Alla fine censura totale. Nessuna mostra, a Milano, su Arte e Omosessualità. E forse non è contestabile nemmeno Sgarbi, che davanti alle regole di Suor Letizia Moratti, ha preferito privare la città di Milano di una mostra, attesa, controversa, pericolosa o semplicemente libera.
Ecco perché il nostro Paese vive un emergenza laica. Perché la città che si immagina più evoluta, il ponte verso l’Europa, quella che negli anni ’80 ci ha regalato gli Yuppies e la “dolce vita” in chiave moderna, unica a contrastare quella romana degli anni ’70 oggi monta un caso attorno alla mostra in questione e si allontana definitivamente dall’immaginario che ormai si definisce comune .
Perché la censura a una mostra è una cosa triste, non solo per gli artisti, non sono per chi ama l’arte, non solo per chi sarebbe andato a vedere quelle opere.
Sembra impossibile che nel 2007 una mostra sia ancora legata al concetto di censura. Mette paura e avvilisce. Romanticamente richiama al concetto di coraggio. Perché l’arte è anche coraggio.
In questo caso però diventa anche baluardo, diventa pericolosa proprio perché repressa, diventa denuncia, ma non delle opere “scandalose”, ma dello stato in cui versa la MORALE in Italia.
Censurare per attaccare, censurare per alimentare la paura, censurare per spingere sempre un po’ oltre i paletti del proibizionismo come concetto e come regolatore delle nostre vite, censurare per rafforzare l’idea di omosessualità-scandalo-proibito-perverso.
Mentre attorno, tutto scorre. Quella mostra si mostrerà e probabilmente avrà meno successo che se si svolgesse a Milano, quella mostra non si svolgerà, ma sarà, come nel caso di ogni censura una perdita.
Quale sarà allora il prossimo passo? Cosa verrà censurato, proibito, fosse anche solo osteggiato e additato di scandaloso? Cosa provocherà lo sdegno dei benpensanti? E a cos’altro ancora si dovrà rinunciare?
Tutto questo mi impaurisce, perché quest’emergenza coinvolge qualcosa che va oltre l’arte, qualcosa che va nella vita di ognuno, qualcosa che rischia di chiudere e censurare ognuno di noi, dal modo di vivere, di amare, di esistere.
di
Contro-verso