del ministro offendono milioni di omosessuali italiani. Sono sicuro che anche voi studenti gay e lesbiche vi sarete sentiti offesi. Vi capisco, ma non demoralizzatevi. Un'altra Italia, veramente laica e non discriminatrice, è possibile! E per questo vi esorto ad impegnarvi a fare in modo che si capisca che quello che offende è la discriminazione e l'inciviltà, non l'amore e la libertà.
Vi auguro un bellissimo anno scolastico,
Andreas


Questa lettera è stata pubblicata insieme ad altri interventi, che vi consiglio di leggere, nell'editoriale di GayToday.

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posted by Andreas Martini @ 11:04 AM   1 comments
mercoledì, novembre 21, 2007
Contro la violenza sulle donne. Un impegno anche per gli uomini.
La Redazione di GayToday sostiene e si impegna nella lotta alla violenza contro le donne, ma non aderisce alla manifestazione del prossimo 24 novembre.

Per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra.
La violenza nei confronti delle donne assume varie forme. Comprende: la violenza domestica, gli stupri, il traffico di donne e bambine, l'induzione alla prostituzione e la violenza perpetrata in occasione dei conflitti armati, quali omicidi, stupri sistematici, schiavitù sessuale e maternità forzate. Vi rientrano inoltre i delitti d'onore, la violenza collegata alla dote, gli infanticidi femminili e la selezione prenatale del sesso a favore dei bambini di sesso maschile, le mutilazioni dell'apparato genitale femminile, e altre pratiche e tradizioni dannose.
Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni sono concordi: la violenza contro le donne è caratteristica tanto dei paesi in via di sviluppo quanto di quelli industrializzati. E non conosce differenze sociali o culturali: le vittime ed i loro aggressori appartengono a tutte le classi ed a tutti i ceti economici.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita.
L'Italia non fa eccezione, oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (per esempio circa il 70% degli stupri) o dall'ambito familiare, ma oltre il 94% non è mai stata denunciata.
Nei primi 6 mesi del 2007 nel nostro paese sono morte, per mano del partner (o ex-partner), ben 57 donne, una ogni 3 giorni!
La violenza sulle donne è purtroppo ancora, in qualche modo, "accettata" e solo una piccola speranza è fornita dallo stralcio del ddl sulle "misure contro gli atti persecutori e la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere" che è stato approvato nei giorni scorsi.
Ma è solo con una vera e massiccia battaglia culturale che potremo sperare di sconfiggere questa piaga.
"La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l'uguaglianza, lo sviluppo e la pace."
Kofi Annan, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite

Con questa frase dell'ex segretario dell'ONU ci sarebbe piaciuto concludere questo editoriale e poter dare, in qualche modo, il nostro appoggio considerata la bontà e la necessità, visti i dati, della manifestazione. Ma, c'è un ma.
Siamo convinte e convinti che non bastasse dare un sostegno soltanto morale alla causa, ma partecipare attivamente al corteo che rappresenta indiscutibilmente il momento massimo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo tema.
Avremmo voluto, ma noi maschietti di GayToday non possiamo e le femminucce, pur consapevoli – è bene sottolinearlo – dell’importanza di questa piaga sociale, non vogliono.
Si legge infatti sul sito delle organizzatrici: "Manifestazione di donne per le donne. Si invitano tutte le realtà ad accogliere questa decisione dell'assemblea nazionale di organizzare una manifestazione di sole donne".

Noi questa scelta non la condividiamo, in nessun modo. Non vogliamo mettere in discussione le teorie femministe separatiste, non è questo il “luogo” ed il modo più opportuno, ma non possiamo tacere la nostra dissonanza ed il nostro rammarico.
Crediamo e ci impegniamo quotidianamente nella lotta ad ogni forma di discriminazione, violenta e non, e siamo convinti che l’unica strada percorribile per ottenere uguaglianza e rispetto dei diritti umani fondamentali sia quella dell’impegno condiviso attraverso l’integrazione e la partecipazione di tutte le realtà sociali.
È impossibile per noi pensare che una manifestazione di sensibilizzazione politica la si faccia escludendo dei soggetti. Diventa ancora più grave apprendere che questa esclusione è basata su una discriminazione d’identità sessuale.
Noi di GayToday non ci stiamo ad accettare questa assurda linea politica secondo la quale la violenza è iscritta nel DNA di ogni essere umano di sesso maschile.
Con rabbia rifiutiamo questa ideologica generalizzazione e con delusione constatiamo che la battaglia contro le discriminazioni diventa senza fine se la si continua a portare avanti con queste teorie anacronistiche e con questi arroccamenti ideologici.

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posted by Andreas Martini @ 1:38 PM   2 comments
venerdì, ottobre 12, 2007
I candidati rispondono, più o meno
A poche ore dal voto per le primarie del Partito Democratico si conclude la nostra iniziativa “Chiediamoglielo!” che ha raccolto, dal nostro aggregatore GayToday, domande da porgere ai candidati alla segreteria nazionale del Partito Democratico relative alle questioni dei diritti civili per gay, lesbiche, bisessuali e transgender in Italia.

I quesiti, chiari e diretti, hanno ricevuto risposte non solo lontane dalle istanze e dalle richieste della comunità GLBT, ma articolate con preoccupante vaghezza e approssimazione. Nonostante i molti solleciti della redazione, Rosy Bindi non ha fatto pervenire risposte, risultando così l’unica candidata che in questa campagna elettorale non ha avuto alcun confronto con la comunità GLBT. Walter Veltroni, ha ritenuto esaustive le indirizzate al coordinamento GayLeft dalle pagine de L'Unità - seguite alle imbarazzanti affermazioni del suo comitato elettorale che parlavano di “rispetto e feste per i gay”. Le domande poste erano molto più circostanziate e dirette, nate dalla Rete e non da un interlocutore “interno” come i rappresentanti di GayLeft; a tal proposito quella del sindaco di Roma è chiaramente una non-risposta. Enrico Letta, vago sull'omofobia, si dice contrario a matrimonio omosessuale e adozioni, così come PierGiorgio Gawronski si richiama a una non meglio definita “prudenza” e a un’ambigua “precauzione” in tema di omogenitorialità e fecondazione assistita. Mario Adinolfi, il primo a rispondere, per il matrimonio fa appello a un improbabile referendum interno, dimenticandosi, ancora una volta, di esprimere la sua posizione.

Riassumendo: posizioni vaghe per quanto riguarda la lotta all’omofobia; i Dico presentati come massimo riconoscimento cui una coppia omosessuale può aspirare; omogenitorialità negata in ogni sua forma e nessun cenno di aver compreso che questa è già una realtà; legge sulla fecondazione assistita da non ritoccare o quasi; vaghe speranze per i transessuali sul cambiamento dei dati anagrafici, anche senza ricorso all'operazione di cambio sesso.

L’atteggiamento complessivo di indifferenza, a volte ostilità e, come si evince dalle risposte, scarso approfondimento dei problemi, ci delude e ci amareggia profondamente, lasciando poche speranze sulle reali possibilità del nuovo partito di rispondere alle esigenze di una comunità che probabilmente cercherà altri referenti politici.

Su diritti civili, laicità, libertà, autodeterminazione e protezione per le persone GLBT e per le donne, il Partito Democratico sembra esprimere posizioni di gran lunga più conservatrici di tutti i principali partiti socialdemocratici e liberali europei, almeno stando alle affermazioni dei candidati in lizza per la segreteria. Una collocazione che fa presagire le difficoltà e criticità di gestione futura del partito e le difficoltà di fornire un progetto in grado di rispondere alle sfide del prossimo futuro e a riavvicinare la politica al sentire di cittadini e cittadine.

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posted by Andreas Martini @ 7:55 PM   0 comments
venerdì, settembre 28, 2007
Alle domande scomode vogliamo risposte chiare

Le chiamano domande scomode? Lo sono. Ma ora che è iniziata la campagna elettorale per le primarie diventa fondamentale avere il coraggio di rispondere, di tradurre queste sollecitazioni in idee, programmi. Continueremo ancora per tutto il week end a raccogliere le vostre domande, e la prossima settimana saranno inviate ai 5 candidati alla carica di segretario nazionale.
Come ricorda Claudia Fusani su Repubblica.it di oggi, è chiaro l'intento non provocatorio della nostra iniziativa, ma è altrettanto chiaro che la questione Glbt, sposandosi con la questione più ampia dello sviluppo sociale, civile e morale del nostro Paese, non potrà essere facilmente aggirata in un momento di costituzione democratica che i militanti del Pd e i loro candidati segretario per primi, vogliono mettere in atto.
Dunque, come molti ricordano anche nelle domande, la comunità ancora una volta tenta di superare le divisioni e con la forza della Rete e dei blogger, si fa portatrice di istanze che sono comuni non solo al popolo Glbt e che negli altri paesi, in primis gli Stati Uniti, vengono trattati come prioritari dai candidati alle cariche pubbliche, dai dibattiti dedicati, alle domande scomode fino, anche, alla difesa argomentata di posizioni contrarie.
Ora dunque ci aspettiamo le risposte, perché i nostri bisogni non sono più rimandabili, perché coinvolgono noi, le nostre famiglie e i nostri amici che sempre più formano la loro scelta politica anche su questo. Un Italia che si muove, un'Italia democratica, davvero, un'Italia che vive una nuova stagione, un'Italia che dice che si può fare, un'Italia che cerca una rivoluzione civile, non può ancora rimandare, essere vaga o peggio ancora rimuovere i problemi.
Noi abbiamo lanciato dalla Rete, che tutti corteggiano, un invito. Ora ci aspettiamo che venga raccolto, che si apra un dialogo, un confronto.

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posted by Andreas Martini @ 2:55 PM   0 comments
martedì, settembre 18, 2007
Chiediamoglielo!

Come è accaduto negli Stati Uniti, anche in Italia è auspicabile che i candidati alle primarie del neonato Partito Democratico, si confrontino con la comunità GLBT per discutere e dare risposte chiare sulle questioni gay, lesbiche e trans, proprio in questa fase costituente del nuovo partito.
Per fare questo http://www.gaytoday.it/ promuove “Chiediamoglielo”, uno spazio per singoli cittadini o ad associazioni, in cui inserire domande e proposte da rivolgere ai candidati alla segreteria del nuovo Partito Democratico.
Sul sito http://www.gaytoday.it/ è stata preparata una sezione, alla quale si accede dal banner in home page, in cui tutti gli interessati possono lasciare i propri commenti e suggerimenti alle tracce di domanda proposte o aggiungerne delle altre.
Gaytoday è un aggregatore di blog che dal 16 giugno, "dal basso", tenta non solo di essere spazio di testimonianza, ma anche di offrire un luogo virtuale per un confronto interno alla comunità GLBTQ, perché questa acquisti sempre più consapevolezza dei propri diritti, e che porti all'elaborazione di iniziative e proposte concrete.

Per informazioni:
http://www.gaytoday.it/
info@gaytoday.it
Cristiana Alicata 3470802587
Riccardo Camilleri 3483727147

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posted by Andreas Martini @ 1:17 PM   0 comments
sabato, luglio 28, 2007
Baciamoci al Colosseo
GayToday nell'intento di esprimere la massima solidarietà possibile ai due ragazzi denunciati dai carabinieri, aderisce ad entrambe le iniziative annunciate, quella di Domenica 29 luglio ore 22,00 nata spontaneamente dal Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" ed altre associazioni e quella fissata Giovedì 2 Agosto ore 22.00 dall'ArciGay in occasione dell'inaugurazione della Gay Street romana (Via S. Giovanni in Laterano). Gay, lesbiche, bisessuali, transgender, eterosessuali, sotto al Colosseo, a baciarsi alle 22 in punto per ribadire la nostra “normale diversità”.

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posted by Andreas Martini @ 2:34 PM   0 comments
martedì, luglio 17, 2007
PD, Partito Democratico
Editoriale scritto per GayToday insieme a Contro-verso

Definite le regole per l’elezione della costituente del PD, è partita una tra le estati più calde della politica italiana degli ultimi anni.
Il PD come da più parti ricordato sarà la realtà con la quale ed entro la quale comunque idee e persone di sinistra dovranno confrontarsi, proporsi e saper “politicamente” difendere le proprie posizioni.
Il nostro movimento, da subito dopo il Roma Pride ed i vari Pride locali, sembra in vacanza. Ma i nostri rappresentanti non possono ignorare quello che sta succedendo nel centrosinistra italiano. Più di uno ha detto che il Partito Democratico così com’è, così come ce lo prospettano non ci piace. Ma non per questo dobbiamo assistere passivamente ad un progetto che, volenti o nolenti, condizionerà il nostro futuro. Certo sarebbe stato auspicabile la candidatura a segretario di un rappresentante diretto della nostra comunità, come proponeva la nostra Cristiana Alicata, ma i tempi, le modalità e le suddette regole, l’hanno resa una proposta irrealizzabile e molto rischiosa. Bisogna trovare un’altra strada: il mondo GLBT è chiamata a cercare il modo di rappresentarsi e farsi rappresentare all’interno del futuro partito e, sempre dall’interno, dovrà trovare la capacità di convogliare verso i temi della laicità, delle libertà e dei diritti civili, altre anime di questo stesso soggetto politico.
Sarebbe auspicabile quindi, che siano i temi, i contenuti e le prospettive le protagoniste di questa grande possibilità che le primarie della costituente, comunque, costituiscono.
Idee e prospettive che nascano dalle esigenze e dai riscontri di tutte quelle persone, che oggi, oltre a non sentire rappresentate le proprie posizioni, temono per una politica che diventa sempre più politicante e autoreferenziale.
Un confronto sulle idee, un dibattito sulle proposte sulle quali ampliare il consenso sembrano essere gli unici modi per poter recuperare da una parte il distacco che si sente sempre più forte tra cittadini e politica, dall’altro la possibilità di costruire un confronto interno al nuovo soggetto grazie all’elezione di nostri rappresentanti, veri e propri portavoce della società civile laica e liberale di sinistra.
Siamo sicuri che i Gayleft-Gaydem stanno già lavorando per questo, ma non possiamo pensare che ce la possano fare solo con le loro forze. Non possiamo aspettare che i giochi siano fatti e poi decidere se sostenere o meno il PD alle prossime elezioni. Nonostante le apparenze – un candidato già segretario – possiamo ancora riuscire a condizionare noi il futuro del PD. C’è bisogno di proposte ed iniziative personali. C’è bisogno di gay, di lesbiche, di bisessuali e di transgender e di amici eterosessuali vicini alle nostre istanze, che abbiano voglia di impegnarsi affinché il PD possa diventare qualcosa di più laico e riformista.

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posted by Andreas Martini @ 1:45 PM   0 comments
venerdì, luglio 13, 2007
Da morir dal ridere
Vi segnalo uno dei post più divertenti ed irriverenti che abbia mai letto nella blogosfera.
Ieri alla riunione di redazione di GayToday, dove il post è stato segnalato in homepage, l'abbiamo letto tutti insieme e ci siamo letteralmente scompisciati dalle risate!
Complimenti a Olmo!

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posted by Andreas Martini @ 7:42 PM   0 comments
mercoledì, luglio 04, 2007
Veltroni e l'amico Zapatero
Editoriale che ho scritto per Gaytoday:


Nella prefazione al libro Zapatero. Un Socialismo gentile, di Ettore Siniscalchi (edito da Manifestolibri), il futuro segretario del Partito Democratico ha scritto: “conosco Zapatero da abbastanza tempo… per sapere che la sua figura, le sue idee, il suo modo di intendere la politica e di sostenere il rinnovamento della sinistra sono molto più ricche e variegate delle rappresentazioni che oggi ne vengono fatte. La radicalità di Zapatero è nei principi, nel profondo senso etico che anima le concrete scelte politiche e di governo, nella ostinata ricerca di essere coerente con gli impegni presi di fronte agli elettori e di non deludere le loro aspettative: «mantenere la parola data, fare quel che si dice e dire qual che si farà»”.
Ho esordito con questa lunga citazione e credo che potrei fermarmi qui. Credo si intuisca dove voglio andare a parare: il discorso di Veltroni a Torino è stato tutto fuorché un discorso “alla Zapatero”. Un discorso coerente, questo si, ma con la peggiore sinistra conservatrice italiana. Ha parlato di tutto: del lavoro, della disoccupazione, della pressione fiscale, delle pensioni, delle infrastrutture, dell’ambiente, della precarietà, dell’intolleranza, dell’omofobia e della laicità. Ha accontentato tutti, dedicando lunghi passaggi o piccole citazioni ad ognuno: giovani, donne, anziani e pensionati, operai e lavoratori autonomi, gay, cristiani e laici.
Tante belle parole di elogio a Zapatero che a leggerle ci facevano ben sperare: forse non tutti i grandi leader del centrosinistra hanno paura a dichiararsi zapateristi!E poi? E poi un bel discorso alla Prodi, tanta vaghezza, tanto ecumenismo e pochissime prese di posizione coraggiose e chiare. Ed in particolare, nulla di concreto sui diritti per noi persone glbt.

Così Veltroni intende sostenere il rinnovamento della sinistra? Questa è la nueva via di Veltroni?
Questa è la risposta che il buon Walter dà alla piazza del Roma Pride? Non c’era, e già questo ci doveva far riflettere, ma non deve essere stato così difficile sentirci e capire che cosa ci aspettiamo dalla politica del futuro!

Il 14 marzo 2004, durante i festeggiamenti per la vittoria del PSOE un gruppo di ragazzi urlò a Zapatero “¡No nos falle!”, “Non deluderci”, e lui rispose “Ve lo assicuro, il potere non mi cambierà”. Veltroni sembra aver già deluso le aspettative di noi giovani (glbt) di sinistra. Con il suo discorso al Lingotto sembra averci detto: “il potere io non lo cambierò!”. Quantomeno lui non è cambiato: nei nostri confronti è sempre stato così… ambiguo (per usare un eufemismo)!

Se continua così, se il meglio che il centrosinistra riesce a tirare fuori è il buon Walter… Beh, allora in Italia il nuovo può attendere!

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posted by Andreas Martini @ 8:01 PM   0 comments
lunedì, giugno 25, 2007
Contiamoci per contare!

E' lunedì, 25. E' passata poco più di una settimana dal Pride. Ma è passata anche poco più di una settimana anche da un altro piccolo evento. Quasi in concomitanza con l'inizio del Pride infatti è cominciata una nuova avventura: GayToday.it.
E' passata una settimana e, nonostante io poi sia tra gli ideatori e redattori del sito, ne parlo solo ora. Ho voluto aspettare, un pò perchè in generale non ho avuto molto tempo per scrivere, un pò perchè volevo farlo valutando come andava.... e va bene! Dopo meno di 10 giorni siamo a 125 iscritti! Ci speravo naturalmente, ma non credevo che già da subito rispondessero così in tanti.

Ma non sto qui a fare un post autocelbrativo. Volevo semplicemente parlarvi di un'idea che portavo avanti da mesi e che l'incontro con altri blogger e non l'ha fatta diventare realtà. Una bella realtà.
Ci eravamo incontrarti mesi fa, la prima volta eravamo in otto in un pub vicino Porta Portese, ora siamo quasi una ventina. Leggendoci, o parlando con i nostri amici avevamo capito, ognuno individualmente, che sentivamo il bisogno di confrontarci e di impegnarci. Non riuscivamo più a vivere passivamente tutto quello che succedeva intorno alle nostre vite, ai nostri diritti, ai nostri doveri. Non riuscivamo a rassegnarci ad un movimento glbt troppo litigioso e diviso. Dopo la conoscenza virtuale, dopo aver capito quanto fosse importante coinvogliare quelle nostre forze inespresse, ci siamo incontrarti. Sono passati quasi due mesi e ci siamo visti ogni settimana quasi ininterrottamente. Non abbiamo smesso di guardarci intorno e col tempo abbiamo notato che qualcosa stava cambiando: il Roma Pride pian piano assumeva le forme di una piattaforma realmente unitaria. Indaffarati per dare alla luce in tempo per il Pride il nostro aggregatore (con una marcia in più) abbiamo aspettato fiduciosi il 16 giugno. Quel giorno non abbiamo potuto che constatare, come molti altri, quanto l'unità faccia bene al movimento. Anche se non ci fosse stata tutta quella partecipazione, eravamo convinti che la forza e la passione di ognuno, anche del meno visibile, non dovesse andare persa. Volevamo creare una piazza virtuale dove far incontrare tutti, non solo i glbt, ogni giorno, e dove permettere a tutti di confrontarsi, riflettere e avere la possibilità di dire la sua in un mondo, quello politico, che spesso si rinchiude autoreferenzialmente su se stesso.
Questo è quello che vuole essere Gaytoday, un nuovo movimento d'opinione che possa far riflettere tutti, anche i più lontani dal nostro mondo!

E' il momento dei ringraziamenti ora, o sbaglio? Grazie a le Fate Luca, Francesco, Roberta e Viola (ed alle fate nuove arrivate Rita e Simona), a Cristiana, Fireman, Rikkardino, Xavier, Daniela e Marica (non vedo l'ora che creino il loro blog), Marzia.... beh spero di non aver dimenticato nessuno!
Anche solo passare una paio d'ore o poco più, insieme, ogni giovedì, è sempre un grande piacere per me, un bel momento di crescita ed arricchimento. Farlo con per un progetto e per degli ideali comuni, è ancora più entusiasmante. E spero che tutto questo traspaia sempre meglio, di pari passo con la nostra crescita, nel nostro Gaytoday!

E voi che mi leggete, anche solo per caso, siete tutti i benvenuti!

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posted by Andreas Martini @ 11:02 PM   4 comments
sabato, giugno 16, 2007
Siamo arrivati!

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posted by Andreas Martini @ 10:28 PM   1 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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