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mercoledì, dicembre 05, 2007
Lorenzetto, l'editorialista omofobo
Stefano Lorenzetto è un giornalista de "Il Giornale" ed il 30 novembre ha pubblicato un editoriale dal titolo "La casta gay, i nuovi intoccabili". Un pezzo sulla scia del caso Ruggin che vuole dimostrare come ormai che tenta, demagogicamente e populisticamente, di dimostrare l'indimostrabile: i gay sono una lobby, potente ed intoccabile. Forse all'estero lo sono, negli USA per esempio, ma qui nel Brutto paese proprio no. Altrimenti sarebbe una lobby di perdenti...
Ma quello che mi ha fatto letteralmente incazzare è la nonchalance con cui continua a diffondere il pensiero omofobo per eccellenza: omosessualità=pedofilia.
Ho trovato la sua homepage (che non vi linko per pudore), il suo indirizzo e gli ho scritto la seguente email:

Una sola domanda a proposito del suo articolo su la casta gay ed i nuovi intoccabili.
Le diocesi americane sono subissate da richieste di danni dalle vittime del clero gay o del clero pedofilo?
Sa, non riesco a capire quali vittime faccia un prete omosessuale e non riesco a credere che si possa confondere ancora la pedofilia con l’omosessualità!

Cordiali saluti
Andreas Martini


Inaspettatamente e con solerzia il Lorenzetto ha risposto. Non posso pubblicarvi la sua email perchè non ho chiesto il permesso ma dalla mia risposta successiva capirete il suo senso:

Gentile dottor Lorenzetto,
ho accolto la sua sfida ed ho trovato l’equazione. Le cito l’intera frase: Se oggi molte diocesi americane sono screditate e in bancarotta, subissate da richieste di risarcimento presentate dalle vittime del clero gay, lo si deve esattamente a questo: alla paura della Chiesa di apparire omofoba.

Sul grave caso inglese mi verrebbe spontaneo dire che è un caso isolato, la cui colpa è tutta degli assistenti sociali inglesi. Ma non lo dico, ho paura di apparire ai suoi occhi altrettanto pedofilo o comunque loro difensore. Non ho modo di citarle casi, ma la rete ne riporta molti, di coppie eterosessuali affidatarie o, peggio, di genitori naturali accusati di pedofilia. Non le ricordo nemmeno che la pedofilia “resta una reato in famiglia”. Non è omofobo dire che alcune coppie gay non possono adottare, visto che non tutte le coppie etero possono farlo. Ma se voleva dimostrare che questo caso inglese denuncia l’intoccabilità della casta gay, beh mi sembra una forzatura.
I fatti, ma anche le opinioni, non vanno mai taciuti. Ma non vanno assolutamente strumentalizzati.

Comunque io le avevo contestato un’altro aspetto del suo editoriale, l’equazione che fa tra (preti) gay e pedofili. Le sue parole che ho citato mi sembrano inequivocabili. Potrà dirmi che le ho interpretate male, ma rimangono tali. Considerando che sono precedute da quelle sul caso Ruggin: per non ritrovarsi nell’imbarazzante situazione di doversi un giorno giustificare con qualche genitore, immagino. (E ci sarebbe molto altro da citare)
Giustificarsi di cosa? Della presenza di un gay in una parrocchia nonostante la bolla papale (che riguarda i seminaristi!!!) e nonostante il catechismo ci definisca moralmente disordinati?
Lei mi sembra più realista del Re: nemmeno il catechismo prescrive di allontanare i fedeli gay dalle parrocchie!
Concludo: se è per “colpa” delle diocesi americane che si sono spalancate le porte delle istituzioni religiose ai gay e altrettanto per “colpa” loro che Ratzinger, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, diramò la bolla per chiudere il sacerdozio ai gay. Sempre per la stessa equazione che fa lei: prete gay = pedofilo!

Cordiali saluti
Andreas Martini

P.S. Non chiuda gli occhi di fronte alla realtà: anche prima dell’era del politically correct americano le istituzioni religiose e la Curia erano piene di prelati gay! E comunque, non menta sapendo di mentire, la “potentissima” lobby gay (di cui io dovrei far parte), almeno in Italia, non esiste! Ci vuole poco a dimostrarlo, ma questo è un discorso che merita una discussione a se e che se vuole affrontiamo separatamente.


A questa email Lorenzetto non ha risposto. Beh la sfida l'ho vinta, no? Si sarebbe dovuto arrampicare sugli specchi per dimostrare che lui quell'equazione preti gay = preti pedofili non l'aveva fatta. O poteva ritrattare, come il suo leader politico di riferimento è abituato a fare.

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posted by Andreas Martini @ 10:57 AM  
4 Comments:
  • At 1:43 PM, Anonymous Andrew said…

    Ma se volessimo fare un discorso terra terra...

    Se esistesse sta fantomatica Lobby (mo casta...i giornalisti quando vanno in fissa con una certa terminologia mi fanno morire) staremmo dove stiamo?

    Insomma: se li immaginano proprio coglioni questi froci italiani.

    unebellehistoire.splinder.com

    E dire che a scuola ci raccontano l'esatto opposto...

     
  • At 1:44 PM, Anonymous Andrew said…

    Pardon è successo un casino col login ;)

    Che odio Blogger!

     
  • At 10:01 AM, Blogger queer said…

    Ciao Andreas,
    ho letto il nuovo editoriale su gaytoday e la tua lettera ai ragazzi del Colombo.
    L'hai scritta davvero?
    Se si e non l'hai ancora inviata vorrei sottoscriverla anch'io ... se posso.
    Complimenti!
    A presto Andrea/Queerboy

     
  • At 6:13 PM, Anonymous Tycooko said…

    Ho letto anche io il Lorenzetto, ma c'è un discorso da fare.

    L'arcigay ha dichiarato che solo 20% delle violenze pedofile sono commesse da omosessuali. Però gli omosessuali sono meno del 20%... percui viene matematicamente da sè che un gay ha più probabilità di essere pedofilo.

    Tycooko

    http://tycooko.splinder.com

     
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Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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