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giovedì, giugno 08, 2006
Que viva Españna, no Catalunya!
Sono un amante della vita notturna, in particolare delle discoteche e di tutti gli annessi e connessi. Sono andato a Barcellona con il mito della movida spagnola, del divertimento e delle affolattissime discoteche gay. Torno entusiasta per una città veramente affascinante dove per la prima volta ho visto grandi palazzoni affacciarsi sul mare, ma torno deluso per una vita notturna poco all'altezza del mito costruitole intorno. Se già le locations non offrono molto è sicuramente la mentalità catalana che lascia molto a desiderare. Sentirsi ripetere "yo no soy español, soy catalano" è irritante. Come già sperimentato gli spagnoli preferiscono rimanere tra di loro e l'esperienza barcellonese l'ha confermato, facendomi conoscere per di più l'arroganza con cui ci tengo a distinguersi dal resto degli spagnoli.La mia preferita rimane comunque Madrid che, a quanto pare, non ha dovuto aspettare Zapatero per farsi distinguere per la sua libertà di pensiero dei suoi abitanti. Una libertà che sembra irragiungibile per la nostra e se gli spagnoli sono contenti perchè siamo riusciti a mandare a casa Berlusconi ("Felicitiones por Prodi") bisogna subito fargli notare che Prodi è lontano anni luce dal loro Jose Luis.
Ma non diamo colpe solo alla politica. Sono ancora troppi i gay italiani che non se la sentono di esporsi. Bisogna andare all'estero per vederli sentirsi liberi di esprimersi. Non basta apprezzarla la libertà degli spagnoli, bisognerebbe imitarla, ma i tabù culturali e religiosi sono ancora troppo forti. E non si possono nemmeno dare tutte le colpe al Vaticano. Se noi stessi non facciamo vedere che la società è cambiata loro potranno continuare a definirci "bestiali" e continueremo a pagare le conseguenze politiche delle loro ingerenze.
Froci siete voi i primi a dover cambiare!
Accennavo prima alla questione catalana. Il 18 giugno in Catalogna si voterà per dire Si o No al nuovo statuto voluto dal partito socialista. Un nuovo statuto che a mio modesto avviso renderà ancora più difficile parlare della Spagna come un'unica nazione. Mi è sembrato di essere tornato indietro di dieci anni in italia quando Bossi parla di secessione per la Padania. Tutti i partiti, eccetto naturalmente il PSOE/PSC, spingono per il NO. Paradossalmente la sinistra estrema voterà NO semplicemente perchè gli sembra che anche questa nuova proposta di statuto sia insufficiente, vogliono ancora più indipendenza insomma e non vogliono sprecare la cartuccia per riproporre la loro idea di statuto. Io che nel mio piccolo non ho sopportato l'eccessivo orgoglio catalano avrei votato NO.
posted by Andreas Martini @ 11:30 AM  
3 Comments:
  • At 11:17 PM, Anonymous marco alias equalmarriage said…

    Bentornado! :-)

     
  • At 2:02 AM, Blogger sikileia said…

    Caro compagno Andreas:

    Più di nazione di nazioni, lo Statuto catalano significa il riconoscimento storico di una cultura, lingua e identità trascurate per 40 anni (franco)+ 8 anni (aznarismo) di un governo centrallista dimenticava quello che reclamava da anni la naggioranza dei catalani. Valga come anticipo che Io non sono catalana, sono da Madrid, però anche lo Statuto è iniziare una nuova tappa nella Costituzione Spagnola del 1978 che era già smodata in tutti i sensi. Lo Statuto aggiorna di più la Costituzione non la destrugge come vuole dir la destra. Inoltre dirti che non sarà solo Catalogna ad aver uno Statuto, altre regioni del nostro Paese come Andalusia, Baleari, Asturie, Galizia, Aragona, ecc in breve avranno quello suo e parliamo anche di regioni come é il caso baleare dove governa la destra del PP. Se come dice la Destra, Zapatero vuole distruggere l'unità di Spagna, come mai si è fatto un referendum democratico dove il popolo ha parlato e democraticamente ha scelto "si" e continuar consequentemente appoggiando le riforme di ZP.
    Stati attento, perche une delle leggi che anche varerà ZP sarà quella che riconoscerà l'igualglianza sociale per i trassesuali.
    Saluti, andreas, Mabel

     
  • At 2:38 AM, Anonymous Anonimo said…

    Scusami tanto, ma a te che sei italiano e per di più nemmeno vivi lì ma a quanto ho capito ci sei andato solo in vacanza, cosa diavolo te ne importa se la spagna è un paese federale o se è un paese centralista??I catalani si sentono diversi dal resto degli spagnoli, e se avessi un pò approfondito la conoscenza te be saresti accorto: sono più colti e più cosmopoliti, più vicini all'europa, e oltretutto hanno una lingua loro alla quale sono attaccatissimi. Il fatto che siano chiusi è solamente un mito; in catalunya c'è il più alto numero di matrimoni misti credo d'europa, e i catalani ADORANO le persone che vengono da fuori, ogni volta che dicevo di essere italiano ho sempre incontrato sorrisi e molto interesse...Quindi nn giudicare su cose che nn ti competono e che nn sai. In più il paragone cn la lega nord nn centra nulla, in quanto in spagna (paese costruito dall'alto, dalla destra) gli indipendentisti stanno a sinistra (il partito indipendentista per eccellenza è ERC - Esquerra (sinistra)republicana de catalunya). Il confronto cn noi è impossibile, l'italia è stata costruita dal basso, è stato il popolo a volerla, e l'ha difesa con il sangue due volte(con i mille di garibaldi e con i partigiani della resistenza) mentre la spagna è stata creata tramite matrimoni dinastici e eccupazioni militari guidate dalla destra, che ben poco hanno a che vedere con la storia dell'italia...

     
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About Me: Andreas Martini è uno pseudonimo, ma non sono "una velata": sono visibile dappertutto, ma per scelte diverse, anche politiche, non lo sono su questo blog e nella rete. 26enne, 100% orgoglioso abruzzese, 100% innamorato di Roma, la città che dal 2000 mi ha adottato. Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista praticante. Il mio blog è il mio impegno nella lotta per i diritti civili glbt. C'è anche attivismo vero: sono iscritto all'associazione di ispirazione socialista Rosa Arcobaleno e alla Federazione dei Giovani Socialisti.
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