(ANSA-AFP) - STOCCOLMA, 28 LUG - Una coppia di giovani omosessuali è stata aggredita e derubata la notte scorsa in margine al festival EuroPride in corso a Stoccolma. Lo ha detto la polizia svedese, secondo cui l'aggressione ha "connotati discriminatori". Una delle due vittime è in gravi condizioni. "Due uomini gay sono stati apostrofati da tre uomini che hanno chiesto indicazioni stradali. Poi hanno interrogato la coppia circa la loro sessualità prima di rubargli soldi e telefonini. Uno dei due è stato pugnalato all'altezza del ventre", ha detto Towe Hagg, portavoce della polizia. "Riteniamo che si tratti di un crimine da carattere discriminatorio", ha aggiunto. Le vittime hanno 25 e 30 anni, i tre aggressori, non identificati, erano tutti sulla ventina. Il festival si concluderà il 2 agosto con una 'gay parade' alla quale secondo gli organizzatori dovrebbero partecipare 100.000 persone tra omosessuali, lesbiche, transessuali e eterosessuali. (ANSA-AFP).
GAY: MANCUSO(ARCIGAY), VILE AGGRESSIONE DUE GIOVANI A NAPOLI (AGI) 20.26 - Roma, 6 giu - A Napoli due gay sono assaliti da un branco di giovani sulla Circumvesuviana. Lo fa sapere l'Arcigay che dice di aver incontrato oggi le due vittime dell'aggressione che e' avvenuta il 2 giugno scorso a Napoli. D.V. e P. A. - denuncia l'Arcigay - sono stati picchiati da una decina di ragazzi all'interno di un convoglio della Circumvesuviana di Napoli e hanno subito lesioni di vario tipo. L'odio verso gli omosessuali - sottolinea Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay - e' stato l'elemento scatenante della violenza prodotta dal branco, cosi' come e' gia' avvenuto di recente in altre citta' italiane. I due giovani napoletani - fa sapere ancora l'Arcigay - "hanno sporto denuncia e sono in corso le indagini da parte degli inquirenti. Arcigay da tempo ha segnalato come questi episodi si stiano moltiplicando nel paese, senza che il Parlamento e il Governo assumano decise misure a tutela delle persone gay italiane. Nei prossimi giorni - annuncia Mancuos - l'Arcigay di Napoli, cui i due ragazzi si sono rivolti anche per avviare un'azione politica e sociale piu' ampia della denuncia alle autorita' di polizia, agira' nei modi e nelle forme adeguate a tutela dei due giovani gay aggrediti, coinvolgendo anche le Istituzioni locali".(AGI) Sic
Stefano Lorenzetto è un giornalista de "Il Giornale" ed il 30 novembre ha pubblicato un editoriale dal titolo "La casta gay, i nuovi intoccabili". Un pezzo sulla scia del caso Ruggin che vuole dimostrare come ormai che tenta, demagogicamente e populisticamente, di dimostrare l'indimostrabile: i gay sono una lobby, potente ed intoccabile. Forse all'estero lo sono, negli USA per esempio, ma qui nel Brutto paese proprio no. Altrimenti sarebbe una lobby di perdenti... Ma quello che mi ha fatto letteralmente incazzare è la nonchalance con cui continua a diffondere il pensiero omofobo per eccellenza: omosessualità=pedofilia. Ho trovato la sua homepage (che non vi linko per pudore), il suo indirizzo e gli ho scritto la seguente email:
Una sola domanda a proposito del suo articolo su la casta gay ed i nuovi intoccabili. Le diocesi americane sono subissate da richieste di danni dalle vittime del clero gay o del clero pedofilo? Sa, non riesco a capire quali vittime faccia un prete omosessuale e non riesco a credere che si possa confondere ancora la pedofilia con l’omosessualità!
Cordiali saluti Andreas Martini
Inaspettatamente e con solerzia il Lorenzetto ha risposto. Non posso pubblicarvi la sua email perchè non ho chiesto il permesso ma dalla mia risposta successiva capirete il suo senso:
Gentile dottor Lorenzetto, ho accolto la sua sfida ed ho trovato l’equazione. Le cito l’intera frase: Se oggi molte diocesi americane sono screditate e in bancarotta, subissate da richieste di risarcimento presentate dalle vittime del clero gay, lo si deve esattamente a questo: alla paura della Chiesa di apparire omofoba.
Sul grave caso inglese mi verrebbe spontaneo dire che è un caso isolato, la cui colpa è tutta degli assistenti sociali inglesi. Ma non lo dico, ho paura di apparire ai suoi occhi altrettanto pedofilo o comunque loro difensore. Non ho modo di citarle casi, ma la rete ne riporta molti, di coppie eterosessuali affidatarie o, peggio, di genitori naturali accusati di pedofilia. Non le ricordo nemmeno che la pedofilia “resta una reato in famiglia”. Non è omofobo dire che alcune coppie gay non possono adottare, visto che non tutte le coppie etero possono farlo. Ma se voleva dimostrare che questo caso inglese denuncia l’intoccabilità della casta gay, beh mi sembra una forzatura. I fatti, ma anche le opinioni, non vanno mai taciuti. Ma non vanno assolutamente strumentalizzati.
Comunque io le avevo contestato un’altro aspetto del suo editoriale, l’equazione che fa tra (preti) gay e pedofili. Le sue parole che ho citato mi sembrano inequivocabili. Potrà dirmi che le ho interpretate male, ma rimangono tali. Considerando che sono precedute da quelle sul caso Ruggin: per non ritrovarsi nell’imbarazzante situazione di doversi un giorno giustificare con qualche genitore, immagino. (E ci sarebbe molto altro da citare) Giustificarsi di cosa? Della presenza di un gay in una parrocchia nonostante la bolla papale (che riguarda i seminaristi!!!) e nonostante il catechismo ci definisca moralmente disordinati? Lei mi sembra più realista del Re: nemmeno il catechismo prescrive di allontanare i fedeli gay dalle parrocchie! Concludo: se è per “colpa” delle diocesi americane che si sono spalancate le porte delle istituzioni religiose ai gay e altrettanto per “colpa” loro che Ratzinger, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, diramò la bolla per chiudere il sacerdozio ai gay. Sempre per la stessa equazione che fa lei: prete gay = pedofilo!
Cordiali saluti Andreas Martini
P.S. Non chiuda gli occhi di fronte alla realtà: anche prima dell’era del politically correct americano le istituzioni religiose e la Curia erano piene di prelati gay! E comunque, non menta sapendo di mentire, la “potentissima” lobby gay (di cui io dovrei far parte), almeno in Italia, non esiste! Ci vuole poco a dimostrarlo, ma questo è un discorso che merita una discussione a se e che se vuole affrontiamo separatamente.
A questa email Lorenzetto non ha risposto. Beh la sfida l'ho vinta, no? Si sarebbe dovuto arrampicare sugli specchi per dimostrare che lui quell'equazione preti gay = preti pedofili non l'aveva fatta. O poteva ritrattare, come il suo leader politico di riferimento è abituato a fare.
Non gioisco mai per la morte di nessuno, nemmeno del peggior nemico. Non posso gioire quindi nemmeno per la morte di don Oreste Benzi. E l'omofobo don Benzi sicuramente è stato un nemico per noi tutti. Per chi non lo conoscesse eccovi due video da YouTube: il primo in un'intervista doppia con il mitico don Franco Barbero, il secondo in un'intervista registrata al Family Day, la manifestazione più omofoba della storia italiana.
Tornando a casa da lavoro, ascoltando Radio Radicale ho avuto occasione di sentire la diretta della seduta odierna del Senato e , in particolare, gli interventi di 4 senatori: Barbato (Udeur), Paravia (An), Castelli (Lega Nord) e Bianconi (FI). Non tutti hanno parlato di questioni attinenti alla nostra comunità ma... Barbato e successivamente la Bianconi hanno riferito di gravi atti di ingiustificata violenza da parte della polizia contro delle famiglie italiane in vacanza in Croazia: pare che un ragazzo di 23 anni sia stato picchiato solo perchè non ha voluto abbassare il volume dello stereo all'interno di un bungalow in un villaggio turistico. Atti sicuramente da condannare, che richiedono l'intervento della Ministero degli Esteri e le dovute giustificazioni del governo croato. Entrambi i senatori hanno posto l'accento e l'enfasi sulla violazione dei diritti umani da parte di un Paese che si candida ad entrare nella Comunità Europea. Ma non è altrettanto grave e quindi da condannare il pestaggio subito da due ragazzi gay italiani che camminavano mano nella mano? Non è pure questo un atto che denuncia l'intolleranza ed il mancato rispetto dei diritti umani? Non meritava anche questo episodio di essere richiamato e denunciato in aula e anche per questo richiesto l'interessamento da parte del Ministero degli Esteri? Semplice dimenticanza di Barbato e della Bianconi? A vedere il loro partito di appartenenza direi proprio che è colpevole omofoba omissione.
Il senatore di Alleanza Nazionale è intervenuto, invece, su un episodio che ci riguarda direttamente. Ha espresso infatti solidarietà all'Arma dei Carabinieri ingiustamente accusata, anche da tre ministre (Pollastrini, Bindi, Turco), di aver agito omofobicamente contro due ragazzi gay che lo scorso 26 luglio si stavano baciando nei pressi del Colosseo. Caso che non credo sia necessario ricordare, noi tutti lo conosciamo, anche perchè molto diffuso sugli organi di stampa nazionali. I quali ci hanno anche informato che i ragazzi sono stati rinviati a giudizio perchè dall'inchiesta risulta che stavano avendo un rapporto orale e quindi un atto osceno in luogo pubblico. Proprio subito dopo la diffusione della notizia della denuncia ho avuto occasione di parlare con uno dei due ragazzi ed anche con sui amici intimi che mi hanno confermato che fu veramente solo un bacio. E non posso che credergli. Ma, tornando all'azione dei Carabinieri ed all'intervento del senatore Paravia, siamo così sicuri che se fosse stata una coppia etero si sarebbe finiti davanti al giudice? A detta del senatore l'area intorno al Colosseo è nota già da tempo per la "sporcizia" e per lo scambio di effusioni sessuali. Possibile che fino ad ora solo questi due ragazzi siano stati denunciati? Possibile che, vista la diffusione di queste pratiche in quell'area, i Carabinieri abbiano notato solo quel caso?
Infine l'intervento di Castelli e torniamo ad allontanarci dalle questioni che ci riguardano più direttamente ma non del tutto. Il senatore della Lega Nord ha ricordato e chiesto maggiore chiarezza sull'episodio di pestaggio ed arresto di alcuni europarlmentari, tra cui Borghezio, che partecipavano ad una manifestazione anti-islamica a Bruxelles. Manifestazione vietata dal sindaco della capitale belga perchè era pericolosa dal punto di vista dell'ordine pubblico. Mi è subito venuto in mente che il sindaco di Mosca aveva vietato il Gay Pride nella capitle russa per lo stesso identico motivo. Ci fu la protesta di alcuni europarlmentari e parlamentari di varie nazionalità, tra cui i nostri Cappato e Luxuria, che fu repressa allo stesso identico modo della polizia belga. Entrambi gli episodi sono gravi e contro la libertà d'espressione. Ma quando Cappato e Luxuria subirono la violenza della polizia russa non c'è stata da parte dell'opposizione la stessa solidarietà che oggi questa dà a Borghezio. A Mosca i nostri parlamentare secondo qualcuno della CdL se l'erano cercata perchè stavano violando una disposizione del sindaco; ricordiamoci però che il sindaco moscovita aveva proibito il Gay Pride non la manifestazione di protesta contro questa decisione. Infatti gli attivisti gay russi accompagnati da alcuni parlamentari stavano andando a consegnare delle firme a favore del Gay Pride, non stavano partecipando al Pride. Borghezio stava partecipando proprio alla manifestazione non autorizzata. Insomma, tutti hanno la libertà di esprimere la propria opinione, attraverso manifestazioni, o solo alcuni?
Come ricorderete la prof siciliana che all'alunno omofobo aveva imposto la punizione di scrivere 100 volte "sono deficiente", era stata assolta. L'accusa chiedeva addirittura il carcere, 2 mesi, per abuso di mezzi di correzione. Sembra una storia andata a buon fine ma... il PM di Palermo ha deciso di impugnare la sentenza. Si torna in aula.
Non sono solito fare copia ed incolla di articoli interi ma questo de "La Sicilia" è così breve ed allo stesso sintetico delle mie idee che lo ripubblico integralmente qui, senza aggiungervi altro dopo. Come ho detto esprime totalmente il mio pensiero a riguardo.
La sproporzione è fin troppo evidente: scrivere cento volte sono un deficiente occupa esattamente cento righe. Se, come proponeva la professoressa, l'allievo undicenne punito, avesse aggiunto l'aggettivo emerito, sarebbe cambiato poco. Per cui risultano veramente troppe le trentasette pagine, di fini disquisizioni giuridiche, con cui il pubblico ministero di Palermo Ambrogio Cartosio ha impugnato la sentenza di assoluzione dell'insegnante d'italiano accusata di abuso di mezzi di correzione e lesioni personali. Eccessivo anche il paragonare quel sono un deficiente alle campagne di rieducazione della rivoluzione culturale cinese. Quella fu tragedia vera.Il bulletto aveva impedito a un compagnetto l'accesso al bagno dei maschi perché gay e femminuccia. Certo l'onorevole Grillini gli avrebbe fatto scrivere cento volte: sono un emerito omofobo. In questo caso il ragazzo non avrebbe capito la lezione e sarebbe rimasto traumatizzato a vita.Quelle trentasette pagine risultano anche sproporzionate davanti all'eleganza forbita del padre del ragazzo che aveva insultato l'insegnante. Gli bastò una sola parola: «Cogliona».Non esiste, inoltre, simmetria tra il fiume di parole quotidiano per condannare gli atteggiamenti di violenza e sopraffazione, diffusi tra i giovani, e un giudice che si accanisce a voler difendere la sensibilità offesa di un ragazzino, che opera una discriminazione e si comporta da piccolo aguzzino.Ultima notazione: un bullo è già un mafioso in potenza. Già la mafia! E quel giudice di Palermo perde tempo... (La Sicilia-Gaynews)
Tornano a comparire sui muri di varie città, scritte minacciose (?) contro mons. Bagnasco e contro sua santità card. Ratzinger. I giornali ed i telegionarli subito riportano la notizia.
A Latina la macchina di una coppia di ragazzi viene sfregiata ed a Roma, alla stazione Termini, un uomo di 37 viene insultato e malmente da un gruppo di donne (!). La stampa tutta tace. Se io sto qui a riportarvelo è perchè il buon Gaynews riporta, giustamente, ogni singolo comunicato stampa delle associazioni glbt italiane.
Credevo gli atti contro la persona fossero più gravi di qualche minaccia (?), seppur ripetuta, scritta sui muri e seppur accompagnata da una stella a cinque punte. O, quantomeno, credevo fossero entrambi da condannare. Ma in questo nostro strano Paese le cose, purtroppo, non vanno così. Nel nostro Paese, chissà perchè, gli episodi omofobici non fanno notizia. Forse perchè scuoterebbero le coscienze? Forse perchè poi alla fine tutti, anche noi gay si!, dovremmo fare i conti con la nostra omofobia? Quanti di noi si sono detti "eh ma quello lì l'ha guardati troppo se l'è cercata!". Questa si chiama omofobia interiorizzata! Ma non è questo il luogo per parlarne.
Bagnasco dalle prime scritte ha avuto la scorta. Nello stesso periodo ricordiamolo ci sono state scritte omofobe sulla libreria Babele di Milano, un'aggressione non solo verbale al presidente dell'Arcigay di Milano, manifesti di Forza Nuova contro il Roma Pride, scritte ed atti vandalici al Villaggio Italia che ha ospitato la festa post-pride. I gay in tutto questo non hanno avuto nemmeno una parola di sostegno. Questa è l'Italia! Questo è il Paese di cui un pò tutti ci dobbiamo vergognare!
Ddl antiviolenza fa un passo avanti. Effetto Pride?
Dopo i ripetuti episodi omofobici che da anni si ripetono in Italia e che hanno avuto un allarmante aumento negli scorsi mesi, il Governo Prodi, con il sostegno di tre suoi ministri (Mastella, Amato e Pollastrini) a dicembre ha approvato un Ddl antiviolenza che prevedeva tra l'altro l'estensione della legge Mancini anche per la discriminazione in base all'orientamento sessuale e identità di genere. Quel Ddl come quello sui Dico, che lo ha seguito un mesetto dopo, sembrava essersi arenato. E invece scopriamo che prosegue il suo iter parlamentare: oggi sono stati ascoltati Aurelio Mancuso e Francesca Polo rispettivamente per Arcigay e Arcilesbica. Sarà un effetto del Roma Pride? Ricordiamoci infatti che sia il manifesto politico della manifestazione che più di un intervento dal palco di piazza San Giovanni faceva esplicitamente riferimento alla richiesta di approvazione del Ddl governativo. Voglio sperare che sia così, non voglio dover continuare a pensare che alla nostra piazza nessuno darà ascolto come invece è stato dato alla stessa piazza del Family Day!
Le notizie, quelle buone in sè per sè, stentano a farsi vedere. Gli unici spiragli positivi continuano ad arrivare dalle adesioni al prossimo Roma Pride. Si registra il patrocinio del Ministero per le Pari Opportunità (la sempre vicina Barbara Pollastrini), si registra l'adesione e la precista non partecipazione del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e si prospetta il patrocinio del Comune di Roma.
Tra soliti noti e new entry rimangono dei casi isolati intorno ad un coro bypartisan di solidarietà a Luxuria, Cappato ed agli attivisti glbt russi. Ma non lascia comunque pensare? Se le parole omofobiche vanno quanto meno apprezzate per la schiettezza, in nome della libertà d'opinione-espressione, allora i cori di solidarietà di altri illustri forzisti e democristiani viene da pensare, di conseguenza, che siano ipocriti.
Dopo l'articolo sull'ex-gay "guarito" grazie alle teorie di Jospeh Nicolosi ed alle preghiere in cui l'autrice non dà alcun giudizio critico di queste "terapie di conversione" e lascia quindi intendere che condivide l'ideologia di omosessualità come patologia e, nonostante le numerose lettere, tra cui la mia, in cui si chiedeva di interrompere una serie di preoccupanti articoli omofobi, "La Stampa" ricade nello stesso errore e questa volta, se caso mai fosse possibile, in maniera più grave. In un intervista ad una coppia di ultrasessantenne di Genova oltre ad evidenziare la loro affermazione "non siamo folkloristici", il giornalista Alberto Mattioli sottopone una domande ai due gay genovesi carica di omofobia e transfobia:
Appunto: non è sbagliato rivendicare un’esigenza normale esibendo personaggi che normali non sono affatto? Non sarebbe meglio che a dire sui Dico fossero Giudici e Cerisola piuttosto che Luxuria?
Mi sconcerta che su un quotidiano come "La Stampa" si riescano a pubblicare queste parole cosi discriminanti. Ma sono troppo stanco per scrivere ancora. Mi sconcerta che i due gay all'antica, pur dicendo di stimare Luxuria non hanno contestato la domanda così come posta. Strano poi che nè Luxuria nè una qualsiasi delle associazioni GLBT abbiamo protestato contro il quotidiano di Giulio Anselmi.
- PER IL 53% DEI CATTOLICI INTERVENTI DELLA CHIESA IN POLITICA NON SONO CORRETTI. E' quanto emerge da un un sondaggio della Swg commissionato dai Cristiano sociali, ed illustrato in una conferenza stampa dal coordinatore del Movimento, Mimmo Lucà e da Tarcisio Barbo.[...]
- In Italia l'omosessualità è un tabù. Ma facciamo poco per superarlo. Italia prima in Europa nella discriminazione dei gay. Per un sondaggio Eurobarometro il 73 % degli italiani ritiene la discriminazione sessuale molto diffusa. La media europea è del 50 %. [...]Il sondaggio Ue rivela poi che, per 6 italiani su 10, non si fa molto per combattere queste differenze di trattamenti. Tuttavia dai dati raccolti per lo studio viene fuori che gli italiani, per loro stessa ammissione, sono anche poco aperti nei confronti dei diversi: rispetto alla media Ue abbiamo infatti minori relazioni con chi pratica un'altra religione, è di un'altra etnia, ma anche con chi è omosessuale. Ansa
Name: Andreas Martini Home: Roma, Italy About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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