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venerdì, giugno 08, 2007
Il significato dell'adesione alle manifestazioni
Vi posto un'email che ho inviato alla ML dell'ormai pluricitato Collettivo Sui Generis. Contiene in forma un pò meno modi blog una rilfessione sulla partecipazione delle'associazioni glt a varie manifestazioni politiche e viceversa sulla (non) adesione e sulla (non) partecipatazione di collettivi e partiti al Pride.

Le ultime due email di Babara sulla vostra partecipazione alla manifestazione no bush no war mi danno l'occasione per porvi una domanda che mi sono posto negli ultimi giorni andando all'università (sto frequentando un corso di perfezionamento a Roma 3): i collettivi delle varie università che tipo di contributo stanno dando al Pride? Parteciperanno il 16?

Me lo chiedo perchè se ho visto la facoltà di lettere di Rm3 tappezzata di manifesti sulla manifestazione contro Bush, non ho visto accenni a quella del Pride. Tra l'altro i manifesti ufficiali della manifestazione hanno un richiamo al Roma Pride infondo.... ma quelli loro no. Non conosco la situazione delle altre facoltà ed università, non so se hanno previsto una partecipazione, anche se a guardare la pagina delle adesioni non c'è nessun collettivo universitario eccetto il Vs.
Ho sempre pensato fossimo dalla stessa "parte" della "barricata".
I glt danno il loro sostegno perchè a molte, tante, altre manifestazioni, perchè giustamente sono prima di tutto cittadini come tutti gli altri e poi cittadini glt. I glt parteciperanno domani perchè Bush è tra l'altro il più importante presidente omofobo.
Ma perchè i collettivi universitari non partecipano alla nostra manifestazione? Le lotte che portiamo avanti, i temi su cui le portiamo avanti (soprattutto quest'anno: parità, dignità, laicità) non sono anche i loro?

Per carità non sono loro un capro espiatorio. Stesso discorso lo farei e lo faccio sui partiti (di sinistra), sempre pronti a dare la loro adesione e poi?
Giusto i manifesti il giorno prima ed il giorno stesso per "salutare" il gay pride. Nessun incontro nelle sezioni, nessun invito pubblico a partecipare ai militanti del partito....

Perchè dobbiamo accollarci solo noi glt la riuscita della manifestazione? Chiaro sono "problemi" nostri, ma che riguradano in molti modi anche la vita di molti eterosessuali anche non a contatto diretto con noi!

Scusate lo sfogo, scusate la lunghezza
A.

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posted by Andreas Martini @ 5:33 PM   0 comments
martedì, giugno 05, 2007
Da Sui Generis a proposito di "scelta"
Pubblicizzando la festa organizzata dal collettivo universitario Sui Generis, ho inserito anche una piccola presentazione che fanno di loro stessi. E' un testo che avevo già letto in precedenza, essendo iscritto alla loro ML, ma colpevolmente non lo avevo fatto prestandovi la dovuta attenzione. Più attenzione l'ha messa un mio lettore, Giò, che ha fatto notare quanto fuorviante possa essere l'uso dell'espressione "scelta sessuale" e poi in seguito solo "scelta".

Un notazione a cui potevo rispondere direttamente io e che farò, naturalmente esprimendo un mio parere personale, ma prima riporterò la risposta di una delle membre più attive del collettivo. Ho infatti inviato in ML in commento lasciando loro di dire la loro. Barbara ha risposto così:

Io credo che va rivendicata la libertà di scelta quando si parla di sessualità e orientamento sessuale...non mi è chiaro perchè dire che l'omosessualità sia una scelta rafforzi un pregiudizio...io ho scelto di non essere eterosessuale...il mondo che mi circonda, la scuola, l'educazione, forniscono modelli di identificazione prettamenteeterosessuali...io credo che nel nostro mondo non si sceglie di essere eterosessuali... piuttostoso bene che per molte gay e lesbiche l omosessulaità èvista come la naturale inclinazione del proprio esserema rivendicare la libertà di scelta nopn vuol direnegare la naturalezza e spontaneità dell'essere gay olesbica...quando ero piu piccola ho represso il mio esserelesbica...non sto a spiegare: piccolo paese del sud,terrore di dirlo, di nominarmi; assenza di realtà lgbtq... In un secondo momento qui a Roma ho scelto di smettere e di vivermi con calma la mia omosessualità.
Infine a me spaventano sempre i discorsi su cosa sia naturale e cosa non lo sia... io penso che non si può fare a meno di vedere che intorno a noi ci sono condizionamenti sociali e che la nostra sessualità non fa a meno di condizionamenti sociali... storicamente pero è stato proprio quando si è affermato che l'omosessualità fosse biologica che sisono scatenati i pregiudizi e che la scienza e andata alla ricerca di cure per questa deformazione dalla naturalità eterosessuale e il movimento lgbt ha elaborato la questione della libera scelta.

Perchè non condivido: perchè questa posizione, di orientamento sessuale come scelta, è due passi avanti rispetto alla cultura italina (e non solo). Voler trasmettere il messaggio secondo cui l'orientamente sessuale anche se "scelto" sarebbe comunque da difendere e tutelare è troppo "avanguardista" in una società in cui un omosessuale e, peggio ancora, un transgender è tuttora visto come malato. E' per di più un malato che sceglie di rimanere tale.
Io credo che tuttora si debba far comprendere come l'essere omosessuali o transgender è una cosa innata, la scelta c'è quando si sceglie di vivere liberamente la propria sessualità senza condizionamenti "eteronormanti".
E' secondo me sbagliato poi dire che i pregiudizi si sono "scatenati" quando si è posta la questione omosessuale su basi biologiche. In quel caso si sono sollevate le polemiche di chi asseriva che l'OMS e l'Associazione psichiatrica americana fossero state condizionate della lobby omosessuali per far eliminare l'omosessualità dai manuali diagnostici (il transessualismo permane come "disforia dell'identità di genere", ci vuole infatti un'attestazione di un terapeuta per dimostrare che sussistono le basi per un cambio di genere). Le cure le andavano a cercare prima (i nazisti usavano l'elettroshock e poi le cure di testosterone, per esempio) e le si cerca tuttora (ora ci sono "cure religiose").
I condizionamenti sociali, imposti anche a noi persone glbt, si possono evitare, scegliendo individualmente di evitarli visto che anche facendo un discorso di "scelta dell'orientamento sessuale" rimarrebbero comunque. Mi sembra veramente difficilissimo utilizzare argomenti come quelli del collettivo Sui Generis in un momento in cui si è veramente molto indietro nel dibattito.
Spero di essere stato chiaro, anche se sicuramente non esaustivo. Mi farebbe piacere comunque continuare ed allargare questo discorso.

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posted by Andreas Martini @ 11:19 AM   1 comments
mercoledì, maggio 30, 2007
Festa Sui Generis
Sui Generis è un collettivo TLGBQ (la nuova formulazione dell'acronimo è loro) che si riunisce alla Sapienza ma che raccoglie studenti universitari di tutte le università romane. Il nome, e la scelta di mettera la T di transgender al primo posto dell'ormai noto acronimo con cui si identificano i gay le lesbiche i bisessuali ed i transessuali di tutto il mondo, definisce una particolare attenzione che il collettivo studentesco pone sulla realtà del transgenderismo.


Pur avendo partecipato ad una delle loro prime riunioni, poi impossibilitato per mancanza di tempo, non ne ho mai parlato. Cogliendo l'occasione di una festa che hanno organizzato per il prossimo 5 giugno colgo l'occasione per introdurveli. Anzi lo faccio fare a loro stessi attraverso il flyer della suddetta festa ed un testo scritto da loro. E' chiaro che è importante parteciparvi!



TLGBQ non è solo un acronimo... è una sigla che denomina soggetti trans, lesbo, gay, bisex, queer, perché nella realtà in cui viviamo, troppo spesso, la scelta sessuale è obbligata dai giudizi e dagli stereotipi della società. Non accettare la sessualità imposta, eteronormata, così quanto la normalizzazione, è per noi indispensabile per proporre invece un'identità che superi gli schemi e dia voce alle molte forme di espressione di sé "sui generis". Violenze, attacchi, insulti: recentemente delle donne sono state stuprate perché lesbiche, ragazzi gay picchiati e insultati per strada, scritte omofobe sono state fatte sui muri della casa di una coppia di lesbiche di Brescia e contro delle studentesse lesbiche nei nostri licei, mentre transessuali e transgender vivono quotidianamente sulla propria pelle le discriminazioni e la difficoltà di affermare la propria libera scelta di identità altra. Omofobia, transfobia, sessismo e pregiudizio nei confronti delle persone transessuali, lesbiche, gay sono dunque ancora una costante nel mondo in cui viviamo e si alimentano nella società reale anche grazie ai dettami della chiesa e di chi, nella classe dirigente politica, si fa portatore di idee reazionarie volte alla conservazione dell'identità eterosessuale che si esprime nella famiglia tradizionale e non ammette altre forme di scelta sessuale. E' solo attraverso momenti di auto-organizzazione, fatti di campagne e iniziative di visibilità, discussioni aperte a tutti e tutte, elaborazione ed azione, agitazione e lotte reali, che i soggetti TLGBQ possono incidere sulla realtà per sconfiggere quelle idee reazionarie. Essere un collettivo TLGBQ sui generis significa rivendicare il diritto di scegliere la propria identità di genere e di ESPRIMERE LA PROPRIA SESSUALITà LIBERAMENTE.

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posted by Andreas Martini @ 4:20 PM   2 comments
venerdì, marzo 30, 2007
Video: Mastella contestato alla Sapienza dal collettivo Sui Generis.

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posted by Andreas Martini @ 4:09 AM   0 comments
lunedì, marzo 26, 2007
Giovani insurreazionalisti gay contestano Mastella
Roma, 26 mar. - Piccola contestazione stamattina alla facoltà di Giurisprudenza dell'università La Sapienza di Roma all'arrivo del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, invitato all'ateneo per un convegno sulla riforma del sistema giudiziario.Appena giunto presso la facoltà, una ventina di studenti del collettivo di Giurisprudenza e del collettivo 'Sui generis' degli studenti gay, lesbiche e transessuali, hanno accolto Mastella con fischi e qualche 'buuu', dispiegando uno striscione che diceva 'Dai Dico alla pace, questa è la giustizia che ci piace'.Gli studenti hanno intrattenuto il ministro per qualche minuto, chiedendo il suo appoggio per i diritti alle coppie omosessuali."Per me la famiglia è la famiglia tradizionale - ha risposto Mastella - sui Dico, dico no. Mi dispiace ma la mia opinione è questa". (Apcom-Gaynews)

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posted by Andreas Martini @ 6:25 PM   3 comments
Chi sono

Name: Andreas Martini
Home: Roma, Italy
About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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