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lunedì, giugno 04, 2007
Arcigay cambia vertice, ma non del tutto.
Meno di un mese fa, il 13 maggio, si è concluso il XII congresso Arcigay con l'elezione a presidente di Aurelio Mancuso. Elezione, seppur non condivisa, ma comunque salutata su questo blog con i migliori auguri di buon lavoro ad Aurelio. Augurio sincero, nonostante tutto, perchè come molti spero che veramente questa elezione possa segnare una svolta molto positiva per l'associazione.
Ieri, un lancio AGI, annunciava il rinnovo, quasi completo, della segreteria nazionale. Chi rimane della vecchia guardia? Lo stesso Mancuso, Paolo Ferigo, Lorena Tizzi e Alessandro Zan.
Si proprio Zan, che se dalla sua ha il successo dell'approvazione del registro delle unioni civili a Padova, contro di lui ha almeno un grave errore sulle spalle. Proprio su questo errore io e l'amico Fireman gli avevamo scritto una lettera chiedendone le dimissioni. La sua risposta era stata alquanto deludente e lasciava facilmente presagire che anche con il rinnovo del vertice il suo posto sarebbe rimasto intoccabile. Tanto accanimento per un solo errore? Beh se questo non è stato di poco conto...
Andiamo avanti nell'analisi, comunque non esaustiva perchè non conosco tutti i "nomi" dell'Arcigay, della composizione della nuova segreteria Arcigay. Tra i nuovi arrivati giovani (vanto della presidenza è che la media età è di 34 anni) c'è Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma, per il settore sport. Chissà come si è guadagnato meriti in questo settore.
Entra Luca Trentini, presidente di Arcigay Brescia, candidato come segretario nazionale con la mozione di Ezio Menzione. Quel 30% tanto denigrato da Andrea Benedino (che se non sbaglio non è stato rinconfermato) un riconoscimento, seppur minimo, ce l'ha avuto. Formalmente punita la spocchia del co-portavoce di Gayleft.

Secondo Aurelio Mancuso si tratta di "una 'giunta' giovane ..... e la cui rappresentanza sul territorio nazionale è omogenea".

Omogenea? I 13 membri (compresi Mancuso e Gottardi) provengono da: Milano, Genova, Perugia, Pistoia, ancora Milano, Torino, Roma, Catania, Vicenza, Napoli, Cremona, Brescia, Padova.
Già guardando la distribuzione delle sedi locali si evince che una chiara omogeneità è impossibile da raggiungere. Se poi analizziamo la "giunta" diventa palese: del sud ci sono Napoli, Catania e... Roma (anche se viene considerata centro).
Possibile che Bari, nonostante il successo del Pride 2003, non si sia conquistata una rappresentanza? Manca Palermo, seppure lì è nata la prima ARCI gay! Manca la Calabria che pure ha una sede a Cosenza (forse non più operante ma, se pure fosse, non eliminata dall'elenco) E c'è pure un'altra grande assente, Bologna con il suo Cassero! Ma a ben vedere.... la "presidenza onoraria", con Franco Grillini e Sergio Lo Giudice, messinese di nascita ma bolognese d'adozione, è totalmente del Cassero.
Si poi altra anomalia, ma non troppo significativa, Lo Giudice che diventa presidente onorario.

Tanta attenzione e accanimento su una associazione che ho sempre detto che non mi rappresenta? Beh è, senza ombra di dubbio, la più rappresentativa della nostr comunità. Se pensi ai gay ed al loro associazionismo, pensi inevitabilmente all'Arcigay. Quindi volente o nolente rappresenta, agli occhi dell'opinione pubblica, anche me.
Quella stessa opinione pubblica è anche totalmente indifferente alla composizione della dirigenza nazionale dell'Arcigay e quindi potrei esserlo pure io, per lo stesso motivo di cui sopra. Ma se questa associazione ad ogni minima accusa e critica interna che le si fa risponde con arrogante sicurezza di infallibilità e con presunta palese democraticità, è chiaro che mi viene spontaneo drizzare le antenne ad ogni loro mossa. Che se fosse una mossa limpida non avrei problemi ad apprezzarla o addirittura elogiarla (l'ho fatto per esempio quando Arcigay ha deciso di fare un passo indietro e di accordarsi per quest'anno sulla parata unitaria a Roma). Non è questo però il caso: a me questa nuova giunta convince poco. Limpida a mio modesto avviso non è.

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posted by Andreas Martini @ 9:53 AM   2 comments
giovedì, marzo 29, 2007
Lettera aperta ad Alessandro Zan - La risposta
Esattamente dieci giorni fa, io e l'amico blogger FireMan abbiamo scritto una lettera aperta ad Alezzandro Zan, sia in quanto coordinatore nazionale della manifestazione Diritti Ora!, sia in quanto membro del Segreteria Nazionale di Arcigay.
Era una lettera aperta perchè pubblica ed anche perchè ritenevamo di poter rappresentare non solo il nostro pensiero ma anche quello di altri, che però non si erano presi la briga di scrivere direttamente e personalmente.
A giudicare dalle adesioni non è stato un gran successo o quanto meno ci siamo illusi di poter rappresentare il pensiero di molti. Onestamente credo di no per vari motivi: perchè non puntavamo al successo tant'è che appena scritta l'abbiamo pubblicata ed inviata, senza cercare troppi sostegni; perchè quanto meno io l'ho fatto senza l'aspettativa di un largo consenso essendo convinto che nella nostra comunità, per quanto nella rete ci siano validissime eccezioni, l'interesse verso la politica, sia quella del paese sia quella interna al movimento, è bassissimo. Forse è giusto così, forse si può essere interessati ma non coinvolti, partecipi ma non militanti. D'altronde come potrei io, "attivista free lance" (come mi definisce simpaticamente Stefano di Queerblog), dire che non è possibile. Lo è, ne sono convinto, ma lo può essere solo tenedo un occhio puntato sul movimento inteso come insieme di tutte le associazioni glbt. Ovvero posso, come gesto più semplice di impegno nella battaglia per i diritti civili, scendere in piazza e partecipare alle varie manifestazioni ma non posso farlo senza pensare che c'è un manifesto politico e soprattutto un organizzazione che l'ha stilato. Ci sarebbe da fare un discorso a parte sulla necessità di partecipare anche solo per dimostrare forza, per fare numero, detto in maniera spicciola.
E' vero anche il contrario di quello che ho detto: le associazioni devono saper rappresentare le istanze di tutti i glbt non solo dei "soci" e dei militanti. E devono saper fare autocritica o anche autoelogi se mai arrivasse occasione per farlo.
Ho detto questo convinto, insieme a FireMan, che l'Arcigay da anni necessita di un "esame di coscienza", soprattutto ora, dopo il "caso Diaco".

Ed eccomi arrivato al punto: come ha risposto Zan alla nostra lettera. Al contrario di quanto può sembrare Zan ha risposto e sono colpevolmente in ritardo nel riportare quanto mi ha detto. Ne chiedo scusa in primisa a Fabio che ha fatto benissimo a scrivere un post al riguardo senza aspettare che ne arrivasse prima uno mio.
Inizialmente ho ricevuto un'email in cui Zan mi chiedeva un recapito telefonico e datoglielo mi ha contattato venerdì scorso.
E' stata una telefonata cordiale ma non c'era nessun presupposto perchè non lo fosse. Le critiche che gli muovevamo erano circoscritte e, credo, ben argomentate. Sostanzialmente ha dichiarato che si deve ammettere, a posteriori, che sulla scelta di Diaco c'è stata "inegnuità". Avevano ricevuto la sua disponibilità, e quella di alcuni altri artisti, a condurre la manifestazione. L'unica condizione è che condividessero il manifesto e che comunque facessero una conduzione da moderatori ovvero gestendo gli interventi ma non esprimendo posizioni personali. E, salvo l'intervista ad Avvenire, sembrava che Diaco veramente lo condividesse. Mi ha anche parlato del "caso Cecchi Paone" e dell'invito che gli fu fatto, dopo la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, di non esacerbare i toni anticlericali poichè è al governo che si chiede di legiferare non al Vaticano. E come non essere d'accordo? Ma io questo lo dissi già subito dopo, sentendomi rispondere che avevo scritto "castronerie", che avevo in qualche modo difeso la "censura" di Arcigay. Ma questo è un altro discorso.
Nel merito della critica che io e Fabio abbiamo fatto a Zan, cioè riguardo alla mancanza di una sua presa di posizione mi ha raccontato che lui aveva già pronto un comunicato stampa inviato a tutti i circoli ma che Lo Giudice ha voluto bloccare preventivamente. In un'email per i circoli (che ringrazio Zan di avermi girato) ha scritto che voleva, il presidente uscente (finalmente!) di Arcigay, vedere se l'intervista di Diaco avrebbe avuto risonanza o meno. Risonanza, come era nelle speranze della presidenza Arcigay, non ce l'ha avuto e quindi hanno voluto evitare di gonfiare troppo la notizia. Hanno voluto cioè evitare l'autogol: a quel punto molte più persone avrebbero notato gli errori di Arcigay nelle gestione dell'organizzazione.
Questo è grave. Perchè tantissimi gay hanno letto l'intervista che io ho pubblicato in anteprima e che poi ha fatto il giro di tutti i più grandi siti tra cui Gaynews, Gay.tv e Gay.it e loro (a parte il Cassero che è si il circolo storico di Arcigay ma la cui lettera aperta a Diaco è a nostro avviso e come abbiamo scritto non è sufficiente) non hanno sentito il bisogno di fare autocritica. Non hanno sentito il bisogno di rivolgersi e di spiegare a noi che stavamo lì sotto al palco, a noi che siamo maggiormente offesi dalle parole di Pierluigi Diaco, perchè hanno scelto quel personaggio. Hanno preferito insabbiare. Ha concluso la sua chiamata dicendomi che Arcigay si è presa l'impegno, per le prossime manifestazioni, di affidare la conduzione solo a personalità del mondo gay.
Noi avevamo chiesto a Zan di valutare, a partire dal suo caso particolare, quanto realmente Arcigay rappresenti la comunità gay italiana. Questo non l'ha fatto ed io, purtroppo, perchè era già passata una settimana ed ero quasi convinto che non chiamasse più, non sono stato pronto a richiederglielo.
comunque, quanto meno a me, rimangono pochi dubbi sulla questione rappresentatività. Ne riparleremo.


To be continued...

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posted by Andreas Martini @ 12:30 AM   3 comments
sabato, marzo 17, 2007
Lettera aperta ad Alessandro Zan
Da quattro chiacchiere su messenger è nato tra FireMan ed Andreas un confronto sulla manifestazione di sabato scorso e su quanto successo dopo che ci ha portato a scrivere questa lettera ad Alessandro Zan.

Caro Alessandro Zan,
abbiamo partecipato alla bellissima manifestazione di sabato scorso a Piazza Farnese, di cui tu sei stato coordinatore nazionale.

Tra le tante polemiche che l'hanno seguita, quella che ci ha colpito, ed offeso di più, è quella fatta da Pierluigi Diaco, co-conduttore della manifestazione.
In un'intervista ad Avvenire, ha espresso posizioni personali sui Dico e sulle unioni civili che, ci sembra,
non coincidano né con quelle del movimento e della maggioranza dei partecipanti alla manifestazione, né tantomeno con lo spirito con cui la manifestazione era stata indetta. Anzi si può dire siano l'opposto essendo molto vicine a quelle del centrodestra, dei teodem e dell'Udeur: Diaco infatti afferma che sia diritto delle coppie convinventi vedersi riconosciuti determinati diritti ma semplicemente utilizzando il codice civile e non creando una legislazione ad hoc, che impegni il Governo.

Nella stessa intervista, Diaco ha inoltre espressamente fatto riferimento ad una riunione organizzativa con te e con l'altra conduttrice, Delia Vaccarello, dalla quale possiamo dedurre la tua piena aderenza alla sua linea di conduzione: una conduzione "equilibrata" e rispettosa delle posizioni della Chiesa, al punto di essersi egli stesso vantato di aver zittito i fischi contro Mastella, Andreotti e la CEI.

Non crediamo di dover giustificare a te il significato di quei fischi, anzi vogliamo pensare che se fossi stato in mezzo a noi ti saresti unito al nostro coro.

Sinceramente ci saremmo aspettati che a condurre quella manifestazione ci fosse stato qualcuno in grado di capire e di difendere le nostre posizioni, anche quelle più duramente anticlericali, e non qualcuno come l'ipocrita Pierluigi Diaco.

Abbiamo letto con piacere la presa di posizione del Cassero di Bologna con la quale invitano Diaco a tenersi lontano dalle prossime manifestazioni di piazza organizzate dall'Arcigay e dal movimento GLBT, ma riteniamo che non sia sufficiente.

Ci aspettiamo, anzi consideriamo quasi doverosa, una tua presa di posizione che smentisca quanto letto su Avvenire; altrimenti ci sembra lecito continuare a pensare che tu, e tutta l'organizzazione, abbiate concordato e avvallato la linea scelta da chi si è impegnato a condurre una kermesse sui diritti civili per le coppie di fatto, in particolare per quelle gay, per poi dichiararsi, da cattolico liberale, contrario al pieno riconoscimento delle unioni civili e prendendo quindi le distanza dalla manifestazione stessa. Ci chiediamo e ti chiediamo se eri o no a conoscenza di queste sue posizioni.

Ad ogni modo ci sembra che tu abbia commesso degli errori di valutazione, di gestione e di impostazione della conduzione.
In mancanza di una tua precisazione, che possa toglierci ogni dubbio sulla capacità tua e di Arcigay di rappresentare la comunità GLBT e le sue istanze, riteniamo che tu non possa più essere nostro portavoce in eventi del genere e che tu debba riconsiderare la tua presenza nella segreteria nazionale dell'Arcigay.

Andreas Martini

Fabio I. aka FireMan
Per adesioni lasciare un commento o spedire un email (vedi nel profilo) a me o FireMan.

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posted by Andreas Martini @ 2:53 PM   7 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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