Primi pdl del PD: banda larga sì, unioni civili no.
Dopo il contratto di Berlusconi, il regalo di Walter Veltroni. Ospite a Porta a Porta, il leader del Partito Democratico regala a Bruno Vespa una cartella con una ventina di progetti di legge, i primi che il PD si impegna a presentare - dando per scontato che vinceranno le elezioni. Li ha scorsi tutti, leggendone i titoli. C'è la tutela delle donne, il precariato, la ricerca, la banda larga e tante altre cose importanti. Le unioni civili, no! Aspettavo, quasi con ansia, che ci fosse un pdl in materia e invece nada...
Accontentiamoci, se vincerà, di navigare tutti più veloci su internt. Una corsa veloce per recuperare il gap con gli altri paesi dell'Unione, quella dimentichiamocela!
Proprio due gorni fa parlavo della schizofrenia politica della Concia che critica la classe politica arretrata e milita in un partito che di nuovo non ha nulla, almeno dal punto di vista dei valori. Ed ecco che il generale Del Vecchio auspica il famigerato "Don't ask, don't tell" - anzi pure peggio i gay non ce li vuole proprio nell'esercito, ed ecco che la sua amica Binetti torna ad affondare le unioni civili omosessuali ed a ribadire che l'eterosessualità è la "via maestra". Sul generale non interviene immediatamente ma poi proprio non resiste alla slealtà accumulata e sbotta: 16:56 Concia (pd): "Basta sparate per farsi pubblicità" "Chi si è candidato per il Partito Democratico ha condiviso il programma che su questo punto è chiaro: ci dovrà essere una legge sulle unioni civili". Lo dice Paola Concia a Gay.it replicando alle parole della senatrice teodem Paola Binetti.
Certo poveretta la Concia tutti sleali al programma, però lei saldamente rimane anche con loro.
Prime indiscrezioni sul manifesto dei valori del Partito Democratico le si possono leggere solo su Gay.it - e non è difficile intuire perchè solo lì -, dove si dà grande risalto alla presenza di richiami più o meno forti alla laicità e alle unioni civili. Su queste ultime si legge: "In questo quadro, vanno riconosciuti i diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto".
Sbaglio o sono esattamente le stesse parole presenti sul programma dell'Unione, per altro non attuato? Molto sinteitcamente, a caldo, mi chiedo: perchè si criticò quel programma, anche sullo stesso Gay.it, ed invece si esalta questo manifesto? Anche qui non è difficile intuire la risposta, che è la stessa all'intuizione di poche righe più su.
A parte il prevedibile sostegno di Gay.it al PD, sono convinto che in pochi si faranno di nuovo gabbare da queste parole, ormai prive di senso, e altrettanto pochi - forse qualche amic* dei quattro eletti nella costituente - riversaranno le loro speranze in questo "nuovo" partito democratico!
Cominciano oggi le celebrazioni dei 50 anni della firma dei Trattati di Roma: il 25 marzo 1957 al Campidoglio è nata la Comunità Europea. I sei paesi fondatori sono il Belgio, la Francia, l'Italia, il Lussemburgo, l'Olanda e la Repubblica Federale tedesca.
Cinquanta anni dopo l'Unione Europea conta 27 paesei membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
Tra i sei paesi fondatori l'Italia è l'unica a non avere una legislazione sulle unioni civili gay. Il Belgio le regolamentava già dal 98 e dal 2003 c'è la piena parificazione attraverso il matrimonio gay. La Francia nel 1999 ha istituito i PaCS (è ora in considerazione l'estensione del matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso). In Lussemburgo è in vigore dal 2004 la partnership registrata . In Olanda ci sono le unioni civili dal 98 e dal 2001 il matrimonio. In Germania l'istituto giuridico della convivenza registrata è stato introdotto nel 2001.
Nell'Europa dei 15 l'Italia non era la sola, ma in compagnia di Grecia, Irlanda e Austria. Tra nuovi membri dell'Unione Europea a 25 solo la Repubblica Ceca e l'Ungheria (ma in maniera molto blanda) riconoscono le coppie gay.
Questo quadro desolante lo potete approfondire alla voce Unioni Civili su Wikipedia.
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Slovenia, Svezia, Ungheria. Questi i paesi membri della UE in cui sono riconosciute in varie forme, dalla semplice registrazione al vero e proprio matrimoni, le unioni civili tre persone dello stesso sesso.
Ci sono altri Paesi della "vecchia Europa" non aderenti all'UE ma in cui queste unioni sono riconosciute: Andorra, Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Quanti tra i Premier e Ministri di questi Paesi, durante il dibattito politico che poi li ha portati a legiferare sulla materia, sono andati a chiedere il placet delle istituzioni religiose?
Credo in nessuno. Se in Italia i famigerati DiCo saranno mai approvati Romano Prodi e un paio di suoi Ministri potrebbero essere i primi. E come al solito ultimamente, a parte i mondiali di calcio, arriviamo primi - con la possibilità di rimanere unici - nelle classifiche sbagliate!
Ieri credevo si dovesse celebrare la - ora infausta - firma del Concordato, non il pubblico sacramento della confessione di Romano Prodi!
Name: Andreas Martini Home: Roma, Italy About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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