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martedì, luglio 17, 2007
PD, Partito Democratico
Editoriale scritto per GayToday insieme a Contro-verso

Definite le regole per l’elezione della costituente del PD, è partita una tra le estati più calde della politica italiana degli ultimi anni.
Il PD come da più parti ricordato sarà la realtà con la quale ed entro la quale comunque idee e persone di sinistra dovranno confrontarsi, proporsi e saper “politicamente” difendere le proprie posizioni.
Il nostro movimento, da subito dopo il Roma Pride ed i vari Pride locali, sembra in vacanza. Ma i nostri rappresentanti non possono ignorare quello che sta succedendo nel centrosinistra italiano. Più di uno ha detto che il Partito Democratico così com’è, così come ce lo prospettano non ci piace. Ma non per questo dobbiamo assistere passivamente ad un progetto che, volenti o nolenti, condizionerà il nostro futuro. Certo sarebbe stato auspicabile la candidatura a segretario di un rappresentante diretto della nostra comunità, come proponeva la nostra Cristiana Alicata, ma i tempi, le modalità e le suddette regole, l’hanno resa una proposta irrealizzabile e molto rischiosa. Bisogna trovare un’altra strada: il mondo GLBT è chiamata a cercare il modo di rappresentarsi e farsi rappresentare all’interno del futuro partito e, sempre dall’interno, dovrà trovare la capacità di convogliare verso i temi della laicità, delle libertà e dei diritti civili, altre anime di questo stesso soggetto politico.
Sarebbe auspicabile quindi, che siano i temi, i contenuti e le prospettive le protagoniste di questa grande possibilità che le primarie della costituente, comunque, costituiscono.
Idee e prospettive che nascano dalle esigenze e dai riscontri di tutte quelle persone, che oggi, oltre a non sentire rappresentate le proprie posizioni, temono per una politica che diventa sempre più politicante e autoreferenziale.
Un confronto sulle idee, un dibattito sulle proposte sulle quali ampliare il consenso sembrano essere gli unici modi per poter recuperare da una parte il distacco che si sente sempre più forte tra cittadini e politica, dall’altro la possibilità di costruire un confronto interno al nuovo soggetto grazie all’elezione di nostri rappresentanti, veri e propri portavoce della società civile laica e liberale di sinistra.
Siamo sicuri che i Gayleft-Gaydem stanno già lavorando per questo, ma non possiamo pensare che ce la possano fare solo con le loro forze. Non possiamo aspettare che i giochi siano fatti e poi decidere se sostenere o meno il PD alle prossime elezioni. Nonostante le apparenze – un candidato già segretario – possiamo ancora riuscire a condizionare noi il futuro del PD. C’è bisogno di proposte ed iniziative personali. C’è bisogno di gay, di lesbiche, di bisessuali e di transgender e di amici eterosessuali vicini alle nostre istanze, che abbiano voglia di impegnarsi affinché il PD possa diventare qualcosa di più laico e riformista.

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posted by Andreas Martini @ 1:45 PM  
1 Comments:
  • At 12:35 PM, Anonymous Anonimo said…

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

     
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About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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